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Redazione Babboleo News

In 1500 a Roma dalla Liguria alla mobilitazione dei sindacati; Magni (Cgil), “Voglia di rivendicare radici antifasciste e democratiche del Paese”.

Circa 1500 persone dalla Liguria, 700 da Genova tra delegazioni della Cgil, di Cisl e Uil hanno raggiunto oggi Roma per la manifestazione nazionale ad una settimana dall’assalto alla sede della Cgil nazionale da parte di manifestanti no green pass e esponenti di Forza Nuova. In 200mila in piazza San Giovanni oggi per chiedere lo scioglimento dei partiti neofascisti e per concentrare l’attenzione sul lavoro e sulla sicurezza. “La voglia di essere in piazza e di rivendicare le radici antifasciste e democratiche del nostro Paese – ha spiegato a Babboleo News Igor Magni, segretario della camera del lavoro di Genova, anche lui a Roma e sul palco con Landini – ma anche tutte le lotte che bisogna fare per le lavoratrici e i lavoratori e per i giovani come ha spiegato il nostro segretario”. Dopo le proteste che in queste ore hanno attraversato l’Italia dal via all’obbligo di green pass anche sui luoghi di lavoro, da Magni anche un messaggio di unità al mondo del lavoro. “Penso che non sia una frattura – ha spiegato rispetto a chi è andato in piazza in questi due giorni – mi piacerebbe ritrovare tanta gente che oggi manifesta su questo tema su quelle che sono vertenze importanti nel nostro Paese. Spero siano al nostro fianco anche su riforme fiscali, riforme degli ammortizzatori sociali, i rinnovi contrattuali. Temi che davvero colpiscono le persone. Abbiamo tante battaglie, io spero che queste siano quelle che vanno a unire i lavoratori tra di loro perché riguardano tutti”. Ascolta l’intervista.

Fondazione Edoardo Garrone: 150 ragazzi di 6 istituti superiori genovesi organizzatori e protagonisti di una speciale “Giornata dell’Appennino”, ieri a Voltaggio.

Nella giornata di ieri, 13 ottobre, 150 ragazzi delle scuole superiori genovesi hanno animato il borgo dell’Appennino Ligure con orienteering, proposte gastronomiche legate ai prodotti del territorio e una rappresentazione scenica itinerante.

La ‘Giornata dell’Appenino‘ è stata organizzata dagli stessi ragazzi a conclusione del progetto didattico AppenninoLAB, promosso da Fondazione Edoardo Garrone e realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria per accompagnare i più giovani a contatto diretto e attivo con le risorse ambientali, economiche, sociali e culturali dell’Appennino. Un progetto ampio e concreto, che ha consentito inoltre di inquadrare il lavoro nell’ambito di 20 ore di Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (ex alternanza scuola-lavoro).

Ad essere coinvolti sono stati, in particolare, gl istudenti di 6 classi, IV e V, di altrettante scuole secondarie di secondo grado: l’ISSS Agrario “Bernardo Marsano”, l’ISSS Alberghiero “Nino Bergese”, il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci”, il Liceo Musicale e Coreutico “Sandro Pertini”, l’ISS Design e Comunicazione “Vittorio Emanuele II – Ruffini”, l’IISS Turistico “Firpo – Buonarroti”.
Il percorso innovativo di collaborazione tra istituti diversi è stato studiato per consolidare una cultura del dialogo, dello scambio e della complementarietà. Ogni istituto è affiancato da un mentore autorevole per esprimere al meglio tutto il potenziale e il valore di uno specifico indirizzo di studi.

Guidati dal “cucinosofo” Sergio Rossi, gli studenti dell’istituto agrario hanno imparato a valorizzare e promuovere i prodotti del territorio, raccontando i piatti che, per l’occasione, sono stati preparati dagli studenti dell’istituto alberghiero, secondo un menu creato con l’aiuto di Marco Visciola, chef del ristorante “Il Marin al Porto Antico. Ai ragazzi del liceo scientifico, affiancati dall’attore Pino Petruzzelli, è spettato il compito di mettere in scena una rappresentazione teatrale itinerante, con una colonna sonora costruita ed eseguita dai giovani del liceo musicale, assistiti da Eliano Calamaro, professore d’orchestra e tra i primi violini del Teatro Carlo Felice. La “Giornata dell’Appennino” ha proposto inoltre attività per scoprire in maniera ludica e divertente il territorio di Voltaggio, gestite dagli studenti dell’istituto turistico, con il supporto di Aldo Buzio, esperto di marketing territoriale. Sulla base di questi spunti, i ragazzi dell’istituto di design e comunicazione visiva hanno realizzato, infine, l’immagine coordinata dell’evento grazie ai suggerimenti di Franco Melis, responsabile eventi e rapporti con le aziende di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura.

“La Giornata dell’Appennino che abbiamo vissuto a Voltaggio insieme agli studenti è stato il risultato tangibile ed entusiasmante di un percorso didattico e formativo che ha voluto essere di reale orientamento rispetto alle opportunità professionali in ambiente montano, in linea con il nostro più ampio impegno per lo sviluppo della montagna attraverso il sostegno alle giovani imprese – spiega Francesca Camporadirettore generale di Fondazione Edoardo Garrone. – Vogliamo rendere le nuove generazioni protagoniste del rilancio e della rivitalizzazione dell’Appennino, coinvolgendo attivamente il territorio e i suoi abitanti, e oggi possiamo dire con orgoglio di aver fatto un piccolo, significativo, passo in questa direzione”.

Obbligo di green pass a lavoro: le nuove regole

Oggi, 15 ottobre, è scattato l’obbligo di green pass in tutti i luoghi di lavoro, in applicazione delle nuove linee guida contenute nel Dpcm firmato da Draghi. Resta consentito senza certificazione verde l’accesso a tutti i servizi essenziali.

Le modalità per ottenere il green pass restano le stesse:
– aver effettuato il vaccino almeno da 14 giorni
– risultare negativi al tampone
– essere guarito dal Covid negli ultimi 6 mesi

1) Categorie sottoposte all’obbligo
– tutti i lavoratori, nel settore pubblico e privato
– Partite iva (idraulici, elettricisti, etc.)
– Colf, badanti, baby sitter
– Soggetti con cariche elettive (governatori, sindaci, consiglieri, etc.)

2) Categorie escluse dall’obbligo
– Avvocati difensori
– Testimoni di parte
– Periti e consulenti di parte

3) Soggetti esenti per comprovati motivi di salute
Per coloro i quali non possono vaccinarsi per comprovati motivi di salute basterà presentare la certificazione di esenzione rilasciata dal medico.

4) Vaccinati con prima dose in attesa di certificato
La Liguria è la prima regione che offre tamponi gratis a tutti i lavoratori che si sono vaccinati e che stanno aspettando il green pass, scaricabile solo dopo 12 giorni dalla somministrazione e valido dal 15° giorno dal vaccino.

5) Sanzioni
Il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro.
Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul green pass rischia una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro.

Ogni azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, a tappeto o a campione, non inferiori al 20%, tramite l’app ‘VerificaC19‘ o altre strumentazioni automatizzate.
L’accesso al luogo di lavoro non è consentito a chi sia sprovvisto di green pass valido o si rifiuti di esibirlo. Questo sarà considerato assente ingiustificato fino all’esibizione di un certificato valido, includendo nel periodo di assenza anche eventuali giornate festive o non lavorative.
Non è consentito che il lavoratore permanga nella struttura, anche a fini diversi, o che lo stesso sia adibito a lavoro agile in sostituzione della prestazione non eseguibile in presenza.

Tale obbligo è esteso ad ogni soggetto che accede alla struttura per lo svolgimento di qualsiasi attività, ad esclusione di coloro i quali si recano in un ufficio pubblico per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare.

Palabombrini, lista Sansa: ‘ancora una volta un progetto che giova soprattutto a chi lo costruisce, non ai genovesi’

Lo scorso 8 ottobre è stata presentata la proposta progettuale della società M.O.S. srl-Mall of sports, in occasione della Festa dello sport tenutasi a Trento.
Un palazzetto per l’atletica indoor con tribune da 3.500 posti a sedere, campi da volley, basket, pallamano, calcio a 5 e anche una parete trasparente da 20 metri, aree per la simulazione dello sci, per arti marziali, boxe, danza, wellness, fitness e piscina. Sono alcuni dei particolari contenuti nell’idea progettuale del
nuovo complesso sportivo Palabombrini, un centro polisportivo sulle aree della società per Cornigliano, a ridosso di Villa Bombrini.
Dopo aver coinvolto il Municipio Medio Ponente e avuto un primo riscontro positivo, l’ipotesi progettuale avanzata dalla Mos è ora allo studio degli uffici comunali.

La proposta ha creato diverse polemiche derivanti dal mondo dell’ambientalismo e dell’arte, ma anche dal mondo della politica.
Molto nette le posizioni di Ferruccio Sansa che subito definisce il progetto come ‘il colosso di cemento
che piace alla politica’, sottolineando anche come dell’iniziativa in città non se ne sapeva praticamente nulla.

Ipermercati e condomini a schiera non bastano: adesso a Genova arriva anche il progetto di un mega centro commericiale dello sport, una proposta avanzata da imprenditori amici di Lega e Forza Italia che rischia di cancellare il tessuto commerciale e sportivo del Ponente‘ afferma Sansa.
L’area cittadina, già caratterizzata da continui congestionamenti stradali, sarebbe sottoposta a un ulteriore carico di traffico, dato il fatto che una struttura del genere sarebbe un mega attrattore di trasporto privato. Ciò oltre al fatto che, come insegna l’esperienza di Fiumara, il nuovo centro rischierebbe di desertificare le piccole realtà di quartiere, favorendo le grandi imprese sportive a scapito delle piccole associazioni.
Queste sono solo alcune delle posizioni avanzate dal consigliere regionale.

Noi, come Lista Sansa, abbiamo un’altra di idea di progettazione, di sport e di sostenibilità. Proponiamo di recuperare e rinnovare le società diffuse sul territorio, realizzando anche nuovi impianti, ma non con la logica dell’accentramento‘ continua Sansa. ‘I cittadini più che un mega centro commericale e sportivo si
aspettavano forse un parco pubblico, in un quartiere che di verde e spazio ne ha veramente poco
‘.

Ai microfoni di Radio Babboleo il consigliere regionale Ferruccio Sansa

Rientro dallo smart working per 20 mila dipendenti della p.a. in Liguria. Cgil: “Sbagliato demonizzare il lavoro agile”

In Liguria sono almeno 20mila i dipendenti della pubblica amministrazione, degli enti locali alla sanità, che negli scorsi mesi a rotazione hanno utilizzato il lavoro agile.

Da venerdì 15 ottobre, come deciso dal decreto del ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta, i dipendenti in smart working dovranno tornare tutti progressivamente in presenza. Il graduale rientro interessa per primi i lavoratori impegnati nelle attività di front office e sportello.

Non siamo d’accordo con l’impostazione del decreto – spiega Nicola Dho, segretario generale Funzione Pubblica Cgil LiguriaDa una parte si pensa, erroneamente, che lo smartworking sia sinonimo di minor impegno da parte dei lavoratori. Dall’altra si rischia di perdere un’occasione di innovazione ed efficienza dell’amministrazione pubblica”.

In Liguria i dipendenti della pubblica amministrazione (escludendo il comparto scuola) sono circa 50 mila e almeno 20 mila, a rotazione, hanno utilizzato la possibilità di lavoro a distanza: 15mila sono impiegati negli enti locali .

Ci sono aziende che avevano già introdotto parzialmente lo smart working prima della pandemia, poi in questi mesi è stato implementato e migliorato, per questo chiediamo alla Regione un piano per potenziare le infrastrutture e favorire chi abita e lavora in remoto nell’entroterra e nella zona costiera – continua il sindacalista- Inoltre lo smartworking si è dimostrato anche uno strumento, aggiuntivo, di prevenzione per i lavoratori fragili “.

Liguria, al via la campagna P.R.E.S.T.O. per sensibilizzare i cittadini liguri sull’ictus

A distanza di due anni dalla prima edizione, torna P.R.E.S.T.O.,
la campagna di A.L.I.Ce Liguria per sensibilizzare i cittadini genovesi e liguri sui sintomi e
le modalità di cura dell’ictus cerebrale.
Il nome del progetto Presto è un acronimo tra i
quattro principali sintomi di ictus (Perdere forza, Riduzione vista, Esprimersi, Sorridere), il
Tempo (variante fondamentale per intervenire in modo efficace) e l’Ospedale (il punto di
arrivo per essere sottoposti alle cure necessarie)
. Il progetto, che ha ricevuto il contributo
di Fondazione Carige, si articola su tre fasi: la registrazione dei tempi di arrivo negli
ospedali nei 4 mesi precedenti la campagna di informazione e sensibilizzazione; 8 mesi di
campagna rivolta ai cittadini; 4 mesi di nuova raccolta dati per registrare l’eventuale
miglioramento sui tempi di arrivo in ospedale.
In Liguria si registrano circa 4.000 casi di ictus all’anno e, a livello nazionale, va ricordato
come l’ictus sia la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie,
essendo responsabile del 10/12% di tutti i decessi. L’ictus rappresenta anche la principale
causa di invalidità, costituendo un considerevole carico sociale per il paziente, per i
familiari che lo assistono e per l’intera comunità.
“Tra il 2018 e il 2019 abbiamo lanciato la prima edizione di Presto raccogliendo a fine
campagna dati incoraggianti circa la riduzione dei tempi di arrivo in ospedale e il numero di
ictus scoperti – spiega Massimo Del Sette, Direttore U.O. Neurologia dell’IRCCS
Ospedale Policlinico San Martino e presidente di Alice Liguria -. Siamo convinti che si
possa fare ancora meglio e per questo abbiamo lanciato una seconda edizione del
progetto ancora più strutturata e articolata. È fondamentale rispettare il nome della
campagna, e fare presto, perché dalla comparsa dei sintomi di ictus abbiamo a
disposizione solo 4 ore e 30 minuti per poter intervenire”. “I tempi di arrivo in ospedale non
sono però l’unica sfida che abbiamo di fronte – aggiunge Del Sette -. In Liguria al
momento abbiamo 8 centri per la trombolisi endovenosa e 2 centri per la trombectomia,
bisogna quindi valutare il trasporto dei pazienti tra i vari ospedali individuando il modello
migliore per le caratteristiche della nostra regione”. “Inoltre – conclude il presidente di Alice
Liguria – passata l’ondata peggiore del Covid, dobbiamo sottolineare l’importanza di
ripartire con una ritrovata normalità negli ospedali, in quanto l’ictus è un’epidemia che
resta”.
Il via ufficiale alla campagna di informazione e sensibilizzazione Presto è avvenuto questa
mattina, durante il convegno “La rete dell’ictus in Liguria: bisogna fare P.R.E.S.T.O.”,
organizzato dall’Ospedale Policlinico San Martino di Genova con il patrocinio di Alice
Liguria Odv, Università degli Studi di Genova, Regione Liguria e OMCEO GE. L’evento
che dal punto di vista scientifico è stato organizzato da Lucio Castellan (Direttore
Dipartimento della diagnostica per immagini e radioterapia IRCCS Ospedale Policlinico
San Martino), Massimo Del Sette (Direttore U.O. Neurologia IRCCS Ospedale Policlinico
San Martino) e Angelo Schenone (Direttore U.O. Clinica Neurologica Università di
Genova), ha visto la partecipazione di neurologi, personale medico, direttori sanitari e

anche del presidente di Regione Liguria, e assessore alla Sanità, Giovanni Toti.
“Per prima cosa vorrei ringraziare tutti i medici, i dirigenti medici, gli infermieri e gli
operatori sanitari che si apprestano alla fondamentale ripartenza del sistema sanitario: se
ora siamo sulla linea del traguardo nella battaglia al Covid – osserva il presidente della
Regione Liguria Giovanni Toti – ne abbiamo molte altre che in qualche modo hanno anche
patito sulla linea del fronte rispetto agli sforzi compiuti per il Coronavirus. Oggi ripartiamo
con il piano Restart e cominciamo a ridisegnare quella che sarà la rete della Sanità del
futuro, con i fondi del Pnnr, per rispondere ai bisogni dei cittadini”. “La velocità necessaria
per affrontare l’ictus e l’indispensabile rapidità dei tempi in cui si cura è qualcosa che ci
deve far interrogare su quella rete di ospedali di comunità, case della salute, pronto
soccorso, punti di primo intervento di cui dobbiamo costellare il territorio – aggiunge il
governatore -. La migliore offerta sanitaria non è sempre e comunque avere poco di tutto
accanto a casa, ma talvolta è avere le persone che ti indirizzano nel posto giusto in un
tempo ragionevolmente breve per essere assistito”. “La Sanità si è comportata bene e
questo credo che vada ribadito. Certo, abbiamo sempre il tema della riabilitazione post
acuti, un tema che resta aperto e su cui l’offerta pubblica e privata convenzionata resta al
di sotto dei bisogni del nostro territorio. Dobbiamo avere però la consapevolezza di essere
di fronte ad una sfida epocale per la nostra Sanità, grazie ai fondi in arrivo dal Pnnr: tutti
insieme dobbiamo disegnare una rete che risponda sempre di più ai bisogni dei cittadini,
che sia razionale e garantisca un aumento delle prestazioni che potremmo offrire come
Regione Liguria”.
Gli interventi scientifici del convegno si sono concentrati su tutta la “filiera” nella cura
dell’ictus: dal riconoscimento dei sintomi, allo smistamento telefonico del 112, fino alla cura
in ospedale e alla riabilitazione post intervento. Particolarmente interessante è stato anche
il punto di vista dei pazienti (e delle loro famiglie), analizzato da Nicoletta Reale, vice
presidente di Alice Liguria. “In questo periodo ai pazienti è mancato principalmente il
contatto umano, che per le attività di Alice è fondamentale vista l’attenzione che abbiamo
sempre dedicato ai gruppi di auto-aiuto, di recupero fisico, di sostegno psicologico ma
anche alle attività culturali, sportive e sociali, come le sedute settimanali con il ‘coro degli
afasici’ – spiega la vice presidente di Alice Liguria -. La pandemia tuttavia ci ha dato anche
alcune alcuni spunti positivi, soprattutto sull’uso degli strumenti digitali per la telemedicina
o più semplicemente per mantenere un contatto ‘umano’ a distanza”. “Oggi i pazienti
richiedono all’unanimità un ritorno alla normalità – aggiunge Nicoletta Reale -. Ricevere la
giusta e consueta assistenza sia ambulatoriale che riabilitativa, essere visitati dal proprio
medico, ricevere il trattamento fisioterapico o logopedico, intrattenere relazioni sociali”.
“Grazie ai progressi della scienza medica – conclude Reale – oggi sappiamo che l’ictus
cerebrale è un’emergenza medica che si può prevenire e curare. Ma è necessario che i
cittadini ne abbiano la più ampia consapevolezza e che facciano presto!”.

‘Andy Warhol icona pop’ sbarca al Porto Antico di Genova

Dal 19 novembre al 27 marzo i Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova ospiteranno l’esposizione delle opere dell’eclettico Andy Wharol.
In mostra oltre cento opere tra polaroid, serigrafie e preziosi cimeli provenienti dalla collezione privata di Eugenio Falconi per Art Motors, che raccontano in un ambiente suggestionante, l’evoluzione artistica di uno degli artisti più influenti dell’arte contemporanea.

Warhol insegue, raccoglie e rielabora immagini le cui suggestioni permangono nell’immaginario collettivo, frutto di una sapiente mescolanza tra la nascente ‘Popular art‘ e le influenze dada-surrealiste importate dall’Europa grazie alla presenza sul territorio americano di numerosi artisti sfuggiti dalla guerra.

La mostra vuol far rivivere l’ebbrezza dei favolosi anni Sessanta attraverso sezioni interattive e multimediali, musica, citazioni e ambientazioni dai colori psichedelici che accompagneranno il visitatore nel viaggio nel mondo dell’artista di Pittsburgh.
Non ultima la ricostruzione in scala reale della Factory, centro nevralgico delle produzioni artistico-cinematografiche di Warhol, il magico luogo in cui transitarono star, poeti, scrittori e collezionisti in cui il visitatore potrà fisicamente entrare per immergersi nella magia di un luogo denso di arte e vita.

L’esposizione racconta anche il rapporto tra Pop art e musica degli anni dal 1955 e il 1985, svelando come la cultura di massa possa essere veicolata contemporaneamente dalle arti figurative e dal mondo musicale. La pop art coinvolge tutti in questo nuovo mondo figurativo, anche attraverso la diffusione dei mezzi di comunicazione di massa che modificano radicalmente la cultura collettiva, introducendo nella testa di tutti una valanga di immagini, parole e motivetti musicali ripetitivi di amplissima diffusione e dalla fortissima presa.
Andy Warhol racconta questa fase storica nelle sue opere caratterizzate dall’ossessiva ripetizione dell’immagini simboliche dell’epoca: prodotti di largo consumo, star di Hollywood e celebrità della pop music.

Curata da Edoardo Falcioni e prodotta dalla ‘Navigare s.r.l.’, la mostra prevede numerose collaborazioni.
Da segnalare la consulenza artistico musicale di Red Ronnie, il conosciuto giornalista, critico musicale, conduttore televisivo e radiofonico italiano che sarà presente all’Evento inaugurale insieme ad altri artisti di caratura internazionale.

Fegino e Borzoli, nessun indennizzo per l’alluvione del 2019. Marras (Comitato cittadini): “Promesse non mantenute”

A novembre 2019 l’esondazione del rio Fegino, causato dalle abbondanti piogge, aveva provocato danni e allagamenti nei quartieri genovesi di Borzoli e Fegino. Da allora, gli abitanti della zona aspettano ancora una risposta sugli indennizzi promessi, ma mai arrivati.

“Abbiamo ancora diritto a questi risarcimenti?” si chiede Antonella Marras, presidentessa del Comitato spontaneo che riunisce i cittadini di Borzoli e Fegino. Oggi, insieme a una rappresentanza di residenti, ha protestato di nuovo sotto il consiglio regionale.

“Nonostante l’ennesima richiesta avvenuta nel mese di gennaio all’assessore Giampedrone, non sono ancora stati stanziati dal Governo i fondi dedicati all’indennizzo dei danni subiti delle attività presenti nel quartiere”. Quartiere che ancora oggi versa ancora in una situazione di degrado, spiega Marras, che non viene adeguatamente presa in considerazione, tra frane e dissesti.

“Siamo in sicurezza solo parzialmente dal punto di vista idrogeologico, perché mancano ancora interventi su rio Fegino e a monte, per evitare ulteriori alluvioni”.

Dal canto suo, l’assessore alla Protezione Civile aveva annunciato lo stanziamento dei soli fondi per le somme urgenti, necessari al rispristino dei territori ma non quelli dedicati alle attività, negozi e privati. Fondi che saranno poi valutati caso per caso della Regione dopo l’assegnazione da parte del Governo.

“Siamo pronti a denunciare il silenzio intorno ad una vicenda fatta delle solite promesse scontate e mai mantenute” conclude Marras. “Restiamo in attesa di sapere qualcosa sulle tempistiche”.

Maxi concorso di Alisa, OSS in piazza per chiedere lo sblocco delle assunzioni

Da questa mattina numerosi OSS stanno manifestando contro il blocco del maxi concorso indetto da Alisa nel 2019 per l’assunzione a tempo indeterminato di 274 operatori socio sanitari, in stand by dopo l’accoglimento del ricorso da parte di alcuni candidati sulle errate modalità di svolgimento.

Dopo la prima prova, svoltasi il 12 maggio 2021, alcuni partecipanti non ammessi alla fase successiva avevano fatto ricorso al Tar che ha accolto la richiesta. Il Consiglio di Stato, dopo il ricorso di Alisa, ha confermato con un’ordinanza la decisione del Tar di invalidare la prova e sospendere il concorso.

Lo slogan della protesta, che si prolungherà sino alle 17 di oggi davanti alla prefettura di Genova, è direttamente indossato dai manifestanti, che mostrano magliette bianche con scritto: ‘Oss, ora siamo stanchi. Io non mollo‘. La richiesta è quella di sbloccare la situazione e proseguire nell’iter con le assunzioni in Asl, previste per lo scorso primo agosto.

Attualmente questi operatori hanno contratti non stabilizzati a scadenza, privi di qualsivoglia tutela: situazioni molto precarie anche a rischio di non assunzione e non richiamo.

Ai microfoni di Radio Babboleo Cinzia Ragone, Oss Asl 3

La vostra situazione di stabilizzazione contrattuale non è andata a buon fine. Cosa vi ha detto la politica e qual è la situazione?”

‘Tutto il percorso che avete fatto, la pre-selettiva e la prima parte del concorso, è come se non l’aveste fatto?

‘Qual è la vostra situazione contrattuale attualmente e quali tutele avete?’

Fate anche turni e orari pesanti”

Che cosa chiedete alla politica in questo caso all’Assessore alla Sanità che poi è anche il Presidente di Regione Toti?

Lungomare Canepa: il progetto di riqualificazione verrà presentato al sindaco il 21 ottobre

Il comitato Lungomare Canepa presenterà il prossimo 21 ottobre al sindaco di Genova Marco Bucci il progetto per una riqualificazione urbana della zona a mare di Sampierdarena senza precedenti, soprattutto grazie alla partecipazione dal basso dei cittadini.

Da più di tre anni il comitato si batte per la tutela dei residenti di Lungomare Canepa e di Sampierdarena che, a seguito dell’apertura della tangenziale, vivono costantemente nel traffico, nello smog e nell’inquinamento.
La richiesta del comitato è quella di costruire una copertura calpestabile fonoassorbente che tuteli gli abitanti da rumore e smog, affiancata da una vera rigenerazione del quartiere, con nuovi spazi verdi, marciapiedi e aree per attività sportive per i ragazzi.

Questo promosso dal comitato Lungomare Canepa è il primo progetto di riqualificazione urbano ‘bottom up’, ossia creato interamente dai cittadini insieme ad un team di professionisti, a seguito di un concorso di idee indetto dal comitato stesso nei mesi scorsi. Le numerose idee raccolte sono state inserite nel progetto che, se approvato andrà a dare un nuovo volto al quartiere, che ha dimostrato anche nel recente lockdown essere inadeguato al benessere degli abitanti.

Ai microfoni di Radio Babboleo Silvia Giardella, presidente del comitato Lungomare Canepa