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Mezza Carolina Day, l’iconico cocktail di Arenzano torna protagonista

Domenica 3 luglio, nella cornice del parco di Villa Figoli, torna la terza edizione del Mezza Carolina Day, giornata dedicata al tipico cocktail arenzanese. “Dopo due anni di pandemia finalmente possiamo partire con la terza edizione” spiega Luigi Briasco, del Bar Largo Tana di Arenzano. “C’è tanta voglia di stare assieme in allegria. E di Mezza Carolina, ovviamente”.

Un po’ di storia: la Mezza Carolina è una bevanda alcolica nata nel 1967 a base di Schweppes all’arancia, Bitter Campari e Vodka. L’inventore del cocktail fu Ilio Ricchetti, che gestiva il bar Nardin. Il bar all’epoca era frequentato da alcuni ingegneri americani che lavoravano nei cantieri navali e finivano la giornata nel bar di Ricchetti. Andavano matti sia per i long drink a base di whisky e Cola, e per la vodka con l’aranciata. Da lì nacque l’esigenza di creare qualcosa di nuovo, che andasse incontro al gusto degli americani, ma si adattasse anche a quello degli italiani.

Ilio così si mette all’opera creando un cocktail più leggero, dimezzando le dosi della vodka e della Schweppes. Aggiunge poi il Campari e la fetta d’arancia. Il cocktail prende il nome da una ragazza di nome Carolina che frequentava il bar con i suoi genitori: era minuta e graziosa e rendeva proprio l’idea del drink appena creato.

Ad accompagnare l’iconico cocktail, domenica prossima, ci saranno numerosi stand gastronomici che offrono dai panini alle acciughe e fritto misto, focaccia, pizza, torte salate ai dolci come bomboloni, gelati, macedonie e fette d’anguria.

Il 24° SUQ Festival chiude con oltre 45mila presenze

La 24esima edizione del SUQ Festival si chiude con un bilancio positivo e grande successo: una stima di circa 45mila presenze, un successo provato dalle oltre 50mila stoviglie smaltite in 10 giorni di manifestazione, dal 17 al 26 giugno 2022 al Porto Antico di Genova.

A questa edizione hanno partecipato 95 ospiti con 30 diversi paesi rappresentati, un vero e proprio “Atlante di voci”, in coerenza con il titolo assegnato all’intero programma segnato dal festoso ritorno del bazar dei popoli sotto il tendone di Piazza delle Feste. Si consolida il numero degli spettatori del
Teatro del Dialogo con circa 1.000 biglietti venduti. Ma, al di là delle cifre, colpisce l’affetto manifestato attraverso i tanti messaggi inviati o anche
semplicemente parlando con i circa 50 componenti dello staff, dalle molte persone che vivono il SUQ come una casa dove ritrovarsi, discutere, cenare, ballare.

Il SUQ assolve sempre la funzione per cui è nato: fare incontrare le persone in un’atmosfera di convivialità, superando le differenze culturali e generazionali” -commenta la direttrice Carla Peirolero – “Ogni anno questa consapevolezza arriva accompagnata da un senso di sorpresa, come se fosse inaspettata”.

Un’atmosfera amichevole e aperta, culminata con la visita emozionante dell’arcivescovo di Genova Marco Tasca, che ha complimentato la manifestazione perchè “mette insieme culture, storie e sensibilità diverse, ed è questa la grande sfida di oggi” rivolgendo poi una preghiera a una platea davvero multiculturale. Un gesto di fratellanza a cui si sono unite persone di ogni fede, in nome della pace.

“Il Suq è la Genova del futuro” – racconta Carla Peirolero – “Gli artisti, gli scrittori, i giornalisti che ospitiamo sono contenti di avere un rapporto diretto con il pubblico, con cui diventa più semplice trattare temi anche delicati. Si respira un senso di solidarietà e in qualche caso anche di confidenza. Molte persone sole vengono per cenare in compagnia e ci dicono che c’è bisogno di un posto come questo“.

Sicurezza negli ospedali, Traverso (Siap): I nostri organici sono insufficienti, sarebbe utopia garantire un turno continuativo h24″

Venerdì all’ospedale Galliera di Genova due minori di origine algerina hanno aggredito e ferito quattro infermieri del pronto soccorso e una paziente incinta. In seguito a quanto successo è partita immediatamente la richiesta da parte della presenza fissa per 24 ore da parte delle organizzazioni sindacali di categoria che tutelano il personale ospedaliero.

A questo grido d’allarme arriva la risposta di Roberto Traverso, Segratario del Siap.

“Dopo il grave caso consumato in questi giorni presso l’ospedale Galliera ecco che parte immediatamente la richiesta della presenza h24 delle forze dell’ordine e mi riferisco all’accorato appello del Primario Paolo Cremonesi oppure al grido d’allarme lanciato da parte delle organizzazioni sindacali di categoria che tutelano il personale ospedaliero – afferma Roberto Traverso del Siap – Dopo di che, sul fronte delle risorse umane a disposizione della Polizia di Stato a Genova e in Liguria, bisogna essere molto realistici e dire con chiarezza, a chi evidentemente non se ne è ancora accorto, che in generale  i nostri organici sono insufficienti e sarebbe un utopia poter trovare il personale per garantire un turno continuativo H24 per i posti fissi presso gli ospedali”.

Nuova aggressione all’Ospedale Galliera di Genova: “serve presidio di polizia stabile”

Un nuovo episodio di aggressione al Pronto Soccorso dell’Ospedale Galliera di Genova. Due minori, di origine algerina, portati in ospedale per alcuni accertamenti dopo che erano sbarcati a Genova, hanno dato in escandescenze ed aggredito il personale del pronto soccorso per cercare di andare via, ferendo quattro infermieri che tentavano di calmarli e urtando la barella dove si trovava una donna incinta.

Ancora una volta siamo stati costretti ad assistere alla aggressione fisica di tre operatori lasciati in balia degli eventi legati ad un bacino di utenza notoriamente critico” – commenta Andrea Manfredi, Segretario regionale CISL FP Liguria – “come segnaliamo ormai da due anni, veniamo a ribadire quanto lo stato di abbandono in termini di presidi di pubblica sicurezza del pronto soccorso dell’ospedale Galliera rappresenti una criticità il cui livello di pericolosità assoluto“.

Tale situazione, se non messa in stato di sicurezza dalle istituzioni, rischia di raggiungere livelli di drammaticità irreversibili, condizione questa inaccettabile per una società civile del terzo millennio. Nell’esprimere la massima solidarietà ai dipendenti aggrediti, chiediamo quindi un immediato intervento organizzativo che riporti senza tergiversare un presidio stabile di pubblica sicurezza all’interno del Pronto soccorso dell’Ospedale Galliera con un orario che preveda esercizio attivo 24 ore al giorno 7 giorni su 7

Le soluzioni devono arrivare dalle istituzioni, serve che ora diano un segnale di forte presenza” – commenta Andrea Manfredi – “riuscire a capire quale sia la causa non è semplice. Quello che importa è che queste situazioni possano essere gestite con un diverso livello di sicurezza

Rifiuti, Liguria al 55% di differenziata: Genova al 40%, la provincia della Spezia al 75%, i dati Comune per Comune

Raggiunge il 55,71% la raccolta differenziata in Liguria nel 2021, in aumento rispetto al 53,46% dell’anno precedente e con un dato che segna oltre 17 punti percentuali in più rispetto al 38,63% del 2015. La provincia della Spezia conferma il suo primato con il 75,12% di raccolta differenziata, seguita dalla provincia di Savona, al 63,55% entrambe in aumento di circa un punto rispetto al 2020. Sale leggermente anche la provincia di Imperia che arriva al 53,53%, mentre la città metropolitana di Genova si attesta al 48,40% con un aumento di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Migliora la prestazione del Comune di Genova, che arriva alla soglia del 40% (39,92%). Al netto del Comune di Genova, la Liguria si assesterebbe ad una percentuale di raccolta differenziata del 64,36%, vicinissima agli obiettivi individuati anche dalla pianificazione regionale, mentre il resto della Città Metropolitana si trova già al 66,34%.

È quanto emerge dal report approvato dalla Giunta regionale con i risultati di raccolta differenziata ottenuti da ciascun comune ligure nel 2021 e l’accertamento contestuale del contributo che 79 comuni liguri dovranno versare entro il 30 settembre 2022, sulla base del nuovo parametro incentivante legato alle quantità di rifiuto indifferenziato eccedente la percentuale del 35% rispetto al totale del rifiuto prodotto (in peso).

“Siamo cresciuti di 20 punti percentuali in sei anni di applicazione dall’entrata in vigore della legge voluta da questa giunta – commentano il presidente della Regione e l’assessore al Ciclo dei rifiuti – con la radicale riforma del sistema. È un risultato straordinario. E nonostante anche il 2021 sia stato un anno complesso a causa della pandemia, il trend della raccolta differenziata in Liguria continua a migliorare. Oggi abbiamo messo in campo gli strumenti per fare nei prossimi anni un ulteriore balzo in avanti, grazie al nuovo Piano di gestione dei rifiuti che andrà in aula nelle prossime settimane ed è assolutamente strategico: oggi, con questi livelli di differenziata, è fondamentale svoltare per la parte impiantistica con la chiusura del ciclo dei rifiuti. È un tassello fondamentale per massimizzare le opportunità previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e assicurare, in pochi anni, il definitivo passaggio da un sistema basato sulle discariche, ad un sistema moderno basato sull’economia circolare, in cui le discariche diventano del tutto residuali, con la realizzazione di un nuovo impianto terminale di chiusura del ciclo esclusivamente per la componente indifferenziata in uscita dagli impianti di trattamento meccanico biologico. Il prossimo Piano che stiamo per varare – concludono – è esattamente su questo tema, ponendo obiettivo 67% di raccolta differenziata entro i prossimi 6 anni”.

Sono 132 (due in meno rispetto al 2020) i Comuni che hanno raggiunto e superato il 65% della raccolta differenziata (erano 120 del 2019, 110 del 2018, 100 del 2017, 63 del 2016 e 32 del 2015): avranno diritto, a partire dal mese di luglio, allo sgravio fiscale per il conferimento in discarica della frazione residua, articolato in fasce di risultato, dal 30% al 70% dell’importo base.

Tra i comuni più virtuosi vi sono 6 degli 11 comuni con più di 15mila abitanti: La Spezia con 78,52% cede il primato ad Albenga che raggiunge l’81,99%, a seguire Sestri Levante (72,79%), Chiavari (69,54%), Imperia (67,32%) e Rapallo (66,37). Sarzana scende poco sotto la soglia con 64,52%, seguita da Sanremo con 61,75%, mentre si confermano nello stesso ordine dell’anno precedente Savona (41,97%), Genova (39,92%) e Ventimiglia (30,02%).

Sono 23 i comuni con percentuali di raccolta differenziata superiore all’80%: nel savonese Bormida (leader con il 87,94%), Vendone, Rialto, Onzo, Ortovero, Villanova d’Albenga, Altare, Albenga, Cairo Montenotte, Garlenda, Zuccarello; nello spezzino Riccò del Golfo, Carrodano, Luni, Ameglia, Santo Stefano Magra, Monterosso e Follo; nel genovese Pieve Ligure, Busalla, Leivi, Campomorone, Sori.

Quattro i Comuni che hanno avuto gli incrementi più sensibili rispetto al 2020, superiori al 20%: il massimo incremento è stato quello di Dolcedo (Im), che è passato dal 37,32% al 61,25%, mentre aumenti similari hanno visto protagonisti i vicini comuni di Pietrabruna e Civezza (Im), oltre che Savignone (Ge).

Per quanto riguarda la produzione di rifiuti pro capite, sono 62 i Comuni con un tasso molto basso, inferiore del 30% rispetto alla media regionale di 540 kg per abitante, e che, pertanto, non si vedranno applicare in ogni caso l’addizionale del 20% sull’ecotassa sui conferimenti in discarica dei rifiuti residui. I Comuni con i valori complessivi di pro-capite annuo più alto, oltre i 1.000 kg/ abitante anno sono 7, con il Comune di Portofino che arriva a ben 1.886 kg. Seguono Gorreto (1.117), Diano Marina (1.028), Tiglieto (1.025), Rovegno 1.014, Monterosso al Mare (1.011) e Vernazza (1.003), tutti comuni caratterizzati da flussi turistici particolarmente intensi rispetto ai residenti.

Per quanto riguarda invece la sola frazione indifferenziata residua, salgono a 60 i Comuni che hanno un pro capite inferiore ai 100 kg / abitante anno. Di questi sono 11 quelli che non arrivano a 60 Kg / abitante anno (Vendone il più virtuoso con soli 40 Kg/abitante anno di indifferenziato da smaltire, seguono Balestrino e Ortovero a quota 48 kg).

Per assicurare il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti, la normativa vigente dispone che i Comuni concorrano al sistema gestionale di ambito versando alla Regione 5 euro per ogni tonnellata di rifiuto urbano indifferenziato residuo, eccedente il 35% in peso rispetto al totale del rifiuto prodotto per l’annualità di riferimento.

Sono 79 i comuni che dovranno versare a Regione entro il 30 settembre gli importi accertati, per un totale di 519.991,04 euro: gran parte del contributo, sensibilmente diminuito rispetto al 2020, è dovuto dal Comune di Genova (362.588 euro, rispetto ai 778.768 euro dell’anno precedente). Seguono i Comuni di Savona (36.815 euro, rispetto ai 63.058 del 2020) e Ventimiglia (che in un anno dimezza il dovuto, scendendo a 28.127 euro). Sono solo 20 i Comuni tenuti ad un versamento superiore ai mille euro, 56 quelli tenuti ad un versamento inferiore ai mille euro.

Nel 2020 i Comuni interessati dal versamento erano 87, per oltre 1 milione di euro complessivo.

In allegato le taballe, provincia per provincia, di tutti i Comuni della Liguria.

“Gaslini a colori”, il nuovo progetto per decorare i reparti a misura di bambino

Martedì 28 giugno l’ospedale Gaslini inaugura il restyling della sua spiaggia grazie alle opere d’arte di Silvio Irilli.

La decorazione della spiaggia è la prima realizzazione del progetto “Gaslini a colori” (all’interno del progetto nazionale di Silvio Irilli, Ospedali Dipinti) che, grazie alle donazioni e il sostegno di aziende e privati, trasformerà nei prossimi mesi alcuni significativi ambienti in luminosi fondali marini, per affiancare alla professionalità dei suoi operatori sanitari il supporto dell’umanizzazione delle cure del piccolo paziente.

“Ospedali Dipinti” è un progetto artistico a disposizione di Onlus, Fondazioni e privati che vogliono donare reparti dipinti a strutture ospedaliere. Con questa iniziativa gli ospedali pubblici non spendono soldi per la decorazione dei reparti, perchè diventa una donazione con il contributo delle persone, sponsor, aziende locali oppure in collaborazione con le Onlus e Fondazioni. Da gennaio 2021 Silvio Irilli, con il progetto Ospedali Dipinti, è stato incaricato dall’Ospedale Gaslini di Genova, di portare una nuova accoglienza ai bambini con la sua visione artistica e trasformare gli ambienti pediatrici.

La missione che “Ospedali Dipinti” dell’artista Silvio Irilli porta avanti da 10 anni (attraverso ormai quasi 6000 m2 di superfici decorate in 19 ospedali italiani) è regalare a pazienti, familiari e agli stessi operatori sanitari, un ambiente che sappia accogliere e dare speranza, col potere delle immagini e del colore. Quando un bambino entra in ospedale il suo sogno si ferma e subentrano le paure. Con “Gaslini a Colori” desidero far continuare il loro sogno anche in ospedale e mettere a disposizione il loro mondo, che è fatto di colori, fantasia, gioia: perché il paziente è soprattutto una persona” spiega Silvio Irilli.

Per realizzare il progetto “Gaslini a colori” l’Istituto Giannina Gaslini ha chiesto all’Associazione Gaslini Onlus di avviare una campagna crowdfunding sulla sua piattaforma online (https://sostienici.gaslinionlus.it/projects/gaslini-a-colori) e dedicare così una raccolta fondi speciale.

Dopo il restyling della spiaggia, realizzato grazie al contributo di Prato Nevoso S.p.A., l’Istituto Giannina Gaslini ha già individuato i prossimi ambienti che saranno trasformati dall’intervento di Ospedali Dipinti: una sarà la sala procedure di Emato Oncologia. Sapendo che i bambini entrano ancora svegli nella sala chirurgica per affrontare l’intervento, l’artista ha pensato di trasformare lo spazio in una sala comandi di un sottomarino, visibile anche dal lettino. Un altro sarà il reparto di Chirurgia, che sarà ambientato sul fondo del mare, dando l’idea di nuotare nei resti di una città sommersa come Atlantide.

Parte la Tosse d’estate 2022, il lavoro della Fondazione Luzzati – teatro della Tosse

Questa mattina a La Claque di Genova, la Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, ha presentato “la Tosse d’estate 2022“, un calendario ricco di eventi che apre la Fondazione a Genova, in diverse location suggestive.

Quello che presentiamo oggi è il nostro lavoro fuori dal teatro, che è un elemento fondamentale della Fondazione” – commenta Amedeo Romeo, direttore artistico della Fondazione Luzzati Teatro della Tosse – “Il teatro deve andare verso il pubblico e continueremo a proporre in estiva queste esperienze“.

Dal 5 al 24 luglio nel Parco Storico Villa Duchessa di Galliera, a Voltri, “Shakespeare by night – uno spettacolo nel bosco“, il nuovo spettacolo a stazioni di Emanuele Conte, che torna a dirigere la compagnia del Teatro della Tosse in un percorso notturno totalmente nuovo, in un omaggio a Shakespeare e all’incredibile attualità dei suoi personaggi, che porterà il pubblico alla scoperta degli angoli più segreti e magici del parco pubblico più grande della Liguria.
Abbandoniamo la confortevole eleganza del giardino all’italiana della Villa per addentrarci nel folto bosco che la circonda, confrontandoci con uno spazio scenico completamente nuovo” – racconta Emanuele Conte, direttore della compagnia del Teatro della Tosse – “Vogliamo tornare ad un approccio più di racconto, il grande effetto sarà muoversi tra cascate, grotte e viali“.

Dal 5 al 15 agosto riprende, dopo due anni di assenza, la collaborazione con il Comune di Apricale, dove andrà in scena nell’ambito della rassegna E le stelle stanno a guardare con “Un Flauto Magico“, lo spettacolo omaggio ad Emanuele Luzzati, realizzato lo scorso anno in occasione del centenario della sua nascita.
Per quanto riguarda le nuove produzioni, il 24 giugno la prima nazionale al Festival Astiteatro de “i Treni della Felicità – questa storia nei libri di storia non c’è”, ideazione e regia di Laura Sicignano. Un nuovo spettacolo che si centra sulla vicenda, dell’immediato dopoguerra italiano, dell’organizzazione dei convogli che trasferirono in alta Italia circa 70mila bambini in condizioni miserabili, provenienti da località di tutto il Pese stremante dal conflitto. Lo spettacolo sarà poi in tournee e programmato in stagione a Genova nei primi mesi del 2023.

Aggiornata la storica pergamena dei sindaci di Genova: per la seconda volta il nome di Marco Bucci

Questa mattina è stata aggiornata la storica pergamena dell’Albo dei Sindaci di Genova, custodita nell’ufficio di rappresentanza a Palazzo Tursi.

La pergamena, dal 1849, viene aggiornata ad ogni cambio sindaco. L’albo riporta come primo il nome del barone Antonio Profumo, sindaco di Genova dal 15 marzo 1849 al 25 luglio 1851. Fu proprio in quell’anno che il Comune di Genova, che fino al 1816 aveva avuto due sindaci – uno eletto dai nobili e uno dai borghesi – inaugurò la compilazione dell’elenco. Dal secondo dopoguerra a oggi, Marco Bucci è il quarto sindaco, dopo Vittorio Perusio, Fulvio Cerofolini e Giuseppe Pericu, ad essere rieletto per il secondo mandato.

Per la seconda volta, a distanza di 5 anni, infatti il nome di Marco Bucci è stato scritto sulla storica pergamena, aggiornata da 173 anni da un esperto che, con tradizionali strumenti del mestiere (inchiostro di china, matite, gomme e pennini), inserisce il nome del primo cittadino, il verbale della proclamazione, la data di inizio del nuovo mandato e quella di fine del mandato del sindaco precedente in una calligrafia in perfetto stampatello romano.

La trascrizione è stata effettuata dalla calligrafa Luciana Diomedi che, dall’elezione di Adriano Sansa in poi, ad esclusione del sindaco Marta Vincenzi, ha curato la stesura dell’inserimento dei nomi dei primi cittadini di Genova. “E’ un’emozione indescrivibile, mi sento privilegiata – commenta Luciana Diomedi – credevo di emozionarmi meno questa volta, perchè lo avevo già passato, ma l’emozione è stata ancora di più“.

Musica nella foresta delle Lame (anche di notte), i ragazzi del Pertini stupiscono con il loro progetto musicale (video)

Musica nel bosco: violini, viole e violoncelli che suonano anche di notte. Fino a venerdì è la foresta delle Lame, in val d’Aveto, ad ospitare un progetto musicale molto singolare che vede protagonisti 18 alunni del liceo Pertini di Genova.

Insieme al professor Maurizio Borzone, violinista di grande spessore, i ragazzi durante tutto il giorno e anche dopo cena suonano nel bosco nell’ambito di un concetto nuovo della musica, legando l’emozione di essere immersi in un Parco naturale, studiando le varie dinamiche dei suoni in base agli echi ai suoni in genere: suonano e improvvisano anche nel buio stimolando nuove aree del cervello musicale e della creatività.

“Vedere al giorno d’oggi ragazzi così tanto amanti della musica e della vita che non considerano neanche per un minuto l’ipotesi di guardare una chat sul telefonino come svago o come rifugio penso sia un grande risultato meritevole di essere conosciuto» dice David Macchioni, titolare dell’albergo delle Lame (nella foto), proprio sulle rive dell’omonimo laghetto, dove alloggiano i ragazzi.

Qui un breve video di ieri sera

Omicron 5: salgono i contagi ma non ci sono ricoverati gravi al San Martino

Nel reparto di Malattie Infettive del San Martino di Genova non ci sono pazienti Covid ricoverati con forme gravi di polmonite. “Sono tutti a casa con sintomi molto simili all’influenza che durano 3-4 giorni” scrive su Instagram il responsabile regionale di Malattie Infettive e direttore del reparto, Matteo Bassetti. “In ospedale con la polmonite non ci viene quasi nessuno”. Bassetti, a Babboleo News, commenta così il recente aumento dei positivi in Liguria…

“È evidente che facendo così tanti tamponi, anche inutili, qualcuno dei positivi finisca in ospedale ingrossando il numero dei positivi ricoverati” spiega. “Sono numeri fittizi che non ci danno il polso della situazione reale, un po’ come i soldi del Monopoli. Dobbiamo preoccuparci per questo aumento di contagi? Tornare a chiudere la gente in casa? Mettere nuove restrizioni? Obbligarla a utilizzare nuovamente le mascherine? Ma neanche per sogno. Non se ne parla proprio. Anziani e fragili fanno e faranno bene a tenere la mascherina quando serve. Gli altri che sono vaccinati possono stare tranquilli: se anche si contagiano dopo 3-4 giorni non hanno più nulla” scrive sul suo profilo Instagram e aggiunge a Babboleo News: “Parlare di restrizioni di fronte al Covid ci pone come unico paese al mondo che affronta il problema in questo modo. Noi dobbiamo affrontare il problema nell’unico modo possibile, cioè la convivenza con il virus.”

Il professore si scaglia contro i troppi tamponi fatti inutilmente, parlando di “tamponite acuta. “Chi misura sulla base della percentuale dei tamponi positivi, dicendo che le cose vanno male perchè cresce la percentuale di positivi, vuol dire che non ha nessuna cultura di tipo diagnostico e infettivologico, perchè più cresce la percentuale dei positivi al tampone, più vuol dire che i tamponi li facciamo in maniera appropriata.”

Stessa cosa vale per i tamponi fai da te, facilmente reperibili al supermercato. “Invece che andare a comprare la marmellata o il pane si va a comprare i tamponi. Ecco, questo credo che sia un po’ la spia anche di come le cose purtroppo non siano state declinate al meglio nel nostro paese”.