Tommaso Imperato – Babboleo

Tommaso Imperato

Tommaso Imperato studia Comunicazione, Innovazione e Multimedialità all'Università di Pavia. Nato e cresciuto a Genova, si avvicina al mondo radiofonico nel 2018 grazie a uno stage a Radio Babboleo. Il suo sogno è quello di coniugare, trasformandole in lavoro, due grandi passioni: il giornalismo e lo sport.

“Chi no cianze no tetta”: il Papa incontra i cresimandi e cita il detto genovese

Papa Francesco incontra i cresimandi della Diocesi di Genova e cita il famoso detto ligure “Chi no cianze no tetta” (“Chi non piange non poppa”). L’antico proverbio è stato utilizzato dal Pontefice in riferimento all’importanza della preghiera, perché “il Signore ci ha detto: chiedete e vi sarà dato”. Qui sotto il video, di Silvana Ozzano, in cui il Papa incontra i giovani genovesi (a Roma erano oltre mille):

Cresimandi di Genova da Papa Francesco – 21.05.2022 – YouTube

Peste suina, da Sassello la prima ordinanza sindacale che prevede gabbie e abbattimenti

Il sindaco di Sassello e presidente del Parco del Beigua, Daniele Buschiazzo, è il primo sindaco ligure a firmare un’ordinanza contro l’emergenza peste suina che preveda la cattura con gabbie e l’abbattimento dei cinghiali. L’ordinanza prevede, per le forze di Polizia Locale, del Comando Forestale e del Nucleo di Vigilanza Regionale, l’autorizzazione a procedere alla cattura degli esemplari mediante apposite gabbie e, se necessario, all’abbattimento. Nel dettaglio, il Comune di Sassello incarica:

  • la Polizia Locale del Comune di Sassello, il Comando locale dei CUFAA, gli Agenti del Nucleo di Vigilanza Faunistico-Ambientale Regionale, nonché gli altri soggetti che, in base alla normativa vigente, possano essere coinvolti, di rimuovere gli esemplari di Sus scrofa adusi a frequentare le aree urbane in cerca di cibo, con il posizionamento delle gabbie del Comune di Sassello avuto riguardo all’esigenza prioritaria di garantire l’incolumità delle persone, compresa quella degli stessi addetti alle operazioni, nonché l’integrità delle cose, procedendo, ove ritenuto necessario, all’abbattimento immediato degli esemplari problematici;
  • la Polizia Locale di supportare e coadiuvare, il CUFAA, gli agenti del Nucleo di Vigilanza Faunistico-Ambientale Regionale e/o tutti i soggetti che, in base alla normativa vigente, possano essere coinvolti, ove necessario circoscrivendo aree determinate per lo svolgimento delle operazioni di rimozione; aree che dovranno essere all’uopo temporaneamente interdette al transito di persone estranee e adeguatamente disinfettante se dovessero avvenire abbattimenti per evitare il diffondersi dell’epidemia della Peste suina africana; tutto ciò mediante adeguati accordi tra le Forze di Polizia locali e dello Stato;
  • i servizi veterinari territoriali dell’ASL 2 di recuperare le carcasse abbattute per motivi di incolumità pubblica, di effettuare i campionamenti necessari e di provvedere allo smaltimento delle carcasse;

L’aumento dei cinghiali in Liguria e la peste suina, spiega Buschiazzo su Babboleo News, sono vere e proprie emergenze. “E in quanto emergenze vanno trattate con i tempi e le risorse proprie di un’emergenza” continua. “E’ come se un sindaco, dopo un’alluvione, fosse costretto ad aspettare mesi per ripristinare le strade e rimettere in sicurezza i versanti. I tempi della burocrazia a livello nazionale sono troppo lunghi e non ci aiutano. Per salvaguardare l’incolumità dei cittadini e le attività economiche del territorio siamo costretti a giocare d’anticipo con queste ordinanze”.

Il sindaco Buschiazzo su Babboleo News

“Un atto concreto” commentano con soddisfazione gli agricoltori di CIA Savona. “Invitiamo tutti i sindaci a diventare protagonisti di gesti come questo per contrastare realmente la peste suina e le sue conseguenze per il nostro entroterra e le sue attività”.

Centro storico, Viale: “Entro fine estate individueremo un nuovo luogo per la movida genovese”

“Mi auguro che entro la fine dell’estate si possa individuare una nuova valvola di sfogo per la movida genovese”. Lo ha detto a Babboleo News l’assessore alla sicurezza del Comune di Genova, Giorgio Viale, che ha quindi fissato un’ipotetica timeline per l’individuazione di un nuovo luogo, diverso dal centro storico, dove organizzare eventi e dirottare parte dei giovani che ogni weekend si riuniscono nei Caruggi.

Un modo per dare parziale sollievo ai residenti del centro storico, che in questi giorni sono tornati a lamentarsi per schiamazzi e atti di vandalismo.

Viale ha poi fatto il punto sulla nuova iniziativa portata avanti nei vicoli dalla Polizia Locale, che prevede la distribuzione gratuita, a chi ne faccia richiesta, di etilometri usa e getta per verificare se ci può mettere alla guida oppure no. “I feedback sono positivi” spiega. “Tantissimi giovani e non solo chiedono l’etilometro, dal momento che si può fare il test in forma anonima. Un’iniziativa che previene sanzioni ma, soprattutto, aumenta la sicurezza sulle strade di Genova”.

Mobilità green, dopo Genova Duferco porta il car sharing elettrico nel Tigullio

Dopo il successo registrato a Genova, il car sharing 100% elettrico arriva anche nel Tigullio, e sarà attivo per tutta l’estate. Duferco Energia, società che nel luglio 2021 ha lanciato nel capoluogo Elettra Car Sharing, porterà nel levante ligure lo stesso modello di mobilità condivisa e green, coerente con gli obiettivi di sostenibilità delle amministrazioni comunali e in linea con le città europee più smart.

Saranno 30 le e-up! 100% elettriche Volkswagen messe a disposizione da Elettra, tutte a zero emissioni, prenotabili attraverso la modalità a flusso libero – Free Floating, che consente il ritiro e il rilascio delle auto in qualsiasi zona dei comuni coinvolti.

“Tutti i comuni del Tigullio, da Santa Margherita a Sestri Levante, hanno aderito” spiega Marco Silvestri, direttore di Genova Car Sharing. “Attendiamo ancora una risposta definitiva da Chiavari, ma speriamo arrivi presto”.

“Elettra è attiva a Genova da luglio, e in questi mesi abbiamo avuto numeri interessanti” prosegue. “20 mila corse per 500 mila km percorsi. Questo vuol dire una riduzione drastica della Co2, con una stima di riduzione di circa 55 tonnellate”.

Il servizio è molto facile da usare, basta scaricare la App Elettra o collegarsi al sito elettracarsharing.com, effettuare la registrazione, cercare sulla mappa le auto disponibili e, una volta individuata quella più vicina, opzionarla e prelevarla tramite App (le chiavi sono all’interno dell’auto). Le auto di Elettra si possono guidare sulle corsie degli autobus, possono passare liberamente in zona ZTL e ZSL ed essere parcheggiate gratis in Aree Blu e Isole Azzurre, all’interno dell’area operativa.

L’intervista integrale a Marco Silvestri:

Dello Strologo: “La mia Genova inclusiva e per i giovani”. E lancia le ‘zone di creatività urbana’

Il candidato progressista alle prossime elezioni comunali, Ariel Dello Strologo, si racconta a Radio Babboleo. Dalla musica, sua grande passione, ai progetti per la ‘sua’ Genova. Un programma molto vasto, incentrato sull’ascolto dei giovani e sulla riduzione delle distanze sociali tra cittadini, quartieri e realtà territoriali.

Il podcast con Ariel Dello Strologo

Prima di parlare del suo programma, conosciamo meglio Ariel Dello Strologo. Avvocato, ora politico… e anche musicista.

“Musicista è una parola grossa (ride, ndr). Suono il piano e la chitarra, ma da vero dilettante. Diciamo che non mi vedrete mai suonare davanti a un pubblico”.

La sua passione per la musica nasce da lontano.

“La musica è un compagno di viaggio eccezionale che ho da quando sono ragazzino. E ho avuto anche modo di lavorarci dal vivo, come presidente della Porto Antico Spa, quando avevo il bellissimo compito di organizzare insieme ai miei collaboratori le estati del Porto Antico di Genova.”

Se dovesse scegliere una o più colonne sonore, band, artisti che hanno accompagnato la sua vita… quali sarebbero?

“I momenti sono tantissimi. Sono nato nel 1966, quindi ho conosciuto per prima la musica rock degli anni ’70, dai Genesis ai Led Zeppelin. Da grande ho scoperto il jazz e mi sono appassionato. Come organizzatore ho avuto la fortuna di vedere suonare a Genova grandi artisti, dai Deep Purple a Franco Battiato. L’esperienza più bella? Il concerto di Bruce Springsteen a Marassi.”

La sua candidatura. Come si è presentato alla cittadinanza e alle realtà locali?

“Essere me stesso è l’unico modo che conosco per poter fare le cose. Ed è l’unica condizione che ho posto quando mi è stata proposta la candidatura. Ho sempre avuto una propensione per l’impegno civile: anche se poi ho fatto la mia carriera di avvocato, non ho mancato di occuparmi della cosa pubblica e delle comunità in cui vivo. Ho fatto l’esperienza in Porto Antico, sono stato Presidente della Comunità Ebraica, in ambito culturale sono stato nel cda del Teatro di Genova. E da candidato sto conoscendo altri pezzi di città, incontro tante persone… E lo faccio portando con me la mia semplicità”.

Quali sono le impressioni e gli umori dei cittadini che ha incontrato?

“Farei una prima distinzione. Genova è polarizzata tra persone di una certa età, prevalentemente pensionati, e giovani. Il mondo dei pensionati è molto attivo, fondamentale nei quartieri più distanti dal centro, tengono in piedi la comunità e sono il cuore pulsante della città. Sono rimasto stupito da come, alla loro età, credano in un futuro migliore per i loro nipoti. Ma sono scontente di come la città funziona: non si lasciano impressionare dalle grandi opere, ma si basano sul quotidiano, notando disservizi legati alle manutenzioni, alle strade, ai trasporti pubblici. Dall’altra parte i giovani a gran voce chiedono risposte per fare in modo che non siano costretti ad andarsene da Genova. A 18 anni i nostri giovani iniziano a lasciare la città. La mia soluzione si basa su un principio fondamentale: per rendere Genova attraente bisogna dotarla di quelle caratteristiche che hanno le altre città dove oggi i nostri figli vanno. Università d’eccellenza, infrastrutture, luoghi di socialità, sport, musica. Pensiamo a vere e proprie ‘zone di creatività urbana’, soprattutto in periferia, dove i giovani possano davvero esprimersi ed essere sé stessi”.

Nel suo programma si parla molto di ambiente. Un tema sicuramente più sentito dai giovanissimi.

“Ne faccio una questione generazionale, non di stretta polemica politica. Ho ascoltato i giovani e ho notato che ci sono temi che per loro sono fonte di grande preoccupazione. Il tema ambientale è sentito come un problema personale che riguarda la loro vita: il fenomeno di Fridays For Future è serio, da prendere in considerazione. I giovani pretendono che le loro preoccupazioni e i loro valori vengano rispettati dalla politica. Un altro tema sentito è quello dell’identità, di genere e non solo: i giovani pretendono il diritto di essere sé stessi, e noi dobbiamo prestare attenzione a come loro si sentono e alle loro rivendicazioni”.

Le battaglie dei giovani possono essere effettivamente portate avanti dalle generazioni più anziane, o c’è troppa distanza?

“Solo nel momento in cui questa città diventerà a misura di giovani potremo fermarne la fuga. Non possiamo permetterci di non colmare il divario generazionale: le loro preoccupazioni devono essere anche le nostre. Insieme troviamo le soluzioni e creiamo una città accogliente, inclusiva e che funziona. Miglioriamo i servizi per i giovani, facciamo in modo che siano gratuiti, dai trasporti alle aule studio, impianti sportivi, eccetera. Così i giovani verranno qui a studiare e, perché no, a lavorare”.

Rilanciare la città attraverso la musica. E’ possibile?

“C’è un problema di fondo, e cioè la mancanza di una struttura in cui organizzare i grandi concerti. Mancano gli spazi, il Ferraris è stato utilizzato in passato ma ovviamente è incompatibile con l’utilizzo sportivo. Vengono utilizzate spesso aree della città affascinanti, ma si tratta di soluzioni provvisorie. L’idea è quella di individuare una nuova zona per ospitare gli eventi musicali. E poi c’è la parte attiva legata alla musica: aumentiamo studi, sale di registrazione, luoghi dove i giovani possano fare musica”.

Molti genovesi si chiedono se, nel caso in cui dovesse diventare sindaco, ci sarà continuità amministrativa per i progetti già in essere.

“Il principio della continuità è un dovere. Un amministratore nuovo deve porsi il problema di non interrompere processi che possono portare ad un determinato risultato positivo per la città, soprattutto se l’interruzione potrebbe significare un allungamento ulteriore. Lo ha portato avanti lo stesso sindaco Bucci: alcune cose di cui si vanta in campagna elettorale sono in realtà frutto dei lavori delle amministrazioni passate. Detto questo, è evidente che ciò che conta è lo stadio di sviluppo del progetto nel momento in cui c’è il cambio di amministrazione. Se il progetto è già in fase avanzata o addirittura in fase di realizzazione, ovviamente non esiste l’ipotesi di interrompere o bloccare i lavori e far saltare tutto. Tuttalpiù, se ci sono dei progetti che non corrispondono a quella che è la visione della città, si dovrà fare in modo di renderli il più possibile compatibili. Laddove, invece, c’è ancora lo spazio per intervenire, mi sembra giusto che l’amministrazione nuova sottoponga ad un vaglio tutti i progetti aperti per poter capire se corrispondono agli obiettivi della nuova amministrazione”.

Un esempio?

“Non sono favorevole al fatto che si continuino a prevedere riqualificazioni della città al prezzo di aperture di nuovi supermercati, o comunque di ingrandimenti di supermercati esistenti. Se diventerò il nuovo sindaco andrò in una direzione diversa: lo farei per salvaguardare il tessuto economico rappresentato dai piccoli negozi di commercio di vicinato, che sono importanti non solo per coloro che vivono del frutto del lavoro di quei negozi, ma anche per le piazze e le strade in cui queste attività si trovano. Una delle cose più inquietanti che si notano girando per alcune zone della città sono le lunghe file di serrande abbassate che danno un senso di desertificazione preoccupante. La desertificazione delle nostre strade e delle nostre città corrisponde ad un aumento del senso di insicurezza, alla mancanza della vita di comunità e a tutte quelle cose negative che dobbiamo cercare di combattere.”

I trasporti pubblici. Dove c’è da migliorare?

“Il trasporto pubblico è una priorità. Da un lato bisogna cercare di realizzare infrastrutture tali da consentire un maggior utilizzo del trasporto pubblico e far diminuire quello privato, quindi intervenendo anche sulla congestione del traffico. Nell’altro senso, il tpl dev’essere il più possibile ecocompatibile. La passata amministrazione è stata molto ondivaga a riguardo: la loro campagna elettorale era volta all’immissione dei tram in città, poi si è passato ai filobus, adesso si parla di autobus elettrici e di Skymetro in Valbisagno. La mia visione di città presuppone invece il ritorno al tram, per vari motivi. Pur consapevole del fatto che l’infrastrutturazione ha i suoi costi e i suoi tempi, ma il progetto è di lunga durata, è un progetto che davvero porterebbe la città ad essere al pari delle grandi e piccole città europee, dove ormai il tram è diventato lo strumento di trasporto pubblico più democratico, più corretto, più capillare, che permette di arrivare veramente vicino alle case di tutti, e soprattutto, ecologico. Il tram ha una capienza tale da permettere di sostituire in maniera massiccia il trasporto privato, a differenza di altre realizzazioni, come gli autobus elettrici che sono meno capienti e producono un maggior inquinamento, e rispetto alla metropolitana raggiunge più facilmente tutte le abitazioni, ed è anche più accessibile. Ovviamente gli autobus elettrici rimangono una priorità, ma a questo punto come logistica, cioè come mezzi di trasporto per scendere dalle varie colline genovesi e raggiungere il percorso del tram. Se ci saranno le condizioni per farlo, la mia scommessa è quella di infrastrutturare la città con il tram.”

Da tempo chiede un confronto con il sindaco Bucci.

“Posso comprendere che, essendo lui il sindaco uscente, ci sia meno desiderio di sottoporsi ai confronti con gli altri candidati. Credo però che i cittadini abbiano il diritto di vedere i vari contendenti esprimersi sulle singole posizioni e anche confrontarsi in maniera tale da avere un’idea indiretta di quelle che sono le intenzioni delle diverse opposizioni. Da settimane ormai insisto affinché questi confronti si tengano e spero che prima o poi – più prima che poi – l’attuale sindaco si renda disponibile ad incontrarci e confrontarsi sui diversi temi della città.”

L’astensionismo, in questi anni, ha raggiunto livelli da record. Qual è il suo auspicio per il 12 giugno?

“Questo è un punto di grande preoccupazione, e dovrebbe preoccupare tutti, non solo una parte politica. I sondaggi danno una grande tendenza all’astensionismo, si parla di un possibile 50% di cittadini che intendono disertare le urne. E’ una questione di fondo: lasciare che siano gli altri a decidere è un peccato ed è anche una responsabilità che bisognerebbe non prendersi. Il mio appello è, a prescindere da chi si scelga, di andare a votare. Il voto è un diritto, un dovere e un interesse.”

Giornata per il lavaggio delle mani, Bassetti: “Una buona prassi che salva la vita”

Oggi è la Giornata mondiale per il lavaggio delle mani. “Il messaggio che deve passare – scrive il responsabile regionale di Malattie Infettive, Matteo Bassetti – è che lavarsi bene le mani può salvare la vita non solo per evitare il Covid, ma anche per tutte le altre malattie infettive”.

“Bisogna lavarsi le mani – prosegue – non solo negli ospedali (dove è fondamentale) ma anche a casa e al lavoro più volte al giorno. Oggi poi con i gel alcolici è anche più facile. Torniamo alle buone antiche abitudini che ci insegnava il nonno: laviamoci le mani almeno quando rientrano in casa, prima di mangiare e prima di andare a dormire”.

Non manca, al termine del post pubblicato su Instagram, una vena polemica: “In Italia purtroppo tutti (o quasi) con le mascherine, ma pochi che si lavino bene le mani. Colpa dei messaggi sbagliati degli ultimi due anni…”

Genova, Flavia Pennetta incontra i ragazzi del Tennis Club durante un evento su salute e prevenzione

Flavia Pennetta ospite d’onore al Tennis Club di Genova. L’ex tennista pugliese, vincitrice di un Australian Open nel 2011, sabato ha preso parte a un evento organizzato dalla Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica.

Radiologhi, Pediatri e Nutrizionisti sono scesi letteralmente “in campo”, insieme alla Pennetta e a cento bimbi del Tennis Club, a favore della salute e del benessere del bambino. Una tematica particolarmente importante in una fase post-Covid in cui si rende urgente il ritorno a buone abitudini e a stili di vita salutari.

“Se posso fare la mia parte per trasmettere a questi bimbi l’importanza di fare sport e credere nei loro sogni, lo faccio con piacere” ha detto Flavia Pennetta. “E poi è sempre bello regalare loro momenti che ricorderanno con gioia per chissà quanto tempo”.

Oltre a giocare, i bambini, con la collaborazione degli Specialisti Radiologi, Nutrizionisti e Pediatri hanno potuto ricevere una valutazione mirata con visita ed esame ecografico. Il risultato è stato un importante quadro sullo “stile di vita” di bambini e adolescenti, cui sono seguiti consigli mirati per condurre una vita sana da tutti i punti di vista: alimentare, sportivo e relazionale.

Ex Ilva, lunedì nuovo sciopero. Appice (Fim Cisl): “Sulla sicurezza è inaccettabile dare la colpa ai lavoratori”

Ex Ilva di Genova, tensione tra i lavoratori e l’azienda. In queste ore Acciaierie d’Italia ha sospeso un dipendente, individuandolo come responsabile dell’incidente del 12 ottobre scorso, quando era crollata una bobina da 250 chili all’interno dello stabilimento. I sindacati, che da mesi chiedono di aumentare le misure di sicurezza e di implementare le opere di manutenzione, hanno visto il provvedimento come una provocazione e hanno indetto per lunedì prossimo lo sciopero di otto ore e un corteo in Prefettura.

“Lunedì vogliamo dare un segnale forte e chiaro ad Acciaierie d’Italia con lo sciopero e il corteo perché non è accettabile che l’azienda dia la colpa ai lavoratori di tutti problemi legati alla sicurezza” spiega Nicola Appice, coordinatore RSU FIM Cisl Liguria. “Non sono stati fatti investimenti, gli episodi continuano e c’è solo il silenzio da parte di chi dovrebbe invece fare qualcosa di concreto a tutela della sicurezza dei lavoratori”.

Le sue dichiarazioni a Babboleo News:

Sestri Levante, presentato il Riviera International Film Festival 2022

Dieci film di registi under 35 e altrettanti documentari in concorso, in arrivo da Europa, America, Asia e Oceania per un giro del mondo sul grande schermo che, includendo anche nove tra film e documentari fuori concorso, getta perfino un ponte tra Russia e Ucraina; sedici ospiti internazionali e decine di eventi tra masterclass, talk, presentazioni e laboratori in ciascuno dei sei giorni che, dal 10 al 15 maggio, vedranno darsi appuntamento a Sestri Levante le star del cinema, i protagonisti del jet set e attivisti impegnati nella difesa dell’ambiente e dei diritti civili.

Sono questi i numeri e gli ingredienti del Riviera International Film Festival 2022, il cui programma è stato ufficialmente svelato nella cornice di Palazzo Fascie. Tre le location principali della rassegna, giunta alla sua sesta edizione: il Riff Lounge che verrà allestito in piazza Matteotti, l’ex Convento dell’Annunziata e, naturalmente, il Cinema Ariston.

Tra i tantissimi big attesi in riviera c’è Alessandro Gassmann che, nella doppia veste di scrittore e regista, presenterà al pubblico il suo libro Io e i #GreenHeroes. Perché ho deciso di pensare verde e l’ultimo film da lui diretto, Il silenzio grande, vincitore di due Ciak d’Oro. 

Saliranno sul palco del Riff per raccontarsi agli spettatori anche un altro peso massimo tra gli attori italiani, Luca Zingaretti, e ancora, Paolo Ruffini, che presenterà in anteprima il suo ultimo film da regista Ragazzaccio e l’istrionica Chiara Francini, protagonista del grande schermo come del teatro e della tv. Nils Hartmann, evp Sky Studios Germany & Italy, intervisterà Gabriele Muccino, svelando tutto quello che c’è dietro la serie tv di successo A casa tutti bene, tratta dall’omonimo film. 

Con Benedetto Habib, ceo di Indiana Production, si parlerà della situazione della produzione cinematografica in Italia. Seppur non direttamente coinvolta, non si potrà non pensare per un attimo al dramma della guerra in atto con Anna Safroncik, attrice originaria di Kiev che grande successo ha avuto in Italia. Così come con la regista ucraina Masha Kondalova, che arriverà a Sestri Levante per presentare, fuori concorso il suo documentario Inner Wars, che racconta la storia di tre donne soldato al fronte contro i separatisti russi. Da segnalare, anche il documentario prodotto da Alfonso Cuarón e diretto dall’italiano Riccardo Romani, Hands of God, la vera storia della squadra nazionale di box irachena.

Sarà per molti un tuffo negli anni ’90 quello con Donna D’Errico, interprete di una delle serie più cult di quegli anni: Baywatch. L’attrice americana sbarcherà al Riff per presentare, fuori concorso e in anteprima mondiale, il suo ultimo film, Frank & Penelope. Insieme a lei, Caylee Cowan una delle giovani attrici emergenti più quotate di Hollywood.

Non solo cinema a Sestri Levante: appuntamento con il leggendario attivista per l’ambiente e fondatore di Tree People Organization Andy Lipkis che, nel suo talk, parlerà di come rendere le città sostenibili per il futuro. Attesissimo anche l’incontro con la giornalista e scrittrice Rula Jebreal dal titolo “Democrazie e Diritti Umani: le guerre e i dittatori sono la minaccia esistenziale per il nostro futuro”.

Ad animare la manifestazione anche 130 studenti della Accademia09 che seguiranno tutto il festival, partecipando a proiezioni, incontri, talk e masterclass. Proprio tra di loro – attraverso un concorso su Instagram in cui dovevano creare delle stories sul tema “Find your magic. Change the world”, lead line del Festival – è stata selezionata una Giuria di cinque studenti, che assegnerà il premio speciale Student Award.

Confermate tre Masterclass di assoluto prestigio, ospitate nell’ex Convento dell’Annunziata per venire incontro all’enorme risposta del pubblico. Si parte con quella tenuta dal Maestro Dante Spinotti, direttore della fotografia pluricandidato agli Oscar®, per una riflessione sul linguaggio visivo del cinema che corrisponde alla grammatica di un film. La seconda vede protagonista Joan Bergin, tra le più importanti costume designer al mondo, vincitrice di 3 Emmy Awards® per la serie cult The Tudors, durante la quale saranno anche presentati dal vivo alcuni costumi di scena tra i più significativi della sua carriera e mostrato il modo in cui sono stati confezionatiSi conclude con il regista e attore Premio Oscar® Casey Affleck. Nella sua masterclass, dal titolo “Arrendersi: mai arrendersi”, parlerà del personale e particolarissimo approccio alla recitazione, vista come un processo di autolesionismo ma anche di autoguarigione personale.

«Quest’anno il Riff si ripresenta dal vivo con film e documentari provenienti da 18 paesi e con un cast eccezionale. Siamo consapevoli del momento turbolento che stanno passando l’Europa e in particolare l’Ucraina, che ricorderemo con un bellissimo documentario al quale interverrà la regista stessa, Masha Kondakova. Il nostro è un evento culturale internazionale e la cultura è il motore di civiltà di cui il mondo ha bisogno, soprattutto in un contesto storico delicato come questo: perché senza cultura non si potrà mai aspirare ad un futuro migliore, e vengono meno la speranza e la magia da cui derivano la scintilla dell’ispirazione in tutti noi. Abbiamo anche bisogno di un po’ di leggerezza, dopo quasi due anni di pandemia e di grandi sacrifici da parte di tutti. A nome di tutto il team organizzativo del Festival, sono felice di accendere i motori del Riff 2022», dichiara il Presidente del Riviera International Film Festival, Stefano Gallini Durante.

«Il Riff si conferma, anche quest’anno, come uno strumento essenziale per far scoprire al pubblico nuovi registi talentuosi provenienti da tutto il mondo: i loro film offrono la visione del presente e del futuro delle nuove generazioni e, a giudicarli, saranno ancora una volta personalità eccellenti del mondo cinematografico e non solo. Un appuntamento straordinario per far incontrare in modo informale, nella meravigliosa cornice di Sestri Levante, gli esordienti con i protagonisti dello star system, una formula che permette anche al pubblico in presenza di poter colloquiare con i grandi del cinema», aggiunge Vito D’Onghia, direttore esecutivo del Riff.

GLI OSPITI CONFERMATI

Casey Affleck, Gabriele Muccino, Alessandro Gassmann, Dante Spinotti, Rula Jebreal, Chiara Francini, Luca Zingaretti, Donna D’Errico, Caylee Cowan, Anna Safroncik, Paolo Ruffini, Joan Bergin, Barbara Schiavulli, Benedetto Habib, Roberto Pisoni, Greta Ferro.

I FILM IN CONCORSO

“The Braves” di Anaïs Volpé (Francia, 2021, Drammatico, 99 min., con Déborah Lukumuena, Souhelia Yacoub; “Wild Roots” di Hajni Kis (Ungheria/Slovacchia, 2021, drammatico, 98 min, con Gusztáv Dietz, Zorka Horváth); “Things Worth Weeping For” di Cristina Grosan (Ungheria, 2021, commedia (83 m.), con Nòra Rainer-Micsinyei, Jùlia Huzella, Judit Hernàdi); “Unwanted” di Lena Lanskih (Russia, 2021, drammatico, 109 min., con Olga Malahova, Vladimir Shabelnikov, Tatiana Tihmeneva); “Youth Topia” di Dennis Stormer (Svizzera, 2021, dramedy 85 min., con Lia von Blarer, Elsa Langnäse, Lou Haltinner); “A Feature Film About Life” di Dovile Sarutyte (Lituania, 2021, Dramedy, 100 min., con Agnė Misiūnaitė, Nelė Savičenko, Kęstutis Jakštas); “Sisterhood” di Dina Duma (Macedonia del Nord, 2021, drammatico, 90 min., con Antonija Belazelkoska, Mia Giraud, Marija Jencevska); “Somewhere Over the Chemtrails” di Adam Rybansky (Repubblica Ceca, 2022, commedia, 84 min., con Michal Isteník, Miroslav Krobot, Anna Polívková; “Leonor Will Never Die” di Martika Ramirez Escobar (Filippine, commedia, 2022, 101 min., con Sheila Francisco, Bong Cabrera); “The Cow Who Sang a Song Into the Future” di Francisca Alegria (Cile/Usa, drammatico, 2022, 98 min., con Mia Maestro, Leonor Varela, Enzo Ferrari Rosati).

I DOCUMENTARI IN CONCORSO

“12th Hour” di Susan Kucera (Usa, 2021, 52 min.); “Desert X – The Film” di Dylan Robertson (Usa, 2021, 56 min.); “Amuka” di Antonio Spanò (Belgio, 2021, 71 min.); “How to Kill a Cloud” di Tuija Halttunen (Finlandia/Danimarca, 2021, 80 min.); “Vedette” di Claudine Bories, Patrice Chagnard (Francia, 2021, 100 min.); “Dead Sea Guardians” di Ido Glass, Yoav Kleinman (Israele, 2021, documentario, 75 min.); “A Fire Inside” di Justin Krook, Luke Mazzaferro (Australia, 91 min.); “Icarus Balance” di Patric Jean (Francia, 91 min.); “Ride the Wave” di Martyn Robertson (Regno Unito, 84 min.); “Kwando” di Kaya Ensor (Usa, 2021, 46 min.).

FUORI CONCORSO

“Il Silenzio Grande” di Alessandro Gassman (Italia/Polonia 2021, drammatico, 106 min., con Massimiliano Gallo, Margherita Buy, Marina Confalone); “The Son of Chain” di Keti Stamo (Albania, documentario, 2021 68 min.); “Hands Of God” di Riccardo Romani, prodotto da Alfonso Cuarón (Italia, documentario, 2021, 85 min.); “Frank & Penelope” di Sean Patrick Flanery (Usa, crime/thriller, 2022, 113 min.), con Billy Budinich, Caylee Cowan, Donna D’Errico, Kevin Dillon; “The Art of Making It” di Kelcey Edwards (Usa, documentario 2021, 94 m.); “The Mountain Man” di Davide Demichelis (Italia, documentario, 2022, 57 min.); “Made in Italy” di Gabriele Lupo (Italia, documentario, 2021, 11 min.); “Bhaktapur / A Human story” di Nicola Bozzo (Italia, documentario, 2022, 15 min.); “Inner Wars” di Masha Kondakova (Ucraina, documentario, 2020, 66 min.).

Di seguito il programma completo:

Ario Costa, un ligure nel cuore dei pesaresi: la Vuelle ritira la sua 14. “Un’emozione inaspettata”

Nessun giocatore della Vuelle Pesaro potrà più indossare la canotta numero 14. Apparterrà per sempre a Ario Costa, il gigante di Cogorno che con la maglia della Vuelle ha fatto la storia, conquistando campionati e coppe. Costa, che oggi è presidente del club, ha ricevuto il calore della sua gente in occasione del match di sabato scorso contro la Virtus Bologna, terminato poi con una vittoria dei bianconeri.

Il tributo – una sorpresa – lo ha commosso: “Un momento molto emozionante e inaspettato” ha detto a Babboleo News. “Pur essendo presidente, non sapevo che la società mi avesse riservato questa giornata così bella e unica”.

Costa, che nella Vuelle ha collezionando 431 presenze in 12 anni di militanza, è legatissimo alla piazza. Ma non dimentica la sua terra. “Il legame con la Liguria è fortissimo” spiega. “Ho la sciarpa del Genoa attaccata alla macchina…”

Leggi e ascolta l’intervista integrale a Ario Costa:

La Vuelle ha ritirato, qualche giorno fa, la sua maglia numero 14, quella con cui ha scritto la storia del club. Da presidente, che emozione è stata ricevere questo regalo dalla sua gente?

“Un momento molto emozionante e anche inaspettato. Pur essendo presidente, non sapevo che la società mi avesse riservato questa giornata così bella e unica. E’ stata una bella cosa, anche per la presenza di un grande pubblico: 7 mila persone per una partita che per noi era molto importante”.

Anche perché le motivazioni del tributo non sono mica da poco. Non solo meriti sportivi: nel comunicato del club si parla anche di lealtà, integrità e stile. Il basket insegna anche questi valori?

“Li insegna lo sport, in generale. Io ho fatto basket per tanti anni ad altissimo livello, probabilmente ho avuto la fortuna di stare in un club importante, con una proprietà importante, Scavolini, e costruire vittorie su vittorie in una piazza in cui si parla esclusivamente di basket, non sempre di calcio come capita in quasi tutte le città d’Italia”.

Lei è nato in Liguria ma la sua carriera, inevitabilmente, l’ha costruita lontano dalla nostra regione. Dove deve migliorare la Liguria per provare ad alzare il livello del suo basket e avvicinare anche più ragazzi a questo sport?

“Genova ha sempre avuto abbastanza tradizione per la pallacanestro. Ormai sono più di trent’anni che non c’è più, ma sono convinto che si potrebbe ricreare l’entusiasmo per farla tornare, con un po’ di pazienza. Ho giocato contro Genova l’ultimo anno della sua esistenza: sono passati tanti anni, era la stagione 1978/79, ma Genova e le città della Liguria meriterebbero di avere di nuovo una squadra importante di basket”.

Da anni vive fuori regione. Ci racconti il suo legame con la Liguria.

“E’ fortissimo. Viaggio con la sciarpa del Genoa attaccata alla macchina… Anche se ho sempre stimato due campioni blucerchiati come Vialli e Mancini. Con la Liguria ho un rapporto quotidiano, i miei fratelli vivono in Liguria e li sento tutti i giorni. Rimane la mia regione, la mia terra”.