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Ambiente

Giornata mondiale delle api, tutela della biodiversità e attività in crescita anche a Genova legate a settore

Oggi si celebra la giornata mondiale delle api, un’occasione che ricorre ogni 20 maggio per riflettere sull’importanza che questi insetti hanno nella tutela dell’ecosistema. Sono diverse le iniziative per promuovere la salvaguardia delle api e l’apicoltura urbana, attività in crescita anche a Genova dove sono sempre più numerosi gli appassionati.

Tra loro c’è la storia di Marta che dalla sua adolescenza ha sviluppato una passione per il mondo delle api, si è avvicinata negli anni al settore e ha deciso di trasferire due alveari dalla campagna al suo terrazzo nel cuore di Genova, che si è rivelata un’ottima scelta per la crescita degli insetti.

Chiunque può diventare apicoltore, ma è necessario seguire un iter specifico: “Ho fatto un corso per diventare apicoltrice, grazie al quale ho ottenuto un numero apistico – spiega Marta, apicoltrice urbana per passione. Sono iscritta all’Associazione Api Liguria, e ho un numero con cui sono registrata. Ho deciso con il tempo di creare un ulteriore apiario portando alcuni sciami del mio terrazzo, ed è nato un gruppo di appassionati di api con cui mi incontro regolarmente”.

Le api svolgono un ruolo fondamentale per il nostro ecosistema, impollinando circa il 75% delle colture alimentari del mondo. La loro complessa organizzazione sociale e la produzione di miele sono solo alcuni degli aspetti affascinanti del loro mondo. Marta, a tal proposito, racconta il fenomeno della sciamatura: “È una nuvola di api che si crea quando sta per nascere una regina nuova in un alveare, e la regina vecchia parte con tutte le sue fedeli. Dentro all’alveare deve rimanere una sola regina con il suo odore, che tiene tranquille le altre api. Quando le api escono dall’alveare, si forma una vera e propria nuvola che può dare preoccupazione ai vicini, ma è da sapere che in queste condizioni le api sono del tutto innocue, pensano solamente a cercarsi una nuova casa. Nel mio caso si riuniscono su un albero davanti a casa, e se ho la fortuna di vederle, le marco e provo a recuperarle. Solitamente uno sciame può pesare anche un chilo e mezzo o due chili, perché le api prima di partire si riempiono la bocca di miele, così quando trovano un posto definitivo sono già pronte per costruire un nuovo favo. Sono totalmente innocue. Bisogna farle entrare in una scatola insieme alla regina, che si trova perfettamente al centro, e perciò risulta facile tagliando il ramo. A questo punto possono essere trasportate”.

Ascolta l’intervista a Marta sull’apicoltura urbana su Radio Babboleo.

La classica contemporanea sbarca a Genova: il festival “Le strade del suono” torna con quattro date imperdibili

Il tema dell’undicesima edizione è “Ghost Sounds”, tra le novità anche l’accesso gratuito a tutti gli appuntamenti

Tutto pronto per l’undicesima edizione di “Le strade del suono“, l’unico festival genovese dedicato alla musica classica contemporanea che si aprirà questo venerdì, 3 maggio. Per la prima volta in primavera e ad accesso gratuito, la rassegna 2024 conta quattro appuntamenti pronti a dar spazio alla nuova generazione di musicisti under 35 che si esibirà in alcune delle cornici più emblematiche, storiche e recondite del capoluogo ligure. Il fil rouge è Ghost Sounds, la suggestione onirica e l’atmosfera dai suoni evocativi e talvolta “spettrali”, con sonorità inaspettate e affascinanti. “Ghost Sounds ha una doppia valenza” – spiega Matteo Manzitti, direttore artistico dell’evento – “Ci sono dei fantasmi che vengono rievocati, come quello della popolazione degli indiani d’America. In altri casi il termine è legato al suono, sentiremo atmosfere oniriche, sottili e misteriche che possono rimandare al mondo del sovrannaturale“.

Il via domani, venerdì 3 maggio, alla Biblioteca Universitaria di via Balbi, dove, alle 20.30, Andrea Scirè porterà il suo concerto in piano solo “Emanuele Casale, piano music”. Il compositore Emanuele Casale, insegnante di composizione elettroacustica e sound design al Conservatorio di Palermo nonché nome internazionale della musica contemporanea, introdurrà il concerto che prevede le composizioni Le Cose Nascono Piano, Studio sulle Rondini Giganti, Piove Vita, 80’s, Alicudi, l’Ultima Casa, Ritratto di Pioggia. Un’occasione più unica che rara: “Siamo abituati ai grandi silenzi nella musica classica, non è una cosa speciale avere un compositore vivo che parla sua musica con un altro pianista giovane che la suona?” commenta Manzitti. Promettente talento classe 2005, Andrea Scirè ha manifestato fin da bambino le sue spiccate doti musicali. Dal 2016 viene ammesso al Conservatorio “V. Bellini” di Catania: all’attivo ha numerose partecipazioni in concorsi nazionali e internazionali che lo hanno visto sempre al primo posto, ma anche esibizioni e riconoscimenti prestigiosi tra cui il Concorso “Johann Sebastian Bach Italia”, vinto nel 2022, anno in cui ha anche superato le audizioni per il Progetto Franck del Conservatorio di Catania che lo hanno visto eccellente esecutore delle Variazioni sinfoniche per pianoforte e orchestra.

Saranno dei Ghost sounds anche quelli dell’inedita fisarmonica di Carlo Sampaolesi, integrata con l’elettronica e protagonista domenica 5 maggio alle 18.45 alla Sala Claque del Teatro della Tosse. In un festival 2024 caratterizzato dalla presenza di giovani musicisti, Carlo Sampaolesi porterà il suo interesse per il suono e il suo rapporto con lo spazio e il tempo, che gli ha permesso di approfondire la ricerca timbrica e spettrale del suo strumento, la fisarmonica. “Space is Only Noise” è il titolo del concerto, il cui programma prevede composizioni recenti: Come Fendere un’Ombra, di Tommaso Settimi (2023), Il Buio è Volume Pieno, di Maurizio Azzan (2023), Con Moto, di Giulia Lorusso  (2016 – rev. 2022), Dorsale, di Carlo Elia Praderio (2023). Classe 1997 e originario di Castelfidardo (AN), Sampaolesi vive oggi a Bruxelles. Il suo curriculum vanta una serie di collaborazioni ed esibizioni che lo hanno visto suonare in tutta Europa anche con importanti ensemble e orchestre. Nel 2022 ha pubblicato il suo album di debutto, PAR.ETi, interpretando brani di Alessandro Solbiati, Salvatore Sciarrino, Luciano Berio e Dmitri Kourliandski. Attualmente sta lavorando alla sua seconda produzione discografica, Space Is Only Noise, per fisarmonica e live electronics, con collaborazioni e commissioni di Stefano Gervasoni, Giulia Lorusso, Maurizio Azzan, Carlo Elia Praderio e Tommaso Settimi. Collabora attivamente a progetti musicali e performativi con il compositore e performer elettroacustico Mattia Parisse e il percussionista Gioele Balestrini.

Le strade del suono proseguirà sabato 11 maggio al Museo Diocesano con il Duo vocale Lazzaroni Roda, per chiudersi domenica 12 maggio al Piccolo Teatro di Palazzo Ducale, con il violino di Francesca Bonaita.

Quattro serate che arricchiscono il panorama culturale e artistico di Genova, “una città piena di segreti e di posti incredibili“, tenendo ‘per mano’ il pubblico con introduzioni all’ascolto e programmi di sala. Un’opportunità per sperimentare l‘atto culturale: “Significa semplicemente mettersi davanti a qualcosa di ricco affascinante e complesso” – svela Manzitti – “Stare davanti facendo un lavoro di attenzione. Questa cosa non va molto di moda, ma il nostro scopo non cambia. Noi dobbiamo esserci“.

Ascolta qui l’intervista integrale.

“Obiettivo Terra” 2024: 2 premi alle Aree protette della Liguria

“Obiettivo Terra” 2024, anche 2 aree della Liguria menzionate al concorso fotografico nazionale dedicato alla difesa e alla valorizzazione del patrimonio ambientale, del paesaggio, dei borghi, delle peculiarità e delle tradizioni enogastronomiche e sociali delle Aree protette d’Italia, promosso dalla Fondazione UniVerde e dalla Società Geografica Italiana.

La cerimonia di premiazione si è svolta a Roma il 22 aprile in diretta streaming da Palazzo Valentini con due menzioni attribuite alle aree protette della Liguria:

Menzione “Area costiera” alla foto che ritrae il caldo tramonto sulla Chiesa di San Pietro, nel Parco naturale regionale di Porto Venere.

Seconda menzione; “Stories” alla foto dell’incantevole veduta del borgo di Vernazza, “sospesa sul mare”, Parco nazionale e Area marina protetta delle Cinque Terre. Il riconoscimento è stato conferito alla presenza della Presidente del Parco, Donatella Bianchi.

Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde: “In 15 anni il concorso Obiettivo Terra ha unito a raccolta migliaia di amanti della natura che con le loro foto hanno collaborato a diffondere conoscenza e rispetto di quello scrigno di biodiversità che sono le Aree protette. La difesa di tali aree è più che mai fondamentale: fattori critici come deforestazione, inquinamento e urbanizzazione hanno portato non solo alla frammentazione degli habitat ma anche alla perdita di importanti livelli di biodiversità.

Mediterraneo, sempre meno cibo per i cetacei: “Se sulla terra piove di meno, la biodiversità ne risente”

Al via il progetto ProMed per monitorare la biodiversità marina e lo stato di salute degli animali: durerà tre anni

In teoria, in acque liguri i cetacei dovrebbero vivere bene. Il Santuario Pelagos, quel ‘rombo’ di mar Mediterraneo che tocca le coste italiane, francesi e monegasche, è infatti territorio florido per queste specie grazie alla presenza di habitat dalle diverse profondità e al plancton vegetale, alimento base della catena alimentare. “Quando queste due variabili si sovrappongo, assistiamo ad un aumento della diversità di specie” – spiega Guido Ghione, Coordinatore scientifico dell’Acquario di Genova“Ma con i cambiamenti climatici questo cambia, zone con maggiore diversità possono appiattirsi verso una diversità con poche specie“.

Le ondate di calore sempre più frequenti, le acque superficiali che raggiungono i 30 gradi ma anche la diminuzione delle precipitazioni: sono le ragioni che stanno depauperando il mare e affamando i pesci. È ciò che emerge dagli studi del nuovo progetto ProMed (Protecting Mediterrean Biodiversity) coordinato dalla Fondazione Acquario di Genova che mira a monitorare la diversità dei cetacei all’interno del Mediterraneo. Un’impresa di ricerca ambiziosa che risulterebbe irrealizzabile senza Intercet, una piattaforma online sviluppata da Acquario di Genova per Regione Liguria. “Intercet aggrega su un solo supporto i dati raccolti sulle diverse aree di studio per poi metterli insieme come i pezzi di un grande puzzle. Da qui, è possibile tracciare delle mappe di distribuzione delle varie specie” – racconta lo scienziato – “È un grande network di ricercatori che operano in tutto il Mediterraneo, dalla Spagna, alla Francia, ma anche Grecia, Israele e Turchia“.

Sotto la lente degli studiosi anche le terre che circondano il mare. “Il Mediterraneo, hotspot di cambiamenti climatici, riceve i nutrimenti che servono alla sua catena alimentare dalle terre che lo circondano. Se sulle terre piove di meno, e il Mediterraneo è già oligotrofico, cioè un mare con pochi nutrienti, la biodiversità ne risentirà” – conclude Ghione.

Fonti rinnovabili, Liguria ancora troppo indietro: “serve un nuovo piano energetico regionale”

Si celebra sabato 20 aprile il primo Green Energy Day, la giornata dedicata alle fonti rinnovabili

Riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030 e neutralità climatica entro il 2050. Questi gli obiettivi posti dall’agenda dell’Unione Europa in tema di fonti rinnovabili. Ma a che punto è la Liguria?

Purtroppo pochi punti di o fotovoltaico in Liguria rispetto a quello che potrebbe offrire. Anche il piano energetico regionale prevedeva una fase d’espansione dell’energia eolica e fotovoltaica che in realtà non c’è stata” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo il vicepresidente Legambiente Liguria Stefano Sarti – “Siamo ancora a delle percentuali di introduzione di energie rinnovabili troppo basse, con un 15% rispetto alla produzione energetica regionale“.

Un nuovo piano energetico regionale l’unico modo per accelerare la svolta green anche in Liguria.Inserire paesaggisticamente questi impianti in modo intelligente, ma bisogna lavorare su questi progetti, altrimenti rischiamo di rimanere davvero troppo indietro” – continua Sarti – in Liguria si può pensare anche ad un impianto offshore, meno impattante dal punto di vista paesaggistico perchè si fa in mare aperto“.

Ascolta qui l’intervista integrale al vicepresidente Legambiente Liguria Stefano Sarti

In occasione della giornata della Transizione Energetica, numerosi impianti a fonti rinnovabili apriranno i loro cancelli in tutta Italia per accogliere scuole, famiglie e curiosi per spiegare le alternative reali alle fonti fossili.
In Liguria Legambiente ha organizzato la visita all’impianto eolico di Stella, nel savonese: due ore di visita in uno degli impianti di energia eolica più importanti della regione, per scoprire come funziona un impianto eolico, accompagnati da guide esperte sul funzionamento dell’impianto.
Per info e prenotazioni: https://docs.google.com/…/1FAIpQLSetgnxDgBXPMy…/viewform 

Apparecchiature elettriche ed elettroniche: in calo la raccolta del RAEE in Liguria.

Secondo il Centro di Coordinamento RAEE, la Liguria ha visto una riduzione della quantità di RAEE nel 2023.

Pur confermandosi una delle regioni italiane più virtuose nella gestione dei rifiuti, il Rapporto regionale sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) ha rivelato, infatti, una diminuzione del 2,6%, rispetto all’anno precedente. Una perdita comunque inferiore a quella registrata a livello nazionale, il cuo calo è stato del 3,1%.

I dati emersi dal rapporto evidenziano che la nostra regione ha raccolto complessivamente 12.205 tonnellate di RAEE nel 2023, con una media pro capite di 8,09 kg per abitante di materiale elettrico ed elettronico correttamente smaltito.

Sebbene questo risultato sia superiore alla media nazionale, di 5,92 kg/ab, la diminuzione della raccolta pro capite del 2,5% rispetto all’anno precedente, ha comportato uno scivolamento della Liguria dalla terza alla quarta posizione nella classifica nazionale.

L’analisi dettagliata del rapporto rivela che la diminuzione della raccolta regionale è stata influenzata principalmente dalla contrazione del 26,8% nella raccolta di televisori e monitor, in linea con una tendenza nazionale dovuta al termine del Bonus TV nel 2021. Contribuisce anche la flessione sugli R5, le sorgenti luminose, la cui raccolta si ferma a 34 tonnellate, perdendo un 2,7%.

Tuttavia, sono emerse anche performance positive in altri settori, come i piccoli elettrodomestici ed elettronica di consumo, che hanno registrato un aumento del 5,7%, per 2.336 tonnellate complessive e 1,55 kg ad abitante, maggiore del corrispettivo medio nazionale che si ferma a 1,30 kg/ab. Seguono freddo e clima (R1) che, con 3.532 tonnellate, fa registrare un +0,5% e grandi bianchi (R2) che va a +0,2% raggiungendo le 4.998 tonnellate.

Anche in questo caso il dato pro capite del raggruppamento (3,31 kg/ab) è decisamente superiore rispetto al corrispettivo nazionale (2,07 kg/ab).

A livello provinciale, la contrazione dei volumi si è concentrata principalmente nelle province di Genova, La Spezia e Imperia. Nonostante ciò, tutte le province liguri mantengono performance pro capite superiori alla media nazionale, con Imperia che si conferma ancora una volta come la provincia leader nella raccolta di RAEE, assestandosi al sesto posto nazionale con 9,71 kg di rifiuti elettrici ed elettronici raccolti per abitante, principalmente frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche.

Nel 2023 la Liguria si conferma tra le regioni più virtuose nella raccolta dei RAEE: il calo subìto è frutto della flessione fisiologica dei rifiuti elettronici del raggruppamento 3 e tutte le province presentano performance pro capite ben superiori alla media italiana” commenta Fabrizio Longoni, direttore generale del Centro di Coordinamento RAEE. “I risultati ottenuti però non devono essere visti come un risultato di cui accontentarsi, ma come uno stimolo a fare sempre meglio per avvicinarsi ai target di raccolta definiti dall’UE. Le province di La Spezia e di Savona, in particolare, mostrano un dato pro capite per il raggruppamento dei grandi bianchi che si ferma alla metà di quello registrato nella provincia di Imperia. È evidente che risulta necessario capire dove finiscono questi flussi e definire quali azioni mettere in campo per intercettarli. Il fatto, per esempio, che queste due province siano prive di luoghi di raggruppamento della distribuzione è un primo punto su cui riflettere e per valutare se e come agire per favorire l’incremento dei volumi avviati a riciclo”.

Analogamente, l’Assessore al ciclo delle acque e dei rifiuti della Regione Liguria, Giacomo Giampedrone, ha ribadito l’impegno costante della regione nella gestione dei RAEE. “Nel 2023 la Liguria ha visto una flessione del 2,6% nella raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici rispetto alla media nazionale, confermandosi come una delle regioni più virtuose con una raccolta di 12.205 tonnellate di RAEE e una media pro capite di 8,09 kg per abitante, ovvero superiore alla media nazionale di 5,92 kg/ab” dichiara Giacomo Giampedrone. “Regione Liguria ha dimostrato un impegno costante nella gestione dei RAEE, rafforzato con l’approvazione dell’aggiornamento del Piano di Gestione dei Rifiuti e delle Bonifiche nel luglio 2022. Questo piano prevede azioni volte a migliorare la gestione dei rifiuti e a promuovere filiere locali per il recupero di materie prime.

La Regione ha anche stanziato fondi per programmi di raccolta differenziata e aderito a progetti di cooperazione transfrontaliera, come il progetto VALOR, che mira a sviluppare un modello innovativo di economia circolare per il recupero dei RAEE utilizzando tecnologie all’avanguardia come l’intelligenza artificiale. Non solo azioni immediate, quindi, ma anche linee guida di sviluppo a lungo termine, che garantiranno una sempre migliore gestione dei rifiuti”.

Addio alla spiaggia libera di San Fruttuoso di Camogli: Selena Candia si oppone all’ennesima privatizzazione

Privatizzare la spiaggia davanti all’Abbazia di San Fruttuoso di Camogli, questa la decisione della Giunta del Comune di Camogli che con un bando affiderà l’iconica spiaggia ligure a un privato, con un concessione annua di 3mila euro.

“Il canone è ridicolmente basso rispetto a quanto si potrebbe guadagnare in una zona così bella – ha dichiarato Selena Candia, consigliera regionale della Lista SansaCome Lista, stiamo facendo il possibile per opporci all’ennesima privatizzazione delle coste e delle spiagge liguri, che ricordiamo sono un bene a cui tutti dovremmo avere accesso”.

Analoga la condizione della Baia del Silenzio di Sestri Levante che, pur non venendo affidata a soggetti privati, diventerà a pagamento.

La bigliettazione delle due spiagge va in contrapposizione con la legge regionale, secondo cui tutti i comuni costieri della Liguria devono avere almeno il 40% di spiaggia libera. Tuttavia, più di 20 comuni costieri liguri su 63 non rispettano la legge, in alcuni casi raggiungendo addirittura l’80% di spiagge private.

“Bisognerebbe far rispettare la legge regionale e seguire la direttiva europea Bolkestein, che da diversi anni chiede a tutti i comuni italiani di rimettere a bando le concessioni balneari – ha continuato Selena Candia – In questo modo si darebbe maggiore spazio al pubblico e alle spiagge libere attrezzate”.

L’intervista integrale alla consigliera regionale della Lista Sansa Selena Candia su Radio Babboleo.

Invasione di velelle in Liguria, l’esperto:”Nessuna conseguenza per l’uomo”

Non è la prima volta per le coste liguri dove – anticipatamente rispetto agli scorsi anni – sono tornate le velelle.

Numerose le segnalazioni per una chiazza nera lungo la costa tra Sori e Quinto, poi una vera e propria invasione lungo la Passeggiata Anita Garibaldi nel quartiere genovese di Nervi con conseguenti odori sgradevoli dati dagli organismi in decomposizione. Segnalazioni anche da altri angoli di Liguria sia a Levante che a Ponente.

Ma cosa sono le velelle e quali le conseguenze per l’uomo? Lo ha raccontato ai microfoni di Radio Babboleo il curatore del settore tropicale dell’Acquario di Genova Fabio Mattioli.

“Una colonia di polipi di meduse, meduse un po’ particolari che vivono sulla superficie dell’acqua. La parte esterna simile a vela, poi un circoletto azzurro-viola con una colonia di polipetti interconnessi che si nutre del plancton sito sulla superficie marina e che si muovono trasportate dal vento“.

Proprio qui risiede il motivo dell’invasione genovese: il forte vento e le intense mareggiate di questi giorni che hanno creato un vero e proprio tappeto di velelle su spiaggia e passeggiata della città levantina.

Oltre all’odore sgradevole nessuna conseguenza per l’uomo” – continua Mattioli – “le velelle hanno infatti una carica di veleno molto debole”.

Ascolta qui l’intervista integrale

Pasqua in agriturismo, in Liguria è boom di prenotazioni

Non sarà di certo il maltempo a fermare il turismo nelle festività pasquali. Secondo le ultime stime di Coldiretti, quest’anno circa un milione di italiani sceglierà di trascorrere la Pasqua in agriturismo, specialmente in Liguria. La nostra regione infatti registra ottimi numeri, con un boom di prenotazioni che rende la ristorazione negli agriturismi quasi sold out. Ottimi risultati anche per il pernottamento, che copre già oltre la metà delle prenotazioni.

La Liguria è una meta molto ambita e gettonata, specialmente grazie alla capacità delle sue aziende agricole di offrire una proposta variegata e attraente, dall’entroterra alle coste. Gli agriturismi liguri stanno infatti investendo sulla diversificazione, perchè la regione è l’unica in Italia a possedere sia le Alpi che il mare e dunque la prima ad aver creato una sinergia professionale tra il comparto ittico e quello agricolo. “In Liguria abbiamo attualmente superato i 600 agriturismi, con un’offerta a 360 gradi che permette ai turisti di vivere gli spazi aperti e il territorio rurale in maniera più vicina”, ha dichiarato Davide Busca, presidente di Terranostra Liguria.

L’offerta degli agriturismi è un fattore trainante il turismo ligure. “È un’opportunità per chi ricerca il contatto con la natura, per chi vuole unire il desiderio di evasione alla scoperta di una meta poco calpestata”, ha continuato Davide Busca. Grande successo anche per gli ittiturismi liguri, che rappresentano un faro per la promozione delle destinazioni costiere e permettono di scoprire l’importanza del pescato locale nella tradizione culinaria di prodotti a km 0.

Dato il grande successo degli agriturismi liguri nelle prossime festività pasquali, si prospetta una ricca stagione estiva e si dà il via a discussioni e proposte politiche che rimarchino il ruolo fondamentale delle strutture agrituristiche e ittituristiche nella valorizzazione del territorio, con l’obiettivo di normare l’attività di diversificazione per il made in Liguria.

L’intervista integrale al presidente di Terranostra Liguria Davide Busca su Radio Babboleo.

Jojob: viaggi condivisi, risparmio e sostenibilità. I liguri sono i carpooler che percorrono più chilometri

Oltre 212mila veicoli rimossi dalle strade, quasi 5 milioni di chilometri e 987mila euro risparmiati tra benzina, caselli e parcheggi, evitando l’emissione in atmosfera di 641 tonnellate di CO2. Questi i dati degli spostamenti avvenuti in Italia nel 2023 su un totale di più di 373mila viaggi condivisi.

L’analisi effettuata dall’Osservatorio Nazionale sul Carpooling Aziendale 2024, realizzato dalla società Jojob, ha fotografato l’andamento del carpooling in tutto il territorio italiano, individuando le regioni più virtuose in termini di viaggi, CO2 non emessa e risparmio economico e chilometrico.

Innovativi servizi di carpooling per pendolari per agevolare gli spostamenti casa-lavoro e casa-università. In vetta alle classifica delle tratte più lunghe c’è la Liguria, che registra una media di 47,8 km, seguita da Marche e Umbria. Questo l’obiettivo di Jojob, che registra una maggiore concentrazione al Nord con il 63,9% di viaggi condivisi. Segue il Centro con il 20,6% e il restante 15,5% si distribuisce tra il Sud e le isole. Una modalità di viaggio sicura, comoda e conveniente, dimostrata dalla stima di 2,3 persone a tratta nella stessa auto e dalla percorrenza media pari a 26,6 km.

Jojob coinvolge migliaia di utenti, in particolare studenti e lavoratori. I più numerosi sono i Millenials: il 62% ha infatti tra i 20 e i 39 anni, il 21% appartiene alla fascia tra i 40 e i 49 anni, mentre gli over 50 raggiungono il 17% degli utenti.

“I dati dell’Osservatorio mostrano un andamento importante e confermano come gli italiani apprezzino la mobilità condivisa. Il carpooling è sempre più un’abitudine consolidata per i pendolari, anche a causa dei rincari sulla benzina registrati a partire dallo scorso anno – ha dichiarato Gerard Albertengo, CEO e fondatore di JojobPer continuare a diffondere una mobilità condivisa e sostenibile, è importante che il tessuto imprenditoriale e le comunità territoriali accolgano e favoriscano questa nuova modalità di viaggio che permette di ridurre il traffico e l’inquinamento”.