Ambiente

“Da Dinegro a… Portello”: la Giornata Nazionale del Camminare in salsa genovese

GIORNATA NAZIONALE DEL CAMMINARE – 11 OTTOBRE 2020

Genova a piedi, una passeggiata nel capoluogo ligure da Dinegro a Portello.

FederTrek- Escursionismo e Ambiente è un Ente di Promozione Sociale, a struttura federale, nata nel 2010 e occupata a esercitare attività di interesse generale per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, favorendo la diretta partecipazione della persona.

Particolarmente attenti a stimolare e diffondere la cultura del camminare, FederTrek è anche promotrice della manifestazione a livello nazionale: “la Giornata del Camminare”.

Per quanto riguarda la Liguria, GenovaApiedi propone: ”Camminando ai bordi di un anfiteatro. Da Dinegro a… Portello”.

L’appuntamento è fissato per l’11 ottobre 2020 alle ore 9:30 presso la fermata Metro di Dinegro.
Proprio a Dinegro è prevista la partenza di questa escursione organizzata all’insegna della riscoperta dei paesaggi e scorci genovesi attraverso un semplice e naturale gesto sostanziale per migliorare la qualità della nostra vita: il camminare.
Si percorrerà poi Salita San Francesco da Paola sino a Granarolo.
È prevista una sosta presso l’osservatorio astronomico del Righi per gustare il pranzo a sacco con vista Genova dall’alto. La camminata prosegue verso il parco avventura, San Bernardino, Santa Maria della Sanità, Salita Sant’Anna e infine arrivo a Portello.
Sono calcolati in totale: circa 18mila passi, altezza massima s.l.m circa 350 metri.

Si consiglia un abbigliamento adeguato e comodo con scarpe adatte e una scorta d’acqua.
La prenotazione è obbligatoria scrivendo nome, cognome e recapito telefonico a info@genovapiedi.it inoltre, a seguito dell’emergenza Covid19, le iscrizioni sono limitate per motivi di sicurezza. In caso di allerta rossa le iniziative saranno annullate.

Per maggiori informazioni sui prossimi eventi consultare il sito www.giornatadelcamminare.org .

Quello che non ti aspetti lungo un sentiero, sul Beigua nuove incisioni rupestri

Cosa si può incontrare camminando sui sentieri della Liguria? In questo periodo i funghi, in altri i frutti di bosco, a breve le castagne. Ma può capitare anche di imbattersi in ritrovamenti archeologici.

È accaduto nel Beigua Geopark. Alcuni escursionisti che hanno rinvenuto nella zona del massiccio del Beigua alcune tracce sulle rocce nascoste dalla vegetazione; un sopralluogo con Carmelo Prestipino, archeologo dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri – Sezione Valbormida che ha curato l’intero censimento dell’arte rupestre del comprensorio del Beigua, ha potuto accertare che si tratta di nuove incisioni non ancora catalogate.

“Si tratta, in particolare, di un affilatoio presumibilmente utilizzato sino dall’età del Neolitico Medio (c.a. 4.700 a.C.) dagli artigiani del luogo per affilare le loro asce, oltre a due segni cruciformi con i vertici coppellati che vanno ad aggiungersi al ricco patrimonio di segni incisi del massiccio del Beigua. L’incisione delle date 1879-1911 dimostra inoltre la frequentazione di questa roccia da parte di persone che avevano padronanza della scrittura e che attribuivano alla roccia una valenza significativa, tale da motivare l’incisione della data come testimonianza”.

I segni di affilatoio, caratteristici di alcune rocce del Beigua, testimoniano la lavorazione di pietre verdi per la produzione di asce levigate; a partire dal Neolitico Medio infatti in quest’area l’uomo si dedicò alla produzione di asce in pietra verde, la serpentinite, caratteristica dell’area del Beigua e molto rara in tutta l’Europa occidentale.

Il Beigua era probabilmente riconosciuto dai liguri come montagna sacra, favorito anche dalle suggestive atmosfere nebbiose di certe cupe giornate; qui l’uomo ha inciso sulle rocce segni che con tutta probabilità erano rivolti alle divinità delle cime montuose, delle acque e del tuono, entità benefiche o temibili che occorreva placare con gesti rituali, tanto che alcune di queste rocce hanno conservato anche un valore magico.

Le tracce sulle rocce, che dall’età del Rame all’età del Bronzo si evolvono e arricchiscono, affiancando ai primi reticoli e alle raffigurazioni di armi anche scene di aratura e figure umane, raccontano una frequentazione dei luoghi da parte di pastori, cacciatori e agricoltori. Ai segni antichi si sono poi aggiunti in tempi successivi lavori di incisione “moderni”, forse simboli convenzionali usati per la gestione dei pascoli o semplici imitazioni a testimonianza del proprio passaggio, come nel caso della famosa Pietra scritta. Lo studio dei segni, degli utensili utilizzati e della tecnica incisoria sono elementi fondamentali per una datazione dell’arte rupestre, ma vanno necessariamente integrati con altre preziose informazioni, come i ritrovamenti archeologici, le leggende popolari e la toponomastica.

Tra l’altro, per valorizzare l’arte rupestre del Beigua, che ha contribuito al riconoscimento dell’area come Geoparco Unesco, e allo stesso tempo per conservarne l’integrità, nel 2013 l’Ente Parco ha inaugurato nel 2013 un sentiero tematico ad anello di circa 3 km percorribile in circa 2 ore: lungo il percorso archeologico che si sviluppa tra Piampaludo e Pratorotondo sono disposti cinque calchi, riproduzione di alcune delle più importanti rocce incise rinvenute nel Geoparco e catalogate dagli archeologi. Ogni postazione è identificata da un pannello didattico che spiega la probabile simbologia dei segni, inquadrandoli nell’organizzazione sociale e nelle credenze del tempo.

Per approfondire le origini e le evoluzioni dell’arte rupestre nel nostro comprensorio è disponibile la pubblicazione curata da Carmelo Prestipino Alla scoperta delle rocce incise del Geoparco del Beigua, scaricabile dal sito del Parco, sul quale invece i più piccoli troveranno il Taccuino dell’Archeologo, un quaderno di attività didattiche sulle incisioni rupestri.

Oscargreen 2020 Coldiretti: innovatori di natura

Da tè ricavato dalle foglie di olivo al formaggio in miniera; dalla rete giovane per il rilancio dell’entroterra genovese all’Agrizoo, dall’impiego dell’ardesia in vigna fino al progetto di orticoltura per ragazzi disabili: sono le idee vincenti dei giovani liguri premiati alla selezione regionale OscarGreen 2020, il concorso promosso da Coldiretti  Giovani Impresi.

Giunto alla 14ma edizione, l’OscarGreen è il premio che punta a valorizzare il lavoro di tanti giovani che hanno scelto per il proprio futuro l’agricoltura e la pesca, e che mostra come, a livello nazionale, il ritorno alla terra e al mare sia ormai un dato di fatto, soprattutto tra i ragazzi che non vogliono abbandonare il proprio territorio ma salvaguardarlo, valorizzarlo e farlo conoscere al resto del mondo.

“Questi sono esempi di storie vincenti che si impegnano a valorizzare il nostro territorio” ha affermato Davide Busca delegato Giovani regionale.

Torna sul web Storie di fungi, la serie che racconta una passione “estrema”

I foresti nei boschi in cerca di funghi non sono graditi dai residenti. Non è un mistero. Ma perché non creare attorno a questa grande verità una serie grottesca su Youtube? Franco Repetto come autore (e anche interprete) ha dato vita a questa striscia un paio di anni fa. Ora ecco il terzo episodio: “Storie di fungi” (scritto proprio così) torna online per il suo terzo episodio. Si riparte dal gruppo di amici e rivali (per i funghi) di Sopralacroce (frazione di Borzonasca) che tengono in ostaggio due rapallesi “colpevoli” di raccogliere troppi funghi sul monte Aiona. Nel primo episodio, invece, in ostaggio c’era finito un inglese, poi diventato amico del gruppo. Come proseguirà la storia? Di certo il titolo del terzo episodio (Storie di fungi, operazione ingegno) lascia intuire che i modi per fermare i foresti nei boschi saranno più sofisticati. La puntata ancora una volta viaggerà sui binari dell’ironia, ma, grazie alla regia e alle immagini di Federico Telari, proporrà uno spaccato suggestivo della valle Sturla, raccontando anche quella che è la “poesia” di chi va per funghi.

In questa puntata, tra l’altro, c’è anche uno special guest, vale a dire Giuseppe De Moro (nel ruolo di Macinetor), genovese, due volte campione mondiale di ricerca dei funghi. Con lui anche Franco Repetto, Corrado Pitto, Marco Boggiano, Philip Baker, Giorgio Ginocchio , Stefano Tripodi, Ugo Repetto, Dino Brignole e i due rapiti Francesco “Flash” Rossi e Massimo Oneto. Nel “corto” compaiono la giornalista Giovanni Rosi e il nostro Italo Vallebella.

Ecco il link al terzo episodio: https://www.youtube.com/watch?v=8G8_gNeMsHc&t=277s

Per chi non avesse visto i primi episodi invece:

Coldiretti: 9 milioni di turisti in Liguria a settembre

Caldo e bel tempo hanno fatto da volano al turismo in Liguria anche nei primi 20 giorni del mese di settembre. Molti i vacanzieri ‘balneari’ e quelli che hanno scelto di passare qualche giorno immersi nel verde, alla scoperta dei piccoli borghi, luoghi di tradizione e cultura, dove sono custodite da generazioni, circa 300 produzioni tipiche sparse su tutto l’arco regionale. E’ come commenta Coldiretti Liguria il bilancio tracciato da Coldiretti, dal quale emerge che con a settembre sono saliti a quasi 9 milioni gli italiani particolarmente fortunati che hanno scelto di trascorrere almeno qualche giorno di vacanza in Ligutia, anche se continua a pesare nel bilancio del turismo nazionale la riduzione di viaggiatori stranieri. 

La  spiaggia rimane sempre la meta piu’ gettonata, ma è cresciuto anche l’interesse per la campagna e il turismo di prossimità “con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori del nostro entroterra, dove è possibile dedicarsi, ad esempio, a trekking e alle passeggiate nei boschi, senza dimenticare la possibilità di assistere alle tradizionali attività di settembre come il rito della vendemmia. In questo contesto giocano un ruolo fondamentale le strutture agrituristiche di Campagna Amica Liguria sparse su tutto il territorio, che offrono l’opportunità di conciliare la buona tavola con la possibilità di stare all’aria aperta, avvalendosi delle comodità e dei servizi offerti per tutti gli amanti della natura, trovando sempre quella combinazione tra cibo, ambiente e cultura tanto ricercata,  come afferma il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri.

Temi che saranno posti all’attenzione del nuovo assessore all’agricoltura ligure.

Consumo del suolo; il triste primato della Liguria

La Liguria nel 2019 ha consumato 252 metri quadrati di suolo per abitante, aggiudicandosi il primo posto in Italia. È quanto emerge dal rapporto del Centro Studi di Confagricoltura.

Il consumo di suolo (dovuto a costruzioni residenziali e produttive, a vie di comunicazione eccetera) in Italia si attesta, nel 2019, intorno ai 5.000 ettari (5.186), in lieve crescita (+1,9%) rispetto all’anno precedente.

Resta comunque nettamente al di sotto – grazie soprattutto agli effetti della crisi economica e alla stabilità demografica – degli oltre 20 mila ettari annui (21-26 mila) registrati nei decenni che vanno dal 1956 al 2006.

In valori assoluti le regioni più interessate dal fenomeno sono quelle più estese e popolose: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Sicilia. Se invece si considera il consumo di suolo per abitante, troviamo ai primi posti le Regioni più piccole e meno abitate: Liguria, Molise, Basilicata, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e Umbria.

Occorre quindi, secondo Confagricoltura Liguria, una legge quadro di pianificazione territoriale che consenta all’agricoltura di essere il centro, e non il “di più”: gestione delle acque, interventi di tutela del territorio e soluzione definitiva del dissesto.

Dal consumo di suolo derivano, in termini di mancata produzione agrosilvicola e di riduzione dei servizi ecosistemici, perdite economiche che Ispra, solo per le variazioni intervenute fra il 2012 e il 2019, stima fra i 2,5 (ipotesi minima) e i 3 miliardi (ipotesi massima) di euro annui (tabella 7). Oltre il 90% dei costi è attribuito ai danni conseguenti al dissesto idrogeologico; dei circa 290 milioni residui (ipotesi media), la perdita di produzione agrosilvicola vale circa il 60%, pari a 170,6 milioni di euro, oltre i connessi effetti sui mutamenti del clima (8,5 milioni di euro), l’impollinazione (7,7 milioni di euro), la disponibilità di acqua (33 milioni di euro).

Il consumo di suolo, rispetto a una media del 7,1% della superficie nazionale, interessa in misura rilevante aree a rischio idraulico (10% delle aree di settore), rischio frana (4,5%),

Secondo il presidente di Confagricoltura Liguria Luca De Michelis,va  riaffermato il ruolo di custodia del territorio affidato alle imprese agricole, grazie a politiche mirate di sgravio e incentivazione.Più agricoltura equivale a minore cementificazione

Temi che saranno posti all’attenzione del nuovo assessore all’agricoltura ligure.