Attualità – Pagina 2 – Babboleo

Attualità

Omicidio Nada Cella, spunta una telefonata anonima del 9 agosto 1996: si cerca l’ignota interlocutrice

La procura di Genova, dopo 25 anni dall’omicidio di Nada Cella, ha riaperto le indagini. La giovane segretaria venne uccisa a Chiavari il 6 maggio 1996, nello studio di Marco Soracco, commercialista presso il quale lavorava. Il Tribunale di Genova ha autorizzato la squadra mobile a diffondere, agli organi di informazione televisivi e radiofonici, una conversazione telefonica anonima del 9 agosto 1996, per riuscire a concorrere alla identificazione dell’ignota interlocutrice.

“Venivo giù in macchina da Carasco, e l’ho vista che era sporca. Ha infilato tutto nel motorino, io l’ho salutata e non mi ha guardato. Infatti le dico la verità, quindici giorni fa l’ho incontrata in carruggio che andava alla posta, non mi ha nemmeno guardato, è scivolata di là verso sera”.

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Città Metropolitana di Genova, il nuovo Ufficio Europa per accedere a fonti di finanziamento europee e al PNRR

La Città Metropolitana di Genova inaugura l’Ufficio Europa, un team giovane che vede nella costruzione di progetti europei di interesse metropolitano uno dei suoi principali obiettivi.

Il nuovo ufficio ha il compito di mettere a sistema le idee progettuali innovative presenti in Città Metropolitana di Genova e nei Comuni del suo territorio, collegandoli alle linee strategiche delle fonti di finanziamento europee ed al PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), secondo le priorità indicate dal Piano Strategico e dagli altri documenti di programmazione dell’Ente, mantenendo sempre alta l’attenzione verso le esigenze dei Comuni.

Contestualmente, sarà anche una struttura alleata con i Comuni del territorio, in coordinamento con ANCI Liguria, che potranno sfruttare le competenze e la consulenza del nuovo Ufficio Europa per affrontare anch’essi i bandi di partecipazione ai progetti europei, le istruttorie, il monitoraggio e la rendicontazione, troppo spesso visti come ostacoli eccessivamente impegnativi per i piccoli Enti territoriali.

Da stasera in A10 chiude il bivio con la A26 per chi arriva da Genova: i percorsi alternativi

Nell’ambito del piano di ammodernamento e potenziamento della rete autostradale ligure, sulla A10 Genova – Savona è prevista dalle 22 di questa sera e fino alle 6 di lunedì 8 novembre la chiusura del bivio con la A26 Genova Voltri – Gravellona Toce, per chi proviene da Genova ed è diretto verso Gravellona Toce/Milano, per consentire lavorazioni all’interno della galleria “Madonna delle Grazie 1”.

La chiusura continuativa del nodo è prevista, con le stesse modalità, anche per il fine settimana del 20-21 novembre. Al di fuori di questo periodo le lavorazioni verranno eseguite esclusivamente in orario notturno.

All’interno della galleria opereranno circa 40 persone tra tecnici e maestranze e verranno utilizzati 2 jumbo, 3 cisterne rifornimento acqua, un gruppo iniezione, 10 piattaforme elevatrici e una minipala.

Chi da Genova è diretto verso Gravellona Toce, dovrà uscire e rientrare alla stazione di Arenzano in direzione Genova per poi immettersi sulla A26 Genova Voltri – Gravellona Toce.

In alternativa, agli utenti che da Genova sono diretti verso Milano si consiglia di percorrere la A7 Serravalle – Genova.

Genova, arrivano 215 milioni per metro e filovia. “Risultato concreto per migliorare i trasporti”

A Genova arrivano 215 milioni di euro per il potenziamento dei trasporti. Si tratta di fondi che fanno parte del Pnrr e finanzieranno i lavori per il completamento della stazione della metropolitana di Corvetto e la filovia prevista dal sistema degli assi di forza per il Trasporto pubblico locale.

Per la stazione della metro, in particolare, saranno stanziati 173,7 milioni di euro, mentre alla filovia sono destinati 43,8 milioni. Lo ha annunciato il deputato ligure della Lega Edoardo Rixi, che scrive di “un risultato concreto per migliorare il trasporto rapido di massa”.

“Entro il 2026 – ha detto Rixi – viaggeranno bus elettrici e filobus di ultima generazione”. In totale, il Governo stanzierà 3,6 miliardi di euro alle Regioni per attuare interventi di sviluppo e potenziamento di metropolitane, filobus e tramvie, insieme all’assegnazione di 836 milioni di euro per lo sviluppo delle ferrovie regionali.

Il finanziamento del sistema dei quattro assi per il Tpl genovese prevede anche nuove rimesse e riqualificazioni stradali. Il completamento della fermata della metro a Corvetto era stato approvato dal Cipe nel 2011, senza che poi arrivassero i finanziamenti.

Sampierdarena e San Teodoro, 14mila euro per le attività del Natale 2021

Concessione di patrocinio e contributi economici per 14mila euro a sostegno di attività, manifestazioni ed eventi nei quartieri di Sampierdarena e San Teodoro nel periodo delle festività natalizie 2021. E’ l’iniziativa del Municipio Centro Ovest di Genova per rendere ancor più vivo il territorio in occasione del Natale.

Il bando, pubblicato sul sito del Comune di Genova (http://www.comune.genova.it/content/bando-pubblico-l%E2%80%99erogazione-da-municipio-ii-co-di-contributi-connessi-alla-concessione-di-pa) scadrà mercoledì 3 novembre e punta a stimolare ulteriormente l’organizzazione di iniziative per il territorio in zone “simbolo” del Centro Ovest come Largo Gozzano e Via Daste, Villa Giuseppina e la zona del Campasso.


Destinatari dei contributi sono tutti i soggetti del Terzo Settore (organizzazioni di volontariato, associazioni, etc.) i Centri Integrati di Via, gli Istituti Scolastici e le Parrocchie e le proposte possono essere presentate anche in collaborazione fra più realtà, mediante indicazione di un capofila.

Il tessuto associativo e le tante realtà attive a Sampierdarena e San Teodoro rappresentano da sempre la forza dei nostri quartieri – sottolinea Monica Russo, assessore alla Cultura e alla Promozione delle Manifestazioni Municipali del Municipio II Centro OvestL’iniziativa intende proprio alimentare la ‘spinta’ e l’entusiasmo del territorio in vista di un Natale che, in parallelo al miglioramento degli scenari sul fronte sanitario, ci auguriamo possa davvero essere quello del rilancio”.

Tra i requisiti per l’approvazione delle richieste ci sono la storicità dell’appartenenza al territorio da parte delle realtà organizzatrici e la gratuità degli eventi, iniziative e manifestazioni proposte.

Con la rassegna di eventi estivi gratuiti 2021 chiamata ‘Eventi Spazio’, che ha avuto un grande successo – aggiunge l’assessore Russoil territorio ha saputo rispondere presente e ha dimostrato che nei due quartieri del Centro Ovest si può dar vita a manifestazioni di qualità e con un’importante partecipazione da parte della cittadinanza. Siamo sicuri che il riscontro sarà altrettanto significativo in occasione delle prossime festività natalizie”.

Coldiretti, il pesto è il decimo cibo italiano più taroccato al mondo

Il pesto è il decimo cibo italiano più taroccato al mondo. Coldiretti ha presentato la ‘top ten’ dei prodotti agroalimentari italiani più imitati: il nostro tipico condimento a base di basilico occupa l’ultima posizione di questa classifica che, nel mondo, muove ogni anno 100 miliardi di euro. Il doppio delle esportazioni del vero cibo Made in Italy.

Secondo Coldiretti, le imitazioni del pesto si trovano in ogni angolo del pianeta, dai supermercati europei a quelli degli Stati Uniti. Sugli scaffali americani si trova frequentemente lo ‘Spicy Thai Pesto’. Un terribile intruglio con olio di sesamo, aceto di riso, arachidi e perfino il chili. Anche in Sudafrica si prodigano a imitare e commercializzare il nostro pesto: il ‘Basil Pesto’, quantomeno, è più simile alla ricetta originale. Se non fosse per la presenza del burro…

Se queste imitazioni fanno sorridere i ‘liguri doc’, dall’altra parte evidenziano l’enorme opportunità che il ‘mercato del falso’ fa perdere alla nostra economia. A livello nazionale, la lotta alla contraffazione del cibo Made in Italy potrebbe far guadagnare fino a 300mila posti di lavoro.

Difficile fare le proporzioni con la nostra regione, ma visto e considerato che il pesto è tra i prodotti italiani più imitati, senza dubbio una maggiore esportazione del prodotto originale comporterebbe ricadute economiche di grande rilevanza sul nostro territorio.

LA TOP TEN DEI CIBI MADE IN ITALY PIU’ TAROCCATI SECONDO COLDIRETTI 

  1. Mozzarella (anche con storpiature come Zottarella) 
  2. Parmigiano Reggiano e Grana Padano (imitazioni da Parmesan a Grana Pompeana, da Parmesao a Reggianito e molto altro in tutti i continenti)
  3. Provolone (copie prodotte in tutte le Americhe, da Nord a Sud)
  4. Pecorino Romano (imitazioni vendute come Romano ottenuto con latte di mucca e non di pecora)
  5. Salame (prodotto anche con indicazioni geografiche false come Calabrese, Toscano, Milano, Genova, Veneto, Firenze, Napoli)
  6. Mortadella (imitazioni anche con storpiature come mortadela, indicazioni geografiche false come siciliana o con carne diversa da quella di suino)
  7. Sughi (realizzati con contenuti e ricette anche stravaganti che richiamano impropriamente all’Italia e indicazioni geografiche false come bolognese
  8. Prosecco (con storpiature del nome come Prosek, il Meer-secco, il Kressecco, il Semisecco, il Consecco e il Perisecco
  9. Chianti (con imitazioni in bottiglia ma con in wine kit per preparazione casalinga con polveri e alambicchi).
  10. Pesto (imitazioni del Pesto alla genovese, che si possono trovare in Europa quanto negli Stati Uniti con lo Spicy Thai Pesto, e persino in Sudafrica dove c’è il Basil Pesto)

Fantasy & Hobby. Al Porto Antico di Genova torna l’edizione autunnale

E’ la Fiera della creatività, dell’hobbistica e delle arti manuali destinata agli appassionati di cucito, scrittura creativa, bigiotteria, lavorazioni in legno ma anche pasticceria e cake design.

Da venerdì 22 a domenica 24 ottobre ai Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova torna l’edizione autunnale di Fantasy & Hobby 2021, l’evento dedicato all’amore per la creatività e all’handmade.

Fantasy & Hobby 2021 propone prodotti ed accessori ed un ricco programma di corsi e laboratori per affinare le proprie tecniche e apprenderne di nuove con la guida dei principali insegnanti delle diverse tecniche manuali.

Orario 9-18.30. Il biglietto di ingresso costa 7 euro ( 5 euro ridotto). Info sul sito Fantasyehobby

BIGLIETTO ONLINE https://www.2tickets.it/titoliese.aspx?ide=1117&set=m&fbclid=IwAR1NilZj01z-mseAG0cDfFM9HrcpeR9Dl2OgZx1nkKeVNCsiYMk6uFSKnP8

Saranno osservate le normative di sicurezza anti Covid, mascherina e Green Pass obbligatori

Obbligo di green pass a lavoro: le nuove regole

Oggi, 15 ottobre, è scattato l’obbligo di green pass in tutti i luoghi di lavoro, in applicazione delle nuove linee guida contenute nel Dpcm firmato da Draghi. Resta consentito senza certificazione verde l’accesso a tutti i servizi essenziali.

Le modalità per ottenere il green pass restano le stesse:
– aver effettuato il vaccino almeno da 14 giorni
– risultare negativi al tampone
– essere guarito dal Covid negli ultimi 6 mesi

1) Categorie sottoposte all’obbligo
– tutti i lavoratori, nel settore pubblico e privato
– Partite iva (idraulici, elettricisti, etc.)
– Colf, badanti, baby sitter
– Soggetti con cariche elettive (governatori, sindaci, consiglieri, etc.)

2) Categorie escluse dall’obbligo
– Avvocati difensori
– Testimoni di parte
– Periti e consulenti di parte

3) Soggetti esenti per comprovati motivi di salute
Per coloro i quali non possono vaccinarsi per comprovati motivi di salute basterà presentare la certificazione di esenzione rilasciata dal medico.

4) Vaccinati con prima dose in attesa di certificato
La Liguria è la prima regione che offre tamponi gratis a tutti i lavoratori che si sono vaccinati e che stanno aspettando il green pass, scaricabile solo dopo 12 giorni dalla somministrazione e valido dal 15° giorno dal vaccino.

5) Sanzioni
Il lavoratore che accede al luogo di lavoro senza green pass è soggetto, con provvedimento del Prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro.
Il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul green pass rischia una sanzione amministrativa che va da 400 a 1.000 euro.

Ogni azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, a tappeto o a campione, non inferiori al 20%, tramite l’app ‘VerificaC19‘ o altre strumentazioni automatizzate.
L’accesso al luogo di lavoro non è consentito a chi sia sprovvisto di green pass valido o si rifiuti di esibirlo. Questo sarà considerato assente ingiustificato fino all’esibizione di un certificato valido, includendo nel periodo di assenza anche eventuali giornate festive o non lavorative.
Non è consentito che il lavoratore permanga nella struttura, anche a fini diversi, o che lo stesso sia adibito a lavoro agile in sostituzione della prestazione non eseguibile in presenza.

Tale obbligo è esteso ad ogni soggetto che accede alla struttura per lo svolgimento di qualsiasi attività, ad esclusione di coloro i quali si recano in un ufficio pubblico per l’erogazione del servizio che l’amministrazione è tenuta a prestare.

Rientro dallo smart working per 20 mila dipendenti della p.a. in Liguria. Cgil: “Sbagliato demonizzare il lavoro agile”

In Liguria sono almeno 20mila i dipendenti della pubblica amministrazione, degli enti locali alla sanità, che negli scorsi mesi a rotazione hanno utilizzato il lavoro agile.

Da venerdì 15 ottobre, come deciso dal decreto del ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta, i dipendenti in smart working dovranno tornare tutti progressivamente in presenza. Il graduale rientro interessa per primi i lavoratori impegnati nelle attività di front office e sportello.

Non siamo d’accordo con l’impostazione del decreto – spiega Nicola Dho, segretario generale Funzione Pubblica Cgil LiguriaDa una parte si pensa, erroneamente, che lo smartworking sia sinonimo di minor impegno da parte dei lavoratori. Dall’altra si rischia di perdere un’occasione di innovazione ed efficienza dell’amministrazione pubblica”.

In Liguria i dipendenti della pubblica amministrazione (escludendo il comparto scuola) sono circa 50 mila e almeno 20 mila, a rotazione, hanno utilizzato la possibilità di lavoro a distanza: 15mila sono impiegati negli enti locali .

Ci sono aziende che avevano già introdotto parzialmente lo smart working prima della pandemia, poi in questi mesi è stato implementato e migliorato, per questo chiediamo alla Regione un piano per potenziare le infrastrutture e favorire chi abita e lavora in remoto nell’entroterra e nella zona costiera – continua il sindacalista- Inoltre lo smartworking si è dimostrato anche uno strumento, aggiuntivo, di prevenzione per i lavoratori fragili “.

Liguria, al via la campagna P.R.E.S.T.O. per sensibilizzare i cittadini liguri sull’ictus

A distanza di due anni dalla prima edizione, torna P.R.E.S.T.O.,
la campagna di A.L.I.Ce Liguria per sensibilizzare i cittadini genovesi e liguri sui sintomi e
le modalità di cura dell’ictus cerebrale.
Il nome del progetto Presto è un acronimo tra i
quattro principali sintomi di ictus (Perdere forza, Riduzione vista, Esprimersi, Sorridere), il
Tempo (variante fondamentale per intervenire in modo efficace) e l’Ospedale (il punto di
arrivo per essere sottoposti alle cure necessarie)
. Il progetto, che ha ricevuto il contributo
di Fondazione Carige, si articola su tre fasi: la registrazione dei tempi di arrivo negli
ospedali nei 4 mesi precedenti la campagna di informazione e sensibilizzazione; 8 mesi di
campagna rivolta ai cittadini; 4 mesi di nuova raccolta dati per registrare l’eventuale
miglioramento sui tempi di arrivo in ospedale.
In Liguria si registrano circa 4.000 casi di ictus all’anno e, a livello nazionale, va ricordato
come l’ictus sia la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie,
essendo responsabile del 10/12% di tutti i decessi. L’ictus rappresenta anche la principale
causa di invalidità, costituendo un considerevole carico sociale per il paziente, per i
familiari che lo assistono e per l’intera comunità.
“Tra il 2018 e il 2019 abbiamo lanciato la prima edizione di Presto raccogliendo a fine
campagna dati incoraggianti circa la riduzione dei tempi di arrivo in ospedale e il numero di
ictus scoperti – spiega Massimo Del Sette, Direttore U.O. Neurologia dell’IRCCS
Ospedale Policlinico San Martino e presidente di Alice Liguria -. Siamo convinti che si
possa fare ancora meglio e per questo abbiamo lanciato una seconda edizione del
progetto ancora più strutturata e articolata. È fondamentale rispettare il nome della
campagna, e fare presto, perché dalla comparsa dei sintomi di ictus abbiamo a
disposizione solo 4 ore e 30 minuti per poter intervenire”. “I tempi di arrivo in ospedale non
sono però l’unica sfida che abbiamo di fronte – aggiunge Del Sette -. In Liguria al
momento abbiamo 8 centri per la trombolisi endovenosa e 2 centri per la trombectomia,
bisogna quindi valutare il trasporto dei pazienti tra i vari ospedali individuando il modello
migliore per le caratteristiche della nostra regione”. “Inoltre – conclude il presidente di Alice
Liguria – passata l’ondata peggiore del Covid, dobbiamo sottolineare l’importanza di
ripartire con una ritrovata normalità negli ospedali, in quanto l’ictus è un’epidemia che
resta”.
Il via ufficiale alla campagna di informazione e sensibilizzazione Presto è avvenuto questa
mattina, durante il convegno “La rete dell’ictus in Liguria: bisogna fare P.R.E.S.T.O.”,
organizzato dall’Ospedale Policlinico San Martino di Genova con il patrocinio di Alice
Liguria Odv, Università degli Studi di Genova, Regione Liguria e OMCEO GE. L’evento
che dal punto di vista scientifico è stato organizzato da Lucio Castellan (Direttore
Dipartimento della diagnostica per immagini e radioterapia IRCCS Ospedale Policlinico
San Martino), Massimo Del Sette (Direttore U.O. Neurologia IRCCS Ospedale Policlinico
San Martino) e Angelo Schenone (Direttore U.O. Clinica Neurologica Università di
Genova), ha visto la partecipazione di neurologi, personale medico, direttori sanitari e

anche del presidente di Regione Liguria, e assessore alla Sanità, Giovanni Toti.
“Per prima cosa vorrei ringraziare tutti i medici, i dirigenti medici, gli infermieri e gli
operatori sanitari che si apprestano alla fondamentale ripartenza del sistema sanitario: se
ora siamo sulla linea del traguardo nella battaglia al Covid – osserva il presidente della
Regione Liguria Giovanni Toti – ne abbiamo molte altre che in qualche modo hanno anche
patito sulla linea del fronte rispetto agli sforzi compiuti per il Coronavirus. Oggi ripartiamo
con il piano Restart e cominciamo a ridisegnare quella che sarà la rete della Sanità del
futuro, con i fondi del Pnnr, per rispondere ai bisogni dei cittadini”. “La velocità necessaria
per affrontare l’ictus e l’indispensabile rapidità dei tempi in cui si cura è qualcosa che ci
deve far interrogare su quella rete di ospedali di comunità, case della salute, pronto
soccorso, punti di primo intervento di cui dobbiamo costellare il territorio – aggiunge il
governatore -. La migliore offerta sanitaria non è sempre e comunque avere poco di tutto
accanto a casa, ma talvolta è avere le persone che ti indirizzano nel posto giusto in un
tempo ragionevolmente breve per essere assistito”. “La Sanità si è comportata bene e
questo credo che vada ribadito. Certo, abbiamo sempre il tema della riabilitazione post
acuti, un tema che resta aperto e su cui l’offerta pubblica e privata convenzionata resta al
di sotto dei bisogni del nostro territorio. Dobbiamo avere però la consapevolezza di essere
di fronte ad una sfida epocale per la nostra Sanità, grazie ai fondi in arrivo dal Pnnr: tutti
insieme dobbiamo disegnare una rete che risponda sempre di più ai bisogni dei cittadini,
che sia razionale e garantisca un aumento delle prestazioni che potremmo offrire come
Regione Liguria”.
Gli interventi scientifici del convegno si sono concentrati su tutta la “filiera” nella cura
dell’ictus: dal riconoscimento dei sintomi, allo smistamento telefonico del 112, fino alla cura
in ospedale e alla riabilitazione post intervento. Particolarmente interessante è stato anche
il punto di vista dei pazienti (e delle loro famiglie), analizzato da Nicoletta Reale, vice
presidente di Alice Liguria. “In questo periodo ai pazienti è mancato principalmente il
contatto umano, che per le attività di Alice è fondamentale vista l’attenzione che abbiamo
sempre dedicato ai gruppi di auto-aiuto, di recupero fisico, di sostegno psicologico ma
anche alle attività culturali, sportive e sociali, come le sedute settimanali con il ‘coro degli
afasici’ – spiega la vice presidente di Alice Liguria -. La pandemia tuttavia ci ha dato anche
alcune alcuni spunti positivi, soprattutto sull’uso degli strumenti digitali per la telemedicina
o più semplicemente per mantenere un contatto ‘umano’ a distanza”. “Oggi i pazienti
richiedono all’unanimità un ritorno alla normalità – aggiunge Nicoletta Reale -. Ricevere la
giusta e consueta assistenza sia ambulatoriale che riabilitativa, essere visitati dal proprio
medico, ricevere il trattamento fisioterapico o logopedico, intrattenere relazioni sociali”.
“Grazie ai progressi della scienza medica – conclude Reale – oggi sappiamo che l’ictus
cerebrale è un’emergenza medica che si può prevenire e curare. Ma è necessario che i
cittadini ne abbiano la più ampia consapevolezza e che facciano presto!”.