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“Il successo arriva a 13 anni”, Giulia Clara Garibotti racconta il suo libro. “Il segreto? Gentilezza, rispetto e autostima”

Gamer e Tik Toker, Giulia ha una vasta community su Discord. Appuntamento il 14 giugno per incontrare l’autrice e l’Associazione Costruiamo Gentilezza

Ho sfruttato il lockdown per raccontare la mia vita“, Giulia Clara Garibotti deve ancora compiere 14 anni ma ha già chiaro il suo “potenziale“. La chiave del suo “successo” risiede online, sui social e sulle piattaforme di gaming. Il successo di Giulia non è però un solo fattore numerico: è scoprirsi, conoscersi e volersi bene. Lo racconta nel suo nuovo – e primo – libro “Il successo arriva a 13 anni“, dove ripercorre la sua crescita personale e digitale, a partire dalla pandemia Covid che ha costretto l’umanità a riconfigurare la propria esistenza. Anche Giulia riflette sulla sua di vita e lo fa con una leggerezza tale da essere contagiosa.

Nota sui social con l’alias Giuly_GamerTV, Giulia è una studentessa genovese al primo anno del Liceo di Scienze Umane con indirizzo giornalistico. Con oltre 20 mila follower su Tik Tok, la giovane ha costruito anche la sua community Discord. Una grande famiglia di appassionati di Minecraft – e non solo – che conta oltre 700 membri. E tutti rispettano la regola aurea del “vivere bene insieme”: la gentilezza.Minecraft è un gioco di sopravvivenza che parte dell’Età della pietra” – spiega Giulia – “La community era nata per condividere esperienze di gioco, poi è diventata sempre più grande“. Il gruppo si chiama IT-Zoomers e i componenti appartengono in larga parte alla Generazione Z, quella dei nativi digitali nati tra il 1997 e il 2012. Giulia sogna di concretizzare la sua community, costruendo un vera e propria cittadina dall’aspetto medievale ma altamente tecnologica: “Si tratta di un villaggio sul confine italo-svizzero. L’idea è quella di costruire delle casette e praticare un sistema di vita tipico dell’antichità ma con la tecnologia di oggi“.

La visione c’è. Prima dei mattoni però, servono le idee, i valori e capisaldi. “Bisogna sempre credere sé stessi, frequentare persone positive che credono in loro stesse. Queste sono le stesse che creano cose concrete“. E questo è il leitmotiv de “Il successo arriva a 13”. Forse è anche la sua esperienza sui social a parlare: “Bisogna avere autostima e rispettare gli altri, soprattutto in questa generazione dove io credo che il rispetto sia carente“.

Gentilezza, ottimismo e lungimiranza in un mondo che a volte corre più velocemente di noi. Bisogna affrontarlo, ma senza paura, affidandoci al nostro potenziale. Giulia parlerà anche di questo il 14 giugno a Palazzo Ducale, a Genova. Un’occasione per presentare il suo libro e ripercorrere, assieme all’Associazione della Gentilezza – Costruiamo Gentilezza, gli aspetti più significativi del suo lavoro.

Ascolta l’intervista completa a Giulia Clara Garibotti su Radio Babboleo.

Il nuovo libro di Giovanni Mari e la più grande deportazione operaia (avvenuta a Genova) in Europa 80 anni fa, ecco “Assalto alla fabbrica”

Accadde il 16 giugno 1944. Millecinquecento operai a furono rastrellati nelle loro fabbriche e trasformati in schiavi dopo un blitz militare. I nomi e il racconto dei fatti nella nuova fatica del giornalista del Secolo XIX

Genova. Forse non tutti sanno che ottant’anni fa a Genova si consumò a Genova la più grande deportazione operaia della storia europea. Era il 16 giugno 1944: millecinquecento operai furono rastrellati nelle loro fabbriche e trasformati in schiavi dopo un blitz militare ordito dalle SS e dalle camicie nere di Mussolini. Furono imprigionati nel lager di Mauthausen e smistati in decine di fabbriche naziste.

Oggi, a ottant’anni di distanza, un libro racconta quella pagina tristissima dell’esistenza umana. Si tratta di “Assalto alla fabbrica” (People, 210 pagine, 16 euro) di Giovanni Mari, giornalista del Secolo XIX.

I nazifascisti non scelsero quelle fabbriche per caso: volevano procurarsi manodopera di alto livello e gratuita. Giovanni Mari ripercorre questi fatti con nomi, cognomi e fatti realmente accaduti e ricostruiti attraverso i documenti e i racconti. Di storie legate a quei fatto ne stanno uscendo altre, tra l’altro, nelle presentazioni pubbliche del libro: molti si sono avvicinati a Mari e hanno raccontato altre vicende.

Intanto per il 14 giugno è prevista una nuova presentazione, questa volta in veste, istituzionale in collaborazione con la Camera del lavoro.

Giovanni Mari è stato ospite negli studi di Radio Babboleo.

Ascolta l’intervista

“Alla rivoluzione sulla due cavalli. Ritorno a Lisbona 50 anni dopo”, il 23 maggio la presentazione del libro di Marco Ferrari a Palazzo Ducale

Domani, giovedì 23 maggio 2024 alle ore 17.30 nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale a Genova si terrà la presentazione del libro “Alla rivoluzione sulla due cavalli. Ritorno a Lisbona 50 anni dopo” di Marco Ferrari edito da Laterza.

Insieme all’autore intervengono il fotografo Uliano Lucas, autore di reportage nelle colonie portoghesi e Giuliano Galletta, letture di Mauro Pirovano. L’iniziativa, organizzata dall’Associazione per un Archivio dei Movimenti di Genova in collaborazione con Cna Liguria, rientra nell’ambito del programma di Genova Capitale Italiana del Libro.

Il 25 aprile 1974, una data che pare ormai lontana anni luce, avvenne in Portogallo un fatto straordinario: sulle note di “Grândola, Vila Morena” di José Afonso, un gruppo di ufficiali dell’esercito diede avvio a una rivoluzione che pose fine alla più longeva dittatura d’Europa, durata quarantasette anni, 10 mesi, ventiquattro giorni e dodici ore. I fiori nelle canne dei fucili, simbolo della Rivoluzione dei Garofani, furono un momento di speranza per un’intera generazione che, dopo il golpe del Cile del 1973, le feroci repressioni in Grecia, il fallimento della Primavera di Praga del 1968 e la guerra del Vietnam, vedeva finalmente trionfare i propri ideali. Furono in molti, come i protagonisti di questo libro Victor e Vasco, a partire da ogni parte d’Europa per assistere, almeno una volta nella loro vita, al trionfo della rivoluzione. Ma ogni viaggio, anche o soprattutto se fatto su una mitica Due Cavalli Citroën, senza navigatore e fuori autostrada, è un’avventura, un tragitto fatto di incontri, inconvenienti e sorprese per «seppellire i tiranni con una risata». Il volume dello scrittore ligure Marco Ferrari contiene la prima edizione del libro, da cui fu tratto l’omonimo film vincitore del Pardo d’Oro al Festival di Locarno, e il sequel, mezzo secolo dopo oltre a un inedito diario musicale della rivoluzione. Cosa resta oggi di quel viaggio iniziatico? Lo scopriranno i lettori che ritroveranno Victor e Vasco sulle strade di Lisbona, sempre alla ricerca di un nuovo sogno per ricominciare. Come se la gioventù fosse un’eterna nostalgia.

L’intervista integrale all’autore del libro Marco Ferrari su Radio Babboleo.

Lo scrittore Giancarlo Piccolo e Rita Repetto presentano il romanzo crime “Solitudo. L’Abisso della Fenice”, una denuncia alla manipolazione mentale e alle psicosette

Appuntamento sabato 18 maggio alle ore 18 presso la Libreria Agorà in Piazza Roma, a Chiavari (GE). Dialogano l’autore e Rita Repetto, presidente Ass. La Pulce nell’orecchio

GENOVA – “Alan me l’ha ricordata tantissimo. Alan è una persona intelligente, ricca di talenti ma anche fragile, come siamo tutti. E se in un momento di fragilità incontriamo chi ci promette di poter star meglio, noi ci affidiamo. Nelle storie sfortunate di Alan, di Roberta Repetto e di tanti altri, chi promette di star meglio si traveste di benevolenza per manipolare, assoggettare e alla fine, annullare qualsivoglia forma d’identità.

Alan è il giovane protagonista di “Solitudo. L’Abisso della Fenice“, il nuovo romanzo crime di Giancarlo Piccolo, edito dalla Coltura Edizioni, che verrà presentato questo sabato, 18 maggio, alle ore 18, presso la Libreria Agorà in Piazza Roma, a Chiavari. A dialogare con l’autore, Rita Repetto, presidente  e fondatrice dell’Associazione La Pulce nell’orecchio. Il progetto di Rita è nato il 22 febbraio dello scorso anno, in ricordo di sua sorella Roberta Repetto: è a lei che è dedicato il libro.  Nella prefazione, Rita ripercorre la vicenda: “Fu operata da un medico, appartenente al culto a cui si era avvicinata, senza anesteisa ed esame istologico, sul tavolo di una cucina, alla presenza del Guru della Comunità“. Nell’ottobre 2020, Roberta Repetto perde la vita a soli 40 anni, presso l’ospedale San Martino di Genova, per le metastasi di un melanoma rilevato troppo tardi, diversi mesi dopo l’asportazione di un neo, avvenuta proprio sul tavolo di quella cucina.

Psicosette e manipolazione mentale. Questi “fantasmi” compaiono anche nella vita di Alan, costruita dalla penna acuta di Giancarlo Piccolo. Alan ha soli 25 anni quando si trova immischiato prima in problemi economici, poi trascinato sempre più a fondo, in un vortice di “strani favori” da ricambiare. Poi rimane coinvolto in omicidi, sacrifici e rituali. Con l’aiuto di Eric, un sergente di polizia, Alan scoprirà che dietro a tutto questo si cela una trama più molto più intricata, legata a un business e a un sistema strutturato oltre l’immaginabile. Piccolo scende negli abissi più remoti delle vite dei suoi personaggi, svelando così la chiave della quale si servono le sette per aprire un ‘varco’ nell’altro: la vulnerabilità del singolo e gli anfratti più reconditi della sua anima.

Dal punto di vista legislativo, ad oggi, non c’è una norma che va a tutelare chi cade vittima di queste dinamiche settarie” – spiega Rita Repetto – “La recente assoluzione del responsabile per la Procura di Genova per la morte di mia sorella ne è una prova“. Il 21 febbraio 2024 la Corte di Appello di Genova ha ridotto da 3 anni e 4 mesi a 1 anno e 4 mesi la condanna per il medico bresciano Paolo Oneda, è stato invece completamente assolto Paolo Bendinelli, responsabile e ‘guru’ del centro presso il quale Roberta era stata operata. Lo scorso 23 aprile sono state pubblicate le motivazioni della sentenza: “Era del resto una donna adulta, pienamente in grado di decidere se consultare o meno dei sanitari in caso di dubbi sulla sua condizione di salute”.

Per questo motivo è centrale il ruolo delle realtà ‘dal basso‘, come quella dell’Associazione La Pulce nell’orecchio: “In tantissimi mi scrivono, riconoscono i comportamenti tipici nei loro parenti, amici, conoscenti. Chiedono aiuto. Prima non avevo nessuno a cui chiedere aiuto. Pensavo che le sette fossero fatte da persone incappucciate e invece possono essere persone normalissime. Qualunque realtà può essere una setta, anche una cucina o un centro di danza“.

Nel romanzo  “Solitudo. L’Abisso della Fenice” c’è anche un disegno di Roberta. “Vorrei ringraziare l’autore e la casa editrice per il disegno. Hanno aderito al mio progetto ‘La pulce in un disegno‘. Volevo che mia sorella venisse ricordata per tutta la bellezza che ha creato, i suoi disegni sono un’eredità importantissima“. Il libro “Solitudo. L’abisso della Fenice”, di Giancarlo Piccolo, è disponibile in tutte le librerie d’Italia, su Amazon e su tutti i canali di vendita online

Ascolta l’intervista completa a Rita Repetto, presidente dell’Associazione La Pulce nell’orecchio.

“L’ultimo Padrino”: Luca Ponzi presenta il suo libro su Matteo Messina Denaro

L’appuntamento per il 7 marzo alla Feltrinelli di Genova, alle ore 18

Com’è possibile, soprattutto in quest’epoca, in cui chiunque di noi uscendo di casa, viene immortalato da qualche telecamera di sorveglianza o viene tracciato con il telefono, restare invisibile per trent’anni?” 

È la domanda che si è posto Luca Ponzi, giornalista e caporedattore della Rai Liguria, quando ha iniziato a scrivere il libro “L’ultimo Padrino. Vita, morte e crimini di Matteo Messina Denaro“.

Luca Ponzi

U Siccu”, così lo conoscevano in paese, venne visto in giro per l’ultima volta nel 1993. Era in vacanza a Forte dei Marmi con altri due mafiosi: i fratelli Graviano. Poi il vuoto per trent’anni. “Un fantasma, che però riesce ad andare allo stadio a vedere una partita importante, ad andare in vacanza in Grecia e che riesce ad accrescere il suo potere attraverso omicidi e affari più o meno sporchi”.

Lui non si vede ma c’è. Burattinaio di crimini spietati, “era uno che non guardava in faccia nessuno”. Ponzi lo racconta bene: “ci sono i crimini contro i nemici, uccisi tranquillamente per strada o, come si suol dire, i delitti della lupara bianca. Ad un certo punto, qualcuno sparisce. Crimini contro i rivali in amore” – o ancora – “ammesso che si possa fare una classifica, crimini efferati come far sciogliere un bambino nell’acido, dopo averlo tenuto in prigionia per due anni”.

L’autore ripercorre la vita di Messina Denaro, che viene al mondo “nella Valle del Belice, quella devastata dal terremoto, una valle povera, dove l’infiltrazione mafiosa riesce a penetrare”. È figlio di Francesco Messina Denaro, capo del mandamento di Castelvetrano e lì tutti lo chiamano “don Ciccio”. Come in qualsiasi rapporto padre-figlio, il padre tenta di lasciare degli insegnamenti al figlio.

Il mafioso non ha bisogno della pistola per farsi obbedire“, questo è uno di quelli di don Ciccio. “Messina Denaro però è diverso da suo padre” – spiega Ponzi – “Non guardava in faccia nessuno e ha fatto fare alla mafia un salto di qualità”. Con Messina Denaro, la mafia ha un nuovo ruolo politico. L’anno di inizio della latitanza è anche l’anno delle stragi. “Le bombe di Firenze, Milano, Roma, in un momento in cui l’Italia era debole”. È la strategia stragista.

Ponzi nel suo lavoro esplora anche la psiche del boss: “Aveva un ego molto sviluppato. Quando è stato arrestato e hanno perquisito i suoi covi hanno trovato un poster di Marlon Brando del film Il Padrino, forse solo gli appassionati di Marlon Brando lo appenderebbero in casa.” Della sua vita privata si sa che vestiva le stoffe dei “gran signori”, “la bella vita e le donne”, oltre ai soldi sporchi che, come ricorda l’autore, è facile spenderli quando non si fatica per guadagnarli”.

Quei soldi li incassava tramite “le sue ramificazioni che, a partire dalla Sicilia, si espandevano in tutta Italia, oltre che in Europa”. Anche tramite diversi settori: “l’arte in Svizzera, la droga in Liguria”. Oggi sotto la lente, anche i lavori pubblici finanziati dai fondi del PNRR perché, come spiega il giornalista, “quei fondi sono una fetta ghiotta per la mafia che reinveste nella finanza i soldi della droga”.

Matteo Messina Denaro è morto, ma non la mafia. Falcone diceva che la mafia, come tutte le cose umane, ha un suo apice e poi una sua fine. Non è ancora finita, ma indebolita. Esistono le nuove mafie: siamo davanti ad una globalizzazione” – spiega Ponzi.

Nel libro  “L’ultimo Padrino. Vita, morte e crimini di Matteo Messina Denaro”, edito da Rubbettino, che verrà presentato alla Feltrinelli di Genova il 7 marzo alle 18, Luca Ponzi racconta “chi è Matteo Messina Denaro. Un uomo che è diventato capo di Cosa Nostra ma che ha trasformato Cosa Nostra in Cosa Grigia: la mafia che ha rapporti fondamentali con il potere politico, con i servizi segreti deviati, con un certo potere imprenditoriale. Senza questi poteri Matteo Messina Denaro non sarebbe rimasto un fantasma per trent’anni”.

Ascolta qui l’intervista integrale al giornalista Luca Ponzi.

Christian Roccati torna con un nuovo libro: “Il diritto di una scintilla”

“Qual è il Diritto di una Scintilla? Scatenare un immenso incendio: ed è questo che accadrà durante una semplice caccia al tesoro tra amiche che si rivelerà tutt’altro. Storie ambientate in più epoche s’intrecciano e sono connesse in un grande gioco: i migliori avventurieri del mondo si sfidano tra enigmi e ostacoli oltre l’ultima frontiera, nei luoghi più selvaggi e inospitali del Pianeta. Qual è il mistero dietro al grande sistema? Questo è il primo libro di una saga che condurrà il lettore in un mondo nel mondo, in cui scoprire le radici dell’esistenza”. Questa la trama del 34esimo libro del prolifico Christian Roccati.

Nuovo volume per lo scrittore, storico e esploratore Christian Roccati, è l’inizio di un’avventura che nasce proprio da una “scintilla”. Con partenza a Finale Ligure, la storia si snoda in giro per il mondo, richiamando lo spirito di avventura dello stesso autore. “Il diritto di una scintilla”, pubblicato da Geko edizioni, è solo il primo di una trilogia fatta di enigmi che hanno luogo in più trame temporali. Un’opera coinvolgente di lunga gestazione, curata nei minimi dettagli, come Christian confida ai nostri microfoni.

Dove portano questi enigmi? La risposta è nelle pagine de “Il diritto di una scintilla” di Christian Roccati, acquistabile nelle librerie, sul sito di Geko Edizioni o contattando lo stesso Christian sui social.

Su Radio Babboleo abbiamo chiacchierato con l’autore.

Genova via di fuga dei nazisti, il nuovo romanzo di Grillo e Piras è “Ultima tappa ratline”

Un corpo senza di una donna al Luna Park di Genova nel periodo post Covid da una parte, la vicenda di un gerarca ustascia che alla fine della Seconda guerra mondiale trova rifugio tra le mura della Superba. Sono le due storie, apparentemente molto lontane tra loro, ma collegate da un filo rosso lungo quasi 80 anni in “Ultima tappa ratline”(Mursia, 230 pagine, 18 euro), il nuovo romanzo di Daniele Grillo e Alessio Piras con protagonista ancora una volta la postina Benedetta Fabbri nella seconda indagine (dopo “Il suono della colpa”) in cui si infila, senza alcuna autorizzazione da parte della titolare del caso, la neopromossa ispettrice della Mobile Annalisa «Trick» Tricarico.

Come nel primo romanzo, l’accostamento tra le due storie diventa lo strumento per indagare nella Genova del passato. Se nel “Sono della colpa” si tornava agli anni di piombo, ora ecco il periodo immediatamente successivo alla fine della Seconda guerra mondiale quando a Genova c’era la “ratline”, una via di fuga per i criminali della guerra che conduceva dritta ai moli dei porti di Genova o Trieste, da dove ci si imbarcava prevalentemente per l’Argentina. La via genovese era quella prediletta, perché meno controllata di quella triestina, dato che la città giuliana nella seconda metà degli anni Quaranta era rimasta comunque sotto controllo militare. A Genova era più facile nascondersi, nel labirinto di vicoli e passaggi medievali della città vecchia, aiutati da una curia compiacente, che controllava discretamente il territorio dei bassifondi in accordo con la malavita locale.

Del nuovo romanzo ne abbiamo parlato su Radio Babboleo con Daniele Grillo e Alessio Piras.

Daniele Grillo ha raccontato, tra le altre cose, di questa collaborazione con Piras, nata per caso e già molto prolifera:«Fisicamente ci siamo incontrati pochissime volte. Abbiamo raggiunto un livello di affinità che non riconosciamo più quello che ha scritto uno o l’altro».

Ascolta l’intervista con Daniele Grillo.

Alessio Piras, invece, è un genovese che lavora alla University of New Mexico, negli Usa. Ma nonostante la lontananza Genova sa sempre ispirarlo.

Daniele Grillo (Genova, 1979), laureato in Giornalismo allo Iulm di Milano, è viceresponsabile della Cronaca di Genova de «Il Secolo XIX». È autore di cinque noir con Valeria Valentini, “L’ultimo Omicidio sul Genova-Milano” (2020). Il suo primo romanzo non di genere, “Il grande Hans” (2021), ha ricevuto diversi riconoscimenti. Insieme ad Alessio Piras, ha esordito nella collana Giungla Gialla di Mursia con “Il suono della colpa” (2021).

Alessio Piras (Genova, 1983) è dottore di ricerca in Discipline Umanistiche presso l’Università di Pisa. Dopo quasi un decennio in Spagna lavorando nel settore della logistica, è tornato alla vita accademica alla University of New Mexico dove insegna lingua e cultura spagnola e sta lavorando a un secondo dottorato. È autore di una trilogia noir (2016-2018) e del romanzo “Gente sbagliata” (2020).

Voce di Radio Babboleo e scrittrice, Paola Servente torna con “Cercasi amore a lieto fine”

Voce storica della mattina su Radio Babboleo, scrittrice di successo da qualche anno a questa parte. Paola Servente da oggi è nuovamente in libreria e in formato digitale. Dopo il successo della trilogia “Il problema è…” (l’ultimo “Il problema è Mister Darcy” è stato alcune settimane primo in classifica in Italia tra gli ebook), ecco il nuovo romanzo “Cercasi amore a lieto fine”, edito da Newton Compton Editori.

Si tratta di una commedia romantica che farà divertire i lettori.“Durante la stesura ho riso tanto – racconta Paola -. Spero di regalare un po’ di leggerezza a chi sceglierà questa storia. Ne abbiamo bisogno”

Con Newton Compton Paola Servente ha scritto quattro romanzi e due novelle in poco più di tre anni. Migliaia di copie vendute.“Ho iniziato a scrivere tardi, dovevo recuperare! – scherza lei -. Inconsciamente credo di aver trasferito nella scrittura ciò che amo di più del linguaggio radiofonico: semplicità ed empatia”

La trama di “Cercasi amore a lieto fine”

Sara non crede più nell’amore. Dopo l’ennesimo deludente incontro su Tinder, ha scelto di concentrarsi solo sul lavoro. Con le due amiche di sempre gestisce un’agenzia davvero speciale: la DreaMaker, che trasforma i sogni in realtà. Ma quando le tre ragazze per caso si incontrano – e scontrano – con i 611, la band internazionale più cool del momento, la loro vita prende una svolta imprevista, che costringe tutti a una insopportabile convivenza forzata tra le mura dell’agenzia. Ma, si sa, i guai non vengono mai da soli: Michael, il frontman del gruppo, ha perso l’ispirazione e in giro già si dice che sia un artista finito. Quale modo migliore per distrarre il mondo del gossip se non farsi fotografare in compagnia di una ragazza bella e misteriosa? Forse, in fin dei conti, essere costretto a vivere fianco a fianco con Sara potrebbe avere dei lati positivi… A scherzare col fuoco però ci si può bruciare, vero Michael?

La presentazione del libro (dopo l’anteprima a Firenze di qualche giorno fa) è in programma mercoledì 5 luglio alle 18 alla Feltrinelli di Genova.

Claudio Pozzani, dal nuovo romanzo “Confessioni di un misantropo” al Festival Internazionale di Poesia

Due sono stati i temi che abbiamo affrontato con Claudio Pozzani, poeta, scrittore e musicista, nell’intervista ai microfoni di Babboleo News. Il suo nuovo romanzo “Confessioni di un misantropo” e la 29esima edizione del Festival Internazionale di Poesia di Genova.

“Confessioni di un misantropo” parla di Athos Rossini di un ex artista, giornalista, terrorista ed ergastolano, arrivato a 103 anni, membro del Quadrumvirato che per quasi un decennio ha retto una “dittatura dei creativi” a cavallo del 2030, ripercorre la propria parabola umana, artistica e politica durante un’intervista-fiume in uno studio televisivo. Difende a spada tratta la sua rivoluzione, basata sul rilancio della cultura, dell’arte e della ricerca, sul superamento del lavoro tramite l’automazione, la nazionalizzazione di banche e finanza ma anche sull’eliminazione fisica degli oppositori interni. Dopo la trasmissione, Athos decide di pubblicare un memoriale ricco di sconvolgenti rivelazioni sui vertici politici ed economici, scatenando un terremoto che getta il Paese nell’anarchia della guerra civile.

Con uno stile frizzante e vivace, Pozzani dà vita a un personaggio narcisista e incendiario, che tra le pagine di questo romanzo mette a ferro e fuoco i valori democratici, distruggendo il politicamente corretto con un sarcasmo corrosivo e travolgente.

Il romanzo di Pozzani uscirà in libreria oggi sabato 3 giugno; mentre giovedì 8 giugno, ci sarà la presentazione alla Libreria Feltrinelli a Genova.

Il 29esimo Festival Internazionale di Poesia, dal nome PAROLE SPALANCATE, si terrà dall’8 al 18 giugno. Anche quest’anno ritorna con oltre 100 eventi gratuiti con autori da tutto il mondo.

Letture, concerti, proiezioni, visite guidate, mostre, installazioni, conferenze, performance, spettacoli multimediali, si alterneranno per 11 giorni consecutivi di programmazione.

I macro-temi di quest’anno sono Eros e Mare, che saranno declinati in Poesia e in altre forme espressive, a cominciare dalla mostra “I Giardini dell’Eros” di Bruno Cattani, Gianluigi Colin e Silvio Monti.

L’intervista integrale a Claudio Pozzani su Babboleo News.

Cos’è davvero il tantra? Anna Atmajyoti La Malfa ci guida alla sua riscoperta in “Essenza Tantrika”

Anna Atmajyoti La Malfa, operatrice olistica genovese, presenterà Sabato 17 Dicembre alle 16.00 InFusion Cucina Yoga Store a Genova, Essenza Tentrika.

Il romanzo spirituale si pone l’obbiettivo di dare una visione più naturale della definizione di tantra, che solitamente è associata, erroneamente, alle pratiche erotiche essendo l’unica via spirituale che contempla nella sua ricerca anche la sessualità.

Ma cos’è il tantra? Possiamo dire che che è una scienza esoterica mistica che si occupa dello studio dell’intero universo, iniziando con i pensieri, le emozioni e il corpo fisico dell’essere umano e continua con la sua natura, con l’armonia della musica, delle vibrazioni arrivando fino alle dinamiche delle stelle e dell’intero cosmo.

l romanzo nasce quindi da varie esigenze, tra cui quella di portare un messaggio chiaro sul mondo tantrico, con una visione del tantra nella sua essenza, non storpiata da significati più legati al sesso e all’erotismo.
La storia racconta di Nina e Damiano ed attraverso loro, noi siamo in grado di rivedere anche la nostra vita e di interpretarle secondo un approccio più spirituale, riprendendo contatto con il nostro vero scopo. Il racconto si muove avanti e indietro nel tempo, così come funziona la nostra mente.
Spesso infatti, pur essendo nel momento presente, saltiamo indietro nella memoria con un flashback ed allo stesso modo Nina e Damiano si incontrano e vivono la loro storia ritornando nel passato e attingendo lezioni di vita da ogni esperienza vissuta.

Ognuno di noi può interpretare il proprio lato tantrico e spirituale, trovando una propria modalità di crescita o facendosi aiutare da un percorso olistico ed è proprio questo il messaggio che il romanzo vuole trasmettere ai suoi lettori.