Sanità

Chetoacidosi, diabete mellito di tipo 1 nei bambini : raddoppiati i casi dall’inizio della pandemia

“Siamo consapevoli che la pandemia ha concentrato molte energie in campo sanitario verso il contenimento del Coronavirus, e le misure di prevenzione del contagio hanno determinato una riduzione degli accessi sia al Pronto Soccorso che ai pediatri di libera scelta, ma alla luce di quanto osservato è indispensabile richiamare l’attenzione delle famiglie e dei sanitari sui sintomi indicati, al fine di evitare ritardi diagnostici e aggravamento delle condizioni cliniche dei bambini” , così il prof. Mohamad Maghnie direttore U.O.C. Clinica Pediatrica, Endocrinologia dell’ospedale G. Gaslini.

Da un’analisi dei dati dei pazienti pediatrici con Diabete Mellito tipo 1 diagnosticato presso il Centro Regionale di Riferimento di Diabetologia Pediatrica afferente all’Istituto Giannina Gaslini – dall’inizio della pandemia ad oggi – è stato riscontrato infatti un drastico aumento dei casi con chetoacidosi, che sono più che raddoppiati e, dato ancora più drammatico, sono raddoppiati i casi gravissimi, con grande rischio per la vita. Il professore Mohamad Maghnie  ritiene quindi fondamentale che le famiglie non sottovalutino segni che sembrano quelli di una gastrite o simil-influenzali e che segnalino al medico la comparsa di eventuali sintomi evocativi di diabete.

La Malattia – La chetoacidosi diabetica è la modalità più grave di esordio clinico di DM1 che può condurre al coma e, in casi estremi, alla morte. Nessun decesso è stato registrato, per fortuna e grazie alle pronte cure somministrate. Il Diabete Mellito tipo 1 (DM1) è una patologia autoimmune propria dell‘età pediatrica che necessita di terapia insulinica sostitutiva. L’esordio clinico del DM1 è preceduto da una sintomatologia tipica: poliuria (aumento della produzione di urina), polidipsia (aumento della sete) e calo ponderale.

“Questi sintomi normalmente insorgono nel giro di poche settimane e, se non ravvisati per tempo, possono condurre a uno scompenso generale: la chetoacidosi diabetica. Si tratta della modalità più grave di esordio clinico di DM1 che può condurre al coma e, in casi estremi, alla morte. In corso di chetoacidosi diabetica possono comparire anche altri sintomi generalmente ingannevoli, quali difficoltà respiratoria, dolori addominali e vomito e, nella bambina, vaginite. È pertanto indispensabile riconoscere i segni e sintomi per poter effettuare una diagnosi precoce evitando il quadro più grave di chetoacidosi e dei rischi di complicanze e di sopravvivenza” spiega Giuseppe D’Annunzio direttore del Centro Regionale di Riferimento di Diabetologia Pediatrica afferente all’Istituto Giannina Gaslini.

Presso il Centro Regionale di Riferimento di Diabetologia Pediatrica afferente all’Istituto Giannina Gaslini vengono seguiti circa 600 pazienti in età pediatrica/adolescenziale affetti da DM1; ogni anno in Liguria sono registrati circa 30 nuovi casi di cui mediamente meno di un terzo in chetoacidosi. ” l’età d’esordio si è modificata con gli anni con un diabete di tipo I che colpisce lattanti e la prima infanzia” spiega il dottor Nicola Minuto, coordinatore dell’attività Day Hospital del Centro Regionale di Riferimento di Diabetologia Pediatrica afferente all’Istituto Giannina Gaslini.

“ È fondamentale che le famiglie non sottovalutino segni che sembrano quelli di una gastrite o simil-influenzali e che segnalino al medico la comparsa di eventuali sintomi evocativi di diabete. La diagnosi precoce del diabete previene situazioni potenzialmente molto gravi e rischiose per i bambini che presentano questi sintomi”, conclude il dottor Giuseppe D’Annunzio.

A Chiavari il primo​ Hub​ vaccinale della Difesa in Liguria per la vaccinazione Anti​ Covid​ 19


Il nuovo Centro Vaccinale per il Tigullio verrà presentato alla stampa Lunedì 19 aprile 2021 alle ore 14,00 alla presenza​ del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. Sarà allestito nella Scuola Telecomunicazioni delle FF.AA. e per​ la ​ somministrazione​ del vaccino anti​ Covid19 per i cittadini del Tigullio.​ L’iniziativa​ si inserisce nella campagna vaccinale regionale sul territorio​ della Asl 4 ed è nata​ grazie a un recente incontro tra il Sindaco di Chiavari, il Direttore dell’ASL4 ed il Comandante della Scuola Telecomunicazioni.

Il centro vaccinale nella Base della Scuola Militare potrà​ vaccinare​ oltre​ un​ migliaio di cittadini al giorno, di tutto il territorio di Asl 4, tutti i giorni fino a 16 ore al giorno. Il presidente della regione liguria Giovanni Toti : “L’apertura di questo grande​ hub​ nel Tigullio grazie al supporto della Scuola di Telecomunicazioni delle Forze Armate, a cui va il nostro ringraziamento, darà un ulteriore impulso alla campagna vaccinale che abbiamo messo in campo in Liguria. È un segnale importante della collaborazione attivata da Regione e dalle Asl con tutti i soggetti, pubblici e privati, che si sono messi a disposizione per le vaccinazioni, unica arma​ efficace per superare l’emergenza pandemica. Ad aprile la campagna vaccinale di Regione sarà a regime con almeno 13mila dosi somministrate quotidianamente non solo attraverso gli​ Hub​ del sistema sanitario regionale ma anche – conclude – attraverso i medici di medicina generale e la rete di circa 150 farmacie su tutto il territorio”.
​La sorveglianza e la viabilità nei pressi della Scuola saranno garantite dal Comune di Chiavari. Il primo cittadino Marco Di Capua​ afferma: “La sinergia tra il Comune, l’Asl4 e la scuola Telecomunicazioni, permette di ottenere risultati concreti nell’interesse della salute dei cittadini, proprio come già avvenuto un anno fa. Come amministrazione finanzieremo, inoltre, un servizio ad hoc di trasporto per raggiungere comodamente l’hub​ di Caperana, metteremo a disposizione personale per la gestione del traffico, oltre alla nostra tensostruttura. Ringrazio il Capitano di Vascello Giuseppe​ Aufiero​ e il Direttore Generale dell’Asl4 Paolo Petralia per l’estrema collaborazione e per essere riusciti ad attivare in così poco tempo il più grande centro di vaccinazione del Tigullio”.​

A Genova il Centro di medicina integrata Antonio Lanza è a rischio bando di gara

Il Centro di medicina integrata Antonio Lanza, che si trova all’interno dell’ospedale genovese Gallino di Pontecedimo, sta per essere messo a bando di gara e rischia così di perdere la sua funzione di fornire sostegno e cure integrate alle persone affette da malattie rare e da patologie oncologiche.

Lunedì scorso, 15 febbraio, si è tenuta un’audizione, promossa dai consiglieri regionali Gianni Pastorino di Linea Condivisa e Pippo Rossetti del Partito democratico, per affrontare le sorti del Centro diretto dal prof. Edoardo Rossi e coordinato dal sig. Piero Randazzo. “Siamo estremamente preoccupati dal fatto che sia A.Li.Sa che Asl 3 ritengano finita la sperimentazione del centro – affermano Gianni Pastorino e Pippo Rossetti – decidendo di mettere a gara un servizio essenziale per la nostra città”.

Il centro di medicina integrata Antonio Lanza è riuscito a richiamare a sé sia le persone affette da malattie rare che, successivamente, pazienti affetti da patologie oncologiche, nell’idea di riuscire a fornire una visione di insieme del benessere di persone che sono sottoposte a dure cure farmacologiche. L’obiettivo del Centro è quello di provare a lenire le sofferenze dei malati e dei loro cari attraverso prestazioni di medicina integrata, quali sedute di agopuntura, magnetoterapia, ionorisonanza, shiatsu, yoga, musicoterapia, e consulenze con psicologi e nutrizionisti.

In tre anni al Centro si sono rivolte centinaia di persone che sono state seguite in maniera professionale, indicate spesso dagli stessi centri oncologici e delle malattie rare dei nostri siti ospedalieri” – continuano Pastorino e Rossetti. “Chiediamo di salvaguardare l’esperienza di questi tre anni, la formazione dei dipendenti sanitari e i protocolli seguiti dalla struttura, affinché non ci sia il rischio di disperdere il percorso che in questi anni è stato di grande beneficio a centinaia di persone.”

4 Febbraio: Giornata del paziente oncologico

Sono circa 10mila i nuovi casi di neoplasia ogni anno in Liguria. Più della metà si registrano tra gli uomini, oltre 1.300 nuovi casi per tumore del polmone, più di 1.600 casi per tumore della mammella, oltre 1.700 casi per i tumori dell’intestino e quasi 500 casi di melanoma. Oltre 80mila persone sono in corso di trattamento ovvero già guarite e in una fase di controllo continuo o periodico e programmato (follow-up).

Sono questi i dati riportati da Alisa in occasione della Giornata del malato oncologico che si celebra oggi, 4 febbraio, e da “cui emerge la necessità di organizzare una risposta efficace per questi bisogni assistenziali complessi e in crescita.

“Considerata la fragilità dei pazienti oncologici e l’emergenza Covid in corso – afferma il presidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Giovanni Toti – è indispensabile mantenere alta l’attenzione sulle misure di contenimento del contagio e sull’assistenza di questi pazienti. Auspico che anche questa fascia di popolazione, particolarmente vulnerabile e già messa a dura prova dalla battaglia contro il cancro, possa essere inserita prima possibile nelle categorie prioritarie previste dal ministero della salute per la vaccinazione anti Covid-19”.

“Certamente infatti – continua -, se è vero che le complicanze peggiori si verificano nelle persone anziane, è anche vero che questi pazienti, a causa delle terapie cui sono sottoposti, possono essere più esposti al rischio di infezione, anche da Covid-19. Intanto i pazienti oncologici liguri con più di 80 anni saranno inseriti nella seconda fase della campagna vaccinale che partirà da metà febbraio nella nostra regione».

Carceri liguri, necessità di maggiore assistenza psichiatrica

Maggiore assistenza ai detenuti psichiatrici: lo chiede il Sappe Liguria sulla base dei dati 2020. I problemi delle carceri liguri sono collegati ad una presenza di detenuti superiore a quella consentita, ma anche all’elevata presenza di detenuti psichiatrici, rinchiusi anziché essere curati in appositi centri regionali R.E.M.S. ancora inesistenti in Liguria. Nel 2020 gli “angeli del carcere” nonché Polizia Penitenziaria, in Liguria hanno sventato 58 tentativi di suicidio, (ben 36 in più rispetto allo 2019). Oggi solo la Polizia penitenziaria può sventare i suicidi, ma c’è bisogno di maggior personale e maggiore formazione. Ogni morto in carcere rappresenta una sconfitta per lo Stato. Il quadro degli eventi critici registrati nella carceri liguri nel 2020 dati si raccontano in: 435 azioni di autolesionismo, 399 colluttazioni, 65 ferimenti. Le azioni di proteste sono state 2.290 delle quali 184 casi di sciopero della fame, 32 rifiuto del vitto, 234 danneggiamenti a celle, 920 proteste per le condizioni di detenzione, 1452 proteste con battitura alle inferriate, 74 rifiuti di rientrare nelle celle.

Per il segretario del Sappe Michele Lorenzo, i dati sono importanti perché servono per la valutazione di un piano d’intervento; se questi si fossero verificati in un luogo diverso dal carcere avrebbero suscitato attenzione e fatto scattare l’allarme sociale, allora allo stesso modo quello che accade negli istituti deve trovare analoga attenzione. Si chiede l’attenzione dei politici liguri e della magistratura, perché questo combinato aumento popolazione detenuta/eventi critici, gestione detenuti psichiatrici ed assenza di strutture/assistenza sanitaria, potrebbe compromettere il futuro assetto sicurezza delle carceri liguri e ciò che ne è collegato.

Al via il progetto di screening neonatale, Garrone (Gaslini): “Diagnostica rapidamente l’Atrofia Muscolare Spinale e le Immunodeficienze Combinate Gravi”

“Grazie ad una goccia di sangue prelevata dal tallone del neonato e depositata su un apposito cartoncino sarà possibile diagnosticare rapidamente e trattare precocemente due patologie gravi, ma potenzialmente curabili: l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) e le Immunodeficienze Combinate Gravi (SCID)” annuncia il presidente dell’Istituto G. Gaslini Edoardo Garrone.

L’Atrofia Muscolare Spinale (incidenza ~ 1:7000-10000) è una malattia ereditaria delle cellule nervose del midollo spinale, quelle da cui partono i segnali diretti ai muscoli. Colpisce i muscoli volontari usati per attività quotidiane quali andare carponi, camminare, controllare il collo e la testa, deglutire.

Le Immunodeficienze Combinate Gravi (incidenza ~ 1:50000) rappresentano un gruppo ampio di malattie rare su base genetica con insorgenza nel primo anno di vita. Sono caratterizzate da una grave alterazione della risposta immune e da un’elevata suscettibilità alle infezioni virali e batteriche.

È stato presentato questa mattina l’innovativo progetto pilota relativo al Programma di Screening Neonatale per la diagnosi tempestiva e simultanea di SMA e SCID, elaborato all’Istituto Gaslini di Genova, e approvato il 16 dicembre 2020 dal Comitato Etico Regionale.

Il Programma di Screening partirà nei primi mesi 2021 e sarà offerto nei prossimi due anni all’intera popolazione neonatale della Liguria, permettendo l’identificazione precoce di pazienti con patologie gravi potenzialmente trattabili.

“L’inizio del trattamento nelle primissime settimane di vita (il trapianto di cellule staminali per le SCID e la terapia genica per la SMA), nella maggior parte dei casi quindi in una fase pre-sintomatica, consentirà di massimizzare i risultati della terapia migliorando significativamente la qualità di vita dei neonati malati” spiega il direttore generale dell’Istituto G. Gaslini Renato Botti.

L’iniziativa nasce grazie al cofinanziamento dell’IRCCS Giannina Gaslini e dell’azienda farmaceutica produttrice del medicinale, capace di correggere il difetto genico causativo di SMA determinando la regressione della malattia. Il farmaco è stato approvato a livello internazionale da FDA e da EMA ed è stato autorizzato in Italia da AIFA lo scorso 17 novembre.

In seguito alla valutazione della letteratura, alle notevoli innovazioni in campo terapeutico e tecnologico e considerando gli sviluppi legislativi in materia di diagnosi precoce, nei primi mesi del 2019 il Centro Screening Neonatale Regionale, facente parte della U.O.C. Clinica Pediatrica e Endocrinologia dell’ IRCCS G. Gaslini, ha coinvolto diverse Unità Operative dell’Istituto e i Punti Nascita liguri per valutare la fattibilità di progetto includendo tutte le competenze specialistiche necessarie alla realizzazione di un programma complesso e articolato di screening neonatale” spiega il prof Mohamad Maghnie direttore della U.O.C. Clinica Pediatrica e Endocrinologia dell’IRCCS G. Gaslini, Università di Genova.

Nell’agosto 2019, è iniziata presso il centro screening l’ottimizzazione del kit diagnostico commerciale di recente sviluppo che permette per la prima volta in Italia di effettuare l’analisi simultanea dei marcatori per SMA e SCID” tramite un test multiplex di nuova generazione conclude il prof Maghnie.

Presso il Laboratorio per lo Studio degli Errori Congeniti del Metabolismo (LABSIEM) IRCCS Gaslini, sono stati raccolti numerosi campioni di pazienti affetti seguiti in follow-up presso le Unità Operative coinvolte nello studio e campioni neonatali anonimizzati. Ciò ha permesso di validare la specificità e sensibilità del nuovo kit e di portare alla costruzione di un robusto protocollo analitico e clinico-diagnostico. Per entrambe le patologie oggetto di studio, tutti gli step che vanno dalla conferma genetica, dalla presa in carico, dal trattamento fino al follow-up del piccolo paziente risultato positivo al test di screening, verranno effettuati presso l’IRCCS G. Gaslini.

“In attesa che il tavolo ministeriale decreti l’inizio dello screening neonatale per la SMA a livello nazionale, la grande possibilità offerta dalle regioni alle coppie è per la nostra comunità una possibilità molto importante. Una diagnosi nella prima settimana di vita, capace di anticipare la comparsa dei sintomi, permette un immediato avvio delle terapie e regala al bambino e alla sua famiglia un futuro diverso” spiega Daniela Lauro, vicepresidente Associazione Famiglie SMA.

La diffusione dello screening neonatale per le immunodeficienze severe combinate rappresenta un importante passo avanti per tutti i pazienti. Abbiamo vissuto sulla nostra pelle e su quella dei nostri bimbi il dramma e le conseguenze gravissime che derivano da una diagnosi che giunge tardiva. Grazie alle terapie disponibili, una diagnosi precocissima può migliorare l’aspettativa di vita e la qualità della stessa, spesso evitando la morte prematura del paziente o una gravissima disabilità. Ci auguriamo che nel breve futuro, come avviene oggi per la Regione Liguria, le sperimentazioni regionali di screening sulle Immunodeficienze Primitive si possano estendere all’intero territorio nazionale, grazie anche alla recente approvazione dell’emendamento Noja al Decreto Legge Milleproroghe del 2020, che propone importanti modifiche alla Legge 167/2016 sullo Screening Neonatale Esteso (SNE)” spiega Alessandro Segato Presidente dell’Associazione dei familiari di pazienti con immunodeficienze primitive (AIP).

Covid: chiude il punto tamponi drive-through di Genova Quarto

La Asl 3 comunica che in relazione al calo dell’attuale necessità diagnostica tramite tampone molecolare, il drive-through Asl3 di via G. Maggio a Quarto sospenderà l’attività a partire da domani, giovedì 21 gennaio, con possibilità di tempestiva riattivazione in rapporto all’andamento della pandemia.

Dalla regia centralizzata il dipartimento di prevenzione provvederà quindi a fissare gli appuntamenti sul drive-through della Fiera del Mare, attivo dal lunedì al sabato, che rimarrà pienamente operativo e che al momento riesce a soddisfare ampiamente la domanda. Il personale verrà impiegato nel settore Covid per attività sul territorio. I due drive-through hanno eseguito dal 6 aprile 2020 (data prima attivazione del servizio alla Fiera del mare) 37.000 tamponi molecolari.

L’attività prosegue negli ambulatori integrati Asl3 per l’effettuazione di tamponi antigenici sul territorio con prenotazioni attraverso il medico curante e presso le sedi in accesso.:

· Ambulatorio Porta Siberia (sede ex Museo Luzzati) – orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 12

· Ambulatorio Villa Bombrini, Genova Cornigliano (accesso da via L.A. Muratori 11R cancello) – orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle 13

· Ambulatorio Ex Ospedale Sant’Antonio Recco Casa della Salute Asl3 (via Bianchi, 1) – orario: dal martedì al venerdì dalle 9 alle 12

Liguria, orsacchiotti su automediche ed elicotteri di soccorso come sostegno ai bambini

Su tutte le automediche e gli elicotteri della Liguria (Grifo del 118 su cui viaggia anche il personale del Soccorso Alpino e Drago dei Vigili del Fuoco), viaggerà un passeggero molto particolare, destinato ai bambini soccorsi in codice giallo e rosso. È l’iniziativa della Siems, la Società Italiana dell’Emergenza Sanitaria, che ha consegnato 1.000 orsacchiotti di peluche al Servizio 118 ligure da distribuire alle automediche e agli elicotteri operanti sul territorio. I peluche, che entreranno a far parte della dotazione di bordo dei mezzi, potranno essere consegnati ai bambini nel momento critico del soccorso in emergenza per tranquillizzarli e rassicurarli.

La Liguria è la regione apripista di questa iniziativa nel Nord Italia, insieme all’Abruzzo per il Centro e la Basilicata per il Sud Italia. Gli orsacchiotti, di nome Beary, sono stati così distribuiti: 150 ad Imperia, 150 a Savona, 400 a Genova, 100 nel Tigullio e 150 alla Spezia. Sono invece 50 gli orsacchiotti destinati al Pronto Soccorso dell’Ospedale Gaslini.

L’iniziativa, resa possibile dal sostegno di Babcock International, Airgreen, Salvagenteitalia e Rotary for Health, va incontro a un bisogno dei più piccoli che la psicologia ha ampiamente studiato. Secondo le teorie del pediatra inglese Donald Winnicot, supportate da numerosi altri studiosi, il bambino ha bisogno, nel momento massimo di espressione d’angoscia, di una funzione di ‘holding’, ovvero di assorbimento del disagio, di cui in genere si fa carico la mamma. Ma durante l’intervento di soccorso sanitario territoriale la madre non può sempre svolgere questa funzione a causa di diversi fattori, tra i quali ad esempio la gravità della patologia, un ambito di intervento non sicuro, o l’assenza stessa dei genitori. Questo porta alla necessità di trovare qualcosa che ‘faccia le veci’ dell’holding materno. Lo strumento individuabile, dice Winnicott, è rappresentato dall’‘oggetto transizionale’; proprio ciò che l’orsetto si propone di essere.

”Sono orgoglioso che la Liguria sia una delle tre regioni apripista per questa iniziativa” commenta Giovanni Toti, Presidente e Assessore alla Sanità di Regione Liguria. “Il mio ringraziamento va a tutti i soccorritori dell’emergenza che in questi mesi durissimi di pandemia hanno lavorato senza sosta. Il mio pensiero va invece ai bimbi che vengono soccorsi, sicuro che anche grazie a questo piccolo aiuto, potranno meglio affrontare la paura in un momento difficile. Un oggetto tanto semplice quanto di supporto non solo per i piccoli pazienti ma anche per gli operatori impegnati a gestire un soccorso di questo genere”.

Dati covid ai comuni liguri: conclusa la prima fase sperimentare della piattaforma PoLiSS

Si è svolta questa mattina la riunione tra Anci Liguria, Liguria digitale e l’Azienda Ligure Sanitaria A.Li.Sa per fare il punto sugli sviluppi della piattaforma informatica PoLiSS, il portale ligure socio sanitario che monitora i casi positivi a Sars-Cov-2 presenti sul territorio e a cui hanno accesso, grazie ad Anci, anche tutti i sindaci. Una riunione già programmata da tempo, che si configura come tappa del percorso avviato a fine novembre dopo l’intesa raggiunta tra Anci, Federsanità Anci, Regione, A.Li.Sa e Liguria digitale per l’accesso diretto dei primi cittadini alla banca dati regionale dei soggetti positivi. “Ci troviamo in una fase sperimentale, direi unica in Italia, dove per la prima volta il sistema sanitario fornisce dei dati al di fuori del sistema sanitario stesso – afferma il direttore generale di Anci Liguria Pierluigi Vinai – La riunione di oggi, programma già da prima delle vacanze natalizie, ha avuto l’obiettivo di raccogliere le risultanze della sperimentalità e di introdurre accorgimenti e letture che perfezionassero sempre di più un sistema che, come tutti i percorsi sperimentali, è per definizione in evoluzione, ma che siamo sicuri farà da scuola anche in altre regioni”.

“Il sistema elimina la comunicazione diretta delle positività da parte delle Asl e permette ad Anci, in cooperazione con Liguria digitale e con A.Li.Sa., che ringrazio, di fornire un servizio gratuito ai Comuni semplificando notevolmente anche il lavoro delle Asl – prosegue Vinai – La piattaforma si sta evolvendo per garantire ai Sindaci la fotografia esatta della situazione presente sul territorio, li aiuta a capire quali azioni devono mettere in campo per gestire al meglio gli sviluppi della pandemia e nello stesso tempo permette loro di garantire i servizi in generale, in primis quelli sociali, oltre ad assolvere agli obblighi di intervento sulla raccolta differenziata speciale dei rifiuti. Essendo un sistema sperimentale in evoluzione necessita di un raffinamento continuo dei dati, perché le situazioni del Comune di Genova e di Calizzano non sono paragonabili. Nei prossimi giorni verranno attivate alcune implementazioni, per consentire ai Sindaci una lettura ancor più semplice e completa dei dati, sempre nel rispetto puntuale della normativa sulla privacy“.

“Se finora si sono verificate delle difficoltà, sono dovute certamente al divenire della qualità e quantità dei dati sulla piattaforma, ma anche alla lentezza con cui i Comuni hanno capito di dover utilizzare questo nuovo sistema messo a loro disposizione già nel mese di novembre, ma sarà nostra cura educare i Sindaci ad un corretto uso di questa piattaforma. E per facilitare i rapporti con le Asl in questa piena seconda ondata pandemica, abbiamo previsto cinque incontri, il primo venerdì 15 con Asl 2, gli altri il 18 con Asl 1, Asl 5 e Asl 4, infine giovedì 21 con Asl 3, in cui presenteremo ai Sindaci i neo-direttori generali delle Aziende sanitarie locali, che con i Comuni sono parte integrante di Anci e con cui è stata predisposta la nuova strategia sanitaria regionale, per una migliore cooperazione e collaborazione”, conclude Vinai.

Vaccini anti Covid, oggi arrivano in Liguria altre 20mila dosi

È in programma entro oggi, martedì 12 gennaio, la consegna in Liguria di 17 “pizza box” contenenti 19.890 dosi. Il dettaglio delle consegne:

· Asl 1, ospedale Sanremo: (consegna già effettuata 11/01/2021): 3 “pizza box” contenenti 3.510 dosi

· Asl 2, ospedale Savona: 3 “pizza box” contenenti 3.510 dosi

· Asl 3, ospedale Villa Scassi: 2“pizza box” contenenti 2.340 dosi

· Istituto G. Gaslini: 1 “pizza box” contenente 1.170 dosi

· Ospedale Policlinico San Martino: 3 “pizza box” contenenti 3.510 dosi

· Ospedale Galliera: 1 “pizza box” contenente 1.170 dosi

· Ospedale Evangelico Internazionale: 1 “pizza box” contenente 1.170 dosi

· Asl 4, ospedale Sestri Levante: 1 “pizza box” contenente 1.170 dosi

· Asl 5, ospedale Sarzana: 2“pizza box” contenenti 2.340 dosi

Le dosi consegnate in Liguria, comprese quelle previste per oggi, superano le 56.000 unità: il calendario predisposto dalla struttura commissariale per l’emergenza prevede, per la Liguria, la consegna di ulteriori 40.950 dosi entro la fine del mese di gennaio.