Sanità – Babboleo

Sanità

Tre ospedali genovesi nella classifica delle migliori strutture stilata dalla rivista Usa Newsweek

Ci sono anche 3 ospedali genovesi nella classifica delle migliori strutture sanitarie stilata dalla rivista americana Newsweek. La classifica, divisa in due parti, prende in considerazione gli ospedali di 30 paesi al mondo da un lato e dall’altro elenca le migliori strutture in Italia. E’ in questa seconda parte che compaiono 3 delle principali strutture ospedaliere del capoluogo ligure. In particolare l’ospedale Policlinico San Martino di Genova che scivola in classifica comparendo per primo, alla posizione numero 25., ma perdendo 4 posizioni rispetto al 2023. 

Per trovare gli altri ospedali del capoluogo menzionati bisogna scorrere la classifica fino al 70esimo posto occupato dal Galliera di Genova, che migliora di 4 posizioni la sua performance precedente, e poi raggiungere l’87esimo posto occupato dal Villa Scassi di Sampierdarena, che nel 2023 figurava all’89esimo posto. 

Malattie rare, esperti e stakeholder a confronto a Genova per il benessere dei pazienti

Oggi – in occasione della giornata mondiale delle malattie rare che quest’anno si svolge il 29 febbraio – un evento dedicato organizzato da Asl3 a Palazzo della Meridiana di Genova. Appuntamento aperto alla cittadinanza, ma anche medici chirurghi e personale sanitario, in un confronto tra esperti e stakeholder.

In Italia sono 2 milioni i cittadini affetti da malattie rare che hanno nella maggioranza dei casi un impatto in età pediatrica e pazienti cronici che rappresentano – insieme agli anziani – i 2/3 delle richieste di prestazione e presa in carico.

“Numerosi passi avanti, ma possiamo fare ancora meglio. Ancora in pochi settori questi percorsi di presa in carico sono definiti” – racconta il direttore Asl3 e vicepresidente Federsanità Luigi Carlo Bottaro “Asl3 vuole investire in maniera importante sulla creazione di un’assistenza vera che preveda la presa in carico di tutte le necessità di un cittadino, non solo l’individuo affetto da malattia cronica”.

Oltre 9mila persone hanno ricevuto un’esenzione per Malattia Rara in Liguria, grazie alle attività delle quasi 200 unità operative distribuite su tutto il territorio regionale con Asl3 in prima linea nell’attività di diagnosi, trattamento e presa in carico di oltre cento tipologie di malattie rare che colpiscono tessuti connettivi, sistema immunitario, sistema nervoso, apparato cardiovascolare e respiratorio” – spiega il direttore della SC Reumatologia Asl3 Dario Camellino – “L’obiettivo dell’incontro è favorire l’integrazione ospedale-territorio alla luce del nuovo Piano Nazionale Malattie Rare e analizzare l’attuale situazione ligure, affrontando aspetti di governance e accesso”.

Gaslini, continua la ricerca per le malattie del neurosviluppo

Ricercatori dell’Istituto Gaslini e dell’Università di Genova a scoprire una nuova rara malattia genetica del neurosviluppo associata a una mutazione del gene DENND5B. Risultato importante con la ricorrenza della Giornata mondiale delle malattie rare il 29 febbraio.

“L’Istituto Gaslini – commenta il professor Federico Zara, vicedirettore scientifico dell’Istituto Gaslini e direttore della UOC di Genetica Medica – è da molti anni impegnato nel comprendere i meccanismi alla base di patologie neuropediatriche e migliorare i percorsi diagnostici utilizzando le nuove tecnologie della Genomica. Esistono infatti tra le 7000 e 8000 malattie rare conosciute e la maggior parte di queste sono di origine genetica. Solo il 5% però ad oggi ha una cura: per questo la ricerca è fondamentale, come punto di partenza per sviluppare terapie sempre più efficaci”.

Nella ricerca sono stati coinvolti diversi bambini con ritardo psicomotorio, disabilità cognitiva, anomalie del comportamento ed epilessia. Tutti portatori di mutazioni de novo (cioè varianti del DNA insorte spontaneamente, non ereditate dai genitori) del gene DENND5B.

I disturbi del neurosviluppo colpiscono all’incirca il 3% dei bambini nel mondo, con gravità variabile, spesso di origine genetica e di difficile inquadramento. “Identificare le cause delle malattie genetiche consente di gestire in modo più efficace il bambino dal punto di vista clinico, informare le famiglie dei rischi inerenti alle future gravidanze e di sviluppare terapie personalizzate in futuro”.

Approvato il nuovo Piano Sanitario dopo 24 ore di Consiglio. “Piano ambizioso e coraggioso di cui la sanità ha bisogno”

Approvato questa mattina dal Consiglio regionale il Piano Socio Sanitario Regionale 2023-2025, documento di programmazione sanitaria e sociosanitaria della Regione che definisce le linee strategiche dell’organizzazione territoriale, degli ospedali e delle attività di prevenzione di tutta la Liguria. Il piano è stato predisposto da Alisa in coerenza con gli indirizzi di programmazione nazionale. Prima dell’approvazione definitiva di Regione, è stato oggetto di un approfondito confronto con diversi enti e stakeholder che hanno contribuito ad accrescerne il livello di condivisone e attuabilità. Il documento si articola in quattro parti: principi e indirizzi, territorio, prevenzione e promozione della salute, rete ospedaliera ligure.

“Dopo la certificazione del ministero della Salute – sottolinea l’assessore alla Sanità Angelo Gratarola – è arrivato il parere favorevole del Consiglio regionale che conferma alcuni aspetti particolarmente positivi tra cui il rafforzamento dell’offerta territoriale, una sempre maggiore presa in carico individualizzata e un ulteriore salto di qualità nella direzione della digitalizzazione. Siamo di fronte ad un piano che arriva alla fine di un percorso di condivisione. Infatti, questa amministrazione ha individuato, per la prima volta nella storia dell’approvazione di un piano, la conferenza dei sindaci di ciascuna Asl come il luogo indicato per la sua illustrazione in bozza. Siamo di fronte ad un documento in linea con la programmazione nazionale. La grande sfida, tramite i fondi del Pnrr, è rappresentata dal potenziamento della medicina territoriale per liberare gli ospedali e dedicarli all’alta complessità. Le principali innovazioni introdotte dal piano sono il concetto di ‘One Health’, la nuova vision del territorio, il ruolo dei distretti, il nuovo sistema informativo e lo sviluppo della tecnologia digitale nella sanità, il potenziamento della rete ospedaliera e la ridefinizione della mission delle strutture e le novità legate al sistema di emergenza-urgenza, 118, numero unico 116117”.

Le novità del Piano

IL CONCETTO DI “ONE HEALTH”
È il raggiungimento del più alto livello possibile di “salute”, attraverso una visione di diverse discipline che collegano il benessere dell’individuo all’ecosistema e alle relazioni che lo circondano.

LA NUOVA VISION DEL TERRITORIO
Dal modello di offerta “diagnosi e cura” a quello in cui il Sistema sanitario garantisce una presa in carico personalizzata con il coinvolgimento dei pazienti, semplificando l’accesso alle prestazioni e ai servizi, mettendo in rete strumenti e soggetti coinvolti: il distretto, la rete di prossimità (casa di comunità, medici di famiglia, pediatri, centrale operativa territoriale, ospedali di comunità).

IL RUOLO DEI DISTRETTI
Come previsto dal PNRR, il distretto diventa il punto di riferimento per la risposta ai bisogni del cittadino e provvede alla programmazione dei servizi, alla pianificazione delle innovazioni, alle decisioni in materia di logistica, accesso, offerta di prestazioni. Al fine di garantire i servizi, si sviluppano sul territorio le strutture indicate dal PNRR: ospedali di Comunità, case di Comunità e centrali operative territoriali. In Liguria sono previste 32 Case di Comunità (5 nella Asl1, 6 nella Asl 2, 13 nella Asl3, 3 nella Asl4, 5 nella Asl5) e 11 Ospedali di Comunità (1 in Asl1, 2 in Asl2, 4 in Asl3 , 2 in Asl 4 e 2 in Asl5). E’ previsto, inoltre, il potenziamento della figura dell’Infermiere di Famiglia o Comunità. Per incrementare il numero di pazienti in carico alle cure domiciliari, comprese quelle palliative, sarà inserito nelle Case di Comunità il servizio di Cure domiciliari e delle Unità di Cure palliative domiciliari, con il potenziamento delle figure professionali dedicate all’assistenza domiciliare

IL NUOVO SISTEMA INFORMATIVO E LO SVILUPPO DELLA STRATEGIA DIGITALE NELLA SANITÀ
Proseguendo gli investimenti nella digitalizzazione della sanità (prenoto vaccino, prenoto salute, prenoto prevengo, ricetta dematerializzata, fascicolo sanitario elettronico, si arriva allo sviluppo della piattaforma IT-CURA con l’obiettivo di sviluppare pienamente una vera e completa “medicina di comunità”, arrivando a creare un ecosistema socio sanitario integrato e digitale su tutto il territorio della Regione.

POTENZIAMENTO DELLA RETE OSPEDALIERA E RIDEFINIZIONE DELLA MISSION DELLE STRUTTURE OSPEDALIERE
Il piano prevede la realizzazione di tre nuovi ospedali (Erzelli a Genova, Felettino a Levante e Taggia a ponente) destinati a completare l’offerta in base alle caratteristiche del territorio integrandosi con le funzioni che sviluppano i singoli nosocomi attraverso una miglior definizione delle attività che valorizzi sia la prossimità sia le competenze specialistiche per le patologie più complesse valorizzando i centri all’avanguardia per la gestione delle attività e la ricerca scientifica. Per l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero (Grandi Apparecchiature Sanitarie) sono previsti investimenti per 23 milioni 360 mila euro (Pnrr) e 8 milioni 674mila euro (altre fonti). Per l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero DEA sono previsti investimenti 34 milioni e 827 mila euro.

PUNTI NASCITA
La programmazione regionale prevede, nel rispetto degli standard che garantiscano requisiti e sicurezza ottimali per donna e bambino, 9 punti nascita a livello regionale: 3 nell’area ottimale di ponente, 4 in area metropolitana genovese, 2 nell’area ottimale di levante.

L’EMERGENZA-URGENZA, IL 118, IL NUMERO UNICO 116117
Il sistema è strutturato con la presenza di almeno un DEA in ogni ASL, affiancato da sedi di pronto soccorso e punti di primo intervento. Le centrali del 118 diventano tre in Liguria. L’attivazione del numero unico 116117 per le cure mediche non urgenti rappresenta il servizio telefonico gratuito alla popolazione, attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per tutte le prestazioni sanitarie e sociosanitarie a bassa intensità assistenziale.

“Dai inizio ad una catena di solidarietà”: il via alla campagna In Farmacia per i Bambini

Sono quasi un milione e mezzo i minori in Italia in povertà assoluta. Numeri poco confortanti che richiamano la nostra attenzione, oggi più che mai. Il 20 novembre sarà la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e proprio in questa occasione l’Associazione Francesca Rava -NPH Italia ETS interviene da ormai 11 anni tramite la campagna nazionale In Farmacia per i Bambini dedicata alla sensibilizzazione dei diritti dell’infanzia e alla raccolta di farmaci e prodotti baby care per i minori in povertà sanitaria.

In vista dell’inizio della campagna prevista per domani 17 novembre, e che terminerà il 24 novembre, abbiamo parlato con il Dottor Fulvio Corallo, farmacista della Farmacia Fieschi di Genova e uno dei più appassionati promotori dell’iniziativa. Solidarietà, partecipazione e donare sono i valori alla base del progetto, che ogni anno raccoglie più di un milione e mezzo di prodotti destinati a case famiglia, comunità per minori, famiglie indigenti e centri di accoglienza italiani e non.

Tutte le informazioni sulla campagna In Farmacia per i Bambini sono consultabili a questo link.

I tempi d’attesa allontanano i cittadini dalla sanità pubblica, Maestripieri (CISL Liguria): “Numeri da emergenza sociale”

132 giorni di attesa per un’ecografia ginecologica non urgente, 287 per una colonscopia, 230 per una visita chirurgica vascolare nelle strutture della ASL 1; 71 giorni per una radiografia in tempi brevi all’addome, 282 giorni per una visita dermatologica programmata presso la ASL2; 147 giorni per una spirometria da fornire in tempi brevi nella ASL3; 294 giorni per una visita pneumologica alla ASL 4; 102 giorni per una mammografia urgente nella ASL spezzina numero 5. Sono solo alcuni degli esempi dei tempi d’attesa nelle strutture sanitarie pubbliche in Liguria, registrati ad inizio luglio.

“I ritardi nell’erogazione dei servizi e altre difficoltà ad accedere alla sanità pubblica stanno provocando, anche in Liguria, un pericoloso allontanamento dei cittadini da cure, assistenza e prevenzione”, denuncia Luca Maestripieri, segretario generale della CISL Liguria.

“Quello che sta accadendo nella nostra regione rispecchia, purtroppo fedelmente, l’allarme dell’Istat. Sappiamo tutti che durante l’emergenza pandemica la quota di italiani che hanno dovuto rinunciare a prestazioni sanitarie necessarie è quasi raddoppiata, passando dal 6,3% nel 2019 al 9,6% nel 2020– rileva Maestripieri – Nel 2022 la rinuncia in Liguria a prestazioni sanitarie per motivi economici, distanza e lista d’attesa secondo i dati ISTAT si è attestata al 5.8%. La Liguria si colloca sicuramente meglio rispetto ad altre regioni ed è un aspetto importante ma non può bastare anche perché il motivo di preoccupazione è un altro: fino a qualche anno fa erano ragioni economiche a impedire a molti cittadini di curarsi, mentre oggi, oltre a questo incidono le liste d’attesa che sono il motivo più frequente della rinuncia (il 3,8% della popolazione, sempre secondo l’Istat), a fronte di una riduzione della percentuale di chi non accede a servizi medici per difficoltà economica (2,9%). Sono numeri allarmanti, perché si sommano a quelli – in forte crescita – della spesa sanitaria a carico delle famiglie”.

Secondo i dati Istat elaborati dalla CISL, nel 2019 la quota di persone che ha rinunciato a visite o accertamenti specialistici tra le persone con risorse giudicate scarse o insufficienti era quattro volte superiore a quella di coloro che dichiaravano risorse economiche ottime o adeguate (12,4% contro 3%), mentre nel 2022 questa forbice si è ridotta. Al ridimensionamento del gap ha contribuito soprattutto l’aumento della rinuncia a prestazioni sanitarie tra le persone con risorse economiche ottime o adeguate (11,6% contro 4,7%). Tra i motivi della rinuncia è in aumento quello delle liste di attesa, che diventa il primo motivo tra i gruppi con migliori risorse economiche anche nel Nord del Paese. “Siamo in presenza di una tendenza che si sta trasformando in un’emergenza sociale – dice Maestripieri – L’accesso in tempi ragionevoli a servizi sanitari di qualità è un diritto che sempre più viene messo in discussione. Né è lecito chiedere ulteriori sacrifici al personale che opera, sempre più in condizioni assai difficili, nell’ambito della sanità”.

“Cuore di donna”, lo screening gratuito al Baluardo per prevenire la Cardiopatia Ischemica

Al “Synlab Il Baluardo” al Porto Antico di Genova sarà possibile effettuare una valutazione gratuita del proprio rischio cardiovascolare globale. Dal 15 al 20 maggio 2023, per le donne in età compresa tra i 35 e i 69 anni. Lo screening, prenotabile fino a esaurimento posti, comprende analisi ematochimiche, misurazione della pressione arteriosa e questionario anamnestico. Alle pazienti che risulteranno “a rischio” sarà offerto gratuitamente un approfondimento clinico comprensivo di visita specialistica cardiologica ed elettrocardiogramma. Lo screening gratuito sarà possibile farlo anche presso l’ambulatorio medico di Via Monticelli 74

La campagna coinvolge tutte le donne sane interessate a prevenire la cardiopatia ischemica. Fare “educazione” sul rischio cardiovascolare femminile è fondamentale poiché, ancora oggi, pochi sanno che il killer numero uno per le donne non è il cancro al seno o all’utero, ma la cardiopatia ischemica: una patologia che causa la morte di una donna su tre ogni anno.

“Le malattie cardiovascolari – spiega il cardiologo Giuseppe Bavastro di SYNLAB – si presentano nelle donne in ritardo rispetto agli uomini. La donna fino alla menopausa è protetta dal cosiddetto ombrello estrogenico e, molto spesso, non sono colpiti i rami principali delle arterie del cuore ma il microcircolo; per questo motivo i sintomi sono diversi: il dolore può essere assente o presentarsi in altre sedi, oppure manifestarsi attraverso stanchezza diffusa, nausea e mancanza di respiro. Ecco perché gioca un ruolo fondamentale la prevenzione, oltre uno stile di vita sano ed equilibrato”.

“Cuore di Donna” è un progetto che SYNLAB sta proponendo su scala nazionale: oltre alle singole campagne di screening territoriali, sono state concretizzate molteplici attività finalizzate a fare educazione sanitaria e divulgazione, primo fra tutti un vademecum informativo, un coinvolgente video cartoon, video-pillole di approfondimento create in collaborazione con i Cardiologi SYNLAB e incontri aperti al pubblico.

Per accedere alla campagna “Cuore di Donna” a Genova è necessario prenotarsi chiamando il numero 0102471034 o scrivendo una
mail a info.liguria@synlab.it, fino a esaurimento posti.

É arrivata la primavera…e anche le allergie

Insieme alla primavera arrivano anche le allergie. Ne abbiamo parlato con l’allergologa Paola Minale, che ci ha raccontato come prevenire, curare e conviverci.

“Le allergie hanno allargato notevolmente il loro campo d’azione, e non si limitano solamente alla primavera – è intervenuta Paola Minale ai microfoni di Babboleo News – le piante impollinano per periodi più lunghi, in maniera cronica, e questa esposizione continuativa quella che porta all’aumento dell’allergia”.

“Nel periodo pre primavera, da gennaio a marzo, sono gli alberi i principali allergeni che danno fastidio alla popolazione. In particolare in Liguria la famiglia della betulla e del nocciolo interessano moltissime persone – conclude l’allergologa – anche i cipressi sono pollini molto presenti e per espandersi utilizzano il vento. Quindi le giornate ventose sono critiche per i soggetti allergici”.

L’intervista integrale all’allergologa Paola Minale su Babboleo News.

Sanità, emergenza liste d’attesa: la proposta di Sansa e la risposta di Regione Liguria

In Liguria è ormai noto il problema delle lunghissime liste d’attesa che rendono l’accesso alle prestazioni sanitarie in tempi certi adeguati un lontano ricordo. Numerosi cittadini hanno segnalato, oltre a tempistiche lunghissime, anche le “agende bloccate”, ossia l’impossibilità di prenotare diversi accertamenti diagnostici e visite specialistiche; visite che risultano fondamentali soprattutto per diagnosticare in tempo forme tumorali, che prese in tempo possono essere guarite.

Questo è negare il diritto alla Salute” – dichiara il capogruppo di opposizione Ferruccio Sansa, che ha presentato l’ordine del giorno che porterà in consiglio regionale per far si che i diritti dei cittadini ad avere cure in tempi brevi siano rispettati – “ma esiste una soluzione per permettere l’accesso ad esami salvavita”.
Secondo la legge 124 del 1998, infatti, se l’attesa della prestazione richiesta si prolunga oltre il termine fissato, l’assistito può chiedere di effettuare analisi ed esami intra moenia dietro pagamento solo del ticket, ma anche, in via del tutto residuale, recarsi presso strutture private e poi chiedere il rimborso all’azienda sanitaria. “Un diritto di cui pochi conoscono l’esistenza, per questo chiediamo a tutti i partiti di firmare la mozione per chiedere a Regione Liguria e il sistema sanitario per rendere note e accessibili soluzioni alternative” – continua Sansa – “un tentativo di offrire a tutti i cittadini prestazioni essenziali che ogni anno in Liguria potrebbero salvare centinaia di vite”.

Regione Liguria si dichiara molto stupita dall’iniziativa del consigliere “assolutamente priva di ogni fondamento, grave e censurabile l’affermazione secondo la quale il Sistema Sanitario ligure non garantisce prestazioni cui i cittadini hanno diritto” – si legge in una nota – “Il problema delle liste d’attesa non è solo regionale, ma nazionale“.

Ogni Asl ha individuato ulteriori percorsi per il rispetto dei tempi d’attesa dedicati ai cittadini il cui appuntamento inizialmente non rispetta la classe di priorità del medico prescrittore. Regione Liguria intanto, per far fronte al problema, ha messo in atto misure correttive che, rispetto al 2021, hanno portato ad un incremento di 500mila prestazioni erogate, pari a circa 25 milioni di euro. L’incremento della diagnostica per immagini è stato di circa 130 mila prestazioni, importo destinato a raddoppiare nel corso del 2023 grazie alla manifestazione d’interesse che ha consentito di acquistare dal privato accreditato altre 130 mila prestazioni tra raggi, ecografie, tac risonanze magnetiche a disposizione del sistema sanitario regionale.

Nuovo piano socio-sanitario, proposta chiusura di un punto nascite a Genova e uno a Savona. Vallerino: la Liguria ne ha bisogno.

La bozza del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale ha acceso la polemica sulla opportunità di mantenere 10 punti nascite sul territorio regionale, o sulla chiusura delle nursery al Villa Scassi di Genova e al San Paolo di Savona. Per Gabriele Vallerino, dal 2004 primario di ginecologia al Villa Scassi, il surplus sarebbe solo nominale.

«È vero che c’è stato un calo nelle nascite, è vero che il numero di parti a Genova potrebbe essere contenuto in un unico punto nascita – spiega Vallerino – ma la Liguria è lunga e stretta, ha una rete logistica pessima, e spesso assistiamo a mamme che partoriscono in auto. Partorire è l’atto più fisiologico al mondo, ma può diventare il più traumatico. Motivo per cui non si partorisce più a casa, ma in un centro che disponga di rianimazione, centro trasfusionale, radiologia interventistica. Tutte queste misure devono essere garantite da un punto nascita collocato in un ospedale, ove vi siano anche componenti chirurgiche che prevengano o rimedino alle situazioni più drammatiche».

«Credo che il Villa Scassi possa rispondere perfettamente alle esigenze contingenti – continua Vallerino – almeno fino a quando nuove strutture non sostituiranno i vecchi ospedali, che passano il secolo e mezzo di vita e sono obsoleti dal punto di vista strutturale». E conclude: «Il nostro quartiere ha grandi difficoltà assistenziali. Molte donne che vengono a partorire qui non hanno macchina, e alcune vengono con l’autobus. La stragrande maggioranza sono maternità fragili. Con il riassetto, rimarrebbe un solo punto nascita al Ponente, dove si fanno più figli».