Sanità – Babboleo

Sanità

Giornata internazionale dell’infermiere: in Liguria oltre 14.600 infermieri, di cui quasi 11.000 nel servizio sanitario regionale

Oggi è la giornata internazionale dell’infermiere: una ricorrenza che si celebra in tutto il mondo il 12 maggio di ogni anno al fine di valorizzare il contributo degli infermieri nella società. In Liguria gli iscritti all’Ordine delle Professioni Infermieristiche sono 14.624 (nello spezzino 2.082, nell’imperiese 1.604, nel savonese 2.602, nell’area metropolitana genovese 8.336); di questi, 10.903 sono impiegati nel servizio sanitario regionale (Asl 1 – 1.151; Asl 2 – 1.972; Asl 3 – 1.703; Asl 4 – 860; Asl 5 – 1.100).

“La professione dell’infermiere costituisce un cardine del nostro sistema sanitario: lo abbiamo visto durante l’emergenza Covid, con il personale infermieristico in prima linea nei nostri ospedali, e lo vedremo anche in futuro con l’attuazione del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e il potenziamento della risposta territoriale ai bisogni di salute dei cittadini”. Così il presidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria Giovanni Toti è intervenuto alla presentazione delle iniziative previste in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere.

A Babboleo News, in occasione di questa giornata, hanno parlato l’infermiera pediatrica Stella Serpico ed Ezio Vivaldi, presidente della Commissione Albo degli Infermieri Genova.

Stella Serpico, infermiera pediatrica.
Ezio Vivaldi, presidente Commissione Albo Infermieri sul ruolo dell’infermiere, si sofferma sul ruolo dell’infermiere.

2 APRILE 2022, GIORNATA MONDIALE CONSAPEVOLEZZA DELL’AUTISMO: LE INIZIATIVE IN LIGURIA

Sono circa 1.600 in Liguria le persone con una certificazione di diagnosi dello spettro autistico

Sabato 2 aprile si celebra la Giornata Mondiale della consapevolezza dell’Autismo, una ricorrenza che richiama l’attenzione di tutti sui diritti delle persone nello spettro autistico.

I Disturbi dello spettro autistico sono condizioni eterogenee che hanno un profondo impatto sulla qualità della vita delle persone e dei loro familiari: in Liguria sono circa 1.600 le persone con una diagnosi certificata.

La complessità del fenomeno, l’impatto sulla qualità di vita dell’individuo, sulla tenuta del tessuto familiare e le ricadute di ordine sociale richiedono un impegno intersettoriale e politiche sanitarie, educative e sociali mirate a incrementare i servizi e migliorare l’organizzazione delle risorse a supporto delle famiglie.

Alisa, tra l’altro, ha recentemente costituito un Tavolo regionale di consultazione permanente (Deliberazione di A.Li.Sa. n. 14 del 13.01.2022) in merito ai disturbi dello spettro autistico formato da esperti della materia delle Asl, da rappresentanti delle Associazioni dei familiari, da rappresentanti dei Pediatri di libera scelta e dell’Università (Neuropsichiatria dell’Istituto Giannina Gaslini e Psichiatria) e da referenti regionali.

«Grazie alla sinergia tra i servizi sociosanitari, sanitari e socioassistenziali, in collaborazione con i rappresentanti delle Associazioni, è stato possibile creare in Liguria una rete regionale per la presa in carico, il sostegno e l’integrazione delle persone con disturbi dello spettro autistico – sottolinea Giovanni Toti, presidente e assessore alla Sanità di Regione Liguria – tenendo conto dei bisogni specifici e delle necessità di sostegno che possono mutare nel tempo. Un grande lavoro di squadra che ha saputo raccogliere l’esperienza di tutti gli attori coinvolti in questo delicato processo che coinvolge i pazienti e le loro famiglie».

In attuazione del Piano regionale di prevenzione 2021/2025, tra i temi della promozione della salute, Alisa ha previsto nell’offerta formativa scolastica un modulo specifico sui disturbi dello spettro autistico.

Nella giornata di sabato 2 aprile la fontana di Piazza De Ferrari e la Lanterna di Genova si illumineranno di blu.

GLI EVENTI PREVISTI IN ASL 1

Asl1, in collaborazione con Alisa, Provincia di Imperia, Anmic Imperia, Angsa Imperia, Donne Medico della Provincia di Imperia e il Distretto Lions Club International 108 Ia3, organizza una tre giorni per comprendere e capire le tematiche legate al mondo dell’autismo con una serie di incontri e convegni dedicati ad addetti ai lavori e non solo:

· 7 aprile alle ore 17, Sala Roof 1 del Teatro Ariston di Sanremo: sarà proiettato il film ” Sul sentiero Blu”, sull’esperienza promossa dal Dott. Roberto Keller, Referente Scientifico del Progetto e Direttore del Centro Regionale per i Disturbi dello spettro dell’autismo in età adulta della Asl Citta di Torino.

· 8 e 9 aprile, Aula magna dell’Università di Imperia: prenderanno il via due giornate di formazione. Il corso di formazione dal titolo “Disturbo dello Spettro autistico: un passaggio imprescindibile dall’infanzia all’età adulta”, rivolto al personale sanitario delle Asl liguri e dei servizi territoriali, si svolgerà sia in presenza sia in modalità webinar. E il 9 aprile, sempre nell’Aula magna dell’Università di Imperia, seconda e ultima giornata formativa dal titolo “I disturbi dello Spettro Autistico. Inclusione scolastica e presa in carico sanitaria. Costruzione di una rete” destinata ai Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e insegnanti.

LE INIZIATIVE DELLE ASSOCIAZIONI IN LIGURIA

ANGSA IMPERIA: giovedì 7 aprile, alle ore 17 proiezione del film “Sul sentiero Blu”, seguirà dibattito con il Dott. Roberto Keller.
ASSOCIAZIONE AUTISMO SAVONA GUARDAMI NEGLI OCCHI: sabato 2 aprile, dalle 9 alle 19, stand informativo e laboratorio creativo, Piazza Sisto IV Savona.
ANGSA LIGURIA: sabato 2 aprile, dalle 10 alle 18, Piazza Martinez a Genova, stand informativo e iniziative per famiglie e bambini. Nella stessa giornata, a Recco (GE), sarà organizzata una staffetta a squadre non competitiva presso il campo da rugby di Via Fieschi.
ANGSA TIGULLIO: sabato 2 aprile, Piazza Matteotti, Chiavari, stand informativo.
ANGSA LA SPEZIA: sabato 2 aprile, organizza la “Biciclettata Blu, una passeggiata in bicicletta attraverso il centro della città di La Spezia dove saranno presenti i volontari con stand informativi. Sarà presente un punto informativo anche a Lerici.

ASL4, giunta non approva il bilancio. Pastorino (Linea Condivisa): “Chiesta a Toti commissione straordinaria”

Linea Condivisa e Movimento 5 stelle denunciano la mancata approvazione del bilancio dell’ASL 4 da parte della giunta regionale, soffermandosi sulla situazione finanziaria particolarmente preoccupante, che registra un disavanzo di svariati milioni di euro.

Il consigliere regionale e leader di Linea Condivisa, Gianni Pastorino, parla di una situazione grave soprattutto per una struttura che “fino a poco tempo fa non presentava problemi”.

A tutto ciò, proseguono i consiglieri d’opposizione, si aggiungono difficoltà all’interno delle strutture amministrative operative che rallentano e danneggiano quella che era “l’immagine del modello della sanità ligure decantato da Toti“.

I due partiti hanno dunque chiesto la convocazione di una commissione straordinaria alla presenza dei vertici di ASL4 e il presidente della regione Giovanni Toti.

Gianni Pastorino
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Tra nuove regole e la quarta ondata

Dopo la fine delle feste la situazione epidemiologica in Italia ha subito un grave peggioramento, tuttavia a differenza di quello che succedeva lo scorso anno, il problema oggi è il numero di contagiati asintomatici.

Si registrano ogni giorno migliaia di nuovi contagiati e farmacie e centri specializzati non riescono a tenere il passo con la prenotazione e l’esecuzione di tamponi.

Il vero problema sottolinea Stimamiglio è che “le ASL si sono fatte trovare impreparate da questa quarta ondata e ora sono i medici di base che devono recuperare il ritardo accumulato”, inoltre gli stessi devono costantemente rispondere a mille chiamate, prescrivere e fare tamponi e anche sottoscrivere i certificati di guarigione ai pazienti risultati negativi.

Denuncia il medico, di non avere neanche il tempo di gestire quei pazienti positivi che hanno sviluppato i sintomi e spesso stanno male.

La richiesta di chiarezza dei medici al governo è insistente: questo perché purtroppo le circolari ministeriali si susseguono incessantemente e tutte comprendono misure attuative diverse che quindi complicano ancor di più il lavoro dei medici i quali difficilmente riescono districarsi nell’infinito groviglio burocratico delle informazioni ricevute.

Un altro problema significativo che Stimamiglio evidenzia è quello dei “positivi fantasma”, soggetti risultati positivi in casa che non hanno ricevuto visita della ASL per sottoporsi al tampone ufficiale e che quindi ormai negativi non risultano mai stati positivi e di conseguenza dovranno, come da legge, ricevere la terza dose quando invece sottolinea Stimamiglio un positivo guarito non deve assolutamente ricevere la terza dose o dose booster”“.

Confermata gratuità test rapidi per scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori

Regione Liguria conferma la gratuità dei tamponi antigenici rapidi nell’ambito del percorso scuola, con differenti modalità a seconda dei gradi di istruzione. La gratuità dei tamponi è prevista esclusivamente per gli alunni delle classi in cui si sono verificati uno o più casi di positivi accertati. Non è invece previsto il tampone gratuito per un generico monitoraggio degli studenti.

Ecco le diverse modalità

SCUOLE INFANZIA ED ELEMENTARI
Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, fino a 6 anni, e le scuole elementari viene confermata la possibilità di effettuare i tamponi secondo le scadenze previste dalla normativa nazionale presso le strutture delle Asl e del Gaslini dove sono previsti i tamponi, le farmacie e i centri tamponi privati accreditati.
In questi casi sarà la Asl a inviare alle famiglie di un alunno, contatto di caso accertato, la prescrizione indispensabile per poter effettuare il tampone gratuito.

Per le scuole dell’infanzia in base alla circolare del ministero si ricorda che:
• nel caso di un caso positivo accertato, è prevista la sospensione della didattica per 10 giorni con la quarantena e un test a conclusione dei 10 giorni di quarantena.

Per le scuole elementari in base alla circolare del ministero si ricorda che:
• con 1 caso positivo in classe, è prevista la didattica in presenza, insieme alle misure distanziamento e auto-sorveglianza con l’effettuazione di un tampone il prima possibile dal momento in cui si viene informati della positività (T0) e da ripetersi dopo cinque giorni.
• Con due casi positivi è invece prevista la sospensione della didattica per 10 giorni con altrettanti giorni di quarantena, con un tampone finale.

SCUOLE MEDIE E SUPERIORI
Per la scuola secondaria (scuole medie e superiori), invece, la norma nazionale prevede la possibilità del tampone previa prescrizione del medico o del pediatra, ove ritenuto necessario. In questi casi, è il medico di medicina generale o il pediatra ad inviare, su richiesta della famiglia dell’alunno interessato, la ricetta dematerializzata con la prescrizione del tampone, indispensabile per effettuarlo gratuitamente esclusivamente presso le strutture pubbliche di Asl e Gaslini dove sono previsti i tamponi e presso le farmacie.

Si ricorda che:
• Con un caso positivo, è prevista la didattica in presenza con misure di distanziamento e la FFP2 per 10 giorni insieme all’autosorveglianza.
• Con due casi positivi:
Se non concluso il ciclo vaccinale primario o concluso da più di 120 giorni: sospensione didattica per 10 giorni con didattica digitale integrata; quarantena 10 giorni e tampone antigenico al decimo giorno.
Se concluso ciclo vaccinale o guariti da meno 120 gg o terza dose: didattica in presenza, con le misure di distanziamento, la FFP2 per 10 giorni e l’autosorveglianza.
• Da tre casi positivi in poi, è prevista la sospensione della didattica per 10 giorni con dad; il paziente sarà considerato contatto stretto per i provvedimenti conseguenti.

L’infezione da SARS-CoV-2 in Liguria corre tra i bambini: i dati del Gaslini

Gli specialisti dell’Ospedale pediatrico Gaslini di Genova hanno fatto il punto della situazione epidemiologica attuale dell’infezione nella popolazione pediatrica nel territorio, in occasione della prossima disponibilità di un vaccino utilizzabile nella fascia di età 5-11 anni, approvato ieri dall’Ema, Agenzia europea per i medicinali.

Oggi la fascia d’età 5-11 anni registra la più elevata incidenza d’infezione, a causa verosimilmente del combinarsi di elevata socializzazione (frequenza scolastica) e non disponibilità di vaccino.

I casi di sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-C) sono correlati alla presenza di COVID-19 in età pediatrica e pertanto la vaccinazione, riducendo il numero degli infetti, potrebbe prevenire la comparsa di questa grave complicanza.

Da tempo il Gaslini, in collaborazione con ALISA, dispone di un monitoraggio settimanale dell’andamento dell’infezione da SARS-CoV-2 in soggetti di età inferiore a 19 anni in Liguria.

I recenti dati svelano come la curva della diffusione dei contagi nella popolazione pediatrica abbia progressivamente superato quella della popolazione generale da quando è stata introdotta la vaccinazione.

I dati mostrano come per fermare la diffusione del virus nella popolazione e mettere le scuole in sicurezza, assicurando la possibilità di uno svolgimento delle attività didattiche in presenza, l’avere a disposizione un vaccino impiegabile anche nella fascia d’età 5-11 anni sia assolutamente una buona notizia” spiega Raffaele Spiazzi, direttore sanitario dell’Istituto G. Gaslini.

I dati indicano chiaramente come il COVID-19 abbia in fase acuta un decorso generalmente benigno in età pediatrica, salvo la presenza di co-patologie quali ad esempio malattie o trattamenti immunosoppressivi. I dati del Gaslini raccontano di soli 188 ricoveri totali per COVID-19 da inizio pandemia (marzo 2020), dei quali 3 necessitanti di terapia intensiva per concomitanti patologie” sottolinea Elio Castagnola, direttore dell’UOC Malattie Infettive del Gaslini.

È stata però anche descritta in pediatria una complicanza del COVID-19 che ricorre con una frequenza non marginale (1 caso ogni 500 infezioni circa): la sindrome infiammatoria multisistemica (MIS-C), una condizione clinica severa con coinvolgimento acuto di diversi organi bersaglio (cuore e intestino in primis), che insorge mediamente a distanza di quattro

settimane dall’infezione e che, pur avendo un’evoluzione benigna, richiede un trattamento ospedaliero per non meno di due-tre settimane e, in alcuni casi, importanti terapie immunosoppressive.

Dall’inizio della pandemia ad oggi presso il Gaslini sono stati individuati 29 casi di questa affezione, in bambini di età media 4 anni, con un’incidenza nella popolazione pediatrica generale circa 5-10 volte superiore a quella di altre malattie gravi e, nei soggetti positivi COVID-19, di circa 200 casi/100.000 pazienti. È verosimile che i casi di MIS-C siano correlati alla frequenza di COVID-19 in età pediatrica e pertanto la vaccinazione, riducendo il numero degli infetti potrebbe essere importante anche per prevenire la comparsa di questa complicanza” spiega Raffaele Spiazzi, direttore sanitario del Gaslini.

Un’altra complicanza di COVID-19 è il cosiddetto ‘long-Covid’. Questa condizione, ormai ben nota nell’adulto, comincia ad essere osservata e studiata anche in età pediatrica, anche se non è ancora ben chiara la sua definizione clinica in questa fascia di età. A questa si deve anche aggiungere tutta la serie di disturbi psicologici indotti nei bambini e negli adolescenti dai ripetuti e prolungati “lock-down”. La possibilità di una vaccinazione per ampie fasce di età in pediatria aiuterà sicuramente anche a ridurre queste complicanze, aiutando la rapida ripresa di una “vita normale” anche per i pazienti pediatrici” conclude Castagnola.

Ottobre Rosa, prevenzione oncologica dopo la pandemia. Incontro a Palazzo Ducale

Dopo un anno e mezzo di restrizioni causate dalla pandemia riparte la Campagna Nastro Rosa della Lega Italiana contro i Tumori.

Le limitazioni alle visite, gli screening interrotti ed il movimento limitato avranno purtroppo conseguenze anche sulle malattie oncologiche e per tale motivo la LILT di Genova rilancia il tema dell’importanza e l’urgenza di fare prevenzione con l’incontro “OTTOBRE ROSA: RESTART DI SCREENING E PREVENZIONE ONCOLOGICA NELLA DONNA“ in programma venerdì 22 ottobre alle ore 17.00 nella Sala Liguria di Palazzo Ducale.

Si parlerà della situazione attuale dello screening oncologico in Liguria per poi focalizzare gli obiettivi del Programma Restart Sanità della Regione Liguria, al fine di fornire a professionisti della salute ed alla popolazione un quadro concreto dell’offerta di prevenzione oncologica nella nostr regione. La tavola rotonda verrà condotto da rappresentanti delle Istituzioni e professionisti della salute che tratteranno l’argomento da diversi punti di vista, evidenziando le molteplici possibilità di cui oggi disponiamo per prevenire il cancro e le disabilità da esso provocate.


La mission è quella di incentivare stili di vita più corretti e più sani, a partire dal movimento e ad una sana alimentazione, alla lotta al tabagismo e cancerogenesi ambientale e professionale; per poi sottoporsi a controlli clinico strumentali periodici costanti. L’incontro potrà essere seguito anche on line sui canali web dell’Associazione.

Per informazioni: Tel. 010 2530160 – www.legatumori.genova.it – info@legatumori.genova.it Facebook: Lega Tumori LILT Genova Instagram: @genovalilt

PROGRAMMA

17.00 Apertura e presentazione | Paolo Sala, Presidente LILT Genova
17.15 Stato dell’arte degli screening in Regione Liguria | Luigina Bonelli, Coordinamento Screening Oncologici
in Liguria Epidemiologia Clinica IRCCS AOU San Martino-Ist
17.30 Introduzione e presentazione strategica del tema RESTART | Giovanni Toti – Presidente Regione
Liguria e Assessore alla Salute
17.45 Programma Restart Sanità della Regione Liguria | Giuseppe Profiti – Coordinatore della Struttura di
Missione per gli Interventi in Sanità
18.00 Tavola Rotonda sono stati invitati ad intervenire:o Giovanni Toti, Presidente Regione Liguria e Assessore alla Salute
o Filippo Ansaldi, Direttore Generale AliSa
o Giuseppe Profiti , Coordinatore della Struttura di missione di supporto al SSR
o Francesco Quaglia, Direttore Dipartimento Salute e Servizi sociali
o Salvatore Giuffrida, Direttore Generale Ospedale Policlinico San Martino
o Gianni Orengo, Direttore Sanitario Ospedale Policlinico San Martino
o Silvio Falco, Direttore Generale ASL1
o Marco Da Monte, Direttore Generale ASL2
o Luigi Bottaro, Direttore Generale ASL3
o Marta Cartabellotta, Direttore Sanitario ASL3
o Paolo Petralia, Direttore Generale ASL4
o Paolo Cavagnaro, Direttore Generale ASL518.30 Discussione con i presenti in sala


Maculopatia, presidente dell’associazione regionale Massimo Ligustro: “Servono più ambulatori per poter curare la malattia”

Solo in Liguria sono settemila i malati di maculopatia, patologia invalidante che colpisce la parte centrale della retina, causando la perdita della porzione centrale della vista. La maculopatia si cura tramite un’iniezione al bulbo oculare che porta alla riacquisizione della visione originale, rasentando una vista normale. Purtroppo queste iniezioni non sono la guarigione, ma sono un trattamento che, se interrotto, riporta nella posizione di non vedere bene.

Portavoce da anni delle problematiche causate da questa malattia è Massimo Ligustro, presidente del comitato Macula, che insieme ai medici della clinica oculistica dell’ospedale policlinico San Martino di Genova, pone l’attenzione sulla lunga attesa necessaria per ricevere i trattamenti necessari e richiede più ambulatori per poter ricevere l’iniezione necessaria, che permette di tornare alla vista per un periodo di tempo.

“Le lunghe liste d’attesa portano ad avere questi trattamenti troppo distanti nel tempo, quindi non vediamo bene, peggioriamo e lo stesso buon risultato del trattamento viene inficiato da questa attesa. Noi abbiamo bisogno di ridurre questa attesa, abbiamo bisogno di essere curati nei tempi che le case farmaceutiche impongono”, afferma il presidente dell’associazione Macula Massimo Ligustro.


“Per poter fare questo noi abbiamo bisogno di uscire dalle sale operatorie comuni, che sono congestionate da altre patologie e avere accesso al nostro trattamento in una maniera più facile ed economicamente più vantaggiosa”, prosegue Ligustro.

In Europa esistono già ambulatori protetti, ‘clean room‘, che producono una purificazione dell’aria e un abbattimento della carica batterica. “Non chiediamo altro che il nostro Paese si adegui alla normativa europea e che nessuno si ponga di mezzo tra noi e le cure, con il solo obiettivo di abbattere i costi. Solo andando in questi ambulatori possiamo avere tutti accesso alle cure“, chiosa il presidente.

Ascolta l’intervista completa a Massimo Ligustro, presidente associazione Macula Liguria.

17 settembre: anche Genova partecipa alla Giornata della sicurezza delle cure

Oggi, 17 settembre, è la data scelta, in Italia e nel mondo, per celebrare la Giornata della sicurezza delle cure e della persona assistita, uno dei diritti fondamentali della persona. Nell’arco di questa giornata, istituita nel 2019, in tutto il nostro Paese si potrà assistere a tanti eventi di sensibilizzazione e di informazione. I monumenti si colorano di arancione per ricordare che le cure sicure sono un diritto imprescindibile dell’uomo: a Genova sarà la fontana di Piazza De Ferrari a colorarsi.

Il tema di quest’anno è la sicurezza delle cure per le mamme in gravidanza e i neonati e al parto. Le Aziende Sanitarie/Enti/Istituti del Servizio Sanitario della Liguria, hanno aderito alla Campagna con iniziative locali.

Di seguito gli eventi previsti per la giornata odierna.

ASL 1: realizzato un video-tutorial, rivolto ad operatori e cittadini, che comprende tutte le raccomandazioni OMS sulla gravidanza e il parto, comprese le raccomandazioni relative alla pandemia Covid.

ASL 2: spazio dedicato in Piazza Sisto IV dalle ore 16 in cui gli operatori sanitari forniranno informazioni, ci saranno interventi sull’importanza delle vaccinazioni, verrà premiato il disegno più significativo del concorso dedicato ai bambini ‘Mi vaccino perché…’, con la partecipazione straordinaria di Spiderman.

ASL 3: filo diretto telefonico con gli specialisti di Ginecologia e Ostetricia, Neonatologia e del Consultorio per rispondere a dubbi e quesiti delle future mamme e dei neogenitori. Sei esperti saranno disponibili telefonicamente (dalle 8 alle 14 Ginecologia Ostetricia e Consultorio, dalle 8 alle 15 Neonatologia), ciascuno con una linea telefonica dedicata, per parlare di cure materne e neonatali sicure. Elenco completo su www.asl3.liguria.it.

ASL4: informativa sulla recente implementazione della check-list di sala parto. La check-list rappresenta lo strumento guida per la verifica dell’esecuzione dei controlli a supporto dell’équipe sanitaria ed è finalizzata a favorire l’aderenza agli standard di sicurezza raccomandati per prevenire il verificarsi di eventi avversi.

ASL 5: sono previste la pubblicazione del manuale della sicurezza madre-bambino, raccolta di procedure, istruzioni operative e protocolli per l’erogazione di cure sicure e di qualità nel peripartum; la diffusione e illustrazione del manuale agli operatori tramite organizzazione di un apposito corso FAD; una campagna di sensibilizzazione alla vaccinazione anti COVID-19 rivolta a gravide e puerpere, gravide e neo-mamme vaccinate.

E.O. GALLIERA: un video educativo verrà messo online a partire dal 17 settembre. Al video parteciperanno oltre ai Risk manager aziendali, il neonatologo, il ginecologo, l’ostetrica. L’evento è indirizzato ai cittadini e punterà soprattutto a illustrare l’iniziativa attuata dall’Ente di mantenere insieme madre e neonato anche in epoca Covid.

IRCCS OSPEDALE POLICLINICO SAN MARTINO: due percorsi riguardanti l’assistenza materna e neonatale: il Percorso nascita che garantisce una assistenza di eccellenza, dal concepimento al puerperio, nella gravidanza fisiologica e nella gravidanza a rischio; il Progetto WOmen Vaccination (WOV) nato dalla collaborazione tra le UU.OO. di Igiene, Ostetricia e Ginecologia e Clinica Ostetrica e Ginecologica.

IRCCS ISTITUTO G. GASLINI: l’Istituto ha avviato un progetto di ricerca dal titolo “Global Trigger Tool”: sono organizzati seminari interni su questa tematica per rinforzare il concetto di cure sicure nell’area perinatale. Nella giornata del 17 settembre si terrà al Gaslini un convegno dal titolo ‘Centro di chirurgia robotica pediatrica del Gaslini: presentazione dei risultati, confronto con esperti e proposte di miglioramento’: l’ospedale pediatrico ligure ha scelto di concentrarsi in questa giornata in particolare sulla chirurgia robotica, che significa avanzamento tecnologico e medicina di precisione, finalizzati alla maggior sicurezza e appropriatezza delle cure del bambino. Sul tema è stato preparato un video a cura degli anestesisti, che sarà pubblicato sul portale dell’OMS.

Iit e Gaslini nel team di ricerca italiano che ha scoperto relazione genetica tra covid e malaria

Un team di ricerca tutto italiano evidenzia come le varianti genetiche in grado di proteggere dalla malaria potrebbero fornire protezione anche per l’infezione da SARS-CoV-2

Lo studio pubblicato su Frontiers in Medicine fornisce nuovi elementi sulla relazione genetica tra ospite e Covid-19

Il team di Computational and Chemistry Biology dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) insieme all’Ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, all’Istituto Giannina Gaslini di Genova e al Policlinico di Palermo, ha recentemente pubblicato uno studio sulla rivista internazionale Frontiers In Medicine che mette in luce una relazione genetica tra Covid-19 e malaria. Il lavoro ipotizza una correlazione inversa di alcune varianti in geni associati all’insorgenza della malaria con la diffusione del Covid-19, suggerendo che tali varianti a livello genetico possano conferire una protezione dall’infezione del coronavirus. In sintesi è stato evidenziato come nelle zone che in passato sono state colpite dalla malaria, l’incidenza del Covid-19 è stata molto inferiore.

Malaria e COVID-19 sono malattie diverse, entrambe dovute a infezioni: la prima causata da un plasmodio, la seconda da un virus, SARS-CoV-2, ormai molto conosciuto sebbene si sia affacciato sulla scena mondiale solo da poco più di un anno. La convivenza, invece, tra plasmodio e l’uomo dura da molto più tempo, almeno da 50.000 anni, nei territori del mondo dov’è presente la zanzara che trasmette all’uomo il plasmodio. In Italia la malaria è ormai scomparsa, ma fino agli anni ’50 del secolo scorso era endemica in molte zone costiere del sud Italia e delle Isole, come pure in zone paludose, come quelle alla foce del Po.

La teoria del team di ricerca guidato da Andrea Cavalli è che i geni che sono in grado di proteggere la popolazione dall’infezione malarica possano fornire una forma di protezione anche per l’infezione da SARS-CoV-2. La ricerca ha inoltre cercato di spiegare l’effetto biologico che queste variazioni genetiche possono esercitare sull’infezione da SARS-CoV-2 e sulla progressione della malattia, suggerendo possibilità terapeutiche potenzialmente utili. Lo studio ha quindi aperto nuove conoscenze teoriche sulla relazione tra genetica dell’ospite e COVID-19.

“L’idea di approfondire il legame tra COVID e malaria – spiega uno degli autori dello studio, Antonio Amoroso, genetista dell’ospedale Molinette e dell’Università di Torino – è venuta osservando la frequenza di COVID-19 nelle regioni italiane, con ampie oscillazioni tra regioni del nord (in Lombardia ad esempio l’8,1% della popolazione ha contratto la malattia) e quelle meridionali, dove il COVID-19 ha avuto una frequenza quasi dimezzata (il 4,4% dei siciliani si è ammalato, il 3,4% dei sardi o il 3.3% dei calabresi). Poiché erano disponibili i dati di mortalità nelle province italiane all’inizio del ‘900, è stato possibile confrontare la mortalità per malaria di allora con la frequenza attuale di COVID-19. Si è ottenuta una connessione molto chiara: nei territori dov’erano più frequenti i morti di malaria all’inizio del secolo scorso, meno frequentemente sono registrati oggi i malati di COVID, e viceversa. All’inizio del secolo scorso ogni centomila soggetti, ne morivano per malaria 73 in Sardegna, 24 in Sicilia e 32 in Calabria, mentre non ce n’erano in Lombardia o in Piemonte. Le Province del delta del Po erano anch’esse flagellate dalla malaria, con mortalità all’inizio del secolo scorso analoghe alle regioni del Sud. Ma anche la diffusione del COVID più di 100 anni dopo ha risparmiato maggiormente le province di Ferrara (dove i casi di COVID-19 rappresentano il 6,5% della popolazione) e di Rovigo (con il 5,9% della popolazione è risultata COVID positiva).”

“Sappiamo molto bene come la convivenza con la malaria abbia selezionato alcune caratteristiche genetiche che consentivano di resistere meglio all’infezione malarica e che avvantaggiavano di conseguenza gli individui che le possedevano. – chiarisce Manlio Tolomeo – coautore dello studio e medico al Policlinico di Palermo – L’ipotesi che abbiamo avanzato è stata dunque che alcune delle caratteristiche genetiche che erano state selezionate per essere vantaggiose per l’infezione malarica potessero anche aiutare nel combattere meglio il coronavirus”.

“Per dimostrare questa ipotesi – illustra Andrea Cavalli, Responsabile del team Computational and Chemistry Biology dell’Istituto Italiano di Tecnologia e coordinatore del team di ricerca – ci siamo avvalsi dei dati già disponibili dalla comunità scientifica, sia in relazione alle varianti genetiche di protezione alla malaria (ne abbiamo selezionate una cinquantina), sia relative alle caratteristiche del genoma di un migliaio di individui sani appartenenti ad una cinquantina di diverse popolazioni, per le quali erano anche disponibili le frequenze del COVID-19”.

“Partendo da questi dati e dall’esperienza nello studio delle malattie genetiche, siamo quindi andati alla ricerca delle varianti più frequenti nelle popolazioni meno colpite dal COVID-19 e che fossero in grado di avere un impatto sul comportamento dei geni – precisano Marta Rusmini e Paolo Uva, coautori del lavoro e ricercatori presso l’Unità di Bioinformatica Clinica dell’Istituto G. Gaslini – e quindi potenzialmente vantaggiose contro il coronavirus. Questo studio contribuisce ad approfondire la relazione tra genetica e suscettibilità al COVID-19”e fornisce un solido approccio metodologico che potrà essere applicato per studi futuri direttamente sul DNA di pazienti COVID.”