Un tuffo nel passato all’Acquario di Genova

Condividi questo Post

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Da oggi all’Acquario di Genova, nella suggestiva cornice della vasca degli squali, sarà possibile visitare i resti dell’albero di maestra di una nave risalente al II secolo d.C e un campionario di merci che raggiungevano lo scalo genovese tra il III e il I secolo a.C.
Questo nuovo allestimento vuole riprodurre un’ambientazione in scala ridotta dei fondali del Porto Antico di Genova e testimoniarne la ricchezza archeologica.

Questa idea, nella sua semplicità, rappresenta un esempio unico ed innovativo nel panorama internazionale degli Acquari.
L’immersione del passato nell’Acquario di Genova è stato reso possibile grazie all’accordo tra Soprintendenza e Fondazione Acquario, siglato nel 2014 quando, durante degli scavi archeologici, emersero centinaia di reperti fondamentali per conoscere l’attività dello scalo genovese sei tuoi primi secoli di vita.
Negli stessi anni l’attenta sorveglianza degli archeologi della società Tesi Archeologia di Genova scoprirono numerosi reperti accumulati lungo i secoli riemersi, tra cui proprio: l’albero di maestra.

Il legno antico però, senza costose operazioni di restauro, si conserva solo sott’acqua. Questa è una condizione che l’Acquario di Genova può soddisfare a pieno senza problemi. Nei magazzini della Soprintendenza sono custoditi inoltre molti esemplari di anfore romane, saccheggiate dai fondali del nostro mare e sequestrate dalle Forze dell’Ordine perché possano ritornare a far parte del nostro patrimonio culturale.

Importanti esigenze di conservazione e l’opportunità di valorizzare beni archeologici altrimenti nascosti sono alla base di questa particolare operazione di allestimento museale che coniuga l’archeologia subacquea e la biologia marina.

Per inserire i reperti archeologici nella vasca degli squali è stato necessario prevedere una complessa serie di indagini e studi. Una fase di analisi preliminare è stata condotta dai tecnici di Arpal. Solo dopo due mesi di verifiche si è potuto procedere all’inserimento in vasca.

L’albero di maestra è sicuramente la star di questa esposizione.
Questo reperto, conservato in due frammenti accostati, faceva parte della sommità di un albero di maestra che in origine doveva raggiungere 13 m di lunghezza complessiva e 60 cm di diametro alla base. Gli studi di datazione hanno assegnato come periodo di nascita dell’albero gli anni 50 a.C circa.

Anche le anfore sono le grandi protagoniste. Le anfore, oltre ad essere reperti che si conservano perfettamente sia nel sottosuolo che sui fondali marini, sono i principali contenitori da trasporto del mondo antico: per questo gli archeologi subacquei le studiano per indagare la geografia economica e le rotte commerciali.
La più antica è una Greco-Italica del III sec. a.C.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scopri di più...

Cultura e Spettacoli

Liguria, un ciak dopo l’altro per cinema e tv

Nonostante il periodo difficile, in Liguria continuano a risuonare gli schiocchi dei ciak di importanti produzioni televisive e cinematografiche. Per la prima volta un film

Condividi questo Post

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Babboleo ti Premia!

Buon cibo, escursioni, eventi, spettacoli: ogni settimana Babboleo mette a tua disposizione decine di offerte esclusive solo per gli iscritti alla Newsletter Babboleo!

Iscriviti Ora, è GRATIS!

Hai una storia da raccontare?

Segnalaci le storie della Liguria che rendono unica la nostra terra

giornalisti radio babboleo