In Liguria un’impresa su tre con rating critico: peggior regione del Nord Italia

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Un’impresa ligure su tre (il 37%) ha un rating a rischio. Significa, in parole povere, che in un terzo dei casi le aziende corrono il pericolo di non poter onorare i propri impegni nei confronti di terzi. Ancora più semplicemente, rischiano di non pagare i debiti.

Questa percentuale preoccupante è in realtà in linea con la media italiana dal 36%, secondo una analisi di Studio Temporary Manager che ha considerato 72mila aziende italiane con fatturato tra i 5 e i 50 milioni di euro. Una forbice ampia, che comprende tutte le medie imprese e quelle piccole che hanno il fatturato compreso tra i 5 e 10 milioni di euro.

Otto regioni d’Italia, addirittura, superano il 40% di aziende con rating a rischio. La Liguria si colloca a metà classifica, ma è la regione del Nord Italia con i dati peggiori. Quando le moratorie e le proroghe concesse in emergenza covid finiranno, quale sarà il futuro per le centinaia di aziende liguri a rischio?

“La discontinuità con il passato affidata a manager credibili al fianco dell’imprenditore è la chiave di un risanamento efficace” commenta Alberto Cerini, Responsabile “Corporate Turnaround & Restructuring” di Studio Temporary Manager. “È importante da un lato riconoscere ed ammettere la crisi in corso e gli errori fatti nel passato, per non fare i medesimi errori nel futuro; dall’altro avere il coraggio e la forza di fare cambiamenti, di innovare (anche grazie alle agevolazioni fiscali in essere) e implementare velocemente azioni spesso difficili, se necessario tramite gli strumenti legislativi disponibili, che consentano però poi alla propria impresa di tornare a prosperare”.

Nel dettaglio, il rating critico suddiviso per regioni:

Sicilia 43%, Abruzzo 42%, Lazio 42%, Molise 42%, Puglia 42%,Basilicata 41%, Sardegna 41%, Umbria 39%, Emilia Romagna 37%, Liguria 37%, Toscana 36%, Piemonte 35%, Lombardia 35%, Friuli-Venezia Giulia 34%, Valle D’aosta 34%, Campania 34%, Marche 33%, Veneto 31%, Trentino-Alto Adige 31%. Totale Italia 36%

Fonte e campione: Rielaborazione Studio Temporary Manager S.p.A. (www.temporarymanager.info) su base dati AIDA.

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