Altro volto della mostra fotografica “Persone” di Finale Ligure, Elisa Bianchi, conservatrice del museo archeologico – Babboleo

Altro volto della mostra fotografica “Persone” di Finale Ligure, Elisa Bianchi, conservatrice del museo archeologico

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E’ proprio Elisa Bianchi, la conservatrice del museo archeologico di Finale, a rappresentare una parte del settore culturale del finalese nella mostra “Persone” a Finale Ligure. La mostra, con le sue trenta fotografie esposte tra i chiostri di Santa Caterina a Finalborgo, racconta i personaggi che hanno reso e rendono viva, attrattiva e accogliente la città rivierasca ed Elisa Bianchi è sicuramente una di questi.

Appassionata di archeologia fin da piccola, segue tutti i documentari in televisione e trascina genitori e parenti alla scoperta di siti e musei archeologici in giro per il mondo. Ha partecipato a scavi e ricognizioni in Italia e all’estero in contesti preistorici, protostorici e di età romana. Conseguita la qualifica di Esperto dei Beni Culturali, attualmente collabora con associazioni per la promozione e valorizzazione dei beni culturali in Piemonte e Liguria ed è conservatrice presso il Museo Archeologico del Finale, occupandosi anche assieme a dei suoi colleghi della gestione del progetto “Museo Diffuso del Finale”. “Il nostro museo – spiega a Radio Babboleo – è estremamente attivo, con attività rivolte ad adulti e bambini. In particolare, negli ultimi anni abbiamo una grande attenzione per il pubblico dei più piccoli ai quali sono dedicate attività didattiche all’interno delle sale del museo, ma anche in siti all’aperto. Facciamo scoprire ai bimbi la preistoria e la storia portandoli all’interno delle grotte e in siti all’aperto per cercare di coinvolgerli al meglio con attività di archeologia sperimentale”.

Alcune delle iniziative sono “Venerdì da preistorico”, in cui i più piccoli sperimentano la vita nella preistoria all’Arma delle Manie (una grotta finalese) con l’accensione del fuoco, la realizzazione di strumenti musicali, di vasetti in argilla fino ad arrivare ad attività scientifiche come la visita guidata alla “Caverna delle Arene Candide”, uno dei siti del finalese più importanti anche a livello europeo, o ad archeotrekking e archeobike.

Inoltre, il progetto del “Museo Diffuso del Finale” ha l’obiettivo di aprire le porte del museo verso il territorio, “cercare – riprende Bianchi – di valorizzare tutto ciò che circonda il museo fisico in sè e sensibilizzare il pubblico alla varietà, la bellezza del finalese. Quindi proprio portarli con consapevolezza a scoprire e monumenti e le evidenze archeologiche che sono custodite nell’entroterra”.

C’è poi l’attività al “Ciappo delle Conche”, un affioramento di pietra di Finale sui cui gli antichi liguri, nell’Età del Ferro, hanno realizzato delle incisioni rupestri. “Qui – conclude – promuoviamo visite guidate e attività didattiche rivolte ai bambini ma anche agli adulti con laboratori artistici con tema preistorico. Vengono rielaborati i segni antichi con espressioni moderne, in modo da assimilare meglio queste simbologie del passato”.

Qui l’intervista integrale

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