Covid, contagi in prigione. Lorenzo (Sappe): “Il carcere di Savona per i detenuti malati”

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20 detenuti e 27 agenti di Polizia Penitenziaria contagiati. È il bilancio che il Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria ha stilato riguardo alla seconda ondata covid che si è abbattuta anche sulle carceri liguri. Metà dei detenuti contagiati, fa sapere il segretario regionale Sappe Michele Lorenzo, provengono dal carcere di Marassi, quello più affollato, con circa 700 ospiti su una capienza massima di 500. Proprio in un momento in cui, vista la situazione emergenziale, sarebbe decisamente meglio stare un po’ più larghi…

In questo scenario, il Sappe avrebbe individuato nel carcere di Savona, abbandonato dal 2016, una soluzione.

L’ex convento di Sant’Agostino, menzionato anche sul sito del Fondo Ambiente Italiano tra gli edifici storici della nostra regione, fu chiuso quattro anni fa, per le “condizioni fatiscenti e di degrado dell’edificio”. L’informativa del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria lamentava anche celle sovraffollate che non “consentono ai detenuti di espiare la pena in modo dignitoso”.

Tuttavia, nella stessa informativa veniva specificata la costruzione di un nuovo penitenziario. I savonesi lo stanno aspettando dal 2016, il Sappe ha più volte chiesto informazioni a riguardo, ma dalla chiusura del vecchio carcere nulla si è mosso. In pratica, si è chiuso un carcere per sovraffollamento, ma senza costruire una nuova struttura il problema è stato semplicemente “scaricato” sui penitenziari limitrofi.

“Non ci sono novità” commenta il segretario Lorenzo. “È stata fatta un’interrogazione della Lega, ma sono arrivate risposte evasive dal Governo.”

Per quanto riguarda il carcere precedentemente in uso, invece, per Lorenzo “stiamo assistendo ad un classico scempio all’italiana: prima lo hanno chiuso anche perché edificio storico, ora lo stanno lasciando sciogliere, non interessa a nessuno”.

La proposta del Sappe al crescente numero di contagi in cella, in attesa di risolvere una volta per tutti il problema – drammatico – del sovraffollamento delle carceri, è quella di utilizzare temporaneamente il penitenziario di Savona come alloggio per i detenuti affetti da covid che non necessitino di ricovero ospedaliero, in modo da isolarli e garantire loro una convalescenza più sicura per tutti.

L’ex carcere di Savona, prosegue Lorenzo, è ancora agibile, soprattutto se si parla di ospitare poche decine di detenuti, un numero che eviterebbe di creare i problemi di sovraffollamento denunciati nel 2016 dal DAP. Per quanto riguarda le condizioni della struttura, Lorenzo afferma che proprio poco prima che il carcere chiudesse erano stati disposti lavori di ristrutturazione urgenti nelle camere dei detenuti.

L’idea del Sappe merita di essere presa in considerazione. Certo, dopo quattro anni di abbandono, sarebbe prima necessario approfondire le reali condizioni del penitenziario di Savona. Che nel frattempo rimane l’unica provincia in tutta Italia a non avere un carcere sul territorio.

L’intervista completa a Michele Lorenzo, segretario regionale del SAPPE

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