Decreto ristori, l’infinita “battaglia dei codici”. Costi (Confartigianato): “Esclusi settori importanti. Si valuti il calo di fatturato”

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“La battaglia dei codici”: così Confartigianato ha definito il decreto ristori emanato dal governo per risarcire le attività economiche danneggiate dall’emergenza covid.
Nel mirino dell’associazione c’è il criterio di assegnazione dei ristori basata sui codici Ateco. Secondo Confartigianato sono troppe le imprese escluse (in Liguria sono 3569) da un sistema inutilmente complesso.

Una trattativa, quella tra imprese, associazioni e Governo, che ha per il momento portato all’estensione dei ristori ad alcune categorie precedentemente escluse: fotografi, autobus operator e attività di ristorazione senza somministrazione, per un totale di 3.274 imprese liguri beneficiate dalla modifica.

Luca Costi, segretario di Confartigianato Liguria, si è detto ottimista circa l’estensione dei ristori anche alle imprese escluse, pur rimanendo perplesso sulle modalità di assegnazione dei ristori attraverso i codici, ritenendo più opportuna una valutazione delle perdite economiche basata sul calo di fatturato.
L’intervista di Luca Costi su Babboleo News:

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