Demanio marittimo, aumenta del +677% il canone per i pescatori. Borriello (Coldiretti): “Tanti rischiano di chiudere”

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L’anno nuovo non si apre in maniera ottimale per i settori della pesca e acquacoltura ligure, che continuano a temere l’incremento fino a sette volte dei costi concessori del demanio marittimo, costi che, soprattutto in anno Covid, porterebbero a gravi conseguenze in termini economici ed occupazionali.

È l’allarme lanciato da Coldiretti Liguria a seguito delle prime richieste di pagamento già avanzate da alcuni Comuni del litorale a seguito dell’entrata in vigore, il primo gennaio scorso, dell’art.100 del Decreto “Agosto” (“Concessioni del demanio marittimo, fluviale e lacuale”), nel quale sono stati modificati i criteri di calcolo del canone relativo alle concessioni demaniali marittime, coinvolgendo diverse categorie tra cui appunto i pescatori. Ad oggi, qualunque sia l’utilizzo delle aree interessate, l’importo annuo del canone delle concessioni del demanio marittimo, lacuale e fluviale, non potrà essere inferiore a 2.500 euro.

“E’ una situazione insostenibile per i nostri pescatori” afferma Daniela Borriello, Responsabile di Coldiretti Impresa Pesca Liguria. L’intervista integrale su Babboleo News:

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