Elezioni politiche, Rixi: “Gronda sarà impegno della Lega. Sì a nucleare e nuovo piano idrico nazionale” – Babboleo

Elezioni politiche, Rixi: “Gronda sarà impegno della Lega. Sì a nucleare e nuovo piano idrico nazionale”

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Il segretario regionale della Lega in Liguria e candidato alla Camera nel Collegio Uninominale Liguria 1, Edoardo Rixi, risponde alle nostre domande. Dalla crisi energetica agli equilibri nella Giunta regionale, dall’emergenza migranti alla sua eventuale nomina alle Infrastrutture.

Manca meno di un mese al voto. Come procede la campagna elettorale?

Procede bene, anche se molti elettori sono ancora in spiaggia o in montagna. E’ evidente, però, che c’è un impegno costante sul territorio: la Liguria ha grandi problemi e deve avere una forte rappresentanza a livello nazionale.

Il sindaco Bucci ha detto che sarebbe felice di vederla ministro alle Infrastrutture. Quali sono le opere strategiche più urgenti per Genova e per la Liguria?

Con il sindaco Bucci mi confronto una volta a settimana. Genova è una capitale del mare a livello nazionale e deve avere collegamenti forti. Abbiamo ancora problemi infrastrutturali che ci trasciniamo da anni, oggi le opere più importanti continuano a essere le solite: il completamento del Terzo Valico, con binari ad alta velocità e non a 160 km/h come vorrebbe Ferrovie nello Stato. La Gronda, poi, è una priorità. A ponente servono molte opere, dal casello di Vado per il terminale Maersk al raddoppio ferroviario tra Carcare e Predosa. Non dimenticherei la realizzazione della Diga del porto di Genova, l’elemento sine qua non per avere in Liguria il primo scalo del Paese. A Genova abbiamo sviluppato un “modello”, quello con cui abbiamo costruito il Ponte San Giorgio, che purtroppo non è stato esteso alle altre opere per volere di PD e 5 Stelle. L’impegno del prossimo governo è quello di applicarlo, per evitare l’isolamento anche della nostra regione.

La Gronda, diceva. Se sarà Ministro, si impegna a sbloccare il progetto?

Mi auguro di essere io a firmare il progetto di un’opera, già finanziata, che è fondamentale per Genova e le permetterebbe di avere una viabilità come Dio comanda. E’ un progetto, di fatto, fermo dal 2019: i ministri che si sono succeduti, per motivi più politici che tecnici, non hanno mai firmato. Il ministro Giovannini, su mia interrogazione parlamentare, aveva detto che avrebbe sbloccato l’opera, ma così non è stato. Calcoliamo che, dopo la firma, entro due mesi si potranno già aprire i cantieri. E la Lega vuole scommettere su quest’opera.

E’ preoccupato per i ritardi che ci sono nella realizzazione del Terzo Valico?

Il problema, in Italia, è che i tempi sono sempre stati una variabile indipendente sulle opere. Ma non dovrebbe essere così: costruire una ferrovia in 2 anni o in 30 cambia completamente le prospettive di sviluppo del territorio. Poi non c’è solo il tema di finire il tunnel di valico: una volta giunti a Tortona dobbiamo già avere il binario per Milano, perché se impieghiamo altri 20 anni a fare un pezzo in pianura il rischio è che vedremo con eccessivo ritardo la realizzazione di un’arteria fondamentale a livello europeo, che toglierebbe molti mezzi pesanti dalle strade e semplificherebbe la vita a cittadini e turisti.

Il Pnrr. La vera sfida dei territori è quella di non farsi scappare i fondi già assegnati.

Sì, bisogna difenderli con il coltello tra i denti. Il Pnrr è stato lanciato in un momento in cui i costi delle materie prime erano diversi. Con il nuovo Governo ci sarà una revisione su alcuni aspetti del Pnrr: dobbiamo fare in modo che gli investimenti rimangano sulla Liguria e partano. E finché non vedo l’opera terminata aspetto a gridare vittoria. Vale anche per la Diga di Genova: è stato già stanziato un miliardo di fondi, pensare di spendere altri soldi perché la Soprintendenza ha detto che la vecchia diga è un patrimonio culturale mi sembra paradossale. Quando le regole sono sbagliate vanno riscritte, questo è il compito della politica.

Verso le elezioni politiche. Si parla tanto di Giorgia Meloni premier. Quale sarebbe, in tal caso, il ruolo della Lega in questo nuovo governo?

Lo decideranno le elezioni. E’ chiaro che Giorgia Meloni, rispetto alla Lega, gode del fatto di essere stata all’opposizione del Governo Draghi: per noi è stato difficile parare tutti i colpi che arrivavano da sinistra in un governo di larga intesa. Mi auguro sia un governo forte, unito, un governo del fare e attento ai territori, che sappia farsi rispettare anche in Europa.

La crisi energetica. E’ favorevole al nucleare come soluzione a lungo termine?

Sì. La patria del nucleare era Genova, con il referendum abbiamo perso più di 4 mila posti di lavoro per inseguire paure a volte infondate. Oggi tutte le nazioni moderne usano il nucleare, indicato dagli esperti come indispensabile per l’indipendenza nucleari degli Stati. Torniamo a investire in quel settore: molte aziende italiane hanno grosse capacità in quel settore. E poi tocca ripensare un piano idrico nazionale, con bacini elettrici e la captazione di acque per utilizzo agricolo, dal momento che teniamo meno del 10% dell’acqua piovana, e la metà la sprechiamo per l’inefficienza dei nostri acquedotti. Sono progetti a medio-lungo periodo: nell’immediato, bisogna dare compensazioni in bolletta a famiglie e imprese e distinguere il costo del gas dagli altri prodotti energetici. Abbiamo avuto un aumento ingiustificato degli idrocarburi, che c’entrano ben poco con la guerra in Ucraina.

Quando sarà in Liguria Matteo Salvini?

A Genova l’11 settembre, per una manifestazione elettorale. Stiamo cercando la location, che sarà comunque in centro città. Probabilmente sarà a Genova anche per il Salone Nautico (dal 22 settembre, ndr). Poi sarà anche a Ventimiglia.

Ecco, Ventimiglia. L’emergenza migranti al confine è un tema su cui la Lega insiste.

Ogni estate, tranne quando Matteo Salvini è stato ministro degli Interni, chiunque sbarchi in Italia si ammucchia a Ventimiglia, bivaccando e minando la quiete di cittadini e turisti, perché la Francia chiude le frontiere. Non solo: la Francia scarica anche gli indesiderati al di là del confine. Da una parte, quindi, c’è una responsabilità dell’Italia, che non ha adottato più le misure concordate a livello europeo sul blocco dei migranti, dall’altra non possiamo aprire e chiudere le frontiere a secondo di quello che decidono i nostri vicini. Mi auguro che con il nuovo Governo si recuperi credibilità a livello europeo, anche perché il valico di Ventimiglia è uno degli accessi più importanti per il turismo francese e per il traffico di mezzi pesanti.

La politica regionale. Si è chiarito con Toti? Alla fine il gov ligure è rimasto nella coalizione di centrodestra. Ma non ha ceduto l’assessorato alla sanità…

Ringrazio il presidente Toti, se avesse agito diversamente avrebbe messo in seria crisi la maggioranza di centrodestra. E per me sarebbe stata la terza campagna elettorale in un anno a Genova. Sul tema sanità ho già detto la mia: spero che Toti, dopo le elezioni, ci sia tempo e modo di rivedere la giunta. Ci serve un assessore alla sanità h24, perché dopo il Covid i problemi della sanità sono diventati ingestibili.

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