Italia in zona rossa, ristoranti e pizzerie puntano sull’asporto e il delivery

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L’Italia da domani, 24 dicembre, vigilia di Natale, entrerà ufficialmente in zona rossa, sia nei giorni festivi che prefestivi. Fascia rossa quindi, dal 24 al 27 dicembre, dal 31 dicembre al 3 gennaio, e ancora il 5 e 6 gennaio. Il 28/29/30 dicembre e 4 gennaio, l’Italia declasserà in zona arancione. Da domani quindi, anche la Liguria sarà “rossa”, sarà possibile, una sola volta al giorno, spostarsi per fare visita a parenti o amici, anche verso altri Comuni, ma sempre e solo all’interno della stessa Regione, tra le 5 e le 22 e nel limite massimo di due persone a cui possono aggiungersi minori sotto i 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Bar ristoranti e negozi, tranne alcune categorie (alimentari, edicole, tabaccherie, farmacie, parrucchieri, barbieri), saranno chiusi. Nei giorni cosiddetti “arancioni” ci si potrà invece spostare liberamente, fra le 5 e le 22, all’interno del proprio Comune anche per andare a trovare parenti e amici, ma si potrà uscire solo una volta al giorno anche per andare in un comune al di fuori del proprio e sempre nel limite delle due persone, sempre entro l’orario 5-22.

Da domani quindi (giovedì 24 dicembre ndr) saracinesche abbassate tutto il giorno per i ristoranti, ai quali sarà consentito solo l’asporto e le consegne a domicilio. E allora, come si preparano le attività di ristorazione a Genova? Ne abbiamo parlato con Massimo Albasini, titolare di Pizza Express e Locanda del sogno nel quartiere genovese di Carignano. “Le ultime decisioni del Governo ci hanno tagliato le gambe, proprio nel momento in cui si stava provando a ripartire, ma io sono un positivo di natura e quindi confido in un rilancio del 2021”. Quanto avete perso in questi mesi, gli chiedo. “Un 70-80% all’interno dell’attività del ristorante, costretto a lavorare solo a pranzo, circa un 50% con la pizzeria d’asporto, dove la curva è fletta e siamo risaliti. Proviamo a lavorare con l’asporto, per quanto possibile”, ci spiega Massimo Albasini. Ascolta l’intervista completa.

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