Obbligo vaccinale, il sottosegretario Costa: “Possibile, ma non risolve tutti i problemi” – Babboleo

Obbligo vaccinale, il sottosegretario Costa: “Possibile, ma non risolve tutti i problemi”

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L’estensione dell’obbligo vaccinale a nuove categorie “è possibile”, ma non è “una parola magica che risolve tutti i problemi”. Lo ha detto su Babboleo News il Sottosegretario alla Salute, lo spezzino Andrea Costa. “Il percorso più efficace – spiega Costa – è quello della gradualità”.

L’obbligo vaccinale è tornato di moda in questi giorni, con contagi record in Liguria (ieri 1.781) ma soprattutto con le terapie intensive che iniziano ad andare in sofferenza: in Liguria sono al 28%, e quasi tutti i ricoverati in rianimazione non hanno nemmeno una dose, secondo i dati di Alisa e del Ministero.

Anche per questo l’Esecutivo ha optato per misure che di fatto impongono un lockdown per i non vaccinati, soprattutto in zona arancione (la Liguria potrebbe entrarci dal 10 gennaio). “Ci stiamo avviando a restrizioni sempre più stringenti per chi, liberamente, non si vaccina” conferma Costa. “Credo sia giusto garantire al Paese di tornare alla normalità e garantire a chi è vaccinato di svolgere tutte le attività”.

L’intervista integrale al Sottosegretario alla Salute Andrea Costa:

Aumentano i contagi covid, il Governo corre ai ripari. E’ preoccupato dagli ultimi dati?

“Credo che ci debba essere grande attenzione, prudenza e responsabilità. Sicuramente c’è un incremento dei contagi ma non c’è la solita proporzione per quanto riguarda l’incremento degli ospedalizzati. Questo succede perché moltissimi italiani si sono sottoposti alla vaccinazione e la campagna vaccinale è tornata su ritmi molto importanti: abbiamo superato le 600.000 dosi giornaliere, quindi credo che su questo piano le cose stiano procedendo nel migliore dei modi. E’ chiaro che dobbiamo valutare con estrema attenzione quelli che saranno i dati delle prossime settimane, dobbiamo comprendere quanti tra chi oggi si contagia sono cittadini vaccinati perchè non possiamo nascondere che oltre 5 milioni di concittadini non si sono ancora vaccinati e, per questi, qualora dovessero contrarre il covid, c’è un rischio maggiore di finire in ospedale.”

Gli ultimi decreti indicano una stretta nei confronti di chi non si vaccina. Di fatto è un lockdown per i no vax, sul modello tedesco.

“Non c’è dubbio che ci stiamo avviando a delle restrizioni sempre più stringenti per quei cittadini che liberamente decidono di non sottoporsi alla vaccinazione, d’altronde io credo sia giusto garantire al nostro paese di proseguire in questo percorso di graduale ritorno alla normalità e credo che sia giusto dare la possibilità a chi si è vaccinato di svolgere tutta una serie di attività e chi volontariamente decide di non farlo. Credo sia giusto e legittimo, per tutelare questo percorso, prevedere per loro delle restrizioni.”

Sotto Natale c’è stata una frenata delle terze dosi.

“È stato un rallentamento fisiologico in occasione delle festività. La campagna vaccinale prosegue a un ottimo ritmo e abbiamo avuto un incremento anche delle prime dosi”.

Il Governo ha deciso di calmierare il prezzo delle Ffp2.

Questa è una richiesta che avevo fatto fin dall’inizio perché è chiaro che nel momento in cui imponiamo ai cittadini di indossare le Ffp2, soprattutto anche a quei cittadini che si sono sottoposti alla vaccinazione, trovo corretto non caricare di ulteriori costi questi concittadini, quindi arrivare a un prezzo calmierato. Credo che ci siano le condizioni per non superare il costo di un euro a mascherina”.

Gli stadi tornano alla capienza del 50%, con obbligo di Ffp2.

Non c’è dubbio che lo stadio sia un luogo dove confluiscono migliaia e migliaia di tifosi, quindi di fronte a una variante più contagiosa è giusto prendere questo provvedimento. Dobbiamo rispettare le regole ed essere consapevoli più che mai che il destino è in gran parte nelle nostre mani, ma c’è ancora bisogno del contributo di tutti e della responsabilità da parte di tutti. Quindi l’appello ai tifosi è quello di indossare la mascherina: è uno strumento molto utile ed efficace per contenere la diffusione del virus.”

Iniziano a essere tanti i partiti e i politici che chiedono l’obbligo vaccinale, una richiesta trasversale, se pensiamo a Toti e Paita, che furono avversari alle regionali. Quante sono le probabilità che si arrivi all’obbligo?

“Credo sia possibile un’ulteriore estensione, ma non è che con la parola magica dell’obbligo il problema si risolve. Abbiamo comunque cittadini che, di fronte a un obbligo vaccinale, potrebbero decidere di non rispettare la norma. Credo che il percorso più efficace sia quello della gradualità che potrebbe andare in due direzioni: da una parte ampliare le categorie per rivedere l’obbligo e contestualmente ampliare l’utilizzo del super green pass. La gradualità è stata il filo conduttore dell’azione di governo, l’obbligo non è la soluzione perché si aprirebbero soltanto altri problemi, cioè cittadini che non rispettano la norma.”

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