Sanità, Toti: “Tra qualche mese potrei lasciare la delega” – Babboleo

Sanità, Toti: “Tra qualche mese potrei lasciare la delega”

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Dopo aver completato la programmazione del piano per la ristrutturazione della sanità ligure, il presidente della Regione Giovanni Toti potrebbe lasciare la delega. Lo ha spiegato questa mattina, nel corso di un’intervista a Babboleo News.Prima o poi lascerò questo assessorato” ha detto. “C’è un lavoro di ristrutturazione della sanità molto importante legato al PNRR: richiederà ancora alcuni mesi, ma non appena passata questa fase di programmazione molto delicata penso che ragioneremo su un tagliando a tutta l’amministrazione“.

Prima di pensare alla nomina di un nuovo assessore sono però molti i temi, contenuti all’interno del piano di ristrutturazione della sanità, su cui dovrà lavorare il governatore ligure. “Le costruzioni degli ospedali di comunità, la costruzione delle case di comunità, la ristrutturazione dei medici di medicina generale con la loro presenza all’interno delle strutture pubbliche. Poi un piano di edilizia sanitaria importante, dall’ospedale unico di Taggia al Felettino, per passare al polo Tecnologico degli Erzelli, che dovrebbe ospitare il progetto bandiera della sanità nazionale, uno degli istituti di cura e di ricerca di indirizzo tecnologico tra i primi in Italia. Abbiamo attualmente attivi corsi giganteschi per gli infermieri e per gli operatori sanitari, e stiamo lavorando per integrare le nostre aziende sanitarie. Giusto due giorni fa nel Tigullio abbiamo presentato una, diciamo così, succursale dell’ospedale Galliera per smaltire le liste d’attesa. Stessa cosa faremo su Albenga e su Santa Corona con il San Martino ed altri partner“.

La decisione di tenere l’assessorato alla sanità è stata presa in accordo con tutte le forze politiche” precisa Toti. “E tutto ha risposto in modo ottimale. Credo che la scelta sia stata quanto mai opportuna“.

Nel corso dell’intervista, Toti ha poi toccato altri temi chiave che riguardano da vicino la Liguria e il futuro della nostra regione.

L’intervista integrale

Presidente Toti, l’emergenza umanitaria in Ucraina. Quali numeri ci sono in Liguria, allo stato attuale?

“Intanto diciamo che la generosità della Regione Liguria, sia quella delle famiglie, delle associazioni e sia quella della pubblica amministrazione e del sistema sanitario, è stata grande. Oggi abbiamo da noi poco meno di 5000 persone che provengono dalle zone di guerre, molti dei quali hanno raggiunto i loro parenti e amici, che già soggiornavano sul nostro territorio e che si sono sistemati con mezzi propri. Dal punto di vista di Regione abbiamo attivato numerose strutture che oggi ospitano famiglie, soprattutto quelle che hanno dei componenti in cura nel nostro servizio sanitario regionale, in particolare al Gaslini, dove ci sono molti piccoli bambini ucraini che sono stati presi in carico dal nostro ospedale pediatrico. Le prefetture hanno poi il compito di sistemare, con quello che in gergo si definisce il sistema CAS, cioè l’ospitalità diffusa sul territorio, le famiglie che resteranno da noi per un periodo di tempo piuttosto lungo. Diciamo che il flusso dei profughi è stato importante, ma non straordinario.”

Sarà anche importante fornire la possibilità integrare i bambini nella scuola e nello sport.

“Il nostro sistema della scuola e dello sport si è mosso e lo ha fatto con grande tempestività. Oggi la scuola ha già approntato tutti i corsi di orientamento per inserire i piccoli nelle scuole di loro categoria. Le associazioni sportive e il CONI stanno offrendo a questi ragazzi la possibilità di partecipare a tutti i corsi e le attività sportive che per un bambino sono importanti, ma che sono anche un momento di distrazione.”

Da meno di una settimana è terminato lo stato di emergenza Covid nel nostro paese. La situazione sta migliorando anche nella nostra regione?

“Sì, ormai direi che la situazione non è più quella dell’emergenza e bene ha fatto il Governo Draghi a cancellare le norme che regolavano i momenti più difficili della pandemia. Detto questo, non bisogna abbassare la guardia, dal momento in cui il Covid ancora circola tra di noi, sia pure evidentemente in modo meno grave. La malattia si è trasformata, come hanno spiegato molti virologi in queste ultime settimane, e anche perché il nostro sistema sanitario ha acquisito una capacità di diagnostica e di cura molto più sofisticata rispetto a quella delle prime ore. Penso ad una campagna vaccinale che nella nostra regione è stata straordinaria per efficacia, tempestività ed organizzazione: abbiamo somministrato milioni di vaccini in pochi mesi attraverso gli hub e ringrazio ancora una volta dello sforzo tutto il sistema sanitario pubblico e privato che ha collaborato a tutto questo. Oggi resta da gestire una malattia che è presente tra di noi e, soprattutto, che deve essere organizzata per il lungo periodo, con soluzioni come la doppia corsia negli ospedali, tra chi è positivo al Covid e chi non lo è, i nostri pronto soccorso che, evidentemente già affaticati durante l’anno, faticano ulteriormente a gestire due categorie di pazienti. Insomma, ci sono molte cose da mettere a punto, ma non siamo più nella fase dell’emergenza, siamo nella fase della gestione di una malattia che è diventata endemica e che non sappiamo per quanto tempo resterà tra noi.”

Ora che è finito lo stato di emergenza pensa che cederà l’assessorato alla Sanità?

“Prima o poi lascerò questo assessorato come è giusto che sia. La decisione di tenerlo, insieme alle deleghe della presidenza, è stata presa in accordo con tutte le forze politiche nel pieno della pandemia, ma non solo per la pandemia, la gestione della stessa però richiedeva, ovviamente, situazioni straordinarie, il Presidente di Regione era anche Commissario di Governo per l’attuazione delle molte misure decise dalla Protezione Civile Nazionale, ma vi è oggi anche un piano di ristrutturazione della sanità – come tutti sanno – molto importante legato al PNRR. Le costruzioni degli ospedali di comunità, la costruzione delle case di comunità, la ristrutturazione dei medici di medicina generale con la loro presenza all’interno delle strutture pubbliche. Poi ancora in Regione Liguria un piano di edilizia sanitaria davvero importante: dall’ospedale unico di Taggia al Felettino – per citarne due principali -, per passare al polo Tecnologico degli Erzelli, che dovrebbe ospitare il progetto bandiera della sanità nazionale, uno degli istituti di cura e di ricerca di indirizzo tecnologico tra i primi in Italia. Potremmo poi continuare a lungo, perché abbiamo attualmente attivi corsi giganteschi per gli infermieri e per gli operatori sanitari, stiamo lavorando per integrare le nostre aziende sanitarie, giusto due giorni fa nel Tigullio abbiamo presentato una – diciamo così – succursale dell’ospedale Galliera dove si opera di protesi i pazienti per smaltire le liste d’attesa. Stessa cosa faremo su Albenga e su Santa Corona con il San Martino ed altri partner. E’ un lavoro di ristrutturazione importante che richiederà ancora alcuni mesi, non appena sarà passata questa fase di programmazione molto delicata, io penso che ragioneremo su un tagliando a tutta l’amministrazione, anche se devo dire che fino ad adesso tutto ha risposto in modo ottimale, anzi credo che la scelta sia stata quanto mai opportuna.”

A proposito di liste di attesa. Sono uno dei problemi principali in Liguria, anche a causa del Covid.

“E’ così, anche se devo dire con soddisfazione che ho visto nelle classifiche nazionali la nostra regione nella parte alta della classifica, se parlassimo di campionato, cosa che è molto scivolosa in questo periodo dell’anno affrontare. Abbiamo certamente accumulato dei ritardi, abbiamo certamente da aumentare la produzione sanitaria nella nostra regione, ma diciamo che è un male comune a tutte le regioni, anche quelle più blasonate ed efficienti. La sanità ligure è tante volte vituperata rispetto alla reale capacità di risposte, che è molto importante. Noi siamo la quinta regione in Italia per livello di LEA, ovvero i livelli essenziali d’assistenza, la qualità diciamo con cui assistiamo i nostri cittadini; poi certo c’è chi aspetta troppo e disguidi ci sono sempre, i ranghi da colmare, i medici che mancano, soprattutto in alcune specialità come medicina di urgenza e anestesia. Sappiamo che sono problemi antichi e legati ad errate programmazioni universitarie che dovremmo recuperare, ma non ci vorrà di certo un giorno e neppure un anno purtroppo. Detto questo, credo che la nostra sanità si sia difesa durante il Covid e sta facendo davvero molto bene, con alcune eccellenze straordinarie, in questo periodo post pandemia.”

Sta per arrivare l’estate, il periodo migliore per godersi la nostra regione. Che estate sarà per la Liguria?

“Sarà un’estate buona, certo con l’amaro di una guerra vissuta ai nostri confini che ci investe con immagini raccapriccianti che non lasciano spazio ai sorrisi, così come lo strascico del Covid col suo carico di lutti, ma anche di preoccupazione col suo eventuale ritorno in autunno, insomma, sono tante le incognite, quelle che i previsori economisti definiscono i cigni neri che si aggirano per il nostro Paese, però i numeri della ripresa economica sono importanti. I numeri della ripresa di Regione Liguria sono migliori di quelli del Paese: quelli dell’export, dell’artigianato e della programmazione turistica sono dati che ci fanno ben sperare. Stiamo preparando un’estate effervescente, abbiamo chiesto – per usare un eufemismo – ad Autostrade e al Ministero, pur non avendo competenze dirette, che i cantieri vengano alleggeriti, e già per Pasqua non ve ne saranno, e questa è già una buona notizia per chi ci frequenta. Sono molti gli imprenditori che sono tornati ad investire sul nostro territorio in termini di strutture alberghiere, di ricettività e di ristorazione. Credo che la nostra, come già l’anno scorso lo è stata, sarà un’estate da numeri record, perché è evidente che anche il mercato internazionale così incerto e così, in qualche modo, affrontato con sospetto dai cittadini italiani, porta le persone, e questo credo sia l’unico dato davvero positivo, ad apprezzare il turismo di prossimità, quello più vicino a noi. Noi lo sosterremo con le nostre usuali campagne di promozione del nostro territorio. Mi aspetto un’estate importante dal punto di vista economico.”

Ha già citato il problema delle infrastrutture, oltre alle Autostrade c’è anche il problema della viabilità ordinaria.

“Siamo in grande ritardo come sistema Paese, la nostra è una regione complicata: ospitiamo la maggior parte delle gallerie e dei viadotti del territorio europeo, non nazionale. Questo rende tutto evidentemente molto più difficile dal punto di vista della ristrutturazione. Detto questo, sul cielo della Liguria i pianeti sono allineati come mai non lo sono stati nel recente passato. Basti pensare che nel 2024 ci sarà il Terzo Valico che ci collegherà al nord Italia con una ferrovia finalmente veloce e anche capiente per le merci del porto, passante ferroviario, piano della mobilità sostenibile del Comune di Genova con l’allungamento delle ferrovie, lo skytram della Val Bisagno, e poi ancora la galleria di ponente di Andora; finalmente una ferrovia a due binari su tutto il dorsale di ponente della nostra linea ferroviaria. Ancora nel PNRR i miglioramenti sulle tratte Savona-Torino e Genova-Milano già prima del Terzo Valico; il cantiere in Autostrada che nel 2023 dovrebbero giungere ad una loro conclusione restituendoci una rete ristrutturata e sicura, per quanto possibile, ai nostri cittadini e visitatori. Per non parlare delle opere a mare: noi stiamo investendo oltre 300 milioni di euro per il ripascimento delle nostre spiagge, ma anche per la messa in sicurezza delle nostre strade litoranee, la diga del Porto di Genova, potremmo andare avanti a lungo e non vorrei né tediare né dimenticare cose che sono altrettanto importanti. Credo che investimenti simili in Regione Liguria, tra Terzo Valico e il resto già citato – si parla di molti miliardi di euro – non ci siano mai stati nel recente passato, penso dal dopoguerra ad oggi forse mai nella storia di questo Paese. Certo, avremo ancora qualche tempo di disagio perché i cantieri portano il bene domani, ma qualche disagio oggi.”

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