Smart Working: il lavoro agile deve essere regolamentato

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Anche nell’ultimo Dpcm, il Governo spinge sempre di più le aziende pubbliche e private ad aumentare lo smart working. Abbiamo imparato a conoscere in questi mesi il lavoro agile ma c’è ancora molta strada da fare affinchè ci siano normative in tal senso.

Sono molti i vantaggi dello smart working, come ad esempio il risparmio di tempo per i dipendenti che si devono muore da casa all’ufficio, a quello ecomonico per le aziende che non hanno più bisogno di affittare grandi spazi per le loro sedi e stanno dunque spingendo l’adozione di questa soluzione all’interno di molte organizzazioni. Si tratta di una nuova realtà che molte aziende hanno sperimentato per la prima volta durante il lockdown, ma che in alcuni casi si sta trasformando da scelta temporanea in strutturale, dato che un piano ben congeniato di lavoro agile consente di assecondare le esigenze di vita familiare e ridurre lo stress da spostamenti, senza cedimenti sul fronte della produttività.

E di lavoro agile ha parlato ai microfoni di Babboleo News l’avvocato Arianna Viscogliosi, ex assessore al personale del Comune di Genova, pioniera dello smart working, che ai tempi del suo assessorato lo portò nell’amministrazione comunale genovese.

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