Transizione energetica, Sandei (Enel) fissa l’obiettivo: “Città sostenibili a 360° entro il 2030” – Babboleo

Transizione energetica, Sandei (Enel) fissa l’obiettivo: “Città sostenibili a 360° entro il 2030”

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Sonia Sandei, responsabile elettrificazione di Enel, ambasciatrice di Genova nel mondo e candidata alla presidenza di Confindustria Genova, è uno dei volti principali in Italia e in Liguria per quel che riguarda la transizione energetica, uno dei temi chiave del terzo millennio. Un futuro sostenibile grazie alla produzione di energia da fonti rinnovabili e all’elettrificazione di trasporti e infrastrutture.

A Genova, spiega Sandei, una partita importante si gioca sul porto, che produce gran parte dell’inquinamento cittadino, così come sarà fondamentale elettrificare il trasporto pubblico locale, alimentando i mezzi con energia da fonti rinnovabili. I fondi del Recovery Plan aiuteranno a rendere le città italiane più sostenibili in tempi relativamente brevi: l’obiettivo è fissato al 2030.

Di seguito riportiamo l’intervista rilasciata su Babboleo News.

Ormai sentiamo spesso il termine “modello Genova”, talvolta se ne abusa anche Può il modello Genova essere utilizzato per quel che riguarda la transizione energetica?

“Sicuramente il ‘modello Genova’ è applicabile dal punto di vista aziendale in termini di celerità, rapidità e efficacia nell’execution. Lo abbiamo applicato installando 200 punti di ricarica in città, e vogliamo continuare a declinarlo anche in tutte le attività che riguardano il PNRR e il nostro piano industriale”.

Dal Recovery Plan arrivano tanti soldi per la transizione energetica. Quali sono, sempre su Genova e la Liguria, i progetti di Enel in cantiere?

“Sicuramente la maggior parte dei fondi del PNRR riguarda la transizione energetica e quella digitale. Siamo molto impegnati sulla transizione energetica in ambito portuale: è un aspetto fondamentale in un sistema portuale come il nostro, in cui l’80% delle emissioni in città è dovuto a navi in manovra in porto. Una transizione ecologica del nostro porto comporta un sensibile miglioramento della qualità dell’aria, una diminuzione dell’inquinamento acustico e un’accelerazione nell’attrattività che la nostra città può esercitare nei confronti dei territori limitrofi”.

Tra elettrificazione e energie rinnovabili c’è un legame molto forte. Vuole spiegarcelo?

“Faccio due riferimenti concreti: il trasporto pubblico e l’elettrificazione del porto. Parliamo di decarbonizzazione, di riduzione delle emissioni di Co2 attraverso l’uso di energia elettrica. Per il porto si vuole elettrificare delle banchine: si tratta di avere – banalizzo – una grossa spina che consenta alle nostre navi, quando sono in sosta o in manovra in porto, di essere alimentate a energia elettrica. Vinciamo, in termini di sostenibilità, se questa energia la procudiamo attraverso fonti rinnovabili. E in effetti si sta parlando di avere pannelli fotovoltaici sui tetti dei capannoni portuali ,e non solo, proprio per avere un’alimentazione da fonte rinnovabile dell’elettrificazione portuale. La stessa cosa vale per il trasporto pubblico: elettrificare il tpl e ridurre le emissioni non significa banalmente sostituire un bus termico con un bus elettrico, ma avere un sistema di infrastrutture di ricarica che alimenta i bus con energia elettrica. In questo modo chiudiamo il cerchio: l’energia elettrica e rinnovabile che produciamo sul tetto fotovoltaico la immettiamo in rete attraverso le colonnine di ricarica che alimentano i bus elettrici. Le nostre città possono così diventare sostenibili a 360°”.

Lei è anche un’esperta di rigenerazione urbana. C’è spesso la polemica legata al fatto che gli impianti eolici e quelli fotovoltaici possano disturbare la vista, rovinare il paesaggio. Cosa risponde a questo tipo di obiezioni?

“Abbiamo un archistar sul nostro territorio che ha dimostrato che il “mix” è la modalità armonica: utilizzare nel sito giusto la forte rinnovabile giusta. Un mix di eolico, di fotovoltaico in base alle disponibilità. Il mix virtuoso,armonico e rispettoso dell’ambiente è quello di una comunità energetica che utilizza l’energia, rinnovabile, che viene prodotta sul posto. Per farlo sarebbe sufficiente analizzare quali siano le fonti disponibili e utilizzarle.”

Può un sistema industriale che funziona essere totalmente sostenibile? I tempi sono maturi?

“Stiamo tutti lavorando, a livello industriale, burocratico e amministrativo. Stiamo parlando di un processo avviato, su cui stiamo accelerando. L’obiettivo è arrivare a un sistema che abbia, nel 2030, esattamente queste caratteristiche”.

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