Un’equipe di medici genovesi e bolognesi vola in Madagascar per operazioni salvavita: parte la raccolta fondi – Babboleo

Un’equipe di medici genovesi e bolognesi vola in Madagascar per operazioni salvavita: parte la raccolta fondi

Condividi questo Post

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Più di 250mila pazienti curati dal 2008. È un numero che testimonia l’importanza del piccolo ospedale di Andavadoaka, un villaggio del Madagascar occidentale in cui l’associazione Amici di Ampasilava ha deciso di costruire nel 2008 un centro completamente gratuito e fornito di diversi padiglioni sanitari.

In questo ospedale lavorano come volontari specialisti in chirurgia, ostetricia, anestesia, infermieristica e ginecologia, che non solo effettuano numerosi interventi chirurgici essenziali, ma formano il personale locale, in modo da migliorare la qualità delle cure e garantire continuità assistenziale alla popolazione.

E’ partita sabato 10 luglio e si concluderà il 10 ottobre una campagna di raccolta fondi organizzata dal dott. Pietro Grondona, chirurgo genovese membro dell’equipe, che ha programmato una missione nel novembre di quest’anno: 200 le visite già previste e oltre 80 interventi chirurgici di cui circa la metà saranno interventi salva vita.

I fondi serviranno a sostenere il viaggio dell’équipe, per l’acquisto di farmaci e presidi medico-chirurgici, per l’alimentazione della sala operatoria e per la manutenzione del potabilizzatore idrico dell’ospedale.

Per raggiungere il villaggio di Andavadoaka, che grazie al suo ospedale è divenuto il cuore pulsante e benefico di più di 200 comunità della popolazione Vezo, occorre un viaggio di diversi giorni che prevede l’uso di ben 3 voli aerei e diverse ore di fuoristrada.

I Vezo più che una popolazione ben definita possono essere identificati come un gruppo che condivide la stessa filosofia di vita e una tradizione plurisecolare di completa armonia col mare e il prossimo. L’esistenza di questi gruppi di nomadi del mare si basa quasi esclusivamente sul rito della pesca, ma di anno in anno le sfide economico-sociali e l’emergenza ambientale globale hanno reso il loro sostentamento sempre più a repentaglio. A causa dello stato di povertà e indigenza in cui versano queste comunità, anche la cura delle più comuni malattie è diventato un lusso a cui quasi nessuno può accedere.

Chiunque fosse interessato a dare una mano al progetto può farlo al seguente link: https://gofund.me/eaaaf0d2

L’intervista integrale al dott. Pietro Grondona su Babboleo News:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scopri di più...

Condividi questo Post

Condividi su facebook
Condividi su linkedin
Condividi su twitter
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Babboleo ti Premia!

Buon cibo, escursioni, abbigliamento, cura della casa e della persona, servizi di tutti i generi: ogni settimana Babboleo mette a tua disposizione decine di offerte esclusive.

Accedi alle offerte, è GRATIS!

Hai una storia da raccontare?

Segnalaci le storie della Liguria che rendono unica la nostra terra

giornalisti radio babboleo