Vaccini, l’allarme dei medici di base. Stimamiglio (FIMMG): “Oggi non ci sono le dosi, ma domani non ci saranno i locali”

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Su Babboleo News siamo con Andrea Stimamiglio, segretario FIMMG Liguria. Quali sono le principali problematiche avanzate dai medici di medicina generale?

“Sono due i problemi. Il primo è la mancanza di vaccini, che non è colpa di nessuno: AstraZeneca non ha onorato gli impegni e ci troviamo con l’80% di vaccini in meno. Anche se dal 3 aprile sembra che arriveranno da altre dosi. L’altro problema, che lamentiamo da tempo, riguarda il posto nei distretti: ci stanno dando un turno al mese, e in questo turno possiamo vaccinare 35 pazienti al mese. Io ho 1500 pazienti, ora, non sono forte in matematica, ma credo che finirei tra qualche anno. E’ evidente che la situazione sia inadeguata. Ben venga l’investimento nell’hub della Foce, ma serve un grande investimento nei distretti per fare in modo che il medico di medicina generale abbia spazio a sufficienza per vaccinare i suoi pazienti. Come mai non si investe nei distretti?”

Ci conferma che ci sia stata un po’ di confusione, visto che avete dovuto cancellare delle prenotazioni?

“Non è proprio esatto. E’ arrivata una circolare da Asl3, che tengo e ho a disposizione, che ci chiedeva di cancellare delle prenotazioni a scelta. Come facevamo a scegliere tra i pazienti a rischio? Poi sono andato in Regione, hanno capito le nostre ragioni e non sono state annullate le prenotazioni, se non forse da parte di qualche collega per poche unità. Ci hanno anche assicurato che ci sarebbe stato un numero più alto di dosi per i medici di famiglia, da 2000 a 3100 dosi. Anche se a oggi c’è ancora un blocco a 2000”.

Quindi la vostra capacità vaccinale sarebbe quasi il doppio di quella consentita.

Riusciremmo a vaccinare molto di più. Oggi non ci sono le dosi, ma domani non ci saranno i locali. Bisogna fare in modo di sistemare questa vicenda.

Avrete altri incontri con la Regione per risolvere questa situazione?

“Non è tanto un problema di Regione, ma di Asl3. E’ la Asl che deve organizzare i distretti per darci adeguati spazi. E oggi lo spazio è un turno al mese, massimo due. Potremmo vaccinare metà dei nostri pazienti, invece ne vacciniamo una quantità risibile”.

Conviene vaccinarsi con il proprio medico di famiglia?

“Ci sono dei protocolli rigidi che vanno rispettati, come tutti. Ma la nostra vaccinazione è un po’ più veloce: tutto il lungo foglio di anamnesi che bisogna compilare per questi vaccini lo compiliamo più velocemente, perché conosciamo il paziente. Sarebbe un sistema più efficiente, e credo che il paziente si senta rassicurato a vaccinarsi con il suo medico, una persona che conosce. I due sistemi, quello dell’hub e quello dei medici di famiglia si possono integrare. Però si sta spingendo solo sull’hub, noi siamo al palo. 500 vaccinatori al palo, è un peccato”.

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