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Mediterraneo, sempre meno cibo per i cetacei: “Se sulla terra piove di meno, la biodiversità ne risente”

Al via il progetto ProMed per monitorare la biodiversità marina e lo stato di salute degli animali: durerà tre anni

In teoria, in acque liguri i cetacei dovrebbero vivere bene. Il Santuario Pelagos, quel ‘rombo’ di mar Mediterraneo che tocca le coste italiane, francesi e monegasche, è infatti territorio florido per queste specie grazie alla presenza di habitat dalle diverse profondità e al plancton vegetale, alimento base della catena alimentare. “Quando queste due variabili si sovrappongo, assistiamo ad un aumento della diversità di specie” – spiega Guido Ghione, Coordinatore scientifico dell’Acquario di Genova“Ma con i cambiamenti climatici questo cambia, zone con maggiore diversità possono appiattirsi verso una diversità con poche specie“.

Le ondate di calore sempre più frequenti, le acque superficiali che raggiungono i 30 gradi ma anche la diminuzione delle precipitazioni: sono le ragioni che stanno depauperando il mare e affamando i pesci. È ciò che emerge dagli studi del nuovo progetto ProMed (Protecting Mediterrean Biodiversity) coordinato dalla Fondazione Acquario di Genova che mira a monitorare la diversità dei cetacei all’interno del Mediterraneo. Un’impresa di ricerca ambiziosa che risulterebbe irrealizzabile senza Intercet, una piattaforma online sviluppata da Acquario di Genova per Regione Liguria. “Intercet aggrega su un solo supporto i dati raccolti sulle diverse aree di studio per poi metterli insieme come i pezzi di un grande puzzle. Da qui, è possibile tracciare delle mappe di distribuzione delle varie specie” – racconta lo scienziato – “È un grande network di ricercatori che operano in tutto il Mediterraneo, dalla Spagna, alla Francia, ma anche Grecia, Israele e Turchia“.

Sotto la lente degli studiosi anche le terre che circondano il mare. “Il Mediterraneo, hotspot di cambiamenti climatici, riceve i nutrimenti che servono alla sua catena alimentare dalle terre che lo circondano. Se sulle terre piove di meno, e il Mediterraneo è già oligotrofico, cioè un mare con pochi nutrienti, la biodiversità ne risentirà” – conclude Ghione.

E se i prossimi giudici fossero…intelligenze artificiali? Torna il Mercoledì Scienza dell’Acquario di Genova.

Una nuova frontiera. Con tante incognite, come ogni aspetto legato allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Affidare decisioni giuridiche ad una capacità cognitiva digitale, bypassando gli aspetti emotivi e soggettivi, ma anche il buon senso, della facoltà di giudizio umana.

E’ il tema del nuovo incontro online con i Mercoledì Scienza, sesto appuntamento  del ciclo “Robot d’Amare o robot da mare?”. Paolo Gaggero, avvocato e professore di Diritto dell’Economia all’Università La Sapienza di Roma, interverrà sul tema “Giudici robotizzati. Le intelligenze artificiali saranno i nostri giudici e arbitri nel prossimo futuro?”, partendo dalle sperimentazioni in atto da alcuni anni in questa direzione.

La conferenza si terrà a partire dalle ore 17 di mercoledì 28 aprile sul sito Amici Acquario di Genova e resterà visibile anche successivamente sulla stessa piattaforma. I Mercoledì Scienza sono organizzati dagli Amici dell’Acquario di Genova in collaborazione con Acquario di Genova-Costa Edutainment, Università di Genova, IIT, INAIL e ISME.