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Identità sessuale, arriva “io sono chi? come sopravvivere alle domande delle nuove generazioni”

In rete un nuovo vademecum per scuole e famiglie che rispndere ai dubbi sull’identità sessuale. “Chi sono io? Come sopravvivere alle domande delle nuove generazioni” è il nome del manuale realizzato da Arcigay e coordinato da Marta Rohani, delegata alla scuola nella segreteria nazionale dell’associazione.
Una vera e propria cassetta degli attrezzi realizzata con l’obiettivo di fornire nuovi strumenti sulle tematiche lgbtqia+ e sull’identità sessuale.

Il manuale comprende, oltre a un’introduzione e a un glossario che fornisce le definizioni dei principali termini in uso, quattro sezioni che accompagnano insegnanti e famiglie attraverso le principali domande che emergono in tema di identità sessuale. Si parte perciò dal primo capitolo – “Chi sono io?” – che esplora le categorie dell’identità sessuale, poi il secondo capitolo – “Siamo ancora una famiglia?” – contiene dei suggerimenti per accogliere il coming out nel contesto familiare, il terzo capitolo – “Posso essere chi sono davvero a scuola?” – guida all’accoglienza del coming out nel contesto scolastico, con un approfondimento sulle carriere alias, infine l’ultimo capitolo – “Chi sono i Gruppi Scuola in Italia?” – introduce all’incontro con i gruppi scuola di Arcigay, diffusi su tutto il territorio nazionale, e impegnati nell’attività di formazione nelle scuole e nei contesti educativi.

Un insieme di strumenti sia a livello teorico che pratico, offerto a scuole e famiglie in quanto ambiti cui i giovani si rivolgono per avere risposte e si esprimono per essere se stessi” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo Federico Orecchia, presidente di Arcigay Genova – “sempre crescenti le richieste al nostro centro soprattutto da parte delle famiglie, per imparare a dare risposte ai giovani in relazione a orientamento sessuale, identità di genere e la comunicazione con le istituzioni pubbliche”.

A Genova in Via del Lagaccio 92R la sede di Arcigay, aperta ormai da più di un anno. “In costante aumento la richiesta da parte di enti pubblici e privati per percorsi formativi e informazioni, dall’assistenza alla salute psicologica a percorsi sanitari in costante crescita

L’intervista integrale a Federico Orecchia, presidente Arcigay Genova

Ddl Zan e il caso di Malika, Tosi (Arcigay Genova): ” Nella nostra città sono tanti i casi che non riescono ad arrivare ai media”

La proposta di legge Zan, che richiede modifiche agli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale, in materia di violenza o discriminazione per motivi di sesso, genere, orientamento sessuale o identità di genere, dopo essere passata alla Camera, continua ad essere bloccata al Senato.

Su Babboleo News – cosa succede in Liguria, ne abbiamo parlato con Claudio Tosi, presidente Arcigay Genova, che sottolinea l’importanza di questa legge. Tosi definisce l’ostruzionismo fatto in Senato come la paura che questa legge possa diventare un bavaglio a chi vuole esprimere la propria opinione, precisando invece che l’obbiettivo è quello di integrare l’argomento omolesbotransfobia in una legge già esistente ed operante dagli anni 90’.

Parlando del caso di Malika, la ragazza ripudiata dalla famiglia dopo aver confessato di essere omosessuale, Claudio Tosi racconta di quanto siano comuni queste situazioni “Genova avrebbe tante cose da raccontare che arrivano solo a noi e che poi non arrivano ai giornali”, quello che vediamo è solo la punta dell’iceberg, molte persone pur di non esporsi non raccontano e non denunciano, finendo per non dire nulla .“Lo stato deve dire alle persone che l’omofobia è un problema”, Genova appare come una città con problematiche minori rispetto ad altre, ma ai telefoni di Arcigay Genova arrivano frequentemente richieste di aiuto.

Tosi commenta il caso di Giovanni de Paoli, ex consigliere regionale della Lega, imputato dopo che nel 2016 nel corso di un incontro con l’associazione Agebo disse che se avesse avuto un figlio omosessuale l’avrebbe bruciato “Penso che queste persone debbano prendersi una responsabilità politica”, aggiunge in seguito “devono rispondere della violenza di certe affermazioni”.

Ascolta l’intervista completa a Claudio Tosi