La storia di un dolce che fu moneta: il Festival del Canestrelletto di Torriglia torna domenica 2 giugno

Domenica 2 giugno appuntamento per la 10^ edizione del Festival del Canestrelletto di Torriglia. In programma una giornata di degustazione gratuita per le Vie del Borgo della Val Trebbia. Nel pomeriggio, dalle ore 15 fino alle 19, le strade di Torriglia si riempiranno di bancarelle di artigianato dei vari forni della Valle, ma non solo: ad accompagnare la giornata musica e intrattenimento con i famosi Trilli e l’orchestra Armando. Come ci racconta Massimo Guano, figlio del pasticciere Pino Guano, “Una tradizione che va avanti dal 1999, ma che negli utili 10 anni è diventata da sagra a festival“. Un’occasione per omaggiare una delle prelibatezze del nostro territorio.

La storia di un dolce che fu moneta. Ci sono alcune testimonianze che raccontano che, in tempi in cui la farina scarseggiava in tutta la Val Trebbia, dei commerciati benestanti produttori di ostie, iniziarono a sfornare biscotti a forma di margherita. Un lusso per pochi. E poiché la materia prima per farli, la farina, era così rara e preziosa, divennero subito sinonimo di abbondanza. Per questo motivo nel primo ‘500 i canestrelli furono utilizzati come vere e proprie monete di scambio in alcune compravendite. Probabilmente è da qui che è venuta l’idea di rappresentare il canestrello anche sul Genovino, la moneta della Repubblica di Genova. Tuttavia, pare che il nome canestrello compaia per la prima volta su un documento ufficiale nel 1576 per un fatto di cronaca nera, la storia di un mulattiere accoltellato e derubato proprio in Val Trebbia. Nel bottino usurpato dall’assassino si parla anche di un “cavagno di canestrelli”, dal valore equivalente a un sacchetto colmo di monete.

Oggi le cose sono cambiate, anche se l’importanza del canestrelletto rimane invariata: non più considerato una moneta di scambio, rimane una colonna portate della cultura della Val Trebbia. “Un dolce molto apprezzato, sia dai locali che dai genovesi. Solo noi del consorzio siamo 7 produttori e riusciamo a tenere in piedi le nostre aziende e portarli giro per tutta Genova ma anche fuori regione” – dichiara Guano.

Ascolta l’intervista integrale a Massimo Guano, figlio dello storico pasticciere Pino Guano, su Radio Babboleo.