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Parco dell’Aveto, un mercatino del riuso e del baratto solo per i ragazzi delle scuole: nuova vita per fumetti, videogiochi, libri e giocattoli

Coinvolti 130 studenti delle scuole medie,la presidente del Parco dell’Aveto Ostiensi:”Promuoviamo la regola delle 5R”

Fumetti, videogiochi, libri ma anche giocattoli. Sono alcune delle “merci” che gli alunni delle scuole secondarie di primo grado di Borzonasca hanno messo a disposizione sui banchetti del Teatro Comunale “De André”, che oggi ospita il “Mercatino del riuso e baratto“. L’iniziativa, promossa dal Parco dell’Aveto, insegna ai ragazzi il senso della sostenibilità: scambiare ciò che non si vuole più e dar nuova linfa a qualcos’altro. “Sono coinvolti 130 ragazzi” – spiega la presidente dellEnte Parco dell’Aveto Tiziana Ostiensi – “Il progetto è regionale e segue la regola delle 5R: riduzione, riuso, riciclo, raccolta e recupero. Bisogna far capire come nell’ambito dell’educazione si possano non creare rifiuti ma scambiare oggetti“.

Ascolta qui l’intervista.

L’Europa vuole case più green, Fiap: “Circa il 60% degli immobili in Liguria rientra nelle ultime classi energetiche”

Stretta su emissioni e consumi. Dall’anno prossimo stop alle agevolazioni fiscali per caldaie “tradizionali”

Si va verso un’Europa più green ma in Liguria la strada è ancora lunga. La direttiva europea sulle “case emissioni zero” ha riacceso i riflettori sull’efficienza energetica dello stato abitativo ligure. Sul territorio regionale “circa il 60% degli immobili rientra nelle ultime classi energetiche” – svela Fabio Becchi, presidente provinciale di Fiaip Savona.

L’obiettivo della normativa europea è quello di ridurre gradualmente le emissioni di gas serra e i consumi energetici entro il 2030, per poi arrivare a “zero emissioni” nel 2050. Un traguardo non semplice per un Paese come l’Italia: “ci chiamano ‘Il Paese del Sole’, i Paesi del Nord Europa hanno già costruito con un certo obiettivo energetico, date le basse temperature” – spiega Becchi.

Ma arrivano le prime buone notizie: “è stata data la libertà ai governi di darsi un crono-programma” – rassicura Becchi. A preoccupare infatti erano i termini stringenti: Chi spiegava alle persone che hanno comprato casa che entro quella data dovevano arrivare a quelle classi?” – dice Becchi – “l’elemento più importante è che sono stati completamente rimossi dal testo le “classi energetiche minime da raggiungere” per gli edifici entro tempi stringenti perciò, nessun obbligo per le famiglie italiane di efficientare le proprie case a stretto giro”. C’è ancora tempo quindi: “è previsto, l’impegno di ridurre del 16% i consumi energetici entro il 2030, e del 20-22% entro il 2035 per arrivare nel 2050 alle zero emissioni».

Continua il pressing sulle caldaie, stavolta però si ha una data, salve fino al 2040 ma “dal prossimo anno non saranno più ammesse agevolazioni fiscali per gli impianti di riscaldamento di base, ma solo per gli ibridi, ossia quelli che associano alla caldaia a condensazione a gas una pompa di calore che garantisce l’abbattimento dei consumi. Inoltre è possibile esentare gli edifici agricoli, quelli storici per il loro speciale valore architettonico, le chiese e i luoghi di culto, gli edifici dedicati a scopi di difesa o ancora le case indipendenti” – conclude Becchi.

Ascolta qui l’intervento integrale del presidente provinciale di Fiaip Savona Fabio Becchi.

GENOVA GREEN STRATEGY, LE SEI VERSIONI DI GENOVA PER COMBATTERE LA CO2

Sei città una dentro l’altra in una strategia decennale che ridisegnerà il verde cittadino per combattere i cambiamenti climatici

Genova come “città in salita”, “città di pianura”, “città compatta”, “città giardino”, “città agricola” e “città arcipelago”. Un’unica città che è allo stesso tempo sei città diverse. È quanto è emerso dal “Genova Green Strategy”, il documento strategico per le infrastrutture verdi di Genova redatto dallo studio Openfabric, la strategia decennale che mira a incrementare gli alberi e il verde nella nostra città, anche attraverso il ridisegno di nuovi spazi pubblici all’interno dell’ambito cittadino.

Il documento stabilisce una serie di obiettivi volti ad aumentare la capacità della città di far fronte ai cambiamenti climatici, mitigare i rischi ambientali, aumentare la permeabilità del suolo, ridurre le isole di calore e ridefinire il rapporto tra città e natura.

«La nostra è una città unica e complessa, composta da tante realtà diverse tra loro, che hanno esigenze e potenzialità differenti e complementari, al tempo stesso – dice il sindaco di Genova, Marco Bucci -. Analizziamo quanto già presente sul territorio per ottimizzare e ripensare la Genova verde del prossimo futuro. Abbiamo già iniziato a lavorare per implementare il verde in città, tutelando quello esistente e progettando nuovi spazi, come ad esempio il nuovo parco del Waterfront o al complesso delle Dune di Prà, dove troveranno dimora nuovi alberi e aree verdi. La Genova Green Strategy, nel sul complesso è un’operazione che ci permette di andare a intervenire in modo mirato su aree che consideriamo strategiche, ottimizzando spazi e investimenti».

«Genova Green Strategy è una strategia volta all’analisi dell’esistente e all’incremento del verde pubblico attraverso l’organizzazione degli spazi pubblici genovesi che stabilisce una serie di obiettivi volti ad aumentare la permeabilità del suolo, mitigare i rischi ambientali e ridefinire il rapporto tra città e natura, potenziando ecologicamente il verde unendo il valore ecologico, estetico e culturale – dice l’assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci -. Si lavorerà per ridisegnare il verde urbano, mettendo in atto una serie di strategie che agevoleranno il sequestro di anidride carbonica in città. Una strategia che prevede l’inserimento di nuove piante e la conservazione del patrimonio verde esistente, proponendo il rinnovo degli alberi invecchiati per aumentarne le prestazioni nel ciclo fotosintetico, oltre all’aumento delle alberature in tutti i luoghi della città, anche attraverso il rimboschimento del patrimonio boschivo della città»

«La strategia delle 6 città definisce le linee guida per poter agire su tutti i quartieri di Genova, centrali o periferici, in pianura o sulle alture, sul mare o sui torrenti – spiega l’architetto paesaggista di Openfabric Francesco Garofalo -. Sono i quartieri stessi a diventare un’infrastruttura verde permeabile e porosa, capace di funzionare come rete ecologica capillare e mitigare i rischi ambientali del territorio». 

Genova, come detto, è una città costituita da multiple morfologie e condizioni urbane che racchiude altre città al suo interno; non solo le forti variegate identità̀ locali dei suoi quartieri, ma morfologie urbane distinte e autonome che si avvicendano raccontando l’incontro-scontro tra il territorio naturale e la città costruita.

Genova Green Strategy identifica sei tipologie urbane all’interno di Genova, proponendo una chiave di lettura per la definizione di linee guida basate su porzioni di città, anche distanti fra loro, che condividono aspetti morfologici e criticità ambientali.

Emergono inaspettate analogie per le quali questa lettura trasversale e morfologica, propone linee guida comuni

Genova viene interpretata come un complesso puzzle dove 6 città si avvicendano: la “città di pianura”, la “città in salita”, la “città arcipelago”, la “città giardino”, la “città agricola”, la “città compatta”.

Le line guida definiscono azioni progettuali condivise per ognuna delle sei città.

Nella “città in salita” vengono definite soluzioni per limitare l’instabilità di versante e allo stesso tempo rendere accessibili spazi verdi interstiziali al momento sottoutilizzati.

Nella “città di pianura”, la morfologia pianeggiante permette di intensificare i viali alberati e proporre nuove piste ciclabili; emerge l’opportunità di applicare strategie di rinverdimento delle coperture.

La “città compatta”, per la sua natura minerale e la caratteristica frammentazione degli spazi aperti, permette interventi specifici e puntuali; balconi e coperture svolgono un ruolo fondamentale per incrementare il verde di questi quartieri.

Nella “città giardino”, corrispondente a gran parte del levante cittadino, si prevedono soluzioni atte a incrementare la biodiversità nei giardini privati e iniziative di condivisione al pubblico che permettano di esplorare occasionalmente i giardini più suggestivi.

Nella “città agricola” si dà priorità alla riqualificazione dei terrazzamenti agricoli abbandonati e all’incremento della biodiversità agricola; si evidenzia il potenziale di utilizzo di sistemi fotovoltaici e dell’implementazione di sistemi di raccolta acqua piovana ad uso irriguo.

La “città arcipelago” è formata da tutte quelle “isole” urbane spesso introverse e poco permeabili dall’esterno, da quartieri periferici ad ospedali; in queste “isole” si incrementa la caratteristica presenza di ampi spazi verdi favorendone l’accessibilità.

Genova Green Strategy definisce sistemi di priorità che includono i progetti di sviluppo e rigenerazione urbana in atto e allo stesso tempo definiscono una serie di nuovi possibili interventi.

Vengono individuati il sistema costiero, il sistema vallivo, due grandi “parchi”, il Grande Parco Ponente a vocazione tecnologica, e il grande Parco Levante a vocazione agricola e culturale. La strategia definisce inoltre una serie di “portali”, spazi connettivi di varia natura che collegano la città con l’entroterra, per riorientare la percezione di Genova oltre alla tradizionale città di mare, verso una realtà urbana articolata, che ha nella sua diversità di paesaggi la sua imprescindibile identità.

Sestri Levante sempre più green, Ghio: “A lavoro per rendere il Comune completamente plastic free”

L’adesione all‘economia circolare, un percorso Plastic Free che ha come oggetto la riduzione dei rifiuti sul territorio comunale, la promozione delle “cassette dell’acqua”, l’attivazione di incentivi per la creazione di punti vendita di prodotti sfusi, la programmazione di misure volte alla riduzione drastica della plastica monouso: queste e molte altre ancora le iniziative adottate a Sestri Levante per diventare un comune sempre più green.

Su Babboleo News – Cosa Succede in Liguria: Valentina Ghio, sindaca di Sestri Levante:

Festa dell’albero, Grammatico (Legambiente): “Gli alberi rappresentano la vita”

“Gli alberi rappresentano la vita” queste le parole di Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria, in occasione della Giornata nazionale degli alberi, che si celebra sabato 21 novembre con lo scopo non solo di diffondere il rispetto e l’amore per la natura, ma anche valorizzare l’importanza del patrimonio arboreo e di ricordare il ruolo fondamentale ricoperto da boschi e foreste.

La Giornata è stata istituita come ricorrenza nazionale con una legge del 14 gennaio 2013, n. 10 della Repubblica Italiana (Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani) entrata in vigore dal febbraio 2013, ma che affonda le sue radici nel lontano 1898 per iniziativa del ministro della Pubblica istruzione Guido Baccelli.

In termini “green” la Liguria è famosa per ospitare 111 esemplari di alberi monumentali, che sono distribuiti su tutto il territorio regionale e sono rappresentativi dell’immenso patrimonio verde della Liguria. Per Info e curiosità clicca qui.

Mediamente ogni albero produce circa 20/30 litri di ossigeno al giorno; ogni uomo quotidianamente ha bisogno di 300 litri di ossigeno. Quindi dovremmo avere nelle vicinanze almeno una decina di alberi.” spiega Grammatico.

Ecco i dati (Alberi/100 abitanti in aree di proprietà pubblica) sulla Liguria presenti nel dossier “Ecosistema Urbano”, redatto da Legambiente:

  • Genova: 10 alberi/100 abitanti
  • Imperia: 7 alberi/100 abitanti
  • La Spezia: 12 alberi/100 abitanti
  • Savona: nd (non disponibile)

fonte: Ecosistema Urbano, legambiente, 2020

Gli alberi e le foreste sono preziosi alleati del clima. Grazie alla loro funzione di depuratori naturali
dell’aria, a livello globale riescono a mitigare l’effetto serra assorbendo anidride carbonica e altre
emissioni di origine antropica che modificano il clima: gli alberi come una vera e propria infrastruttura
verde di salute pubblica, in grado di aiutare il benessere fisico e mentale delle persone
e migliorare i servizi ecosistemici delle città. Bene collettivo e risorsa multifunzionale per la città
e per chi ci vive. Il verde urbano e peri-urbano rappresenta un vero e proprio sistema complesso
formato da un insieme di superfici e di strutture vegetali eterogenee che non solo è in grado
di migliorare la qualità dell’aria, ma anche quella del suolo, oltre all’indiscutibile valore paesaggistico.

Su Babboleo News l’intervista integrale a Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria:

Ecosistema Urbano, il report di Legambiente: bene per la Liguria, un balzo in avanti per La Spezia

Ecosistema Urbano 2020 è il report annuale sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani presentato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore.   

Come ripartire dopo un’emergenza globale? Occorre guardare con coraggio ad un futuro più sostenibile e smart, utilizzando il RecoveryPlan per lanciare un vero Green New Deal made in Italy; un lavoro possibile grazie alle Città e ai Sindaci.

Quale la situazione in Liguria?

Ne parliamo su Babboleo News con Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria:

La Spezia è la prima tra le città liguri a comparire nella lista stilata da Legambiente; rispetto alle altre città italiane si posiziona 17esima. Per noi, su Babboleo News il sindaco Pierluigi Peracchini:

Genova sempre più green, apre le porte ai nuovi bus elettrici di AMT

In arrivo a Genova 14 nuovi bus elettrici – da 10,8 metri con capienza massima di 81 persone – acquistati dall’azienda AMT nell’ambito di una gara da 7,4 milioni che include anche le infrastrutture di ricarica e l’adeguamento impiantistico del deposito. Entro il mese di novembre verranno destinati alla rimessa Mangini della Foce e impiegati sulle linee di medie dimensioni del Levante e della Valbisagno, a partire probabilmente dal 44 che collega Borgoratti a De Ferrari con qualche tratto in salita.

Le “new entry” hanno un’autonomia di circa 220 chilometri che si ricaricano in rimessa durante la notte.

La rivoluzione green in casa Amt procede a passo sostenuto: dopo l’acquisto dei dieci Rampini elettrici da 7,8 metri, in servizio dal 2019 sulle linee collinari di Nervi e all’interno dell’ospedale San Martino, tra novembre e febbraio ne arriveranno altri dieci destinati questa volta alle alture del Ponente (ancora da decidere su quali linee). E poi è in corso una gara per la fornitura di ben 30 bus full electric da 12 metri per la rimessa di Cornigliano. A questo parco vetture si devono aggiungere gli 11 bus ibridi attualmente in servizio sulla linea 3 Sestri Ponente-Principe.

Ma non finisce qui: nei prossimi mesi, grazie a investimenti complessivi per circa 13 milioni di euro, Genova avrà infrastrutture in grado di ospitare 120 autobus elettrici, che arriveranno alla spicciolata, anche perché il loro costo è circa il doppio rispetto ai tradizionali mezzi termici e l’incognita più grande è legata alla durata delle batterie, ciascuna delle quali vale da sola metà del veicolo.

Foto di Carmelo Mulè.