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Fonti rinnovabili, Liguria ancora troppo indietro: “serve un nuovo piano energetico regionale”

Si celebra sabato 20 aprile il primo Green Energy Day, la giornata dedicata alle fonti rinnovabili

Riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030 e neutralità climatica entro il 2050. Questi gli obiettivi posti dall’agenda dell’Unione Europa in tema di fonti rinnovabili. Ma a che punto è la Liguria?

Purtroppo pochi punti di o fotovoltaico in Liguria rispetto a quello che potrebbe offrire. Anche il piano energetico regionale prevedeva una fase d’espansione dell’energia eolica e fotovoltaica che in realtà non c’è stata” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo il vicepresidente Legambiente Liguria Stefano Sarti – “Siamo ancora a delle percentuali di introduzione di energie rinnovabili troppo basse, con un 15% rispetto alla produzione energetica regionale“.

Un nuovo piano energetico regionale l’unico modo per accelerare la svolta green anche in Liguria.Inserire paesaggisticamente questi impianti in modo intelligente, ma bisogna lavorare su questi progetti, altrimenti rischiamo di rimanere davvero troppo indietro” – continua Sarti – in Liguria si può pensare anche ad un impianto offshore, meno impattante dal punto di vista paesaggistico perchè si fa in mare aperto“.

Ascolta qui l’intervista integrale al vicepresidente Legambiente Liguria Stefano Sarti

In occasione della giornata della Transizione Energetica, numerosi impianti a fonti rinnovabili apriranno i loro cancelli in tutta Italia per accogliere scuole, famiglie e curiosi per spiegare le alternative reali alle fonti fossili.
In Liguria Legambiente ha organizzato la visita all’impianto eolico di Stella, nel savonese: due ore di visita in uno degli impianti di energia eolica più importanti della regione, per scoprire come funziona un impianto eolico, accompagnati da guide esperte sul funzionamento dell’impianto.
Per info e prenotazioni: https://docs.google.com/…/1FAIpQLSetgnxDgBXPMy…/viewform 

Ecosistema scuola, Legambiente: “solo il 50% degli edifici ha effettuato collaudo statico”

Una fotografia non troppo rassicurante quella che emerge da “Ecosistema scuola”, la ricerca annuale di Legambiente sulla qualità dell’edilizia, delle strutture e dei servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche, realizzata a partire dai dati forniti dai Comuni capoluogo di Provincia.

282 gli edifici scolastici esaminati che ogni giorno ospitano 57641 studenti, per i quali risultano ancora troppo pochi gli investimenti.
Il dato più preoccupante infatti la spesa per finanziare progetti educativi nelle scuole medie regionali che si ferma a 44 centesimi a studente, contro la media nazionale del 15,10%. “Proprio per quei progetti che, in sinergia con i programmi scolastici, dovrebbero ampliare l’orizzonte di conoscenze e competenze degli studenti e aiutarli a crescere e formarsi come cittadini attivi e consapevoli” – racconta la vicepresidente regionale di Legambiente e responsabile del settore scuola e formazione Alice Micchini – “Senza dimenticare che per molte famiglie questi fondi costituiscono l’unica opportunità per consentire ai propri figli di prendere pare ad attività extra curricolari”

Situazione stagnante anche per le certificazioni di sicurezza, in Liguria solo il 50% degli edifici ha effettuato il collaudo statico, percentuale che scende al 49,2% per gli edifici che dispongono del certificato di agibilità. Negli ultimi 5 anni le indagini diagnostiche dei solai – fondamentali, visto che il crollo degli stessi costituisce il maggior fattore di rischio nelle scuole – sono state eseguite solo nel 21,8% degli edifici, mentre si è intervenuti per la loro messa in sicurezza su un esiguo 9%.

In 5 anni in Liguria solo 23.515 euro i fondi stanziati per la manutenzione straordinaria, mentre per la manutenzione ordinaria media regionale inferiore del 32,8% rispetto alla nazionale, anche se emerge un dato positivo per quanto riguarda Savona, nelle 5 amministrazioni nazionali che spendono di più con una media di 23.684 euro spesi ad edificio.

Dati positivi anche dalla provincia di Imperia che risulta tra le amministrazioni che spendono di più nel servizio pre e post scuola a livello nazionale, indicatore e servizio molto importante a beneficio di famiglie, studenti e scuole.

Miglioramenti sul lato dell’efficientamento energetico: gli edifici dotati di certificazione energetica sono passati dal 23,3% del 2020 al 91,8% odierno, dei quali però solo lo 0,8% risulta in classe energetica A e il 15,2% dotati di impianti di energia rinnovabile.

Ancora ombre per quanto riguarda gli spazi all’aperto fruibili, come giardini e aree verdi: in Liguria il 39,7% delle scuole non sono dotate di tali spazi e, laddove presenti, solo il 19,5% dei casi sono utilizzati per attività didattiche.

Resta infine il nodo della mobilità casa-scuola: nessun edificio usufruisce di un servizio pedibus – contro il 4,1% nazionale – e nessuna scuola si trova in una zona 30 o in una strada scolastica.

L’intervista integrale alla vicepresidente regionale di Legambiente e responsabile del settore scuola e formazione Alice Micchini ai microfoni di Radio Babboleo

Ecosistema Urbano, il report di Legambiente: bene per la Liguria, un balzo in avanti per La Spezia

Ecosistema Urbano 2020 è il report annuale sulle performance ambientali dei capoluoghi italiani presentato da Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 ore.   

Come ripartire dopo un’emergenza globale? Occorre guardare con coraggio ad un futuro più sostenibile e smart, utilizzando il RecoveryPlan per lanciare un vero Green New Deal made in Italy; un lavoro possibile grazie alle Città e ai Sindaci.

Quale la situazione in Liguria?

Ne parliamo su Babboleo News con Santo Grammatico, Presidente Legambiente Liguria:

La Spezia è la prima tra le città liguri a comparire nella lista stilata da Legambiente; rispetto alle altre città italiane si posiziona 17esima. Per noi, su Babboleo News il sindaco Pierluigi Peracchini: