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“Interviste impossibili”, come reagirebbero le grandi personalità del passato o di fantasia davanti alle sfide contemporanee?

Un dialogo immaginario con grandi personaggi del passato o di fantasia, con personalità così forti e ribelli da essere di ispirazione ancora oggi. Questo il fulcro di “Interviste impossibili. Da Don Gallo a Mary Poppins. Cosa direbbero le grandi personalità ribelli di fronte alle sfide contemporanee?”, un libro scritto a quattro mani da Roberta Bailo e Gabriele Baroni e pubblicato da Talent Edizioni.

In ogni capitolo si alternano grandi personalità di spicco ad altre meno note e alcune considerate “impure”: preti, prostitute, difensori dei poveri e mentori della ricchezza, personaggi reali o di fantasia. Tutti accomunati dall’aver seguito la propria voce interiore, senza omologarsi.

22 i personaggi e 20 le interviste presenti nel libro, di cui due doppie: un dialogo con San Francesco e il guru Osho sul tema del denaro, con chiavi di lettura opposte ma ricche di provocazioni interessanti, e un confronto tra Margherita Hack, grande scienziata e mangiapreti atea, e sua mamma, una servente cattolica appartenente a gruppi religiosi.

“Abbiamo scelto personaggi che hanno lasciato un segno per le loro scelte originali e ci siamo chiesti cosa avrebbero detto di fronte alle sfide contemporanee, come la guerra o la pandemia appena superata – ha dichiarato Gabriele BaroniMolti di questi personaggi li ho conosciuti di persona. Don Gallo, in particolare, ha formato la mia adolescenza: una persona come lui credo che oggi abbia da dire molte cose”.

L’intervista integrale a Gabriele Baroni, dirigente scolastico, presidente di Apica e co-autore del libro “Interviste impossibili”, su Radio Babboleo.

La copertina del libro

Tra emancipazione e scienza: “Io sono Marie Curie” è il nuovo libro di Sara Rattaro

Oggi il via agli appuntamenti per incontrare l’autrice e scoprire il suo nuovo romanzo

GENOVA – “La vostra cultura sarà l’unica cosa che nessuno potrà mai portarvi via”. Suona come certezza: è uno degli insegnamenti lasciati ai fratelli Skłodowska da loro padre. Lo si legge tra le prime pagine del nuovo romanzo biografico di Sara Rattaro, autrice di romanzi di successo accolti da lettori, librai e critica, dal titolo “Io sono Marie Curie – la mia vita per la scienza“, edito da Sperling & Kupfer.

Sara Rattaro

Marie Curie nasce in una famiglia illuminata, in una Polonia in fermento culturale. Suo padre manda lei e le sorelle a studiare in università clandestine. Scelta ad alto rischio: se si viene beccati, si va dritti ai lavori forzati in Siberia. “La curiosità di avere cultura, queste sono le cose che ti salvano la vita” – svela l’autrice Sara Rattaro a Radio Babboleo – “Nonostante la paura, lasciava le figlie studiare perché sapeva che avrebbe fatto loro del bene”.

Dal custodire silenziosamente il proprio sapere, al condividerlo con il mondo, lottando “per tenersi il suo genio e per essere stessa”. Marie Curie è stata così la madre della fisica moderna, la prima donna a ricoprire un incarico di docente nel prestigioso ateneo parigino “Sorbonne” e l’unica persona fino ad oggi ad aver vinto due premi Nobel.

Ma non è stata “solo” una scienziata rivoluzionaria: “è stata una donna di grande passionalità, grande umanità che ha vissuto grandi dolori e grandi amori”. Dall’amore giovanile che la distrugge e la discrimina, all’incontro con l’unico uomo che potesse capirla davvero, Pierre Curie, al dolore falciante dopo la morte di quest’ultimo.

Una persona che sembra irreale, ma che è stata donna come tante, tra le altre cose, anche madre. “Un discernimento difficilissimo: avere una grande passione, volersi realizzare nel lavoro e avere il desiderio di famiglia e maternità, ancora oggi sembra complicato” – racconta l’autrice – “succede ancora che alcune donne abbandonino la sfera lavorativa per seguire di più la famiglia”.

Marie Curie è capace di essere attuale, di inserirsi tra le fila del “femminismo nuovo” e farci dire tutte– con immensa umiltà – “io sono Marie Curie”.

Questa è la cosa straordinaria delle donne – confida la scrittrice – che ce la facciamo, che ci riusciamo, sicuramente con grandi salite ma alla fine portiamo il compito a casa, e lei non era da meno. Ha rappresentato in modo straordinario qualità che riconosco alle donne: le donne si portano a casa la vita e la pelle”.

Ascolta l’intervista integrale alla scrittrice Sara Rattaro.

Gli appuntamenti in programma:

  • Mercoledì 13 marzo: IMPERIA, Ristorante dalla Padella alla Brace, organizzato da libreria Mondadori, ORE 20:00
  • Giovedì 14 marzo: SAVONA, Libreria Feltrinelli, ORE 18:00
  • Sabato 16 marzo: GENOVA, Sala Chierici (Biblioteca Berio): ORE 17:00
  • Giovedì 21 marzo: SESTRI PONENTE (GE), Libreria Mondadori, via Sestri: ORE 17:30

Christian Roccati torna con un nuovo libro: “Il diritto di una scintilla”

“Qual è il Diritto di una Scintilla? Scatenare un immenso incendio: ed è questo che accadrà durante una semplice caccia al tesoro tra amiche che si rivelerà tutt’altro. Storie ambientate in più epoche s’intrecciano e sono connesse in un grande gioco: i migliori avventurieri del mondo si sfidano tra enigmi e ostacoli oltre l’ultima frontiera, nei luoghi più selvaggi e inospitali del Pianeta. Qual è il mistero dietro al grande sistema? Questo è il primo libro di una saga che condurrà il lettore in un mondo nel mondo, in cui scoprire le radici dell’esistenza”. Questa la trama del 34esimo libro del prolifico Christian Roccati.

Nuovo volume per lo scrittore, storico e esploratore Christian Roccati, è l’inizio di un’avventura che nasce proprio da una “scintilla”. Con partenza a Finale Ligure, la storia si snoda in giro per il mondo, richiamando lo spirito di avventura dello stesso autore. “Il diritto di una scintilla”, pubblicato da Geko edizioni, è solo il primo di una trilogia fatta di enigmi che hanno luogo in più trame temporali. Un’opera coinvolgente di lunga gestazione, curata nei minimi dettagli, come Christian confida ai nostri microfoni.

Dove portano questi enigmi? La risposta è nelle pagine de “Il diritto di una scintilla” di Christian Roccati, acquistabile nelle librerie, sul sito di Geko Edizioni o contattando lo stesso Christian sui social.

Su Radio Babboleo abbiamo chiacchierato con l’autore.

“Rileggere Liala e le sue trame”: Francesco Dario Rossi racconta il suo libro

Lo scrittore sestrese ha dato voce alla nota autrice di romanzi rosa Liala, percorrendo la sua vita e la sua arte, nel suo nuovo libro “Rileggere Liala e le sue trame”

Amalia Liana Negretti Odescalchi, nata a Como nel 1897 e vissuta a Moneglia, in arte Liala, è stata la penna delicata in un’Italia fascista, in grado di aprire una porta sul mondo fiabesco dell’immaginario femminile di quegli anni. Non solo: i suoi romanzi, pregni di quell’emancipazione tanto auspicata, raccontavano l’amore dei sogni, concedendo una via di fuga alle donna dalla quotidianità, talvolta opprimente.

I numeri parlano chiaro: l’unica autrice in Italia, a quei tempi, a vendere più di 10 milioni di copie, a dimostrazione del suo talento nel narrare storie intime, fresche, leggere come battiti di farfalla. Francesco Dario Rossi, scrittore e docente di materie umanistiche, racconta tutto questo nel suo nuovo libro intitolato “Rileggere Liala e le sue trame”, pubblicato da De Ferrari. “Leggendo Liala, le ragazze del XXI secolo, come le loro nonne e bisnonne, possono tornare a sognare, oltre il “tutto e subito” dei social media e dell’essere sempre connessi e on line” – racconta l’autore.

Il libro si può acquistare su Amazon o sul sito della casa editrice De Ferrari.

Ai nostri microfoni, Francesco Dario Rossi ci fa rivivere Liala nelle sue parole, raccontandoci il suo nuovo volume.

“Emozioni Giocate nella Città”: il nuovo libro della Onlus genovese che supporta i bambini con disabilità

Emozioni Giocate è un’associazione non profit fondata a Genova nel 2011. Nasce dall’impegno di una mamma e dalla sua volontà di creare uno spazio dove poter accogliere il gioco e le emozioni dei bambini con disabilità, e dove questi possano essere espressi in libertà. Nella struttura i bambini, attraverso diverse attività di gruppo, possono sviluppare al meglio le loro capacità, migliorando il loro benessere psicologico e accrescendo la loro autostima. Tutto questo permette ai ragazzi di sperimentarsi come parte attiva e non sentirsi più invisibili. Da qui nasce l’idea di creare l’Associazione Emozioni Giocate, che a tutt’oggi può avvalersi del titolo di ONLUS, reso possibile dall’aiuto di privati e diversi enti e istituzioni che si sono uniti accompagnando gli ideatori nella costruzione del centro. I Sacerdoti del Sacro Cuore donano lo spazio concreto dove l’Associazione svolge le proprie attività: i padri Dehoniani hanno scelto di restare vicino ai bambini e alle loro famiglie, aprendo la loro residenza “Casa del Missionario” a Genova e adattando i locali alle esigenze delle nostre attività quotidiane.

Emozioni Giocate offre corsi di tipo ludico creativo – quali ad esempio teatro, musica, arte, yoga, pet therapy – e altri finalizzati alla conoscenza di se stessi e al raggiungimento di una propria indipendenza. Ma c’è di più. Emozioni Giocate arriverà in tutte le librerie, questo è il nuovo progetto che sta realizzando l’Associazione. Si chiamerà “Emozioni Giocate nella Città”, un volume realizzato grazie alla collaborazione dei bambini e dei ragazzi che frequentano la struttura, insieme al famoso storico genovese Ferdinando Bonora. Sì, perché questa insolita comitiva, ha fatto il giro di tutta “la Superba”, raccogliendo storie, emozioni, racconti e ambientazioni che verranno racchiuse in questo libro.

Il Porto Antico, la Lanterna, le vecchie mura della città, passando per il Museo del Mare, i caruggi e la Chiesa dell’Annunziata, fino ad arrivare alla cattedrale di San Lorenzo, il Palazzo Ducale, Porta Soprana, il Palazzo Reale e i Palazzi dei Rolli, questi, ma anche luoghi e scorci magari meno conosciuti e “affollati” sono tra i posti incantevoli di Genova, città dell’arte, che i ragazzi dell’Associazione e Ferdinando Bonora, hanno visitato e poi raccontato. Il tutto alimentato attraverso le domande e le curiosità che i ragazzi hanno posto al loro amico storico, perché oltre a voler conoscere loro stessi, hanno voluto conoscere e raccontare la loro città.

“Il rappresentante di cartoline” di Roberto Centazzo: personaggi memorabili, i nostalgici anni ’60 e la splendida cornice della Riviera ligure

Continuano Le storie di Cala Marina di Roberto Centazzo, con il nuovo episodio intitolato “Il rappresentante di cartoline”, che ci porta alle splendide atmosfere degli anni ’60 e alla meravigliosa cornice di queste storie: la Riviera ligure. In questo nuovo episodio, l’autore, nella località immaginaria di Cala Marina, trova un microcosmo perfetto in grado di rappresentare ogni aspetto dell’umanità, dando vita a personaggi memorabili, potendo raccontare storie che fanno sorridere, ma anche riflettere, e dipingendo con nostalgia un mondo che non c’è più.

“Un giorno, esce dal treno un uomo distinto ed elegante – racconta a Babboleo News Roberto Centazzo – che fa il rappresentante di cartoline. Siamo nel 1967 e in quel periodo le cartoline erano in voga, facevano letteralmente il giro del mondo. Questo signore, un bell’uomo e con un certo savoir-faire, cerca di convincere tutti gli esercenti commerciali di Cala Marina ad aderire alla sua iniziativa, che consiste nel raffigurare l’attività – negozio, bar o ristorante che sia – su una cartolina, con una scritta, Saluti da Cala Marina, il panorama delle spiagge e l’esercizio commerciale in bella vista. In molti aderiscono a questa idea, perché ritengono che sia vantaggiosa e utile. Solo che questo soggetto presto inizierà a compiere delle malefatte…”

Non tutti gli abitanti del paese sono convinti di questo personaggio. Teo, il rappresentante di cartoline, dà l’idea di essere un uomo ricco, ma di fatto alloggia in una piccola pensioncina, modesta e di basso costo. La cuoca della pensione allora, inizia a sentire puzza di bruciato. “Teo prontamente giustifica il motivo dell’alloggio nella piccola pensione – continua Roberto – dando la colpa alla sua segreteria che non si è ricordata di prenotare, ed essendo alta stagione si è dovuto accontentare dell’unica stanza disponibile. La cuoca però ci vede lungo, non crede a questa versione dei fatti e avvisa il suo amico Norberto, maresciallo della Polfer, che già aveva messo gli occhi su questo soggetto quando è sceso dal treno, a causa della confidenza instauratasi tra il rappresentante di cartoline e una barista di cui Norberto è segretamente innamorato. Spinto dalla gelosia e dalla soffiata della sua amica cuoca, il maresciallo inizierà a svolgere un’indagine personale nei confronti di Teo.”

“La vera protagonista della serie delle Storie di Cala Marina – ci spiega l’autore – è sicuramente la piccola stazione ferroviaria su cui ruotano le storie con i suoi sette protagonisti, presenti in ogni episodio: Norberto, il capo della Polfer; Dalmasso, il capo stazione; Bartolomeo, il tassista; Silvano, l’edicolante; Ludovica, la barista; il professor Martinelli, un pendolare; ma soprattutto Adelmo, l’addetto alle pulizie, che è muto. E’ proprio quest’ultimo a raccontare le storie attraverso la scrittura. Nessuno riesce a comunicare con lui, ma Adelmo ha questo senso di rivalsa e alla sera tutto quello che ha visto e sentito lo scrive nel suo diario, e dove non vede, immagina.”

“Ho scelto volutamente il 1967 – conclude Roberto – in quanto precede il 1968, anno in cui si è compiuta una rivoluzione totale negli usi, nei costumi, nella musica con le contestazioni studentesche. Nel 1967 tutto questo non c’era, era sospeso, ma soprattutto non c’erano tante cose che ci sono nel mondo attuale. Avevo voglia di raccontare un mondo diverso, dipingendo con nostalgia un mondo che forse non c’è più. La località è immaginaria, ma chiunque può – leggendo il libro – cercare di indovinare quale dei vari paesi del ponente ligure potrebbe corrispondere a Cala Marina. All’epoca, si somigliavano quasi tutti, c’era un centro storico molto vivo, con tante vetrine e tanti negozietti e iniziavano a spuntare i primi palazzi della famosa speculazione edilizia che, purtroppo, ha poi interessato e martoriato il territorio ligure. E’ quindi piacevole ricordare quegli anni, con un senso di nostalgia, ed è anche piacevole ricordare le cartoline che, ancora adesso, le persone collezionano.”

Ascolta l’intervista integrale a Babboleo News realizzata a Roberto Centazzo, autore del nuovo episodio de Le Storie di Cala Marina: “Il rappresentante di cartoline”

Tra sogni e realtà insieme alla genovese Joy Cadenasso

Si chiama “La lista dei sogni – Per non dimenticare chi siamo” il primo libro di Joy Cadenasso, giornalista e conduttrice radio televisiva genovese.

Auto pubblicato, è una totale immersione nel mondo dei sogni che in chiave divertente e ironica vuole far riflettere i lettori e spingerli a non dimenticare mai i propri sogni, che se guardiamo bene, forse possiamo trovare nella nostra realtà. Lo scopo del libro è proprio quello di concentrare e invogliare a riflettere sull’importanza di ciò che si ha, di dare valore ai sogni senza dimenticarli e di provare a scoprire che forse non sono poi così distanti da noi. Attraverso racconti autobiografici e divertenti Joy Cadenasso, prende in rassegna 10 tra i suoi sogni ponendo domande e spingendo ad esaminare la vita di ciascuno. Il libro è anche interattivo perché dedica una parte proprio ai lettori, dove essi stessi possono compilare la loro personale lista e annotare le proprie riflessioni, quasi a rendere i sogni indelebili e magari riuscendo a ridare loro una vita.

“Un libro che per me rappresenta, appunto, un sogno – ci racconta Joy Cadenasso a Babboleo News – perché è il raggiungimento di un traguardo che progettavo da tempo. Al suo interno ci sono una serie di racconti autobiografici attraverso una mia lista di 10 sogni che ho preso in rassegna e che sviluppo in maniera personale, ma anche coinvolgendo il lettore in chiave ironica e divertente. Lo scopo è spingere alla riflessione e portare a pensare quanto sia importante non dimenticarsi mai di sognare, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo. Guardarsi attorno e stare attenti alle piccole cose dovrebbe essere una priorità, – continua la scrittrice – spesso queste passano inosservate a causa delle nostre distrazioni e per la quotidianità difficile che affrontiamo, portandoci a non riflettere abbastanza. Se guardiamo bene, molti di questi sogni, sono già parte della nostra realtà”.

“Le illustrazioni sono realizzate da me – conclude Joy Cadenasso – ed è presente una parte interattiva in cui il lettore può essere protagonista avendo la possibilità di riflettere sul proprio percorso di vita. Il libro è già disponibile su Amazon e spero che, con questo libro, sognerete tantissimo, come ho fatto io nel scriverlo e nel vederlo finalmente pubblicato”.

Ascolta le parole di Joy Cadenasso a Babboleo News.