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Lo scrittore Giancarlo Piccolo e Rita Repetto presentano il romanzo crime “Solitudo. L’Abisso della Fenice”, una denuncia alla manipolazione mentale e alle psicosette

Appuntamento sabato 18 maggio alle ore 18 presso la Libreria Agorà in Piazza Roma, a Chiavari (GE). Dialogano l’autore e Rita Repetto, presidente Ass. La Pulce nell’orecchio

GENOVA – “Alan me l’ha ricordata tantissimo. Alan è una persona intelligente, ricca di talenti ma anche fragile, come siamo tutti. E se in un momento di fragilità incontriamo chi ci promette di poter star meglio, noi ci affidiamo. Nelle storie sfortunate di Alan, di Roberta Repetto e di tanti altri, chi promette di star meglio si traveste di benevolenza per manipolare, assoggettare e alla fine, annullare qualsivoglia forma d’identità.

Alan è il giovane protagonista di “Solitudo. L’Abisso della Fenice“, il nuovo romanzo crime di Giancarlo Piccolo, edito dalla Coltura Edizioni, che verrà presentato questo sabato, 18 maggio, alle ore 18, presso la Libreria Agorà in Piazza Roma, a Chiavari. A dialogare con l’autore, Rita Repetto, presidente  e fondatrice dell’Associazione La Pulce nell’orecchio. Il progetto di Rita è nato il 22 febbraio dello scorso anno, in ricordo di sua sorella Roberta Repetto: è a lei che è dedicato il libro.  Nella prefazione, Rita ripercorre la vicenda: “Fu operata da un medico, appartenente al culto a cui si era avvicinata, senza anesteisa ed esame istologico, sul tavolo di una cucina, alla presenza del Guru della Comunità“. Nell’ottobre 2020, Roberta Repetto perde la vita a soli 40 anni, presso l’ospedale San Martino di Genova, per le metastasi di un melanoma rilevato troppo tardi, diversi mesi dopo l’asportazione di un neo, avvenuta proprio sul tavolo di quella cucina.

Psicosette e manipolazione mentale. Questi “fantasmi” compaiono anche nella vita di Alan, costruita dalla penna acuta di Giancarlo Piccolo. Alan ha soli 25 anni quando si trova immischiato prima in problemi economici, poi trascinato sempre più a fondo, in un vortice di “strani favori” da ricambiare. Poi rimane coinvolto in omicidi, sacrifici e rituali. Con l’aiuto di Eric, un sergente di polizia, Alan scoprirà che dietro a tutto questo si cela una trama più molto più intricata, legata a un business e a un sistema strutturato oltre l’immaginabile. Piccolo scende negli abissi più remoti delle vite dei suoi personaggi, svelando così la chiave della quale si servono le sette per aprire un ‘varco’ nell’altro: la vulnerabilità del singolo e gli anfratti più reconditi della sua anima.

Dal punto di vista legislativo, ad oggi, non c’è una norma che va a tutelare chi cade vittima di queste dinamiche settarie” – spiega Rita Repetto – “La recente assoluzione del responsabile per la Procura di Genova per la morte di mia sorella ne è una prova“. Il 21 febbraio 2024 la Corte di Appello di Genova ha ridotto da 3 anni e 4 mesi a 1 anno e 4 mesi la condanna per il medico bresciano Paolo Oneda, è stato invece completamente assolto Paolo Bendinelli, responsabile e ‘guru’ del centro presso il quale Roberta era stata operata. Lo scorso 23 aprile sono state pubblicate le motivazioni della sentenza: “Era del resto una donna adulta, pienamente in grado di decidere se consultare o meno dei sanitari in caso di dubbi sulla sua condizione di salute”.

Per questo motivo è centrale il ruolo delle realtà ‘dal basso‘, come quella dell’Associazione La Pulce nell’orecchio: “In tantissimi mi scrivono, riconoscono i comportamenti tipici nei loro parenti, amici, conoscenti. Chiedono aiuto. Prima non avevo nessuno a cui chiedere aiuto. Pensavo che le sette fossero fatte da persone incappucciate e invece possono essere persone normalissime. Qualunque realtà può essere una setta, anche una cucina o un centro di danza“.

Nel romanzo  “Solitudo. L’Abisso della Fenice” c’è anche un disegno di Roberta. “Vorrei ringraziare l’autore e la casa editrice per il disegno. Hanno aderito al mio progetto ‘La pulce in un disegno‘. Volevo che mia sorella venisse ricordata per tutta la bellezza che ha creato, i suoi disegni sono un’eredità importantissima“. Il libro “Solitudo. L’abisso della Fenice”, di Giancarlo Piccolo, è disponibile in tutte le librerie d’Italia, su Amazon e su tutti i canali di vendita online

Ascolta l’intervista completa a Rita Repetto, presidente dell’Associazione La Pulce nell’orecchio.

“All’inferno e ritorno: Un uomo nella ‘ndrangheta, in carcere e verso una nuova vita”

La lotta dello Stato contro la ’ndrangheta non si interrompe mai. Si è da poco aperto il secondo grande maxiprocesso della storia d’Italia: a Lamezia Terme si giudicano 300 imputati accusati a diverso titolo di appartenere a questa organizzazione.

Ma c’è un lato umano di questa tragedia che non deve essere ignorato. Cosa “promette” la più potente associazione criminale del mondo a chi entra a farvi parte e a chi collabora con i suoi traffici? Com’è la vita di una persona che si lega a questa realtà? E soprattutto: è possibile interrompere la schiavitù e uscire da questo “inferno dorato”?

Un testimone d’eccezione racconta il suo percorso dentro la ’ndrangheta attiva a Milano, la “capitale morale” del Paese. Dove ci sono i soldi, dove c’è la finanza, dove si continuano a fare guadagni con la droga e il controllo di molteplici attività economiche legali.

Il protagonista percorre la sua “carriera”, poi viene arrestato nell’ambito della più importante operazione contro la ’ndrangheta al Nord, processato e condannato a sedici anni di prigione per gravissimi reati (che ha scontato interamente). Oggi racconta il prezzo da pagare per essere un criminale; l’atroce pena rappresentata dal carcere e cosa significa cambiare vita.

Matteo Zilocchi presenta “All’inferno e ritorno. Un uomo nella ‘ndrangheta, in carcere e verso una nuova vita”, Edizioni San Paolo 2021. L’appuntamento è fissato per oggi pomeriggio, alle ore 18:00, presso la Libreria Feltrinelli di Genova.

Matteo Zilocchi ha raccontato a Babboleo.it la trama del suo nuovo romanzo.

“Tutto qua? Repertorio ragionato di oggetti ostili”, il breviario ironico del magistrato Marchesiello

Michele Marchesiello è nato a Bolzano nel 1941, magistrato dal 1967 al 2007. Genovese da sempre, Marchesiello mette a fuoco una lista nera di oggetti antipatici, inutili e noiosi, presenti nella nostra vita. Da questa idea nasce il titolo del suo nuovo libro edito da Sido, “Tutto qua? Repertorio ragionato di oggetti ostili”. Un libro che, come lo stesso autore afferma, “pretende serietà, vuole introdurre attraverso la ricostruzione degli oggetti dei valori reali, importati”.

In soli 181 pagine l’autore in maniera ironica racconta la delusione di uno uomo che, in un primo momento, aveva provato entusiasmo e amore per tutta la tecnologia arrivata nelle nostre vite, dal videoregistratore, passando per i vari body scanner, power point, casse self service e tanti altri oggetti innovativi. E non è tutto, tra i vari imputati, sono presenti anche oggetti che non hanno nulla a che fare con il digitale: dal trolley alla tuta, dal marsupio al minirobot, fino ad arrivare anche al telegiornale.

Secondo Marchesiello questi oggetti hanno la colpa di aver dimostrato tutti i nostri errori commessi fino ad oggi e, per questo, messi alla giuria sul banco degli imputati per essere giudicati.
Tutto qua? mette in luce le qualità letterarie, sociologiche, filosofiche e cinematografiche dell’autore invitandoci alla lettura, se pur con fatica, per conoscere se stessi e diffidare delle scorciatoie.

Ma passiamo dal libro all’attualità dolceamara della professione legata alla magistratura, sappiamo che da anni oramai la magistratura non attraversa tempi facili. Il cittadino è il primo ad esprimere preoccupazione nei confronti della giustizia e del suo rapporto con la politica. “Il problema fondamentale – dichiara il giudice in pensione Marchesiello, ai microfoni di Babboleo news – “è l’odierna crisi dei partiti e la confusione venutasi a creare nelle varie correnti di pensiero tra i magistrati, ai miei tempi esistevano solo due correnti, ed era tutto più semplice”.

Per quanto riguarda l’annoso tema legato alle donne e la loro possibilità di fare carriera da magistrato, il magistrato Marchesiello aggiunge che “si sono fatti grandi passi avanti, oggi sono molte le donne che ne fanno parte, rispetto a quando io ho cominciato. C’è comunque ancora molto da fare perché gli incarichi più ambiti sono ancora solo maschili”.

Ascolta l’intervista completa

“Il suono della colpa”, il romanzo noir di Daniele Grillo e Alessio Piras

Genova. Benedetta Fabbri, postina precaria, nel primo giro di consegne a Vernazzola, si imbatte nel cadavere di Arnoldo Chiana, liutaio tra i più apprezzati dai big della Scala. Il caso viene derubricato dagli inquirenti a «morte per cause naturali». Ma per Benedetta qualcosa non torna e inizia un’indagine nella quale coinvolge il padre Primo, due colleghi e Trick, agente di polizia e partner di giochi erotici. La postina seguirà le note distorte dei violini che accompagnano la vicenda, si troverà sullo spartito bruciato della vita della vittima e di una data cruciale per la Storia del Paese: 12 dicembre 1969, strage di piazza Fontana. Un percorso a ritroso alla ricerca della verità, rincorrendo l’anima di uomini e di strumenti, che vibra del suono incessante della colpa.

Un noir mozzafiato che vede il debutto come protagonista di Benedetta Fabbri, postina precaria con la passione per i gialli che si trasforma in investigatrice. E’ “Il suono della colpa” (Mursia), il nuovo libro degli scrittori genovesi Daniele Grillo e Alessio Piras.

Daniele Grillo e Alessio Piras raccontano così il loro libro a Babboleo News

  • La trama (risponde Alessio Piras)
  • Che tipo di Genova è quella che raccontate nel romanzo? (Alessio Piras)
  • Come nascono i personaggi che animano i luoghi (che voi conosci molto bene) di questa storia? (Alessio Piras)
  • Come avete selezionato i luoghi in cui la storia si sviluppa? (risponde Daniele Grillo)
  • Perchè la scelta dei violini a fare da colonna sonora alla vicenda? (Daniele Grillo)