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Liguria regione più boschiva d’Italia ma mancano prati-pascolo e foreste storiche; più basso l’indice di abbattimento di Co2

Boschi e foreste di Liguria, la nostra è la regione italiana con la più alta percentuale di superficie boschiva. E’ il dato fornito da Coldiretti che, nella Giornata Internazionale delle Foreste che ricorre oggi, mette a fuoco quella che è la situazione generale e soprattutto locale, sul fronte della tutela ambientale e contro l’abbandono del territorio.
La provincia più ‘boscata’ del territorio ligure risulta essere è quella di Savona mentre quella con meno superficie forestale è lo spezzino. Si tratta principalmente di superfici di “boschi alti”, ossia alberi come castagni, faggi, cerri e ampie pinete, che ricoprono l’84,4% circa della superficie forestale totale.
Ma sul fronte della sostenibilità, non è tutto oro – verde – quello che luccica.
Ne abbiamo parlato con Roberto Costa, presidente di Federparchi in Liguria, che oltre a tracciare un quadro della situazione avverte come la scarsità di prati da pascolo, l’incuria, la presenza di piante giovani sui rilievi della Liguria risulti poco incisiva sul fronte dell’abbattimento della Co2, come invece di si aspetterebbe nella regione con il maggior numero di ettari di superficie boschiva presenti e, anzi, problematica sul fronte della tutela della biodiversità.
Ascolta l’intervista sul nostro sito.

Anche a Punta Manara i paletti georeferenziati: sentieri più sicuri per escursionisti

SESTRI LEVANTE – Sentieri ancora più sicuri per gli escursionisti che la prossima primavera affolleranno i percorsi di Punta Manara. Da un’intesa tra Soccorso Alpino e Speleologico Liguria e Comune di Sestri Levante arrivano 31 paletti georeferenziati lungo tutti i sentieri del promontorio.

Sono paletti in acciaio inox, distano più o meno 250 metri uno dell’altro. Sono tutti numerati, con la sigla PM (Punta Manara). Utili a soccorrere chi si infortuna che, chiamando il numero di emergenza 112, potrà chiedere aiuto segnalando il numero del paletto più vicino, accorciando i tempi di ricerca del paziente” – spiega Thomas Peirano, vicecapostazione Tigullio val d’Aveto del Soccorso Alpino Liguria, che si è occupato del progetto.

Non solo. Su ogni paletto è riportato un qr code che, una volta visualizzato con il proprio dispositivo – Apple o Android – rimanderà all’applicazione gratuita GeoResQ, che può servire quando non si può fare una telefonata. “Il promontorio di Punta Manara ha una buona copertura telefonica. Si tratta di un’applicazione molto utile che permette di mandare un allarme alla centrale di GeoResQ, che poi smista la chiamata alla stazione di competenza” – afferma Peirano.

Si tratta di un sistema già collaudato in Liguria: da anni è in funzione lungo i sentieri di località turistiche come Portofino e le Cinque Terre. L’esperienza dei soccorritori insegna quella che pare un’ovvietà. “È successo che ci chiamassero per interventi al paletto 12 ma poi erano al 7. La gente, una volta sentitasi meglio, si sposta e noi fatichiamo ad arrivare al target” – rammenta il vicecapostazione – “la cosa principale che diciamo sempre è non muoversi“.

Ascolta qui l’intervista integrale al vicecapostazione del Soccorso Alpino ligure Thomas Peirano.

Come scoprire la fauna ligure con il questionario Unige

Memorabili le immagini che ci giungevano durante il lockdown di una popolazione animale che, nella nostra regione così come in tutto il mondo, si riappropriava dei propri spazi e andava a scoprirne di nuovi: delfini nel porto di Genova, cinghiali in pieno centro e lupi che tornano a popolare l’entroterra.
Oggi, anche se le persone sono tornate a riempire le vie e le piazze, gli animali tornano spesso a fare visita nei centri cittadini.

Da anni ricercatori e ricercatrici di vari dipartimenti dell’Università di Genova studiano i cambiamenti nel territorio e nel paesaggio della Liguria, soprattutto per quello che riguarda l’entroterra, ma anche la costa e le aree urbane, che sono due contesti molto diversi anche per i processi paesaggistici in atto.

L’entroterra ha vissuto già dai primi del ‘900 processi di spopolamento, ai quali hanno fatto seguito fenomeni di inselvatichimento spontaneo, cioè di crescita del bosco e ritorno di specie animali un tempo scomparse – basti pensare ai lupi. Aumentano le aree boscate laddove prima esistevano pratiche agro silvo pastorali, quindi agricoltura, gestione del bosco e pastorizia. Oggi la Liguria è la regione più densamente boscata d’Italia, con circa il 75-80% coperto da boschi. In pochi decenni il panorama paesaggistico è profondamente cambiato, basti guardare vecchie foto.

Lungo la costa e i fondovalle si sono verificati fenomeni di urbanizzazione, ma negli ultimi anni noi genovesi dobbiamo fare i conti quasi quotidianamente con dei nuovi cittadini: specie animali più o meno ingombranti e invadenti con cui condividiamo la nostra quotidianità.

Il questionario vuole proprio investigare il rapporto che i genovesi hanno con questi elementi di natura cittadina” – racconta Pietro Piana, docente di geografia politica dell’Università di Genova – “e si concentra in particolare sulla fauna urbana e sugli spazi naturali in città, in particolare i letti dei corsi d’acqua, come il Polcevera e il Bisagno, che sono dei veri e propri corridoi che la fauna utilizza per spostarsi”.

Questo progetto si inserisce in un più ampio filone di ricerca, portato avanti da anni dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Genova e della School of Geography dell’Università di Nottingham nel Regno Unito, con cui la nostra Università collabora da tempo.
L’idea è nata dalla convinzione che l’opinione dei cittadini su questi temi sia fondamentale anche a supporto di attività di gestione e pianificazione di un fenomeno ormai evidente e urgente. A seconda dei quartieri di appartenenza andremo a vedere se e come cambia la percezione della natura urbana nelle varie aree della città”.

Genova è una città molto eterogenea morfologicamente, con un susseguirsi di aree naturali o semi-naturali molto vicine al centro città: basti pensare all’area dei forti. “È interessante capire che idea si sono fatti i genovesi, anche in relazione alle possibili soluzioni, che non sono per nulla semplici. Il questionario vuole essere un’analisi della percezione di questo fenomeno”.

Lo studio, rivolto ai residenti nel Comune di Genova, mira ad analizzare la conoscenza e la percezione che i genovesi hanno della natura che li circonda e in particolar modo degli animali selvatici e dei nuovi spazi di rinaturalizzazione, come i torrenti in ambito urbano.

Qui il link per partecipare al questionario
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLScvssB4fIwI7s8GhnHsLraP6OHOSxVWIn9SB9ckVw4WzQVa1g/viewform

Ai microfoni di Radio Babboleo Pietro Piana, docente di geografia politica dell’Università di Genova