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Genova Capitale del Libro: Jhumpa Lahiri ambasciatrice dell’evento

Ancora appuntamenti nell’anno di Genova Capitale del Libro. Domenica 3 marzo alle ore 17,30 presso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale la scrittrice e traduttrice Jhumpa Lahiri, vincitrice del premio Pulitzer 2000 per la narrativa, all’incontro “Metamorfosi. Trasformazioni linguistiche, geografiche e stilistiche”, in occasione del quale è stata nominata ambasciatrice d’eccezione.

Fulcro dell’evento “Trasformazioni“, tema che nasce dall’esperienza personale della scrittrice, passata attraverso cambiamenti e adattamenti che l’hanno portata a diverse esperienze. I suoi numerosi scritti, caratterizzati da uno stile asciutto e da un’impronta fortemente autobiografica, improntati sull’indagine delle contraddizioni delle identità culturali prodotte dall’immigrazione, hanno fatto il giro del mondo, rendendola vincitrice di numerosi premi. Oltre che scrittrice, Jhumpa Lahiri è anche una traduttrice ed, attualmente, si sta occupando dalle Metamorfosi di Ovidio, che sta traducendo dal latino all’inglese.

Insieme a lei parteciperanno la scrittrice Ester Armanino e gli allievi della Scuola di Recitazione Mariangela Melato del Teatro Nazionale di Genova che leggeranno alcuni passi delle sue opere.

Sabato 2 marzo sarà anche possibile prendere parte ad un seminario di scrittura, tenuto da Lahiri, grazie all’iniziativa organizzata dall’ Officina Letteraria.

Presentato a Genova il nuovo libro di Fulvio Furlan: “La differenza fra Terluzzi e Van Basten”

Giovedì 28 aprile 2022 a Genova, presso Mentelocale, primo piano di Palazzo Ducale, Piazza Matteotti, si è svolta la presentazione del libro di Fulvio Furlan, segretario generale Uilca, a cura di Riccardo Grozio, scrittore e giornalista e Massimo Bramante, Centro Studi Orietta Guerra. “La differenza fra Terluzzi e Van Basten” è il titolo del romanzo.

Una questione di centimetri: quelli dello stop di un pallone, grandiosa metafora della vita e della storia. Pochi centimetri bastano a fare di un dilettante un fuoriclasse, e di un fuoriclasse un uomo. Possono salvare una vita, così come condannarla. Il segreto del romanzo che avete tra le mani è tutto in questo piccolo scarto, segno tangibile delle biforcazioni del destino e dei crocevia che la vita ci pone e impone, i se e i ma, le casualità e le coincidenze. Vie che si aprono e chiudono, incrociando la Grande Storia così come le cronache di un’Italia ancora paesana e fieramente provinciale, i corridoi notturni di una locanda addormentata o i labirinti di nebbia che avvolgono un lombardo paesino autunnale. Luci accese e dopo spente, scandite dall’incedere del gioco, dalla magia di ventidue uomini su un oceano verde. Ma si tratta sempre di sei-sette centimetri. Comunque meno di dieci.

“E’ la storia di un’amicizia – racconta Fulvio Furlan a Babboleo News – che dura molti anni, fra un ragazzo e il suo allenatore di calcio. Amicizia che nasce quando il ragazzo ha una decina di anni e che si protrae per tutta la loro vita. Questo legame comincerà ad essere raccontato quando l’allenatore, divenuto anziano, muore. In seguito all’accaduto, il ragazzo, ormai adulto, scriverà della loro storia e della loro amicizia. Si parlerà della vita di paese in cui hanno vissuto e dei suoi abitanti, le esperienze che hanno affrontato, intrecciandosi con la storia dell’Italia di quel tempo e del tipico paesino della provincia lombarda.”

“Il gioco del calcio – continua l’autore – è la passione che lega i due protagonisti della storia e in questo caso diventa una metafora della vita, rappresentando le differenze che possono scaturire per pochi dettagli nel trasformare la vita di una persona, che possono essere le stesse che portano un giocatore normale a diventare un campione. La ricerca di queste piccole differenze sono parte degli insegnamenti che l’allenatore dà al ragazzo: il lavoro, l’impegno, la dedizione, il senso di responsabilità, i pochi centimetri che diventano elemento fondamentale per emergere. Se si è fatto tutto il possibile per trasformare questi centimetri nell’elemento chiave per fare il salto di qualità, ma ciò non avviene, non importa perché non tutto è determinabile. La differenza fra Terluzzi e Van Basten, appunto, è che in ogni caso uno è nato con un talento naturale e l’altro no e a volte il destino non si può sconfiggere. Bisogna però fare di tutto per trasformare quei dettagli negli elementi che ci fanno capire se siamo dei campioni o no.”

Ascolta l’intervista di Fulvio Furlan, autore de “La differenza fra Terluzzi e Van Basten” a Babboleo News.

“Genova città Fragile”: una città in mostra

Dal 17 al 27 marzo la sala Ducale Spazio Aperto di Palazzo Ducale ospita l’esposizione Genova città fragile, progetto realizzato dalla Fondazione Ordine Architetti di Genova a chiusura di “Fragile”, il programma attraverso cui FOA.GE ha affrontato temi fondamentali per lo sviluppo di una città che progetta il suo futuro come gesto di consolidamento delle proprie risorse e qualità. Uno sviluppo che potremmo definire “fragile”.

La mostra nasce come conseguenza della call for images lanciata lo scorso anno dalla Fondazione per ricercare nella città degli aspetti relativi alla fragilità di Genova, intesa non solo come debolezza e precarietà, ma soprattutto come qualcosa di prezioso: spazi non particolarmente visibili ma con grandi possibilità di riscatto” – racconta Elisa Cagelli, curatrice della mostra.

Sono state selezionate 13 immagini, poi esposte sui grandi cartelloni che usualmente ospitano manifesti pubblicitari, come all’interno di uno spazio espositivo a cielo aperto. Oggi la mostra a Palazzo Ducale ci racconta nuovamente la città. La fotografa Anna Positano ha infatti eseguito 29 scatti relativi alle singole esposizioni in città, dalle quali è venuto fuori una doppia città in mostra, in un vero e proprio meta-racconto: Genova negli scatti di Positano e Genova rappresentata nei cartelloni pubblicitari della call, in una reiterazione dell’immagine della città.

52 immagini che creano un vero e proprio ritratto critico e costruttivo, duro e affettuoso per far riflettere sul futuro di Genova.

Gli scatti di Anna Positani hanno rivelato ulteriori aspetti metropolitani e urbani della nostra città non consueti. Ne esce un’immagine di Genova non tradizionale, ma legata alla sua quotidianità, come città vissuta“.

Numerose le iniziative della FOA.GE con l’obiettivo di  valorizzare e qualificare la figura professionale e civile dell’architetto, producendo e promuovendo attività formative e culturali. “La Fondazione dell’Ordine degli Architetti ha il ruolo di stimolare il dibattito culturale che nasce dalla nostra professione, che non si richiuda in se stesso, ma si allarghi al massimo grado possibile e amplifichi l’interesse del nostro lavoro sulla cittadinanza e sulla città” – commenta Pierluigi Feltri, vicepresidente della FOA.GE.

Oggi, 24 marzo, la conferenza con il celebre architetto olandese Ben Van Berkel, rifletterà sul futuro dell’ambiente costruito presentando una serie di scenari che delineano come la tecnologia, gli sviluppi della mobilità e la ricerca di un equilibrio tra valori culturali ed economici, possano cambiare al meglio le nostre città.
Il prossimo 13 aprile invece la Fondazione ospiterà Federico Parolotto, che durante la conferenza presso Palazzo Ducale affronterà il tema della mutata mobilità: “ridistribuzione dello spazio, orari flessibili, smart working sono solo alcune delle possibili soluzioni di mobilità nella città del futuro”.

Ai microfoni di Radio Babboleo Elisa Cagelli, curatrice della mostra “Genova città fragile”

Pierluigi Feltri, vicepresidente della Fondazione Ordine Architetti di Genova

Serena Bertolucci presenta la mostra su Escher a Palazzo Ducale

Ha preso il via a Palazzo Ducale l’evento che di fatto inaugura la nuova stagione espositiva genovese, la grande mostra dedicata all’artista olandese Maurits Cornelis Escher, icona assoluta dell’arte moderna.

Nell’esposizione, la più grande mai allestita per Escher, sono visibili oltre 200 opere e i suoi lavori più rappresentativi come Mano con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956), Metamorfosi II (1939), Giorno e notte (1938) e la serie degli Emblemata.

La presentazione di Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Ducale

La mostra su Escher sarà visitabile sino al 20 febbraio 2022 con i seguenti orari:

lunedì, ore 14-19
da martedì a domenica, ore 10-19
venerdì ore 10-21

Serena Bertolucci racconta l’estate ricca di Palazzo Ducale

Un’estate di eventi, mostre, incontri cinema e tanto altro.

E’ una stagione ad alta intensità quella che attende il grande contenitore culturale genovese di Palazzo Ducale. Da Luzzati a Michelangelo, dal cinema nel cortile maggiore agli eventi del festival Genova Reloaded, passando per tante altre iniziative.

Serena Bertolucci, direttrice di Palazzo Ducale, presenta gli eventi estivi del Ducale a Babboleo.it

Serena Bertolucci, a Palazzo Ducale un ‘supermaggio’ con sette mostre

Un graduale ritorno alla normalità, la riapertura della mostra su Michelangelo e tanti progetti che bollono in pentola.

Con il ritorno della Liguria in zona gialla anche Palazzo Ducale a Genova è ripartito con le sue attività, riaprendo innanzitutto il percorso espositivo della mostra Michelangelo: divino artista, la prima in assoluto dedicata a Michelangelo Buonarroti a Genova, prorogata sino all’11 luglio.

La direttrice di Palazzo Ducale Serena Bertolucci racconta a Babboleo,it i prossimi appuntamenti in programma

Apre al pubblico ‘Edipo, io contagio’, la mostra spettacolo tra pandemia e politica.

Dopo il rinvio legato all’emergenza Covid, da mercoledì 3 febbraio a Palazzo Ducale apre finalmente al pubblico la mostra-spettacolo Edipo:Io contagio, da un’idea di Davide Livermore, direttore del Teatro Nazionale di Genova accolta con entusiasmo da Luca Bizzarri, Presidente della Fondazione per la cultura Palazzo Ducale.

Allestita nel Sottoporticato del Ducale, Edipo: io contagio riflette attraverso una serie di spettacolari installazioni sul tema della pandemia, partendo da una delle più famose tragedie greche, l’Edipo Re di Sofocle, in cui il protagonista si interroga sulla terribile pestilenza che ha colpito la città da lui governata, Tebe, e su come provare ad arrestare il contagio.

Curata dallo stesso Davide Livermore insieme a Margherita Rubino e Andrea Porcheddu, la mostra si articola in sei stanze. Avvolti dalle musiche inquietanti di Andrea Chenna, i visitatori si imbattono in maestosi cavalli, tappeti di sangue, una jeep esplosa, bestie macellate, mentre i performer, ciascuno chiuso in un box trasparente, recitano brevi estratti dal primo atto dell’opera di Sofocle, evocando una comunità che si interroga sulle responsabilità dell’uomo nel disastro, in un crudele gioco del destino in cui si è ora vittime, ora colpevoli.

La presentazione a Babboleo.it di Andrea Porcheddu

La mostra sarà visitabile ad ingresso libero sino al 7 marzo, previa prenotazione sul sito www.teatronazionalegenova.it, con i seguenti orari

lunedì, ore 16-19da martedì a venerdì, ore 12.30-19(ultimo ingresso ore 18.30)

Palazzo Ducale, riapre Michelangelo e arriva Edipo. Serena Bertolucci

Con il ritorno della Liguria in zona gialla rafforzata riprende a Genova l’attività in presenza di Palazzo Ducale, che riapre al pubblico la grande mostra ”Michelangelo, divino artista”.

L’esposizione tornerà visitabile da lunedì 1° febbraio con una serie di visite guidate dalla direttrice Serena Bertolucci e resterà aperta al pubblico sino al 2 maggio.

Da mercoledì 3 febbraio  sarà visitabile anche “Edipo, Io contagio”, la mostra spettacolo in collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova.

Ascolta l’intervento di Serena Bertolucci a Babboleo.it

INFO https://palazzoducale.genova.it/

‘Edipo: io contagio’, al Ducale l’incontro fra tragedia classica e nuova pandemia.

Palazzo Ducale è il contenitore della mostra-spettacolo EDIPO: IO CONTAGIO, ideata da Davide Livermore e nata da un progetto condiviso dal Teatro Nazionale di Genova e la Fondazione per la cultura Palazzo Ducale.

Ambientata in una Tebe devastata da un’inarrestabile pestilenza, la tragedia di Sofocle riflette il periodo storico che stiamo vivendo attraverso un percorso suddiviso in diverse imponenti scenografie dove sei performer, ciascuno chiuso in un box trasparente, restituiscono frammenti del primo atto dell’Edipo Re di Sofocle.

Vengono così evocate mogli e madri che piangono mariti e figli, una comunità che si interroga sulla responsabilità dell’uomo nel disastro, capi di stato che cercano salvezza per il proprio popolo.

Un progetto che vuole riaffermare con forza l’importanza della cultura teatrale in tempo di crisi e della tutela di attori e maestranze, nel momento in cui i teatri si sono trovati a dovere chiudere al pubblico per la seconda volta in pochi mesi.

L’arte deve esistere e resistere” afferma il Direttore del Teatro Nazionale di Genova Davide Livermore. Ecco la sua presentazione della mostra.

Edipo-Io contagio si potrà visitare virtualmente attraverso una serie di video realizzati apposta e condivisi prossimamente sui canali del Teatro e di Palazzo Ducale.