Sciopero Amazon

Amazon, lunedì 22 marzo anche a Genova il primo sciopero nazionale dei lavoratori

Anche Genova si mobiliterà per lo sciopero nazionale dei dipendenti Amazon di lunedì 22 marzo, che riguarderà 300 persone tra dipendenti diretti e corrieri sulla piattaforma di Genova.

Lo sciopero è dovuto a problematiche di turni, i lavoratori lamentano carichi di lavoro insostenibili e ritmi di lavoro 7 giorni su 7 che spesso li costringono a saltare il pasto e trattenere i propri bisogni fisiologici per ore e ore. Il tutto, alimentato dalle pressioni psicologiche a cui i lavoratori, in primis i driver, sono sottoposti quotidianamente.

La misura è ormai colma e questo è frutto dell’atteggiamento di Amazon che manifesta un’indisponibilità cronica ad un confronto con le rappresentanze dei lavoratori”, spiega Francesco Bottiglieri, segretario regionale Fit Cisl Liguria Logistica Trasporto Merci e Spedizione.

Ad aggiungersi alle precedenti motivazioni, la presenza di troppi contratti di lavoro precari che hanno solamente lo scopo di tenere in soggezione i lavoratori che per lo più delle volte sono giovanissimi e appena affacciatisi al mondo del lavoro.

Su Babboleo News – Cosa succede in Liguria le parole del segretario regionale Fit Cisl Liguria Francesco Bottiglieri

Sciopero Amazon di lunedì, Bottiglieri e Filippi (Fit Cisl Liguria): “Basta pressioni psicologiche, carichi di lavoro insostenibili”

E’ previsto per l’intera giornata di lunedì 22 marzo lo sciopero che riguarderà gli addetti hub e consegne della filiera Amazon in Italia. A Genova ci saranno due presidi ai cancelli della sede di Genova Campi: uno su corso Perrone e l’altro su via 30 Giugno. Tra le principali richieste del sindacato una nuova organizzazione del lavoro, la stabilizzazione dei precari, la clausola sociale e la continuità occupazionale per tutti in caso di cambio appalto o cambio fornitore.

“Il 22 marzo è stato indetto il primo sciopero a livello nazionale di tutta la filiera della logistica di Amazon, partendo dal personale dipendente diretto Amazon Logistica Italia passando al personale delle società di fornitura di servizi di logistica, movimentazione e distribuzione delle merci. Quindi stiamo parlando di un 300 lavoratori sulla piattaforma di Genova in totale. La misura è ormai colma e questo è frutto dell’atteggiamento di Amazon che manifesta un’indisponibilità cronica ad un confronto con le rappresentanze dei lavoratori”, spiegano in una nota Francesco Bottiglieri (Segretario Regionale Fit Cisl Liguria ) e Mirko Filippi (Coordinatore Regionale Fit CISL Liguria Logistica Trasporto Merci e Spedizione) che aggiungono: “Nel mese di luglio come Sindacati Confederali della Liguria abbiamo provato a proporre come alle altre principali committenti operanti sul nostro territorio, anche ad Amazon la piattaforma regionale riguardante i driver ma Amazon ha subito demandato ad Assoespressi Associazione Datoriale che avrebbe rappresentato tutti i fornitori di Amazon presenti in Liguria, ma anche qui la trattativa si è interrotta demandandola ad un tavolo Nazionale, mentre con le altre committente si andava alla chiusura dell’accordo a tutela ed incremento dei diritti e del salario dei Driver. Soprattutto la misura è colma e non è più accettabile la situazione che si sta vivendo per quanti riguarda i carichi di lavoro ormai diventati insostenibili con l’aumento delle spedizioni dell’ e-commerce e per le pressioni psicologiche a cui i lavoratori, in primis i driver, sono sottoposti quotidianamente. Basti pensare che il loro orario di lavoro impostato sette giorni su sette, i percorsi, l’ordine delle consegne sono organizzati da un freddo algoritmo che spesso e volentieri costringe questi lavoratori a saltare il pasto e trattenere i propri bisogni fisiologici per ore e ore, facendo correre nel vero senso della parola i lavoratori meno esperti, non facendo mancare i questo modo i danni ai mezzi che ricadano sulle spalle di questi lavoratori. In ultimo ma non per importanza la presenza di moltissimi, anzi troppi contratti di lavoro precari che hanno solamente lo scopo di tenere in soggezione i lavoratori che per lo più delle volte sono giovanissimi e appena affacciatisi al mondo del lavoro. Per queste motivazioni come Fit Cisl insieme alle altre Organizzazioni Sindacali Confederali abbiamo detto basta è indetto la prima azione di sciopero che ne vedrà delle altre se le nostre richieste non verranno ascoltare . Come Fit CISL Liguria riteniamo che al primo posto ci debba essere la dignità e il rispetto della persona e fino a quando questo non ci sarà al 100% ci vedrà impegnati sempre in prima linea a difesa dei Lavoratori”