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Maturità sperimentale in 4 anni: il Gaslini Meucci di Genova punta su cultura e spettacolo

In un’epoca dominata dalla comunicazione dei linguaggi multimediali e visivi, nasce “Servizi culturali e dello spettacolo“, il nuovo indirizzo dell‘IPSIS Gaslini Meucci di Genova che a partire dall’anno scolastico 2024/2024 vedrà nascere una nuova sezione, aggiudicandosi il primato di unico Istituto di Istruzione superiore in Liguria inserito nel programma di sperimentazione che coinvolge istituti tecnici e professionali.

Duplice l’innovazione: da un lato, il conseguimento del diploma con esame di Stato in 4 anni, e dall’altro il ridisegnare i curricola, mirando a rafforzare le competenze in connessione con il tessuto socioeconomico del territorio. Una novità – fortemente voluta dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria con il Direttore Antimo Ponticello e accolta dal Dirigente Scolastico Gabriele Baroni – che va incontro alle richieste provenienti dal territorio e al bisogno di favorire l’implementazione delle competenze per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro.

“Una novità che risponde ad un esigenza del mercato che vede Genova al centro di questo mondo dello spettacolo e così abbiamo strutturato e partecipato alla possibilità di sperimentazione della maturità in 4 anni. Novità assoluta per Genova e unica scuola in regione ad ottenere la sperimentazione” – racconta il dirigente scolastico del Gaslini Meucci Gabriele Baroni – “una curvatura laboratoriale sulle materie che hanno a che fare con la pratica di questo lavoro, dal mondo luci, fonici e multimediale”.

Una proposta di studio altamente formativa che, sulle indicazioni previste dal Piano di Sperimentazione, vede fondamentali gli accordi di partenariato con Genova Liguria Film Commission, ITS-ICT Accademia Digitale Liguria, Isforcoop.

Il nuovo indirizzo diventa così opzione per l’anno scolastico 2024/2025, inserito tra le 171 scuole aderenti al Piano Nazionale di Sperimentazione della filiera tecnolofico-professionale. Iscrizioni aperte fino al 10 febbraio.

Ecosistema scuola, Legambiente: “solo il 50% degli edifici ha effettuato collaudo statico”

Una fotografia non troppo rassicurante quella che emerge da “Ecosistema scuola”, la ricerca annuale di Legambiente sulla qualità dell’edilizia, delle strutture e dei servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche, realizzata a partire dai dati forniti dai Comuni capoluogo di Provincia.

282 gli edifici scolastici esaminati che ogni giorno ospitano 57641 studenti, per i quali risultano ancora troppo pochi gli investimenti.
Il dato più preoccupante infatti la spesa per finanziare progetti educativi nelle scuole medie regionali che si ferma a 44 centesimi a studente, contro la media nazionale del 15,10%. “Proprio per quei progetti che, in sinergia con i programmi scolastici, dovrebbero ampliare l’orizzonte di conoscenze e competenze degli studenti e aiutarli a crescere e formarsi come cittadini attivi e consapevoli” – racconta la vicepresidente regionale di Legambiente e responsabile del settore scuola e formazione Alice Micchini – “Senza dimenticare che per molte famiglie questi fondi costituiscono l’unica opportunità per consentire ai propri figli di prendere pare ad attività extra curricolari”

Situazione stagnante anche per le certificazioni di sicurezza, in Liguria solo il 50% degli edifici ha effettuato il collaudo statico, percentuale che scende al 49,2% per gli edifici che dispongono del certificato di agibilità. Negli ultimi 5 anni le indagini diagnostiche dei solai – fondamentali, visto che il crollo degli stessi costituisce il maggior fattore di rischio nelle scuole – sono state eseguite solo nel 21,8% degli edifici, mentre si è intervenuti per la loro messa in sicurezza su un esiguo 9%.

In 5 anni in Liguria solo 23.515 euro i fondi stanziati per la manutenzione straordinaria, mentre per la manutenzione ordinaria media regionale inferiore del 32,8% rispetto alla nazionale, anche se emerge un dato positivo per quanto riguarda Savona, nelle 5 amministrazioni nazionali che spendono di più con una media di 23.684 euro spesi ad edificio.

Dati positivi anche dalla provincia di Imperia che risulta tra le amministrazioni che spendono di più nel servizio pre e post scuola a livello nazionale, indicatore e servizio molto importante a beneficio di famiglie, studenti e scuole.

Miglioramenti sul lato dell’efficientamento energetico: gli edifici dotati di certificazione energetica sono passati dal 23,3% del 2020 al 91,8% odierno, dei quali però solo lo 0,8% risulta in classe energetica A e il 15,2% dotati di impianti di energia rinnovabile.

Ancora ombre per quanto riguarda gli spazi all’aperto fruibili, come giardini e aree verdi: in Liguria il 39,7% delle scuole non sono dotate di tali spazi e, laddove presenti, solo il 19,5% dei casi sono utilizzati per attività didattiche.

Resta infine il nodo della mobilità casa-scuola: nessun edificio usufruisce di un servizio pedibus – contro il 4,1% nazionale – e nessuna scuola si trova in una zona 30 o in una strada scolastica.

L’intervista integrale alla vicepresidente regionale di Legambiente e responsabile del settore scuola e formazione Alice Micchini ai microfoni di Radio Babboleo

La scolarizzazione come occasione di crescita, ma durante l’emergenza sanitaria cosa succede? Le risposte della pedagogista Cinzia Zaccaro

Cinzia Zaccaro, pedagogista e vicepresidente ligure Federazione consultori familiari di ispirazione cristiana, ha alle spalle una lunga esperienza consultoriale e conosce molto bene cosa accade nella mente dei bambini e degli adolescenti. Esprime tutta la sua preoccupazione riguardo le ripercussioni negative che stanno venendo a galla nella scuola, dopo i due anni bui della pandemia. La didattica a distanza, anche nota come (dad), ha sconvolto in modo significativo la vita dei minori, creando un rischio per il benessere mentale di bambini e adolescenti.

Questa tragica esperienza, come la stessa vicepresidente spiega, “ha creato delle ripercussioni sui minori che stanno aumentando ancora adesso, dalle richieste di ascolto che stanno aumentando nei nostri consultori”.

“L’Italia, in Europa, detiene il triste primato con il maggior numero di Neet acronimo di Not in Education, cioè di quei milioni di ragazzi che non studiano e non lavorano”, spiega Cinzia Zaccaro.

La scuola a distanza secondo la pedagogista non ha fatto altro che peggiorare questa ben nota situazione. Tutt’oggi restano ancora segni preoccupanti su alunni di ogni scuola e grado.

Ascolta l’intervista completa a Cinzia Zaccaro

Rientro a scuola al 70%, in alcuni istituti precedenza a quinte e prime.

A partire da lunedì 26 aprile, gli studenti delle scuole superiori hanno ripreso le lezioni in presenza, sono garantite in zona rossa dal 50% al 75%, in zona gialla e arancione dal 70% al 100%. Sarà per molti la possibilità di tornare gradualmente alla normalità, anche se, la strada è ancora lunga.

La Liguria, entrata in zona gialla, ha deciso per un rientro in presenza al 70% per gli studenti della scuola secondaria. Nell’ordinanza regionale vengono comprese le istituzioni scolastiche statali e paritarie, gli organismi formativi di istruzione e formazione professionale (IeFP), gli istituti tecnici superiori (ITS) e i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS).

Gianni Poggio, dirigente scolastico Vittorio Emanuele di Genova, racconta ai microfoni di Babboleo News com’è stato organizzato il rientro nella scuola che dirige: “siamo al 70%, abbiamo dato la priorità alle classi quinte perché hanno l’esame di stato, e alle classi prime”. Il dirigente scolastico commenta le criticità relative ai trasporti, affermando che al momento non ne sono state registrate.

Sanremo, torna la “Pascoli”: sindaco dedica riapertura a benefattrice russa

Una storia a lieto fine in cui cultura, istruzione e beneficenza si legano in maniera indissolubile.

Nel settembre 2019, a Sanremo, una dichiarazione di inagibilità aveva lasciato “a spasso” 600 studenti di ben 14 classi della Scuola media Pascoli. Oggi la campanella alla Pascoli è tornata a suonare, dopo un anno e mezzo di lavori e investimenti per 2 milioni e duecento mila euro.

La vera protagonista della storia è la donna a cui il sindaco Biancheri ha dedicato la giornata di riapertura odierna. Si tratta di Elena Sivoldaeva, una designer russa che vive nel ponente ligure e che in questi mesi ha affittato, a sue spese, i prefabbricati in cui gli studenti della Pascoli hanno potuto studiare, imparare e crescere. Cifre importanti, 600.000 euro, che non rappresentano un caso isolato: la signora Sivoldaeva, in piena emergenza covid, aveva già donato alla città di Sanremo due costosi dispositivi per la diagnostica e l’analisi del virus Covid-19 e di altre patologie.

Una vera e propria benefattrice, che a quanto pare si è innamorata del ponente ligure al punto di renderlo, a sue spese, un posto ancora migliore. Questo basta a renderla, a nostro parere, una ligure D.O.C.

Scuola, gli asili liguri sono i più affollati d’Italia: quasi 23 bimbi per classe

In Liguria siamo abituati a stare stretti. La nostra regione è chiusa in un sottile lembo di terra tra mari e monti, e l’estensione “orizzontale” delle nostre città ne è testimone. Certo, se questa abitudine a stare vicini vicini non si riproponesse nelle scuole, soprattutto in epoca covid, sarebbe meglio.

Da un’indagine DAS (gruppo Generali) è emerso infatti che le classi degli istituti liguri sono fin troppo popolate: la nostra regione è al quinto posto per densità di alunni nelle classi: 20,84, superiore rispetto alla media nazionale di 20,34. La Liguria è addirittura al primo posto per quanto riguarda le classi più numerose nella scuola dell’infanzia, con 22,72 alunni per classe: sono 19.059 gli alunni iscritti nelle scuole materne della regione, suddivisi in 839 sezioni. La regione è inoltre al quarto posto per quanto riguarda le scuole medie (21,41 alunni per classe) e le superiori (22,20 alunni per classe). Meno affollate, invece, le classi delle scuole primarie, con una media di 18,56 alunni.

Quale potrebbe essere una soluzione per alleggerire il carico sulle nostre scuole? L’unica ipotesi percorribile è quella di aumentare le classi, riqualificando spazi – magari all’interno degli stessi plessi scolastici – e, se necessario, riconvertire nuovi edifici a scuole. Nel frattempo, diventa ancora più importante rispettare le norme igienico-sanitarie: sanificazione, mascherina, distanziamento. E buona lezione a tutti.