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Orientamenti Summer: nove tappe in tutte e quattro le province della Liguria, entroterra incluso

Dal 18 giugno all’11 luglio torna Orientamenti Summer. L’evento, organizzato da Regione Liguria, per sostenere gli studenti e i loro genitori nella scelta del miglior percorso formativo post scuole medie. Nove tappe nelle quattro province liguri, entroterra incluso, con workshop gratuiti per conoscere tutto sull’offerta di enti di formazione e istituti scolastici, scoprire attitudini e interessi personali, strumenti e tendenze del mercato del lavoro con esperti e professionisti della formazione grazie alla collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Università degli Studi di Genova.

“Orientamenti è un grande contenitore che dura 365 giorni all’anno – dichiara l’assessore regionale alla Formazione e all’Orientamento Marco Scajola -. Vogliamo offrire una possibilità, totalmente gratuita, a tutti coloro che devono decidere come proseguire il proprio percorso formativo dopo le scuole medie. Nove incontri con workshop interattivi gestiti da professionisti della formazione in grado di orientare i ragazzi e i loro genitori alla miglior scelta possibile. Saremo in tutti i capoluoghi della regione, ma anche nelle aree interne dando così il giusto spazio al nostro meraviglioso entroterra e a chi lo abita. In pochi giorni abbiamo già oltre 500 prenotati, ma puntiamo, ovviamente, a incrementare questi numeri con l’obiettivo di essere d’ausilio per più studenti liguri possibili. Vogliamo affermarci, evento dopo evento, come un punto di riferimento costante. Invito i ragazzi a fidarsi di noi, dei nostri consigli e di ciò che possiamo garantire per una scelta consapevole”.

“Anche quest’anno Orientamenti Summer si rivolge a tutti gli studenti delle scuole medie che sono chiamati a scegliere il proprio futuro – aggiunge l’assessore regionale alla Scuola e Università Simona Ferro. – Un format virtuoso che ci permette, insieme alle innumerevoli attività portate avanti durante l’anno scolastico, di destagionalizzare il Festival di novembre. In questo modo orientiamo davvero i giovani liguri 365 giorni all’anno e lo facciamo su tutto il territorio, dal momento che queste tappe interesseranno da vicino tanti luoghi dell’entroterra. Mi piace sottolineare come in questa edizione si sia scelto di parlare anche ai ragazzi degli istituti superiori, grazie alla collaborazione con l’Università di Genova, per dare anche a loro un prezioso aiuto nella scelta del percorso accademico e professionale. La Liguria negli ultimi 10 anni è cresciuta esponenzialmente e crescerà ancora, ma per farlo ha bisogno soprattutto dell’apporto dei suoi giovani. Per questo crediamo che sia fondamentale aiutarli a coltivare i propri talenti e inseguire i propri sogni”.

Sono già oltre 500 gli iscritti con possibilità di registrarsi aperta fino al giorno della tappa, incluso, al sito: www.orientamenti.regione.liguria.it.
Ogni provincia avrà almeno due incontri, uno nel capoluogo e uno in una delle aree interne centrando così un obiettivo inserito nella strategia regionale per questi territori, ovvero l’organizzazione di grandi eventi formativi. Tre quelle del genovese con: Genova, Busalla e Sestri Levante.

Tutti gli appuntamenti si svolgeranno alle ore 18. Questo l’elenco completo: 18 giugno – Imperia, 25 giugno – Pieve di Teco, 26 giugno – Savona, 28 giugno – Brugnato, 1 luglio – Genova, 2 luglio – Busalla, 4 luglio – Sestri Levante, 8 luglio – La Spezia, 11 luglio – Calizzano.
Durante le tappe di Imperia, Savona, Busalla, Genova, Sestri Levante e La Spezia, alle ore 17, alle attività suddette previste da Orientamenti Summer si aggiungeranno quelle dell’Università di Genova per rispondere alla domanda: “Cosa fare dopo le superiori?”.

Classi “smartphone free”: il regolamento del Ferraris di Savona per contrastare l’uso dei telefoni a scuola

Il preside Alessandro Gozzi: “Ci abbiamo messo mano per tutelare i ragazzi e per un discorso di salute pubblica”

SAVONA – Da qualche settimana, gli studenti dell’Istituto Ferraris Pancaldo lasciano il proprio cellulare in una rastrelliera, per poi riprenderlo durante l’intervallo e all’uscita da scuola. “Un’operazione per utilizzare al meglio il tempo a scuola e aiutare i ragazzi a crescere un po’” – spiega il preside Alessandro Gozzi che, d’intesa con il Consiglio di Istituto, composto dal personale scolastico e dalle famiglie, ha varato un nuovo regolamento per arginare la problematica dell’uso del cellulare in classe.

Un grande problema” che andava risolto, anche alla luce “dei numerosi provvedimenti disciplinari adottati l’anno scorso”. Tra gli obiettivi dell’iniziativa “bonificare l’ora di lezione, favorire il percorso di autonomia dei ragazzi” e sensibilizzare “sul tema delle dipendenze” – dice il preside.

Ascolta qui l’intervento integrale del preside dell’Istituto Ferraris Pancaldo Alessandro Gozzi.

Scuola in Liguria sempre più precaria, l’analisi di Uil Scuola RUA

Aumenta in modo consistente la precarietà scolastica in Liguria secondo i dati riportati dall’ultimo dossier di Uil Scuola RUA in merito al numero di docenti, personale ATA e supplenti della scuola italiana dal 2015 al 2023. Da quanto emerso dal report nell’ultimo decennio si è verificato un lieve incremento del personale scolastico, ma attuando una scomposizione tra contratti a tempo determinato e indeterminato si nota un grosso ricorso al precariato.

In Liguria, i contratti a tempo determinato per il personale docente sono raddoppiati nel corso degli ultimi sette anni, passando da 2946 nel 2015 a 4820 nel 2023. Aumenta però il ricorso a contratti precari anche tra il personale ATA (da 709 a 1360) e i docenti di sostegno (da 1104 a 2581). In contrasto a questi dati, il numero di contratti a tempo indeterminato è in lieve diminuzione, con un preoccupante -23% tra gli insegnanti di sostegno.

“L’aumento del personale docente precario ha delle ricadute negative sia sulla didattica che sul sistema di formazione delle scuole – dichiara Davide D’Ambrosio, segretario generale di Uil Scuola RUA LiguriaBasterebbe la volontà politica di tradurre 180 milioni di euro all’anno per tutta Italia per mettere a tempo indeterminato il personale che già opera nelle scuole, una cifra che equivale alla differenza tra lo stipendio percepito dal docente precario licenziato a giugno e assunto di nuovo a settembre, il quale nei mesi estivi percepisce la disoccupazione, e l’ipotetico costo della stessa persona se assunta a tempo indeterminato”.

“Le politiche scolastiche sul reclutamento si sono dimostrate fallimentari. I numeri lo certificano“, continua il segretario generale di Uil Scuola RUA Liguria, dichiarandosi contrario al numero chiuso dei corsi universitari per la formazione del personale di sostegno, in quanto docenti già abilitati che vogliono ottenere una specializzazione.

“Eliminazione del numero chiuso sui percorsi del TFA e assunzione diretta per tutti coloro che si trovano attualmente nelle prime fasce delle GPS (Graduatorie Provinciali), ossia docenti già abilitati”, queste le soluzioni che D’Ambrosio suggerisce per colmare il vuoto di personale nelle scuole italiane.

Maturità sperimentale in 4 anni: il Gaslini Meucci di Genova punta su cultura e spettacolo

In un’epoca dominata dalla comunicazione dei linguaggi multimediali e visivi, nasce “Servizi culturali e dello spettacolo“, il nuovo indirizzo dell‘IPSIS Gaslini Meucci di Genova che a partire dall’anno scolastico 2024/2024 vedrà nascere una nuova sezione, aggiudicandosi il primato di unico Istituto di Istruzione superiore in Liguria inserito nel programma di sperimentazione che coinvolge istituti tecnici e professionali.

Duplice l’innovazione: da un lato, il conseguimento del diploma con esame di Stato in 4 anni, e dall’altro il ridisegnare i curricola, mirando a rafforzare le competenze in connessione con il tessuto socioeconomico del territorio. Una novità – fortemente voluta dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Liguria con il Direttore Antimo Ponticello e accolta dal Dirigente Scolastico Gabriele Baroni – che va incontro alle richieste provenienti dal territorio e al bisogno di favorire l’implementazione delle competenze per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro.

“Una novità che risponde ad un esigenza del mercato che vede Genova al centro di questo mondo dello spettacolo e così abbiamo strutturato e partecipato alla possibilità di sperimentazione della maturità in 4 anni. Novità assoluta per Genova e unica scuola in regione ad ottenere la sperimentazione” – racconta il dirigente scolastico del Gaslini Meucci Gabriele Baroni – “una curvatura laboratoriale sulle materie che hanno a che fare con la pratica di questo lavoro, dal mondo luci, fonici e multimediale”.

Una proposta di studio altamente formativa che, sulle indicazioni previste dal Piano di Sperimentazione, vede fondamentali gli accordi di partenariato con Genova Liguria Film Commission, ITS-ICT Accademia Digitale Liguria, Isforcoop.

Il nuovo indirizzo diventa così opzione per l’anno scolastico 2024/2025, inserito tra le 171 scuole aderenti al Piano Nazionale di Sperimentazione della filiera tecnolofico-professionale. Iscrizioni aperte fino al 10 febbraio.

Ecosistema scuola, Legambiente: “solo il 50% degli edifici ha effettuato collaudo statico”

Una fotografia non troppo rassicurante quella che emerge da “Ecosistema scuola”, la ricerca annuale di Legambiente sulla qualità dell’edilizia, delle strutture e dei servizi messi a disposizione delle istituzioni scolastiche, realizzata a partire dai dati forniti dai Comuni capoluogo di Provincia.

282 gli edifici scolastici esaminati che ogni giorno ospitano 57641 studenti, per i quali risultano ancora troppo pochi gli investimenti.
Il dato più preoccupante infatti la spesa per finanziare progetti educativi nelle scuole medie regionali che si ferma a 44 centesimi a studente, contro la media nazionale del 15,10%. “Proprio per quei progetti che, in sinergia con i programmi scolastici, dovrebbero ampliare l’orizzonte di conoscenze e competenze degli studenti e aiutarli a crescere e formarsi come cittadini attivi e consapevoli” – racconta la vicepresidente regionale di Legambiente e responsabile del settore scuola e formazione Alice Micchini – “Senza dimenticare che per molte famiglie questi fondi costituiscono l’unica opportunità per consentire ai propri figli di prendere pare ad attività extra curricolari”

Situazione stagnante anche per le certificazioni di sicurezza, in Liguria solo il 50% degli edifici ha effettuato il collaudo statico, percentuale che scende al 49,2% per gli edifici che dispongono del certificato di agibilità. Negli ultimi 5 anni le indagini diagnostiche dei solai – fondamentali, visto che il crollo degli stessi costituisce il maggior fattore di rischio nelle scuole – sono state eseguite solo nel 21,8% degli edifici, mentre si è intervenuti per la loro messa in sicurezza su un esiguo 9%.

In 5 anni in Liguria solo 23.515 euro i fondi stanziati per la manutenzione straordinaria, mentre per la manutenzione ordinaria media regionale inferiore del 32,8% rispetto alla nazionale, anche se emerge un dato positivo per quanto riguarda Savona, nelle 5 amministrazioni nazionali che spendono di più con una media di 23.684 euro spesi ad edificio.

Dati positivi anche dalla provincia di Imperia che risulta tra le amministrazioni che spendono di più nel servizio pre e post scuola a livello nazionale, indicatore e servizio molto importante a beneficio di famiglie, studenti e scuole.

Miglioramenti sul lato dell’efficientamento energetico: gli edifici dotati di certificazione energetica sono passati dal 23,3% del 2020 al 91,8% odierno, dei quali però solo lo 0,8% risulta in classe energetica A e il 15,2% dotati di impianti di energia rinnovabile.

Ancora ombre per quanto riguarda gli spazi all’aperto fruibili, come giardini e aree verdi: in Liguria il 39,7% delle scuole non sono dotate di tali spazi e, laddove presenti, solo il 19,5% dei casi sono utilizzati per attività didattiche.

Resta infine il nodo della mobilità casa-scuola: nessun edificio usufruisce di un servizio pedibus – contro il 4,1% nazionale – e nessuna scuola si trova in una zona 30 o in una strada scolastica.

L’intervista integrale alla vicepresidente regionale di Legambiente e responsabile del settore scuola e formazione Alice Micchini ai microfoni di Radio Babboleo

La scolarizzazione come occasione di crescita, ma durante l’emergenza sanitaria cosa succede? Le risposte della pedagogista Cinzia Zaccaro

Cinzia Zaccaro, pedagogista e vicepresidente ligure Federazione consultori familiari di ispirazione cristiana, ha alle spalle una lunga esperienza consultoriale e conosce molto bene cosa accade nella mente dei bambini e degli adolescenti. Esprime tutta la sua preoccupazione riguardo le ripercussioni negative che stanno venendo a galla nella scuola, dopo i due anni bui della pandemia. La didattica a distanza, anche nota come (dad), ha sconvolto in modo significativo la vita dei minori, creando un rischio per il benessere mentale di bambini e adolescenti.

Questa tragica esperienza, come la stessa vicepresidente spiega, “ha creato delle ripercussioni sui minori che stanno aumentando ancora adesso, dalle richieste di ascolto che stanno aumentando nei nostri consultori”.

“L’Italia, in Europa, detiene il triste primato con il maggior numero di Neet acronimo di Not in Education, cioè di quei milioni di ragazzi che non studiano e non lavorano”, spiega Cinzia Zaccaro.

La scuola a distanza secondo la pedagogista non ha fatto altro che peggiorare questa ben nota situazione. Tutt’oggi restano ancora segni preoccupanti su alunni di ogni scuola e grado.

Ascolta l’intervista completa a Cinzia Zaccaro

Rientro a scuola al 70%, in alcuni istituti precedenza a quinte e prime.

A partire da lunedì 26 aprile, gli studenti delle scuole superiori hanno ripreso le lezioni in presenza, sono garantite in zona rossa dal 50% al 75%, in zona gialla e arancione dal 70% al 100%. Sarà per molti la possibilità di tornare gradualmente alla normalità, anche se, la strada è ancora lunga.

La Liguria, entrata in zona gialla, ha deciso per un rientro in presenza al 70% per gli studenti della scuola secondaria. Nell’ordinanza regionale vengono comprese le istituzioni scolastiche statali e paritarie, gli organismi formativi di istruzione e formazione professionale (IeFP), gli istituti tecnici superiori (ITS) e i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS).

Gianni Poggio, dirigente scolastico Vittorio Emanuele di Genova, racconta ai microfoni di Babboleo News com’è stato organizzato il rientro nella scuola che dirige: “siamo al 70%, abbiamo dato la priorità alle classi quinte perché hanno l’esame di stato, e alle classi prime”. Il dirigente scolastico commenta le criticità relative ai trasporti, affermando che al momento non ne sono state registrate.

Sanremo, torna la “Pascoli”: sindaco dedica riapertura a benefattrice russa

Una storia a lieto fine in cui cultura, istruzione e beneficenza si legano in maniera indissolubile.

Nel settembre 2019, a Sanremo, una dichiarazione di inagibilità aveva lasciato “a spasso” 600 studenti di ben 14 classi della Scuola media Pascoli. Oggi la campanella alla Pascoli è tornata a suonare, dopo un anno e mezzo di lavori e investimenti per 2 milioni e duecento mila euro.

La vera protagonista della storia è la donna a cui il sindaco Biancheri ha dedicato la giornata di riapertura odierna. Si tratta di Elena Sivoldaeva, una designer russa che vive nel ponente ligure e che in questi mesi ha affittato, a sue spese, i prefabbricati in cui gli studenti della Pascoli hanno potuto studiare, imparare e crescere. Cifre importanti, 600.000 euro, che non rappresentano un caso isolato: la signora Sivoldaeva, in piena emergenza covid, aveva già donato alla città di Sanremo due costosi dispositivi per la diagnostica e l’analisi del virus Covid-19 e di altre patologie.

Una vera e propria benefattrice, che a quanto pare si è innamorata del ponente ligure al punto di renderlo, a sue spese, un posto ancora migliore. Questo basta a renderla, a nostro parere, una ligure D.O.C.

Scuola, gli asili liguri sono i più affollati d’Italia: quasi 23 bimbi per classe

In Liguria siamo abituati a stare stretti. La nostra regione è chiusa in un sottile lembo di terra tra mari e monti, e l’estensione “orizzontale” delle nostre città ne è testimone. Certo, se questa abitudine a stare vicini vicini non si riproponesse nelle scuole, soprattutto in epoca covid, sarebbe meglio.

Da un’indagine DAS (gruppo Generali) è emerso infatti che le classi degli istituti liguri sono fin troppo popolate: la nostra regione è al quinto posto per densità di alunni nelle classi: 20,84, superiore rispetto alla media nazionale di 20,34. La Liguria è addirittura al primo posto per quanto riguarda le classi più numerose nella scuola dell’infanzia, con 22,72 alunni per classe: sono 19.059 gli alunni iscritti nelle scuole materne della regione, suddivisi in 839 sezioni. La regione è inoltre al quarto posto per quanto riguarda le scuole medie (21,41 alunni per classe) e le superiori (22,20 alunni per classe). Meno affollate, invece, le classi delle scuole primarie, con una media di 18,56 alunni.

Quale potrebbe essere una soluzione per alleggerire il carico sulle nostre scuole? L’unica ipotesi percorribile è quella di aumentare le classi, riqualificando spazi – magari all’interno degli stessi plessi scolastici – e, se necessario, riconvertire nuovi edifici a scuole. Nel frattempo, diventa ancora più importante rispettare le norme igienico-sanitarie: sanificazione, mascherina, distanziamento. E buona lezione a tutti.