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Presentati i report dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza e sulla criminalità organizzata. Piana: “Liguria più sicura rispetto al contesto nazionale”

La Liguria appare più sicura rispetto al contesto nazionale e a quello del Nord-Ovest, ma presenta anche alcuni elementi che richiedono attenzione. È il dato sommario che emerge dai report annuali dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza e sulla criminalità organizzata, elaborati da Liguria Ricerche, società in-house di Regione Liguria, prendendo in esame i dati di fonte Istat.

Le documentazioni, consegnate e presentate da Regione Liguria in Sala Trasparenza alle autorità civili e militari, forniscono una panoramica dei delitti denunciati dalle Forze di Polizia all’Autorità Giudiziaria e un’analisi dei fenomeni legati alla criminalità organizzata, oltreché di monitoraggio sulla situazione dei beni confiscati.

Da questo report emerge principalmente che i delitti in Liguria sono aumentati. Nell’ultimo anno sono stati denunciati circa 65.000 delitti però, nel lungo periodo a partire dal 2018, c’è stato un decremento annuale piuttosto consistente – ha dichiarato Paola Dadone, ricercatrice presso Liguria Ricerche -. Le principali categorie di delitto sono i furti, i danneggiamenti e le frodi informatiche. La Liguria ha una buona percezione di sicurezza, anche migliore rispetto ai comparti territoriali di riferimento, quindi al Nord-Ovest e all’Italia”.

In particolare, si rileva che, nel 2022, in Liguria è inferiore la percezione del rischio di criminalità (18,3%) rispetto al dato nazionale (21,9%) e del Nord-Ovest (22,3%), così come migliora la percezione di sicurezza dei cittadini che camminano da soli al buio (+8,1 punti percentuali rispetto al 2018). Aumentano le denunce di scomparsa (il recente dato pubblicato indica per la Liguria 851 denunce nel 2023, +18% rispetto al 2022), così come i delitti denunciati (65 mila, +4,4% rispetto al 2021). I furti rimangono i delitti più diffusi (37%), seguiti dai danneggiamenti (17%) e dalle truffe e frodi informatiche (12%). Per quanto riguarda la violenza di genere viene registrato un aumento, tra il 2018 e il 2022, delle chiamate alla helpline (+10%). 

Sul fronte della criminalità organizzata si rileva che al 1° dicembre 2023 in Liguria si trovano 444 beni confiscati alle mafie, di cui 275 ancora in gestione da parte dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) e 169 già destinati. Il volume più alto dei beni si trova in provincia di Genova (214). Grazie alle recenti modifiche normative, Regione Liguria sosterrà con 600 mila euro annuali, e con un apposito capitolo di bilancio, l’attività di recupero dei beni confiscati, consentendo agli Enti locali di presentare domanda di contributo anche in una fase antecedente al decreto di ANBSC di destinazione del bene.

“Uno degli elementi che sta alla base della civile convivenza sociale e dello sviluppo di relazioni costruttive e solide è la sicurezza effettiva che le persone e le attività sociali ed economiche sperimentano quotidianamente, così come la percezione di sicurezza da parte dei cittadini. Appare perciò importante, per l’ente regionale, monitorare la situazione relativa alla sicurezza sul proprio territorio, anche attraverso l’analisi dell’informazione statistica riferita alla commissione di reati e alle loro caratteristiche e dinamiche nel tempo – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico e alla Sicurezza Alessio Piana – In questa prospettiva, l’Osservatorio regionale sulla sicurezza e sulla criminalità organizzata rappresenta un importante strumento informativo e di monitoraggio utilizzato dall’ente regionale a supporto delle proprie attività in materia di sicurezza integrata, oltreché un mezzo di informazione per la cittadinanza e di promozione della cultura della legalità, con riferimento alle politiche regionali di valorizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata presenti sul territorio della Liguria”.

Gli elaborati redatti con la collaborazione dei professori Vittorio Mete e Vincenzo Scalia dell’Università di Firenze, degli esperti dello Studio legale tributario di Milano EY, gli avvocati Serena M. Spadavecchia e Gianluigi A. Muscas e di Libera Liguria, contengono anche approfondimenti tematici sulle mafie in Liguria, sulle baby gangs, sul cybercrime e sui sistemi di video-ripresa e sorveglianza.

Oltre a provvedere alla redazione dei due report, Liguria Ricerche cura la gestione di una dashboard interattiva, strumento innovativo che consente di visualizzare ed esplorare i dati annuali di fonte Istat raccolti dalle Prefetture relativi al tema della sicurezza, e fare un confronto fra le varie realtà territoriali. La piattaforma, periodicamente aggiornata con i dati progressivamente disponibili, è consultabile sul sito di Regione Liguria o di Liguria Ricerche.

Ormai da tre anni Liguria Ricerche, con l’importante contributo di Germana Dellepiane e Paola Dadone, supporta Regione Liguria nelle attività di analisi dei dati e dei fenomeni legati alla sicurezza e alla criminalità organizzata, al fine di delineare un quadro completo e aggiornato – sottolinea Luca Gandullia, presidente di Liguria RicercheL’attività di monitoraggio e di analisi proseguirà per fornire ulteriori chiavi di lettura e approfondire le tematiche di maggiore rilevanza”.

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Nuovo Codice della Strada, Fiab: “Obblighi su monopattini? Ne decreteranno la fine”. E annunciano mail bombing per modifiche

Via libera al nuovo codice della strada alla Camera, arrivano inasprimenti di pene per chi è sorpreso alla guida con cellulare in mano o sotto l’effetto di alcol e droghe. Non le uniche novità nel provvedimento che ora dovrà passare al vaglio del Senato per l’approvazione definitiva. Si profilano strette anche per l’uso di monopattini che dovranno essere dotati di assicurazione e targa.

“Con questi obblighi – commenta Romolo Solari della Fiab, Federazione italiana Amici della Bicicletta – viene decretata la fine degli spostamenti in monopattino. Non credo si arrivi a una situazione analoga anche per le biciclette, perchè c’è dietro una grande industria. Si parla di maggiore sicurezza ma in realtà si mettono dei paletti ai comuni che vogliono installare gli autovelox o vogliono fare le ZTL. Dicono che le automobili devono stare a un metro e 50 dal ciclista, però quando lo spazio lo consente, quindi è già una norma spuntata, è tutta propaganda. Stiamo partendo con un mail bombing sul Senato, sperando che si attuino cambiamenti”. Ascolta l’intervista sul nostro sito.

SIAP: “La Polizia di Stato deve essere un punto di riferimento autorevole per dare sicurezza democratica sul territorio”

Il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia afferma che in questo momento storico, caratterizzato da sempre più conflitti sociali, la Polizia di stato dovrebbe continuare a garantire sicurezza democratica ai cittadini. In attesa dell’arrivo della neo Questore Silvia Burdese, che si insedierà il giorno 1° marzo 2024, continuano ad esserci, da due anni, gravi criticità causate dalla gestione immobilizzata della Questura di Genova sul tema della sicurezza.

Secondo Roberto Traverso, segretario generale provinciale SIAP Genova – Componente della Segreteria Nazionale SIAP -, sarà un inizio in salita. “L’impegno che dovrà affrontare il nuovo Questore sarà un impegno importante, difficile, ma sappiamo comunque che ha le caratteristiche da poterlo fare quindi questo ci conforta. Purtroppo però noi non siamo così ottimisti”, aggionge il segretario.

Un esempio di criticità è il palazzone della Questura, circondato da ponteggi ormai eterni a causa della mancanza di fondi da parte del proprietario. Il problema è il fatto che il Questore D’Anna, malgrado le innumerevoli sollecitazioni sindacali, non abbia intrapreso formali azioni di rivalsa nei confronti di chi di competenza. Tutto ciò rispecchia ulteriormente la mancanza di coordinamento con il Comune di Genova sulla sicurezza, dato che la Polizia Locale dispone di una centrale operativa moderna e sofisticata attrezzata con i fondi del Ministero dell’Interno.

Roberto Traverso aggiunge: “La situazione è davvero complessa perchè c’è bisogno di avere dei punti di riferimento saldi e la Polizia di Stato deve essere un punto di riferimento istituzionale importante nel capoluogo Ligure”, sottolineando il fatto che il SIAP non vuole mettersi in contrapposizione con la Polizia Locale.

Interviene poi sul tema della criminalità: “E’ una città, la nostra, che è un capoluogo di regione dove dilaga lo spaccio di stupefacenti in mano alla criminalità organizzata e non di certo in mano agli spacciatori che non sono che l’ultimo anello della catena di chi delinque […] Il traffico di stupefacenti è un dato oggettivo, un dato conosciuto da tutti”.

Il SIAP sosterrà e collaborerà certamente con la neo Questore sulla quale non dovranno ricadere le responsabilità del Questore uscente, ovvero le criticità che il nostro sindacato denuncia da tempo dovute alla carente organizzazione che affligge Uffici, Divisioni e Commissariati della Polizia di Stato della Provincia di Genova – situazione già presentata al Prefetto.

Incidenti sul lavoro, Maestripieri (Cisl Liguria): “Bisogna fermare questa scia di sangue”

Cisl Liguria ha organizzato per settimana prossima un presidio regionale davanti al Palazzo della regione a seguito delle diverse assemblee che in questi giorni si stanno tenendo sul tema della mobilitazione nazionale Cisl contro gli infortuni e le morti sul lavoro.

L’appuntamento è quindi fissato per lunedì 26 febbraio alle ore 16.00 davanti al Palazzo della Regione.

È intervenuto sull’argomento Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria, dichiarando: “Tutti devono mettere in priorità l’impegno di fermare questa scia di sangue, nell’occasione presenteremo il nostro documento di proposta per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro”.

SIAP, Silvia Burdese sarà il nuovo Questore dal mese di marzo

“A marzo Silvia Burdese sarà il nuovo questore di Genova. Scelta adeguata per cercare di restituire alla polizia di Stato il proprio ruolo istituzionale nel capoluogo ligure”, dichiarazioni di Roberto Traverso, segretario generale SIAP Genova.

Il nuovo Questore si insedierà in sostituzione del Questore Orazio D’Anna, che andrà in pensione dopo una lunga carriera. La scelta è emersa dall’ultimo Consiglio di Amministrazione, che ha affidato al Questore Silvia Burdese la guida della Questura del capoluogo ligure delle priorità che dovranno essere affrontate con urgenza, per restituire alla Polizia di Stato quel dinamismo istituzionale necessario per affrontare al tavolo del Comitato prefettizio le problematiche sulla sicurezza da protagonista, come previsto dalla legge 121 del 1.4.1981.

Il Questore D’anna, che comunque si è dimostrato sempre disponibile al dialogo interno cercando sempre di trovare una soluzione per i problemi personali dei suoi poliziotti, sul fronte esterno in questi anni ha preferito restare nel solco tracciato dal suo predecessore Questore Ciarrambino che nel 2020
condivise insieme all’allora Prefetto Perrotta la suddivisione del controllo territoriale del Centro Storico in tre settori tra Polizia di Stato, Carabinieri con l’aggiunta sperimentale della Polizia Locale. Da allora la mancanza di coordinamento tra le forze in campo , ha determinato lo sbilanciamento delle poche risorse a disposizione della Polizia di Stato a supporto delle politiche locali sulla sicurezza sulla quale il Comune di Genova ha investito moltissimo soprattutto sul fronte delle assunzioni per la Polizia Locale, il cui organico supera da tempo quello della Questura e tutti i Commissariati della provincia di Genova.

L’arrivo a Marzo del nuovo Questore Burdese, che andrà ad affiancare il neo Prefetto Torraco, potrebbe contribuire ad dare finalmente la svolta necessaria a riequilibrare le forze in campo cominciando ad investire su politiche sulla sicurezza che guardino al degrado sociale ed urbano e non solo ad una linea securtaria, introducendo per esempio i cosiddetti Patti sulla sicurezza sottoscritti da Prefetto e Sindaco previsti dal decreto Minniti (Decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14 recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città”, aggiornato alla L. n. 159/2023).

Un ligure su 26 gira un video con il cellulare mentre è al volante

Il 3,8% dei residenti in Liguria ha girato un video con il cellulare mentre si trovava alla guida. Il 5,3% ha invece dichiarato di essere stato a bordo di un mezzo mentre il conducente filmava.

È questo il dato sconcertante, relativo alla sola Liguria ma in linea con quello dell’intero territorio italiano, che mostra rispettivamente una percentuale del 3,1% ed del 6,9%, emerso dalla terza edizione della ricerca sugli stili di guida degli utenti, commissionata da Anas (Società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane) e condotta da CSA Research – Centro Statistica Aziendale – con interviste su un campione di 4mila persone e con oltre 5mila osservazioni dirette su strada. I numeri sono stati presentati oggi nell’ambito del convegno “Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime”, organizzato da Anas, Piarc (Associazione mondiale della strada) e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in occasione della Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada.

Al convegno hanno partecipato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il Presidente di Anas e di Piarc Italia Edoardo Valente, l’Ad di Anas Aldo IsiPaolo Crepet Psicologo e Sociologo, il giornalista Luca Valdiserri.   

“I dati preoccupanti evidenziati quest’anno dalla Ricerca Anas sugli stili di guida – ha dichiarato l’AD Aldo Isi – denotano come gran parte della responsabilità sia imputabile al fattore umano. Oltre al forte impegno nel continuare a sensibilizzare gli utenti sull’importanza di una guida prudente, sicura e senza distrazioni, Anas sta lavorando per potenziare ulteriormente gli standard di sicurezza della propria rete garantendo, come sempre, la manutenzione ordinaria delle infrastrutture e puntando anche   sull’innovazione tecnologica”.

Inoltre, sottolinea Isi, il dato emerso con la scorsa edizione della Ricerca riguardo la percezione di sé e degli altri alla guida, vede gli italiani assegnare a se stessi come guidatori un voto pari a 9; il giudizio che hanno degli altri guidatori su strada è invece negativo e si attesta su una media di 5.4, quindi ben sotto la sufficienza.

I due comportamenti più scorretti percepiti riguardano i limiti di velocità, che secondo gli intervistati vengono rispettati solo dal 40,3% degli altri guidatori, e l’uso del cellulare alla guida, solo nel 39,6% dei casi.

Ecco alcuni dei dati più interessanti emersi dalla Ricerca relativi alla singola regione Liguria.

L’ 8,7% dei liguri dichiara di non rispettare i limiti di velocità nelle strade che non presentano tutor o autovelox ed il 65,5% afferma che siano gli altri guidatori a non attenersi ai limiti.

Il 9,9% dei residenti ammette di utilizzare il telefono alla guida o fermo al semaforo, ma il 59,4% rivela di aver visto altri compiere questo sbagliato gesto.

Il 5,6% non si assicura sempre che tutti i passeggeri indossino la cintura di sicurezza ed il 46,2% sostiene che non tutti all’interno di un veicolo la indossino sempre.

Il 2,2% degli intervistati non utilizza il casco o non lo allaccia correttamente o rivela non lo facciano gli altri motociclisti, per il 29,7%.

Il 4,9% dei liguri non nasconde di essersi messo alla guida dopo aver bevuto ed il 48,3% sostiene che in genere gli altri guidatori compiano questa pericolosa infrazione.

Lo 0,8%( 41,6% in riferimento agli altri autisti), infine, dichiara di non mettere sempre la freccia in caso di cambio corsia e, nel caso del 3,1%( per gli altri 52,9%) , di aver superato talvolta nonostante la striscia che divide le corsie fosse continua.

Sicurezza: in arrivo nel Centro storico 736 nuove telecamere a circuito chiuso e 25 portali per lettura targhe

Le nuove camere a circuito chiuso andranno a sommarsi alle 234 già esistenti e connesse ai 60 chilometri di fibra ottica del Comune. Finanziato con fondi PNRR, il progetto avrà un costo complessivo di 4.908.000 euro.

Secondo quanto affermato dall’assessore comunale alla Sicurezza Sergio Gambino, quello installato a Genova sarà il più completo sistema a circuito chiuso sul territorio nazionale. << Connettere le telecamere alla fibra di proprietà permette di trasmettere velocemente le immagini ai terminali delle forze dell’ordine – continua Gambino – attraverso il circuito “Città Sicura, già sfruttato da Polizia di Stato e Carabinieri >>.

Delle 736 camere, 200 avranno tecnologie PTZ e uno zoom fino a 40x, mentre altre 134 saranno multiottica. Il costo del nuovo sistema di videosorveglianza, software di gestione incluso, ammonta a 3.780.000 euro, con un costo medio a videocamera di oltre 5.100 euro. A queste si aggiungono 25 portali di lettura targhe, utili a monitorare il traffico nel perimetro del centro storico-. La spesa prevista per questi ultimi ammonta a 1.128.000 euro.