Music for Peace a Gaza: “come immaginare oltre 2 milioni di persone tra Nervi e Voltri”

Non è accettabile una condizione del genere”

Ne parliamo tutti i giorni ma pochi sanno realmente che territorio è la striscia di Gaza: possiamo paragonarla alla zona che va da Genova Nervi a Voltri e che nella massima ampiezza arriva fino a Bolzaneto” – racconta ai microfoni di Radio Babboleo Stefano Rebora, presidente di Music for Peace – “abitata però da 2 milioni e 300 mila persone contro le 600 mila del territorio genovese. Ora in questo momento quasi tutti concentrati nella zona di Rafah, quindi come da Nervi a Quinto, un milione e 800 mila persone senza rete fognaria, acqua corrente, abitazioni e ora anche con l’incombere del caldo“.

Arrivate a destinazione le 60 tonnellate di aiuti umanitari partiti da Genova, ma con non poche difficoltà: dapprima lo stop per Rebora alla frontiera egiziana, da dove hanno potuto proseguire solo due volontari. Le operazioni poi sono state seguire da remoto, da Genova, con il convoglio test che è riuscito a raggiungere Gaza il 14 aprile. “Un carico non ingente per testare l’affidabilità della concessione dei permessi da parte degli egiziani” – continua Rebora – “siamo partiti con la distribuzione dei beni alimentari e di prima necessità con 2500 pacchi famiglia da 20 kg l’uno, entro domani confidiamo di finire le distribuzioni, poi lo smistamento di medicinali e medicali“.

Una situazione devastante, l’80% delle abitazioni sono devastate, non ci sono più i servizi di base e servizi igienici – pensiamo per una donna quanto può essere complesso – non c’è acqua corrente, i servizi ospedalieri sono pochissimi e manca tutto. Gli abitanti sono arrivati a mangiare la sabbia, perchè non ti fa sentire la fame“.

Ora si guarda al prossimo obiettivo: per fine giugno si punta ad organizzare un convoglio di circa 200-250 tonnellate di aiuti in 10 container. “Già due container pronti, intanto stiamo lavorando per riuscire a risolvere le problematiche legate alla mia persona per entrare in Egitto e raggiungere Gaza. Confido nelle autorità, ci sono due interpellanze parlamentari: una al parlamento italiano e una a quello europeo. I due ministri degli esteri dovranno intervenire presso le autorità per risolvere la situazione“.

Prosegue così la raccolta dei beni di prima necessità da spedire a Gaza, la stragrande maggioranza con la partecipazione che contraddistingue il Festival di Music for Peace a giugno, dove si entra con beni di prima necessità, medicinali. Poi ancora raccolte, il 21 aprile a Casella con i ragazzi della Manin Marassi e il 26 a Campomorone.

Non è accettabile da parte dell’umanità una condizione del genere nei confronti di altri esseri umani”
Ascolta qui l’intervista integrale a Stefano Rebora