Riaprire il Teatro Verdi per accrescere la sicurezza percepita tra i cittadini

GENOVA – È sempre più alta l’attenzione sul futuro del Teatro Verdi: chiuso dall’estate scorsa, ora si tenta di restituirlo alla città, magari tramite bando pubblico. 

Ad essere animati dal tema non sono solo i cittadini, riuniti la scorsa settimana in un’assemblea pubblica che ha raccolto più di 300 partecipazioni, ma anche chi, come il segretario nazionale SIAP Roberto Traverso, vede nella riapertura del Verdi un antidoto alla criminalità diffusa, capace di “rivitalizzare il tessuto urbano e accrescere la sicurezza percepita”.

Aumentare i presidi sociali, illuminare e pulire un quartiere, installare nuove isole pedonali, aprire centri d’ascolto psicologici”, queste le manovre che, secondo Traverso, sono “in grado di alimentare le radici che garantiscono la vivibilità della città, arrestando il processo di “desertificazione” sociale che sta affliggendo il capoluogo ligure”. Vani quindi i tentativi anti-degrado tanto auspicati dalla cittadinanza, come le cancellate: “quattro anni fa c’eravamo in piazza Settembrini, il problema non si risolve alzando barricate” – aggiunge il Segretario.

Una relazione di causa-effetto sarebbe pertanto il nodo centrale della questione “sicurezza percepita” : “migliorare il senso civico della gente che vive i quartieri aiuta ad isolare chi delinque”. Così al calo dei disagi, degli esposti e delle denunce corrispondono maggiori risorse impegnate in “indagini mirate a colpire la criminalità organizzata che sta facendo dilagare lo spaccio di stupefacenti a Genova e in Liguria” – spiega Traverso.

A Sestri Ponente il Teatro Verdi deve rivivere anche per dare un segnale di discontinuità sulle politiche sulla sicurezza che in questi anni hanno contribuito a mettere in ginocchio i Commissariati di Polizia, tra i quali quello di Sestri Ponente, con organici sempre più asfittici” – conclude Roberto Traverso ai microfoni di Radio Babboleo.