“La Riforma Tributaria. Il Metodo Matteotti”: il saggio di Francesco Tundo alla scoperta degli aspetti meno conosciuti del deputato

Venerdì 21 giugno 2024, alle ore 18.30 in Piazza Don Andrea Gallo, la presentazione del libro “La Riforma Tributaria. Il Metodo Matteotti” di Francesco Tundo

A quasi 100 anni dal rapimento e assassinio di Giacomo Matteotti per mano fascista, Francesco Tundo, professore ordinario di Diritto tributario all’Alma Mater Studiorum di Bologna, pubblica un saggio che mette in luce un aspetto del deputato poco conosciuto. Noto per il suo onere verso la lotta per la democratizzazione e per la libertà contro la dittatura fascista, in pochi conoscono il suo impegno verso la questione tributaria, con la quale Matteotti ha cercato le basi per un’uguaglianza sociale ed equità.

Francesco Tundo, nel suo saggio “La Riforma Tributaria. Il Metodo Matteotti” [Milano, 20 giugno 2024], offre una nuova chiave di lettura del politico e della sua avversione verso il populismo, che viene presentato venerdì 21 giugno alle 18.30 in Piazza Don Andrea Gallo. Interverranno Alfonso Bonafede, avvocato, Marco D’Oria, storico ed ex sindaco di Genova, e Andrea Orlando, deputato. A moderare l’incontro Cristina Pizzorno.

Programmi vaghi, superficialità e opportunismo, dipinge il quadro di un governo violento e autoritario disinteressato al benessere dei cittadini. Come spiega Tundo nel suo saggio, Matteotti aveva visione profonda e chiara della materia fiscale, sostenendo che il fisco dovesse essere utilizzato come fattore strategico al cambiamento e strumento di uguaglianza.

“La questione fiscale è al centro dell’impegno di Matteotti – spiega Francesco Tundo. Vede la dimensione fiscale come strumento per avere una società più giusta, dove le disuguaglianze e le differenze che c’erano all’inizio del secolo, a cavallo tra la Prima Guerra Mondiale e l’introduzione del regime fascista, spariscono. Il fisco è uno strumento di giustizia, Matteotti dice che le tasse sono necessarie, e questa è una bella scoperta ed eredità a 100 anni dalla sua morte. Il pensiero di Matteotti è all’interno dell’articolo 53 della Costituzione, ossia che tutti debbano concorrere alle spese pubbliche secondo la loro capacità contributiva. Le tasse sono uno strumento di uguaglianza sostanziale. Matteotti lo credeva molto prima che si insediasse l’Assemblea Costituente. Crede fortemente nella democrazia rappresentativa e nella centralità del Parlamento. Io credo invece che dovremmo recuperare anche questo pensiero di Matteotti, in un momento in cui alcune ipotesi di riforma ci portano sempre più lontani dalla centralità del Parlamento”.

La Riforma Tributaria ideata da Giacomo Matteotti, oltre ad essere innovativa e attuabile anche ai giorni nostri, è un vero e proprio manifesto politico, per denunciare e provare a fronteggiare quelle che sono le ingiustizie della società dell’epoca. Resta in sospeso una delle domande cardine del suo pensiero e al centro del suo progetto politico: “Possiamo chiedere che la questione fiscale sia affrontata alla luce del sole, nel luogo istituzionale preposto al dibattito pubblico, o dobbiamo rassegnarci alle leggi scritte dalle alte burocrazie nell’ombra dei corridoi ministeriali, ai decreti-legge convertiti frettolosamente senza dibattito parlamentare?”. Ciò che Matteotti vuole, con questo discorso che purtroppo in quel momento rimane vano, è difendere la funzione del Parlamento e del potere legislativo. Il discorso del deputato sopravvivrà per un secolo, sempre attuale ogni volta che, nell’esercizio della potestà normativa tributaria, si verificano delle invasioni di campo tra poteri dello Stato e il Parlamento non esercita a pieno le sue prerogative.

Ascolta l’intervista integrale di Francesco Tundo, scrittore del saggio “La Riforma Tributaria. Il Metodo Matteotti”, su Radio Babboleo.