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Stop alla violenza di genere: venerdì 26 gennaio l’iniziativa dei centri antiviolenza rivolta alla cittadinanza presso Villa Bombrini

GENOVA- Venerdì 26 gennaio dalle ore 17 fino alle ore 19 presso Villa Bombrini si terrà l’iniziativa dei centri antiviolenza di Genova per dire Stop alla violenza. L’evento è promosso dal Centro Per Non Subire Violenza (da UDI) Aps e dal Centro Per Non Subire Violenza Martina Rossi. Patrocinato dai Centri antiviolenza, da Genova Liguria Film Commission, dal Centro Studi Amedeo Peter Giannini e da Canto Libero. Con la partecipazione di Società per Cornigliano, della scuola ASD live dance. Esso rivolge il suo invito a tutta la cittadinanza con l’importante messaggio di sensibilizzare i cittadini a non voltarsi dall’altra parte quando si affronta il tema della violenza.

L’evento, dedicato a tutte le vittime di violenza, sarà così strutturato:

  • Una mostra fotografica dal titolo “LA FORZA DELLE DONNE” racconta la storia di una donna che riesce ad uscire da un percorso di violenza chiedendo aiuto e riuscendo finalmente a ritrovare la propria libertà e femminilità;
  • Un progetto audiovisivo curato da Claudia Oliva, fotogiornalista di Recco e volontaria del Centro Per Non Subire Violenza Martina Rossi, sviluppato in collaborazione con Francesca Cavallini e con Francesco Bianchi che hanno dato origine a una vera e propria installazione audiovisiva con il contributo di truccatrici e attrici locali;
  • Una performance della scuola di ballo genovese ASD live dance e del coro “Canto Libero” diretto dal Maestro Gianni Martini che daranno vita ad una serata musicale anni 60 e 70.

Ai microfoni di Radio Babboleo Chiara Panero, coordinatrice della casa rifugio del centro per non subire violenza di Genova, affronta la delicata tematica della violenza sulle donne. Iniziativa nata per sensibilizzare e fare rumore, da ricordare non solo il 25 novembre, in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza maschile sulle donne, ma tutti i giorni dell’anno.

La campagna di Regione Liguria “Qui non c’è posto per la violenza”, Candia (Lista Sansa): “Nostra la proposta di investire fondi per sensibilizzare sul tema”

Il 25 novembre, nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sono sempre più numerose le iniziative tese al contrasto della violenza, che spesso sfocia in femminicidio, tramite l’educazione, la sensibilizzazione, ma anche attivamente, aiutando chi le violenze le sta subendo in prima persona.

Grande impegno sulla tematica è stato promosso dalla lista Sansa, e con particolare impegno della consigliera regionale Selena Candia, tramite una campagna che nasce da un lavoro fatto dalle opposizioni in Regione in seguito alla pervenuta denuncia di una violenza subita su un mezzo di trasporto pubblico (il caso Kimberly ndr).

Una giovane ragazza genovese ha denunciato una violenza subita da un’amica su mezzo di trasporto pubblico nella città di Genova. Nel giro di poco sui social sono state raccolte più di 300 testimonianze di giovanissime, dell’età da scuole medie e superiori, di violenze subite sui mezzi di trasporto pubblico” racconta la consigliera regionale della lista Sansa Selena Candia – “Così abbiamo chiesto di fare una commissione di approfondimento con i centri anti-violenza e con le agenzie che si occupano di trasporto pubblico in Regione Liguria e a luglio abbiamo ottenuto una variazione di bilancio per indirizzare 50 mila euro proprio a una campagna promozionale contro le violenze sui mezzi di trasporto”.

Simbolo di questa campagna è l’autobus presente in piazza De Ferrari a Genova, proprio nella giornata contro la violenza sulle donne che ricorda “Qui non c’è posto per la violenza”. Sugli autobus brandizzati per sensibilizzare i cittadini sul tema della violenza sulle donne sono stati inseriti pannelli che riportano numeri e indirizzi per chiedere un aiuto concreto.

Dobbiamo ricordarci tutti i giorni che non si tratta di una lotta da fare solo dalle donne con le donne, ma dev’essere portata all’attenzione di tutti, perché una società più inclusiva dove le donne hanno gli stessi diritti e sono integrate così come gli uomini è una società migliore, così come ci mostrano molti paesi del nord Europa” conclude la consigliera.

Ai microfoni di Radio Babboleo, Selena Candia, consigliere regionale lista Sansa

Liguria seconda in Italia per femminicidi. Franzoia: “Servono prevenzione per il futuro e aiuto immediato ai figli delle vittime”

L’elenco di femminicidi dall’inizio del 2020 ad oggi in Liguria sta aumentando in modo preoccupante, soprattutto dopo il lockdown, andando ad occupare il secondo posto in Italia per numero di casi registrati da 18 mesi a questa parte. In Italia il fenomeno è addirittura arrivato a 78 femminicidi consumati da gennaio 2020.

Per provare ad arginare il fenomeno la Liguria ha costituito nel luglio scorso il Dipartimento di Pari Opportunità, guidato da Elisabetta Franzoia, responsabile regionale. ‘‘Il dipartimento ha come obiettivo quello di sensibilizzare le persone e di aiutare non solo le donne, attraverso la prevenzione, ma anche chi rimane dopo i tragici episodi di femminicidio” spiega in una lunga intervista a Babboleo News.

Lo scorso 13 ottobre a Roma si è tenuta una riunione operativa coordinata dalla responsabile nazionale Laura Ravetto, deputata alla Camera dal 2006, per fissare gli obiettivi di ogni singola regione, favorire il dialogo tra le istituzioni e soprattutto cercare di fornire un sostegno concreto ai componenti delle famiglie che hanno subito un femminicidio nell’ambiente domestico.

Troppo poco spesso, infatti, si parla dei figli delle donne uccise, che restano orfani di madre e con un padre in carcere. ‘‘Le situazioni in cui molti ragazzi orfani si sono ritrovati sono state drammatiche” aggiunge la responsabile del Dipartimento delle Pari Opportunità di Regione Liguria. “In molti casi di femminicidio i figli rimangono soli a casa con un’esistenza sconvolta da un momento all’altro. Occorre trovare il modo di aiutarli’’.

La crisi pandemica, poi, ha contribuito ad aggravare due fragilità del nostro paese: in Italia le donne faticano a conciliare vita privata e professionale a causa della mancanza di misure di sostegno alla famiglia. In primavera il Dipartimento ha in agenda di organizzare un convegno nazionale proprio per trattare i temi legati al welfare aziendale con lo scopo di migliorare i servizi per la famiglia – come asili nido aziendali o convenzionati, centri estivi e doposcuola – e mitigare i carichi di lavoro per le donne.

‘‘Oggi in Italia non c’è ancora la completa parità di genere. Spesso le donne scelgono un part-time proprio per aver cura della famiglia. Per questo motivo, nel momento in cui decidono di denunciare o andare via di casa, si trovano in difficoltà economica’’ spiega Franzoia. ‘‘Molte donne hanno paura a denunciare, preferiscono le botte, perché hanno timore di non farcela a tenere i figli e che un giudice glieli possa portare via’’.

Molto spesso, la mancanza di indipendenza economica per molte di esse si lega all’incapacità di reagire e di opporsi a situazioni che hanno un epilogo drammatico dopo anni caratterizzati in molti casi da soprusi, violenze fisiche e psichiche, abusi e maltrattamenti. ‘‘Non esiste solo la violenza fisica, ma anche psicologica, che è devastante. Queste donne vengono manipolate e riescono a farsi mettere in testa che non sarebbero capaci mai di farcela da sole. La cosa più brutta è sentirsi sole e io non vorrei che queste donne si sentissero sole: c’è sempre una soluzione ad ogni problema’’ conclude Franzoia. ‘Il dipartimento vuole essere una punta di forza per tutte quelle donne che oggi sono in difficoltà e hanno timore ad andare a denunciare’’.

Un compito di responsabilità per sensibilizzare l’opinione pubblica, nel mese della Giornata Mondiale per l’eliminazione della Violenza sulle Donne, quello del Dipartimento delle Pari Opportunità su un tema purtroppo di stretta attualità e provare a frenare l’ondata dirompente di casi che stanno occupando le prime pagine dei media nazionali e locali dall’inizio del 2020.

Ai microfoni di Radio Babboleo Elisabetta Franzoia, responsabile del Dipartimento delle Pari Opportunità.

‘‘Si avvicina la giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne. La Liguria non ha buoni dati per quanto riguarda la violenza sulle donne e sui femminicidi. Proprio per questo è stato anche costituito questo dipartimento lo scorso luglio. Come nasce l’idea e come si sviluppa?’’

‘‘A Roma il 13 ottobre c’è stata una riunione nazionale coordinata dalla responsabile Laura Ravetto: si è parlato di prevenzione ma anche di aiutare chi resta’’

‘‘Si è parlato anche di welfare aziendale: come incide la mancanza di indipendenza economica in alcuni casi della donna nella dinamica che porta poi alla violenza e in alcuni casi anche al femminicidio’’

‘‘Il dipartimento delle pari opportunità in Liguria è anche un nuovo strumento per sostenere, oltre che le famiglie, i figli orfani anche le donne prima che succeda un eventuale episodio di violenza. Da donna a donna cosa direbbe in questo momento a una donna vittima di violenze che non si decide a denunciare?’